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Un altro elemento importante del Trascendentalismo è la volontà di affermare la

cultura nordamericana come nuova rispetto a quella europea. I puritani

partono con il desiderio di fondare ciò che non è stato possibile fare nascere in

Europa, ma il collegamento con il continente resta molto forte.

The American Scholar (1837) è un discorso pronunciato da Emerson ad Harvard

e in cui egli sottolinea la necessità di una cultura nordamericana che si

manifesti diversa da quella europea. Il discorso è definito un’«intellectual

Declaration of Indipendence» da Oliver Wandell Holmes, Sr. (1809-1894), ma

non tutti lo apprezzano subito. Emerson e i Trascendentalisti sono spesso

considerati fumosi e campati per aria da i loro contemporanei.

Nel 1836, il Texas dichiara la sua indipendenza dal Messico ed entra a fare parte

degli Stati Uniti d’America. Intorno alla prima metà del 1800, anche la California

(dall’altra parte del continente americano) è ammessa.

Appeal to the Christian Women of the South (1836) di Angelina Emily Grimké

Weld (1805-1879) è a favore dell’abolizionismo della schiavitù e contribuisce

all’affermazione della donna nel tessuto sociale nordamericano. Il poeta John

Greenleaf Whittier (1807-1892) scrive una raccolta di poesie, Poems Written during

the Development of the Abolition Question (1837), che testimoniano l’idea di

Emerson che il pensiero, la politica, la religione sono in continuo movimento.

L’autobiografia di Frederick Douglass (1838) racconta di uno schiavo che riesce a

fuggire e a liberarsi.

Il fermento culturale produce la proliferazione di molti giornali e di molte riviste oltre

alla fondazione di tanti licei (lycéum), cioè dei centri culturali in cui si dibatte di

vari argomenti. Anche il Trascendentalismo è figlio di questa tendenza

all’aggregazione con lo scopo di discutere di diversi soggetti. Tra i trascendentalisti,

sono presenti esponenti di molti ambiti (poeti, saggisti, filosofi, biologi, pedagogisti)

che condividono alcune idee di fondo: la ricerca di un’identità culturale

nordamericana; la presa di posizione nella discussione di vari argomenti.

La rivista del Trascendental Club, nato praticamente a casa di Emerson nel 1837,

è The Dial (1841-1844/45 ca.), diretta da Emerson, poi da Sarah Margaret Fuller

Ossoli. Thoreau, Alcott, Fuller ed Emerson hanno scritto su questa rivista.

Dal punto di vista economico, l’anno 1837 è, tuttavia, piuttosto sfortunato: Emerson

ci dà conto di una crisi lunga e drammatica.

Edgar Allan Poe scrive The Narrative of Arthur Gordon Pym nel 1837. Egli ha una

visione della vita piuttosto diversa da quella di Emerson: Allan Poe guarda al lato

oscuro e al lato inquietante della società e della vita in generale; Emerson è più

ottimista e più portato a credere nel sogno americano. In un saggio (o in un

racconto?), Allan Poe prende in giro con ironia l’eccessiva leggerezza e

l’eccessivo ottimismo dei trascendentalisti.

All’inizio dell’Ottocento, gli Stati Uniti d’America sono sedici, quelli sulla costa

dell’Atlantico che si sono ribellati al dominio inglese. Soltanto cinquant’anni dopo,

nel 1853, il numero degli Stati è triplicato e la popolazione urbana cresce a

dismisura. Il fenomeno dell’immigrazione nel Nord America ha inizio: sia dai Paesi

dell’Europa centrale, sia da quelli dell’Europa scandinava, dall’Irlanda. Anche

l’aumento della popolazione nelle città è molto veloce: da cinque milioni (5’000’000)

a ventuno (21’000’000) in trenta-quarant’anni (30-40). Nel 1850, la California

diventa uno degli Stati Uniti d’America. L’aumento della popolazione urbana

fornisce campo fertile alla diffusione dei giornali. Le persone sono interessate a

sapere cose succede intorno a loro. Soltanto a New York, nel 1830, ci sono

quarantasette (47) giornali, contro i dodici (12) nella stessa città una ventina di anni

fa (1996 ca.).

