Capitolo 1 – Tipologie aziendali
I beni esistono in quantità illimitata (aria, acqua) e quantità limitata. I beni economici sono quelli che richiedono uno sforzo lavorativo (principio del minimo mezzo e massimo risultato). Unità di produzione: imprese; unità di erogazione: unità consuntive o di consumo; unità composite o miste, ovvero le cosiddette aziende "Signorili". Il legame fra la fase di produzione e quella del consumo è rappresentato dallo scambio.
Unità di produzione e consumo
Unità di produzione → beni e servizi prodotti e venduti, corrispettivo monetario dei fattori produttivi ottenuti → unità di consumo.
Unità di consumo → risparmi investiti nel processo produttivo, corrispettivo monetario dei fattori produttivi acquistati, fattori produttivi necessari per realizzare il processo produttivo → unità di produzione.
Aziende di produzione
La distinzione fra aziende di produzione e erogazione è legata alla produzione di nuova ricchezza.
Classificazioni delle aziende
1° Classificazione: Natura dell'attività
- Aziende minerarie o estrattive: metanifere, carbonifere, petrolifere, marmifere ecc.
- Aziende agrarie: coltivazione terreno, allevamento bestiame.
- Aziende industriali o a doppio esercizio (aziende di produzione diretta, trasformazione delle materie acquisite e l'immissione dei prodotti finiti sul mercato): aziende metallurgiche, meccaniche, chimiche, farmaceutiche, tessili, alimentari, edili, ecc.
- Non classificabili: aziende elettriche, del gas e del trasporto.
- Aziende mercantili o ad unico esercizio (aziende produzione indiretta, cioè solo di commercio).
- Aziende finanziarie (ambito del risparmio e previdenza): aziende bancarie e assicurative.
2° Classificazione: Struttura
Aziende a struttura individuale (una persona fisica), a struttura societaria (pluralità di soggetti o personalità giuridica).
3° Classificazione: Dimensione
NB: non esiste un parametro oggettivo che definisce la grandezza di un'impresa:
- Forza Lavoro: imprese labour intensive (ma può essere che abbiano un basso capitale sociale).
- Capitale: imprese capital intensive (incostanza del metro monetario, inflazione).
- Capacità produttiva (ma nella produzione vengono utilizzati beni che vengono poi consumati).
- Valore della produzione (Q*P, ma il prezzo varia col tempo).
- Complessità gestionale (ma esistono anche imprese che, con la tecnologia semplificano la gestione).
Parametri scelti:
- Numero occupati (<50 piccola, <250 media, >250 grande)
- Fatturato al netto delle imposte (<10mln piccola, <50 media, >50 grande)
- Totale di bilancio (<10mln piccola, <43 media, >43 grande)
4° Classificazione: Scopo
Aziende con e senza scopo di lucro. Ogni impresa perché risulti funzionale economicamente, deve avere una gestione tale che il flusso lordo di endofinanziamento sia un'entità sufficiente a recuperare tutti i costi generati dall'utilizzo dei fattori produttivi.
Aziende di erogazione
Mirano al soddisfacimento di bisogni. La caratteristica che le contraddistingue è la fonte generatrice di ricchezza: redditi di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, di impresa (derivano dall'es. di imprese commerciali), derivanti dal patrimonio dell'unità consuntiva, contribuzioni. L'azienda erogatrice più diffusa è l'individuo (o famiglia), un'altra è lo Stato. Ci sono anche asili, ospedali, conventi, monasteri, opere pie, circoli sportivi, associazioni, Regioni, Province, Comuni, ecc.
L'azienda è un "sistema di forze che si sviluppa in un ambiente di cui è parte integrante". È un'entità non spontanea, che rientra fra le organizzazioni umane (il sistema sorge per effetto di una decisione umana), aperta (in armonia con le dinamiche esterne), dinamica (l'attività si svolge in un arco temporale molto esteso, per cui il sistema deve trovare un proprio equilibrio economico-finanziario, dinamico alle variazioni del mercato), complessa.
Ambiente aziendale
- Ambiente fisico-naturale: dove l'azienda è insediata. Vincoli: natura morfologica e climatica (risorse naturali e infrastrutture), problematiche: alterazioni del biosistema, inquinamento.
- Ambiente politico-istituzionale: in ogni Stato o Regione, ci sono differenti normative giuridiche che regolano e condizionano l'attività economica (forma di Governo, struttura costituzionale dello Stato ecc).
