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Regime trifase

Anche per questo argomento c'è il sito di Sandro Ronca che permette di visualizzare molte applicazioni del regime trifase. Il regime trifase è quello più utilizzato per il trasporto, la produzione e l'utilizzo a livello aziendale; infatti permette di trasportare, utilizzare e produrre grandi quantità di potenza. Inoltre, permette di essere particolarmente versatile dato che, se necessario, da generatore è possibile prelevare anche una singola fase e utilizzarla in maniera a se stante (con opportune correzioni per evitare sfasamenti importanti di angolo rispetto anche alle altre due fasi).

Caratteristiche del generatore trifase

Vediamo quindi che il generatore trifase può essere semplificato come tre generatori sinusoidali collegati a stella e ognuno sfasato di 120° gradi l'uno rispetto all'altro (guardando i fasori). Andremo ad utilizzare un sistema simmetrico di tensioni o terna diretta. È importante notare che tutti i valori di tensione sono uguali. Inoltre, ci sono due tipi di terna: diretta (oraria) o inversa (antiorario).

Notiamo un dettaglio che ci sarà utile ricordare: non c'è una "linea di ritorno"; infatti vedremo che quello che succederà sarà che in pratica quello che parte da una linea ritornerà divisa nelle altre due. Prendiamo per esempio Va. Vediamo che per Kirchhoff la somma vettoriale di Vb e Vc sarà sufficiente per fungere da "linea di ritorno" di Va e questo ragionamento può essere applicato sia per le tensioni che per le correnti. Inoltre, questo ragionamento funziona per qualsiasi angolo di partenza. Come vediamo dalla figura, infatti, la somma delle tre differenze di potenziale è sempre 0.

Più avanti inoltre vedremo che può essere inserita una linea di ritorno "neutra" che andrà a modificare alcuni conti.

Circuiti trifase - Tensioni

Vediamo che oltre alla tensione generata ai capi dei generatori ci sarà un'altra tensione molto importante da considerare, cioè la tensione tra una linea e l'altra (tensioni concatenate). In linea di massima sappiamo che la tensione trifase è a 400 V e la tensione tra una linea e l'altra è di 230 V infatti = 400 V / √3.

Ragionando su questo piccolo conto vediamo che ha senso: infatti per la differenza di potenziale presente tra due linee con un angolo di sfasamento di 120° l'una dall'altra dovremmo andare a fare la somma vettoriale (ricordiamoci che uno è negativo) dei fasori dei generatori presi in considerazione e otterremo effettivamente vediamo che la somma vettoriale tra il negativo di uno e il positivo...

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Ingegneria industriale e dell'informazione ING-IND/31 Elettrotecnica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giovi213 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elettrotecnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Massi Pavan Alessandro.
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