All’inizio del secolo, i licei sono presenti in quindici (15) Stati. Negli anni ‘60 del

1800, sono tremila (3’000) in tutti gli Stati Uniti d’America.

Gli argomenti più discussi sono:

• l’abolizionismo: il conflitto tra gli Stati del Nord e quelli del Sud sulla

questione della schiavitù è uno dei motivi fondamentali dello scoppio della

Guerra civile del 1860;

• il problema del voto: alle donne, ai neri;

• l’emancipazione della donna: la discussione palpitante orale e scritta

contribuisce al fatto che molte donne inizino a scrivere, cominciando ad

affermarsi grazie a degli articoli e a dei racconti nel tessuto sociale pubblico

degli Stati Uniti d’America (per esempio, Angelina Grimké scrive un Appeal

to the Christian Women of the South, 1836).

La letteratura nordamericana nasce in forte rapporto con i fatti di vita vissuta

ed è caratterizzata dal pragmatismo.

In Georgia, nel 1828, è pubblicato The Cherokee Phoenix, il primo giornale di una

tribù nativa scritto nella loro lingua. La tradizione nativa è, tuttavia,

fondamentalmente orale.

Nel 1844, The Cherokee Advocate è pubblicato.

A Nuova York, nel 1851, Hapways American Indian (?) è fondata, una rivista che

prende il nome da uno scrittore della tribù degli Ogipuà(?)

Il Freedom Journal (1827) è il primo giornale scritto da e che parla degli

afroamericani nel periodo precedente alla Guerra civile del 1860.

Le note conclusive de Uncle Tom’s Cabin; or, Life Among the Lowly (La capanna

dello zio Tom, 1853) di Harriet Elizabeth Beecher Stowe (1811-1896) espone una

serie di caratteristiche della letteratura nordamericana anche successiva. Questo

testo presenta lo schiavo come un personaggio estremamente positivo non dando

abbastanza spazio alla critica degli orrori della schiavitù. «Nothing … cross of

Christ»: la scrittura e l’oralità non sono sufficienti per spiegare appieno la vita

vissuta (rapporto fact e fiction), tragica e orrenda in questo caso, che avviene con

la scusa di una legge e di una religione. «And now, men … judge»: il riferimento

all’individuo che sa giudicare da solo ciò che vede con i suoi occhi gli dà una certa

responsabilità (idea presente in Emerson e in Whitman); egli può fare poco in

pratica, ma può intanto valutare ciò che ritiene giusto. « … sympathetic … »: Idea

che ogni individuo è circondato da una sfera (lo separa e lo protegge) di influenza

simpatetica (lo unisce agli altri). «And the man or the woman … sympathies … »:

ogni individuo deve capire da solo ciò che è giusto, ma deve allo stesso tempo

sentirlo in modo vigoroso e benefico in funzione della sua appartenenza al genere

umano.

La letteratura è una forma d’arte. Essa deve formare il lettore oppure, come dice

Allan Poe, deve essere considerata soltanto un artificio? In The Philosophy of

Composition (1846), Allan Poe ripercorre a ritroso passo dopo passo ciò che l’ha

portato alla composizione della sua poesia famosa The Raven. Egli pensa la

letteratura in termini di costruzione (essa è fiction, cioè “fittizia”, ma nel senso di

“artificiale”, che è costruita passo dopo passo in maniera logica). Harriet Elizabeth

Beecher Stowe (1811-1896) pensa, invece, che la letteratura debba suscitare delle

reazioni (idee, sentimenti) nel suo fruitore, perché impegnata intellettualmente e

socialmente. Emerson la pensa come lei: scrive dei saggi perché vuole dire delle

cose.