- Ambiente socio-culturale: aspetto culturale e religioso che possono modificare le scelte e i comportamenti di imprenditori e consumatori (es il divieto di mangiare carne da parte di alcune popolazioni).
- Ambiente economico-generale: caratteristiche del sistema economico nella sua globalità (oltre ad un'azione programmatica dell'impresa ne esiste anche una economico-operativa dello Stato). Parametri fondamentali dell'economia in una collettività: entità del PIL, suo rapporto col debito pubblico, il suo saldo primario, ecc.
Capitolo 2 – La segmentazione del sistema aziendale
Il sistema aziendale può essere segmentato in diverse aree funzionali difformi per contenuti e competenze. Vale il principio della duplice coerenza, nel senso che devono essere in armonia sia fra di loro sia col sistema considerato. Nell’ambito delle unità di produzione è possibile ottenere 3 grandi aree funzionali:
- Aree caratteristiche (Ricerca e Sviluppo, Marketing e Produzione).
- Aree integrative o di supporto (Finanza, Organizzazione e Personale).
- Aree di controllo e informazione (Pianificazione, Programmazione e Controllo, Sistema informativo: insieme di relazioni che legano differenti aree funzionali con l’ambiente esterno).
Attività primarie: logistica in entrata e in uscita, produzione, marketing e vendite, servizi alla clientela.
Attività di supporto: gestione risorse e infrastrutture, tecnologia, approvvigionamento.
Aree caratteristiche
Area della ricerca
Obtaining nuove conoscenze al fine di un loro sfruttamento economico. Non sempre presente in qualunque azienda, in quanto determina dei costi e non sempre produce risultati. Tipi di ricerca:
- Di base: rivolto ad acquisire nuove conoscenze non sempre utilizzate immediatamente per fini economici (es. ricerche sulle proprietà delle piante). Il legame fra questo tipo di ricerca e la produzione non è diretto.
- Applicata: acquisito il principio si implementa la ricerca al processo produttivo, che si propone quindi di individuare gli strumenti operativi per il loro sfruttamento ai fini economici. L’imprenditore potrebbe attendere lo svolgimento della ricerca da parte di un concorrente, studiandone i risultati e migliorandone il prodotto.
Le scoperte trovate nell’ambito della Ricerca vengono tutelate attraverso appositi Brevetti, titoli giuridici che limitano solamente all’impresa che ha inventato il bene, il diritto esclusivo di produzione dell’invenzione per un certo periodo di tempo. Per aggirare questa pratica, molte imprese attuano il cosiddetto "spionaggio industriale", con lo scopo di poter (oltre che risparmiare denaro in termini di ricerca) scoprire caratteristiche di un prodotto nuovo ed innovativo ancor prima che venga brevettato. La produzione di beni nuovi o innovati crea bisogni indotti. Esistono imprese funzionali, con l’unico scopo cioè di ricerca e sviluppo a favore di altre imprese.
Area dello sviluppo
Redazione di calcoli tecnico-produttivi ed economici per ognuna delle diverse utilizzazioni possibili delle conoscenze acquisite. Si fanno adattamenti e miglioramenti di queste conoscenze, dopodiché si opterà per la combinazione produttiva più idonea, che possa addure a migliori risultati. Si passa quindi al prototipo, con la relativa fase sperimentale, la successiva individuazione e correzione di eventuali problemi e rettifiche, la definizione del prodotto e il passaggio definitivo al reparto della produzione.
Area della produzione
È l’area caratteristica che si occupa della trasformazione tecnico-fisica delle materie prime acquisite dall’impresa in prodotto finito, destinato ad essere venduto sul mercato. Il termine "produzione" però non si riferisce solo all’atto della trasformazione dei fattori, ma anche a tutto ciò che ne risulta strettamente connesso: per questo motivo si suole dividere quest’area funzionale in due grandi rami:
-
Sottosistema operativo: interviene sulla fabbricazione del prodotto. Si suddivide in:
- Esercizio: realizzazione vera e propria del prodotto attraverso schemi e piani predefiniti.
- Qualità: garantire che il prodotto realizzato possegga una qualità conforme a standard prefissati dalla legge.
-
Sottosistema di supporto: predispone le condizioni per l’attività dei sistemi operativi. Si suddivide in:
- Programmazione: redigere piani operativi.
- Tempi, metodi e tecnologia: individuazione dei tempi necessari per il processo tenendo in considerazione l’opzione tecnologica utilizzata per esso.
