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Landrace italiana

Landrace americano

 LANDRACE BELGA

 Si distingue per il carattere della coscia erditato,

 probabilmente, dall'incrocio con la razza Pietrain.

Sua particolare caratteristica è l'eccezionale

 sviluppo muscolare accompagnato ad un discreto

accrescimento. Ottimi incrementi giornalieri, indici di

conversioni leggermente inferiori a quello del

Pietrain.

Taglia media, carnoso.

 Cute rosea e setole bianche.

 Profilo fronto­nasale rettilineo.

 Orecchie leggermente pendenti e dirette in avanti.

 Presenta al pari del Pietrain casi di sindrome PSE

Non adatto alla produzione per salumificio, la razza

 in purezza è esclusa dalla produzione del suino

pesante italiano

RAZZE AMERICANE

Le razze suine americane riflettono il tipo di allevamento a

 cui sono sottoposte.

Sono razze particolarmente rustiche, adatte al

 pascolamento, con ventre retratto e arti lunghi.

Hanno cute pigmentata o ricoperta di setole folte.

 La carne è spesso infiltrata di grasso ed utilizzata pre

 consumo diretto non trasformato.

Derivate da razze europee ed asiatiche ed incroci,

 risalgono per la maggior parte alla fine del 1800 inizio 1900.

Originaria dello stato del New Jersey deriva

 da un incrocio a tre vie tra Berkshire, suini

Iberici e suini rossi africani (Guinea). DUROC

E' la razza più diffusa nel Nuovo Continente.

 Elevata prolificità e attitudine materna.

 Caratteristiche morfologiche

 La cute è color ardesia chiaro sul dorso e sui

 lombi, roseo sulla faccia, gola petto ventre. Il

mantello ha un colore rosso mogano di varia

intensità.

Profilo fronto­nasale concavo.

 Orecchie piccole, portate in avanti, ricadenti.

Statura elevata e arti solidi.

Buona prolificità e attitudine materna.

 Buoni gli indici di conversione. Di grandi

 dimensioni, è capace di fortissimi

accrescimenti giornalieri (600­800 g), pari a

quelli della razza Large White e Landrace.

Le carni risultano ricche di grasso perimuscolare, marezzate e di colore scuro e

 quindi poco adatte alla richiesta pei prosciuttifici.

Usato in Italia prevalentemente come verro per l'incrocio nella produzione del suino

 pesante da salumificio. In purezza presenta alcuni difetti che lo rendono poco

utilizzabile negli allevamenti industriali: la noce e la grassinatura in modo

particolare.

La prima è una noce di grasso che si rinviene nel prosciutto.

 La seconda riguarda un'accentuata marezzatura, entrambe non gradite dai

 trasformatori.

Gli incroci a tre o più vie hanno lo scopo di conferire doti di rusticità,

 Ritenuta esente da PSE, attualmente è stata messa in evidenza una lieve incidenza

 di tale patologia.

Di origine incerta si ritiene che derivino da razze

 HAMPSHIRE

europee giunte in America del Nord con i coloni.

Dopo la II guerra mondiale assunse notevole

importanza. E' di mole compatta e rustico.

Cute e mantello di colore neri, presenta una

 tipica fascia bianca a livello delle spalle e del

garrese che si prolunga fino agli arti come la

Cinta Senese, dalla quale si distingue per la

maggiore mole, il portamento eretto delle

orecchie, le maggiori masse muscolari e la carne

meno grassa.

Profilo fronto­nasale rettilineo.

 Orecchie piccole ed erette.

 Prosciutto largo disceso globoso.

 Coda attaccata alta, arti molto robusti.

 Scrofa dotata di buona prolificità.

 Buon pascolatore utilizza al meglio i foraggi

 verdi.

•Animali di media mole, con accrescimenti

rapidi e buona conversione alimentare.

•E' evoluta negli anni verso il tipo da carne,

è una buona produttrice di carne magra.