Il saggio diventa una forma artistica più nobile grazie a Emerson. Egli aveva una

grande ambizione poetica, ma le sue poesie sono poco creative, perché

appesantite dal suo desiderio di comunicare dei messaggi. Questa vena poetica

attraversa, però, i suoi saggi, nobilitandoli.

Il rischio di scrivere con l’intento di comunicare dei messaggi non è soltanto quello

che diminuire il peso artistico di un’opera, ma anche quello di sfociare nella

pubblicità (la propaganda di Walt Whitman è, infatti, spesso considerata come

eccessiva).

Allan Poe pensa che l’arte debba essere una costruzione con l’obiettivo di

raggiungere un effetto prestabilito. In The Poet (1844), Emerson ritiene, invece, che

l’essenza della poesia sia il suo contenuto, non la sua forma (“it is not metres, but

metre-making argument, that makes a poem”).

In Walden; or, Life in the Wood (1854), Henry David Thoreau, di origine francese,

racconta della sua esperienza di due anni di vita in un bosco, in una capanna di

legno che si è costruito egli stesso, per allontanarsi dalla società, che, secondo lui,

sta già andando in direzioni troppo commerciali. All’inizio di quest’opera, egli scrive

che il suo intento è quello di cantare come un galletto al mattino per svegliare i suoi

contemporanei (“I do not propose to write an ode to dejection, but to brag as lustily

as chanticleer in the morning, standing on his roost, if only to wake my neighbors

up”). Egli ha, pertanto, una motivazione sociale per scrivere.

Il genere gotico è uno dei più diffusi nell’Inghilterra dell’Ottocento. L’ambientazione

tradizionale di questo genere è il castello diroccato di notte, con stanze vuote e

terrificanti, che crea l’atmosfera dell’opera. Gli scrittori statunitensi interiorizzano

l’ambientazione oscura inglese, traducendola in una metafora della mente umana: il

gotico nordamericano è, quindi, psicologico, esemplificato dai racconti di Allan Poe.

La letteratura inglese resta la base di quella nordamericana.

Lawrence Buell sostiene che Emerson è il primo intellettuale pubblico degli

Stati Uniti d’America, in quanto oratore e non semplicemente scrittore. Egli ha

tanti interessi culturali: poesia, narrazione, filosofia (teologia, sociologia). Non

avendo esposto le sue idee in un modo ben strutturato, egli non sempre è accolto a

pieno titolo tra i filosofi: lo studio della letteratura si occupa, in realtà, proprio di dare

la forma più organica possibile al pensiero dei letterati, che è espresso in maniera

poco sistematica rispetto a quello dei filosofi. Emerson non presenta una sola tesi,

ma, in quanto man thinking, torna spesso sui propri passi.

Self-Reliance (1841) è un saggio molto rappresentativo di Emerson, in quanto

parla d’individualismo. Molti scrittori hanno tanta grinta da giovani, poi hanno dei

ripensamenti. Questo saggio di Emerson è più complesso di quanto il titolo possa

suggerirci: l’idea di fondo è che l’essere umano abbia una serie di potenzialità

inespresse appieno (“Man is a god in ruins”).

L’idea del man thinking, il cui pensiero non può essere ingabbiato in

un’espressione definitiva, lo rende attuale nella nostra società. Buell esemplifica

questo aspetto affermando nell’introduzione della biografia di Emerson di avere

iniziato a scrivere il suo libro vent’anni prima, riprendendolo più volte, perché il

pensiero di Emerson si apre continuamente a nuove possibilità. Bloom, che si

preoccupa di stabilire un canone letterario nordamericano, dedica un saggio a

Emerson, intitolato “Mr. America”: Emerson racchiude in sé molti aspetti della

cultura statunitense, nonostante la fluidità del suo pensiero.