- Magazzino: garantire un normale flusso di rifornimento dei materiali. Non deve essere mai vuoto, per non rischiare tempi morti e quindi costi aggiuntivi inutili e considerevoli.
- Manutenzione.
- Movimentazione interna: spostamento delle materie dal magazzino agli impianti cercando di ridurre il più possibile rischi, costi ecc. attraverso i lay-out (configurazione di un dato magazzino atto a minimizzare costi e tempi di produzione per ottenere il prodotto finito nei massimi termini di efficacia e efficienza).
- Sottosistema di collegamento: analisi e controllo dei costi; determinazione del valore di produzione (produzione realizzata e venduta, realizzata ma non venduta: magazzino, venduta ma non realizzata: scorte).
Area del marketing
Gestisce i legami fra imprese e mercato. Si divide in:
- Area di sbocco (esame dell’offerta): si basa innanzitutto sul regime di mercato (monopolio → offerta unica; offerta plurima). La competizione si basa sul prezzo, servizi ausiliari (pre/post-vendita, supporto, assistenza), tecnologia, qualità.
- Area di approvvigionamento (esame della domanda): analisi del bisogno (studio del ciclo di vita del settore di consumo e del prodotto realizzato).
Tipi di marketing:
- Mix prezzo-prodotto (individuazione prezzo attuale, condizioni di vendita, modalità di pagamento ecc.)
- Mix distributivo (attività di vendita, assistenza, ecc.)
- Mix promozionale (pubblicità, stimolazioni, ecc.)
Il ciclo di vita di un prodotto è suddiviso in fasi:
- Nascita (crescente)
- Sviluppo economico accelerato e decelerato (crescente)
- Maturità (quasi costante)
- Interfase della cristallizzazione: percezione del prodotto sul mercato e aumento degli investimenti, magari con una nuova combinazione del prodotto, in modo da posticiparne il declino (costante)
- Declino (decrescente)
Aree integrative o di supporto
Area dell’organizzazione
Coordinamento e organizzazione del lavoro da svolgere in un’impresa. Alcune teorie organizzative sono state fondate sui presupposti degli studi di Taylor e Fayol. Lo scopo era quello di ridurre i costi di produzione attraverso la creazione di una struttura che assicurasse il minimo dispendio di risorse e il massimo rendimento della forza lavoro. Taylor affermava la teoria di un’esistenza di più organi direttivi, tutti abituati ad impartire precisi ordini, nell’ambito delle loro competenze. Il massimo rendimento dei lavoratori si ottiene grazie ad una serie di incentivi. La concezione del Fayol invece, porta ad affermare che può esistere un’unicità di capo, coadiuvato da una struttura del personale a forma militare (principio gerarchico-militare), in cui ogni unità prende ordini solamente dai suoi superiori e gli stessi possono impartire ordini ai propri inferiori (Line and Staff). Con la delega di un organo superiore, comunque, si potevano delegare certi compiti ad organi inferiori.
Nel dare la struttura operativa dell’azienda bisogna considerare alcune variabili di successo:
- Efficienza: economicità nell’impiego di risorse.
- Elasticità operativa: capacità del microsistema di operare mutamenti tempestivi in risposta a variazioni della domanda o ad azioni della concorrenza.
- Elasticità strategica: capacità del microsistema di reagire ai mutamenti del prodotto per obsolescenza, innovazione tecnologica ecc.
- Elasticità strutturale: il microsistema deve poter possedere una struttura idonea a consentire e facilitare cambiamenti frequenti e significativi.
Strutture organizzative
Struttura polifunzionale
- Personale e organizzazione
- Amministrazione e controllo
- Marketing
- Finanza
- Produzione
Efficienza – Elasticità operativa. Scarso coordinamento fra le diverse funzioni e scarsa attenzione verso il prodotto finale. Tanta efficienza e moderata efficacia.
Struttura multidivisionale
- Direzione generale
- Divisione alfa
- Divisione beta
- Amministrazione
- Ricerca e sviluppo
- Personale
- Finanza
Elasticità operativa – Elasticità strategica
Struttura a matrice
- Direzione generale
- Marketing
- Ricerca e sviluppo
- Finanza
- Personale
- Prodotto A
- Prodotto B
Elasticità operativa – strategica – strutturale – efficienza.
