Recettori tirosinchinasici
Il dominio transmembrana è un’alfa elica e quello intracellulare contiene il sito catalitico; sono gli unici recettori che, infatti, hanno un’attività enzimatica quale quella chinasica. Entrambi sono estremamente conservati, tant’è che tutte le chinasi ne condividono i fold. L’unica porzione che le differenzia è il dominio extracellulare; la classificazione delle chinasi, infatti, dipende dal suo fold, che può essere:
- Dominio simile all’immoglubina (e in questo caso sono più domini immunoglobulina simili che si assemblano)
- Dominio ricco in cisteina
- Dominio simile alla fibronectina
Questi sono i più comuni; bisogna considerare anche delle eccezioni, domini extracellulari che non hanno fold corrispondenti a quelli menzionati.
Dominio immunoglobulina simile
Il dominio immunoglobulina simile è un sandwich beta formato da residui strutturali estremamente conservati che permettono l’interazione tra i due foglietti. I residui presenti nei loop, contrariamente a quelli strutturali che garantiscono il fold, sono caratterizzati da una notevole diversità per permettere la variabilità dei recettori (esattamente come funzionano le immunoglobuline, che riescono a discriminare singolarmente fra diversi tipi di antigeni).
Dominio extracellulare del recettore dell’insulina
È formato da 3 subdomini; L1 e L2 sono costituiti ciascuno da una beta elica fiancheggiata da due alfa eliche, una al C e l’altra al N-terminale. Centralmente si trova un terzo subdominio di connessione ricco in cisteine.
Dominio chinasico (immunoglobulina simile)
Il dominio chinasico, comune a tutte le chinasi, è il dominio catalitico. Una chinasi è un enzima che catalizza la reazione di trasferimento del fosfato in gamma dell’ATP ad un gruppo funzionale, l’OH. È un dominio conservatissimo e molto piccolo (270aa), composto da due sub domini, i lobi, chiamati così perché racchiudono il sito attivo.
- Lobo piccolo o N terminale: è formato da un foglietto beta antiparallelo a 5 filamenti e da un’unica alfa elica, l’alfa elica C. È chiaro che in un dominio catalitico vi debbano essere residui che gli permettano di riconoscere specificamente la tirosina su cui agire in base all’intorno in cui essa si trova; altri, strutturali, garantiscono, invece, il corretto fold; ma i residui catalitici veri e propri sono nel loop P, una struttura presente in tutte le proteine che legano i nucleotidi (come la GTPasi) e nell’alfa elica C.
Il loop P connette i filamenti beta1 e beta2 e ha una sequenza conservata GXGXGX, ricca dunque in Gly che gli permette una notevole flessibilità in assenza.
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