Il Trascendentalismo nasce come opposizione alla cultura puritana, sentita

come troppo oppressiva. La natura è percepita da Emerson come fondamentale, in

quanto sede della spiritualità, spostata dalle cattedrali gotiche alle foreste. Il

saggio di Emerson sulla natura, Nature, è proprio il manifesto del

Trascendentalismo. All’interno di quest’opera, la natura è presentata come un

messaggio scritto da Dio agli uomini (Whitman afferma qualcosa di simile), che

essi devono decifrare. La natura è il luogo migliore per esprimere le potenzialità

dell’essere umano non messe in atto appieno. Emerson racconta che, se va in

un bosco e vede degli alberi i cui rami sono agitati dal vento, si sente in sintonia

con la natura, perché pensa che gli alberi lo riconoscano e lo salutino. L’uomo fa

parte della natura, rientra nel cerchio naturale, perciò può trovare l’origine

della sua essenza entrando in contatto con la natura. La natura, che è centrale

per tutta la cultura nordamericana, è un punto di contatto tra Emerson e le filosofie

orientali.

Emerson ha avuto contatti con l’Europa grazie ai suoi viaggi: per esempio, conosce

il filosofo scozzese Thomas Carlyle (1795-1881). Emerson ha scritto una serie di

saggi intitolata Representative men (Uomini rappresentativi, 1850): ciò indica la

sua volontà di delineare i tratti caratteristici di alcune personalità che egli ritiene

significative ed è un po’ in contrasto con l’idea di un pensiero indefinibile.

Emerson ha avuto successo in Italia soprattutto nel ventennio fascista, seppure egli

sia alieno a una cultura d’impostazione fascista: Benito Mussolini (1883-1945) lo

nomina qualche volta.

The Lord’s Supper (1832)

È un saggio scritto in un periodo difficile: Emerson ha perso da poco Helen Tucker,

la sua prima moglie (si sposerà nuovamente e avrà dei figli dalla seconda moglie).

Con esso, Emerson decide di abbandonare il suo mestiere di ministro della

seconda chiesta unitariana di Boston, una chiesa protestante che ha al centro la

fede in un dio unico (non crede nella trinità) e che è ritenuta una chiesa di

intellettuali e di teologi, attenti anche a problemi sociali. Nel saggio, Emerson non si

concentra, però, sulle ragioni personali per la sua rinuncia, ma su quelle teologiche.

La citazione all’inizio è di San Paolo. Essa sintetizza quanto è esposto in maniera

più specifica lungo tutto il saggio. Durante l’ultima cena, Gesù ha istituito il

sacramento dell’eucarestia: il pane e il vino sono rispettivamente la carne e il

sangue di Gesù. Tutte le chiese cristiane celebrano questo rito. Emerson spiega

perché egli ritiene che le cose dovrebbero andare diversamente. Il messaggio

cristiano del Regno di Dio come “righteousness, and peace, and joy” (“giustizia,

pace, e gaudio”) è in accordo con l’idea di armonia tra l’uomo e la natura (sede

dello spirito) del Trascendentalismo: la spiritualità deve farti trovare te stesso e

deve farti sentire bene.

Emerson fa riferimento ai Vangeli, alle Lettere di San Paolo e, meno spesso,

all’Antico Testamento.

L’episodio dell’ultima cena è nel Nuovo Testamento. La cena che Gesù celebra e

che diventa l’eucarestia è, in realtà, la pasqua ebraica, cioè la celebrazione della

liberazione dalla prigionia in Egitto. L’episodio simbolizza la transizione dall’Antico

al Nuovo Testamento.

Vari livelli di lettura si sovrappongono in quest’episodio: quello personale (è un

momento di aggregazione di alcuni amici) e quello religioso (è la celebrazione di un

rito ebraico che diventa un sacramento per i Cristiani).