Altre strutture organizzative vengono annoverate in strutture del tipo:
- Elementare o semplice (un solo livello gerarchico, l’alta direzione, che presenta una diretta dipendenza di tutti gli organi)
- Holding (rappresentazione di un’aggregazione di più unità aziendali aventi ognuna autonomia giuridica, che si limita a detenere pacchetti azionari)
- Globale (multinazionali, che presentano una struttura multidivisionale e non sempre dotate di autonomia giuridica)
Area del personale
Ha il compito di gestire la forza lavoro. Il fabbisogno quantitativo di esso si può basare su opportuni piani coordinati fra breve e medio-lungo periodo. La selezione del personale può avvenire con un colloquio vero e proprio seguito da un attento esame del curriculum, basato sulla selezione del titolo di studio. Ovviamente, non vanno dimenticate le procedure di accertamento di idoneità fisica e qualificazione professionale. Fra le tecniche di valutazione del personale possiamo avere 3 metodi:
- Metodo della graduatoria (classificazione basata su comparazione effettuata in base a criteri)
- Metodo della classificazione (evoluzione della precedente, il valutatore opera per gradi, creando delle classi, dove va a collocare le differenti realtà funzionali)
- Metodo del punteggio (esamina le diverse variabili connotative delle differenti attribuzioni lavorative e consentono di giungere all’appuramento quantitativo del divario fra loro esistente)
Il valutatore utilizza dei diversi metodi per dare valutazioni:
- Scale di giudizio: ogni fattore ha un proprio valore, un proprio peso. Il giudizio non afferirà sulle capacità ma dal concreto operare sul fattore.
- Tecniche di comparazione: presuppongono un confronto fra i diversi soggetti da valutare. Il valutatore redige una lista di merito, ove collocare tutti i soggetti sottoposti a giudizio, liste che sono definite in funzione di differenti parametri.
- Liste descrittive di controllo: elenchi di brevi proposizioni aventi senso compiuto ed idonee a delineare correttamente alcuni aspetti del soggetto da esaminare.
- Valutazione per obiettivi: piano di lavoro in cui vengono fissati i vari obiettivi da raggiungere e i criteri di valutazione da adottare, tutte caratteristiche di una negoziazione fra l’organo superiore e quello inferiore.
Area della finanza
Garantisce all’impresa il suo continuo funzionamento sotto l’aspetto finanziario. I compiti dell’area di finanza si possono suddividere in:
- Diretti: modalità di acquisizione e impiego di nuova ricchezza, gestione della tesoreria e degli investimenti.
- Indiretti: interviene cioè in un secondo momento, ad esempio per sostituire un impianto obsoleto, per ogni attività che comporta esborsi monetari e per le operazioni di sviluppo finanziario legate all’attività di pianificazione e controllo.
- Misti o indotti: sorgono a causa di altre aree funzionali (gestione dei crediti e delle fonti).
Vengono esaminate le diverse modalità di acquisizione di capitale proprio. Se facciamo riferimento ad una società a struttura azionaria, si dovrà esaminare la possibilità, la convenienza e l’opportunità di emettere differenti tipologie di azioni, per godere di particolari benefici. Le azioni sono titoli rappresentativi quote di capitale sociale. Il possesso di esse è la condizione necessaria per essere socio di una SPA o di una SAPA. Si dividono in: ordinarie (la tipologia più comune, attribuisce il diritto di voto nelle assemblee ed il diritto a percepire una parte proporzionale degli utili netti conseguiti), privilegiate (conferiscono al titolare un’aliquota superiore, ma non partecipano al diritto di voto), cumulative (garantiscono la possibilità di percepire in ogni esercizio una misura predeterminata di utile prima di concorrere alla ripartizione di esso: le imprese cercano sempre la conversione di dette azioni in azioni ordinarie), postergate (partecipano per ultime al ripianamento delle perdite) ecc. Inoltre è necessario vagliare la convenienza del ricorso nell’accensione di mutui, emissione di obbligazioni, utilizzazioni di conti correnti, sconti di effetti e scelte fra i diversi investimenti.
Aree di controllo e di informazione
Area dell’amministrazione e del controllo
In questa area vengono a sommarsi quelle attività aziendali che riguardano la pianificazione, programmazione, il controllo e tutto il sistema informativo. Si suole utilizzare il termine di gestione che corrisponde a quello di amministrazione o di governo di un’impresa. Nell’ambito dell’amministrazione va annoverato tutto ciò che inerisce all’organizzazione, alla gestione e all...
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