Molto usata per l'incrocio sempre nella

produzione del suino leggero grazie

all'elevato accrescimento che dimostra nei

primi mesi di vita. Si adatta bene

all'allevamento all'aperto.

•E' adatta alla produzione del suino leggero,

ma fornisce carni acide,.

•Particolare è l'andamento della glicolisi

post-mortem che determina a 24 h p.m. un

pH decisamente più basso rispetto a quello

delle altre razze, carattere negativo che la

rende poco adatta ai fini della

trasformazione delle carni.

•Il suino Hampshire in purezza è stato,

quindi, escluso dalla produzione italiana del

suino pesante mentre viene impiegato negli

incroci per la formazione di ibridi.

Originaria dell'Ohio, in

 maniera controversa: sembra POLAND CHINA

possedere sangue Berkshire

e di suini asiatici (cinesi e

russi ?).

Il tipo primitivo era da lardo,

 successivamente è evoluto

verso il dual­type.

Mantello nero con pezzatura

 centrifuga (sei macchie

bianche a sede fissa:

estremità del grugno, coda e

4 balzane).

Orecchie erette per i primi 2/3.

 Profilo lievemente concavo .

 Modesta la prolificità.

 Buona la resa al macello.

 Tronco largo e groppa

 inclinata.

Importata in Italia subito

 dopo la I Guerra mondiale

si era notevolmente

diffusa.

Attualmente non molto

 utilizzata nel nostro paese.

Frequente la sindrome

 PSE. Poland China

Spotted poland

Originaria dell'Indiana, deriva da

 incroci tra Poland China,

Gloucestershire old spot (inglese)

e suini pezzati locali.

Mantello bianco a macchie nere

 con contorni netti; il tipo ideale ha

macchie equamente ripartite con

la parte depigmentata.

Profilo del grugno concavo.

 Orecchie erette per 2/3

 Tronco corto.

Arti solidi. Rustica e

resistente, precoce e buona

trasformatrice degli alimenti.

Caratterizzata da ottimi indici

di conversione e da buone rese

al macello.

Il grasso di marezzatura è

elevato e il colore della carne

scuro.

E' adatta alla produzione del

suino magro e fornisce

carcasse ricche di tagli

pregiati.

In Italia è stata usata per

incroci per la produzione del

suino pesante da salumeria.

Attualmente poco usata.

L'anomalia PSE seppur

presente nella razza si presenta

meno che nella Poland China

RAZZE ITALIANE

Caratterizzate da mantello scuro, rusticità e da

una ottima capacità ad alimentarsi nel sottobosco.

Consistenza numerica molto modesta .

MORA ROMAGNOLA

La “Mora” che ha popolato

 tutto il versante nord

dell’Appennino nelle provincie

di Ravenna e Forlì fino agli

anni ’50. sta ora rischiando di

scomparire: nel 1949 ne

esistevano circa 22 mila

esemplari, che si sono ridotti,

qualche anno fa, a meno di 10

(li ha conservati

miracolosamente un allevatore

di Faenza.

E’ un antico suide con notevoli

 doti di rusticità e forte

attitudine materna; dotata di

scarsa precocità, i soggetti di

questa razza possono

comunque raggiungere

notevole peso.

Le sue caratteristiche sono:

 costituzione longilinea, buona taglia, testa

 piccola con muso lungo e sottile, orecchie

piegate in avanti e parallele al muso, occhio

a mandorla di colore nero, pelle scura con

setole nere che formano lungo la linea

dorso­lombare una specie di criniera

denominata “linea sparta”.

Razza robusta, con carni saporite adatta al

 consumo fresco e alla trasformazione

secondo i metodi tradizionali.

Con la diffusione degli allevamenti industriali

 è stata completamente abbandonata: perché

cresce molto più lentamente

dell’onnipresente Large White e,

paradossalmente, per la maggiore

percentuale di grasso che caratterizza la sua

carne rispetto ad altre razze suine “magre”.