Emerson dimostra la sua conoscenza dell’argomento che dà il titolo al saggio e che

è uno dei più centrali, ma anche dei più controversi della cultura cristiana: la chiesa

cattolica ritiene che pane e vino non commemorino soltanto l’episodio dell’ultima

cena, ma che essi siano rispettivamente il corpo e il sangue di Gesù; le chiese

protestanti considerano l’episodio dell’ultima cena come una semplice

celebrazione; nella Chiesa d’Inghilterra, gli arcivescovi William Laud (1573-1645) e

William Wake (1657-1737) lo percepiscono come un ringraziamento a Dio. Il

pubblico a cui questo saggio è rivolo conosce bene la questione, perciò Emerson

non scende proprio nel dettaglio.

Nel primo paragrafo, Emerson fa capire che ha studiato e che conosce la

controversia tra le chiese cristiane sull’eucarestia. Egli inizia la propria critica, così

da prepararsi il terreno prima di annunciare il suo abbandono del ministero presso

la chiesa unitariana.

Aspetto religioso-filosofico di

Emerson (M. Cisternino)

The Lord’s Supper è un sermone rivolto a presenti che fanno parte di una

comunità legata al cristianesimo unitariano. I toni che Emerson utilizza in questo

seminario sono diversi rispetto a quelli che si potranno, poi, vedere in Nature in cui

lo stile cambierà, sia perché si tratta di un esordio letterario, sia perché gli

argomenti trattati sono di carattere filosofico, ma che toccano anche altri aspetti

come quello religioso (“come vivere la spiritualità”).

Il distacco di Emerson da questa pratica dell’Eucarestia è motivato dal fatto che,

secondo lui, le intenzioni di Gesù non erano affatto finalizzate al perpetuarsi di

questa pratica a tal punto da diventare un elemento costitutivo della cristianità

stessa. L’essenza del cristianesimo è nella ritualità stessa o in qualcosa di più

profondo (per esempio nella relazione tra creatura e creatore)?

Nel modo in cui Emerson affronta e si approccia alla problematica dell’Eucarestia

sono già implicite delle tematiche che si vedranno in Nature ed approfondite in una

forma più sistematica.

Altro aspetto nel testo è quello che riguarda la storia della teologia unitariana e il

senso della spiritualità che poi viene veicolato in questo sermone. La questione

della Trinità ha a che fare con l’origine del cristianesimo e del dogma cristiano, è

legata ad un evento storico importante della Chiesa e dei dogmi a cui essa si lega:

il Concilio di Nicea del 325 d.C., una risposta alla controversia ariana.

Arianesimo è il nome con cui è conosciuta una dottrina trinitaria elaborata dal

teologo cristiano Ario (256-336), che aveva posto delle questioni di carattere, da un

lato razionale, dall’altro interpretativo, sulla questione della trinità. Nel dibattito

interno al Concilio di Nicea, già si evidenzia una presa di posizione nei confronti

del dogma cristiano: il dogma si colloca al di là della razionalità stessa? Oppure

dobbiamo cercare un modo per far quadrare i due ambiti, ossia promuovere un

orientamento esegetico nei confronti del testo biblico che, anziché evidenziare il

conflitto tra i due ambiti, cerca una connessione e un equilibrio tra i due. Nel

Concilio di Nicea, con la controversia ariana, si delinea già questa questione, come

sottolinea uno storico della filosofia medievale, Étienne Gilson. Questo dice che la

controversia ariana mette già in evidenza la problematicità del rapporto tra

razionalizzazione di stampo greco e dogma cristiano. Quindi dalla questione della

trinità, relativa al Concilio, si arriva a quel rapporto tra razionalità e il dogma

cristiano, analizzato dai deisti inglesi. Il dogma della trinità può solo che essere

sovrarazionale, collocarsi al di sopra della razionalità. Questo perché

razionalmente non possiamo concepire una natura divina che abbia tre ipostasi

diverse. Questo sarà al centro del dibattito della patristica greca.


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Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, culture, letterature, traduzione
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MiPc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura anglo-americana I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Tattoni Igina.

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