Come molte vecchie razze la Mora è

vigorosa, predisposta all’ingrassamento e

molto rustica: ideale per sistemi di

allevamento all’aperto.

E’ stata inserita dalla Regione

 Emilia­Romagna nel Piano

Regionale di Sviluppo Rurale

come razza da salvare e dal

movimento Slow­food nelle

cento produzioni italiane da

presidiare.

Razza antichissima originaria della

 Campania, già nota ai Romani, sembra

avere origine da razze orientali. Casertana

Verso la fine del secolo scorso, questo

 tipo di maiale veniva allevato nelle

province della Campania, del Lazio, del

Molise e di molte altre zone del

Mezzogiorno.

Attualmente, allo stato di

 "semiestinzione", la Casertana è

presente solo in qualche allevamento a

conduzione familiare nella provincia di

Benevento.

Sulle origini di questa specie non sono

 stati condotti studi approfonditi. L'unico

effettuato, infatti, risale al 1899,

quando dall'esame di reperti

archeologici rappresentanti porci e

cinghiali ritrovati negli scavi di Capua,

Pompei ed Ercolano, si riuscirono a

individuare le caratteristiche somatiche

originarie della Casertana.

Comunque, i tratti somatici tipici sono

 la cute nero ardesia sprovvista di

setole (da cui il nomignolo di

"pelatella").

La testa piuttosto lunga, a profilo

 rettilineo, caratterizzata spesso dalla

presenza, ai lati delle mandibole, di

due appendici cutanee dette

sciuccagli, tettoie o bariglioni.

Le orecchie sono di grandezza

 media, ravvicinate tra loro e dirette

obliquamente dall'alto verso il basso

in avanti.

Il tronco è mediamente lungo e gli

 arti asciutti, piuttosto sottili.

Spessore del lardo 3,4­4,4 cm. Tagli

 magri: 49­52% con diete a più bassa

energia; 34­37% con diete a più

elevata energia.

Utilizzata per incrocio fornisce buoni

 accrescimenti perdendo alcuni

caratteri negativi.

E’ la razza più precoce fra

 le nostrane : ad un anno

le scrofe pesano 120 –

140 Kg, i verri 150­170 Kg

mentre i soggetti coetanei

destinati al macello

raggiungono i 219 Kg.

La prolificità è discreta

 ( 7­9 maialini per parto)

ma buone sono le

attitudini materne della

capacità di allattamento e

allevamento della nidiata.

Razza antecedente al 1000 d.c.,

 Cinta Senese

originaria della colline senesi,

regione di boschi cedui. Si diffuse in

tutta la Toscana diventando la razza

maggiormente rappresentata.

Maiale di taglia media, con cute

 nera, setole nere poco folte, ed una

caratteristica fascia bianco rosata

(una sorta di cintura, per l’appunto)

che cinge torace, spalle, garrese e

arti anteriori.

Il grifo si presenta più allungato e

 stretto rispetto alle altre razze di

maiali, un adattamento ad uno stile

di vita più rustico.

Coda con pennacchio di setole in fondo

 è quasi sempre portata senza

ricciolatura.

Le orecchie sono di piccola dimensione,

 dirette in avanti e un po’ in basso, a

coprire gli occhi dai rovi e dalle

sterpaglie.

APPARATO SCHELETRICO:

 il tronco è cilindrico e non

 eccessivamente lungo con leggera

preponderanza del treno posteriore, la

linea dorsale è leggermente arcuata.

Carcasse magre.

 Utilizzata negli incroci con razze bianche

 produce suinetti cosiddetti "tramacchiati

o bigi".


PAGINE

52

PESO

2.61 MB

AUTORE

vipviper

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze e tecnologie agrarie
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Allevamento dei suini e degli equidi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Fontanesi Luca.

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