Radio terapia
Tumore maligno: è una neoformazione di tessuto caratterizzata dalla presenza di cellule atipiche e da un accrescimento autonomo, finalistico e progressivo. Costituiscono la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. Il termine "cancro" è generico. La patologia neoplastica riconosce diversi tipi di cause e a seconda del distretto o aspetto istologico, la malattia può essere gestita con diversi approcci.
Epidemiologia
Una neoplasia nella maggior parte dei casi risente dell'ambiente esterno. Ovviamente una popolazione che invecchia è più suscettibile a contrarre questa patologia. Da un punto di vista di distribuzione geografica, risentendo molto dell'ambiente, ci sono aree geografiche che ne risentono maggiormente rispetto ad altre.
Altri obiettivi sono di andare a valutare e quantificare l'incidenza, la prevalenza, la mortalità e la sopravvivenza, per aiutare chi si occupa di questa malattia a cercare e sviluppare le cure. La patologia neoplastica risente del rischio in termini proprio di ambiente e comportamento, anche ereditarietà, familiarità, alterazioni preneoplastiche acquisite ecc., ma principalmente è dovuta alle condizioni ambientali e comportamentali come fumo, alcool, dieta, esposizione a sostanze tossiche, inquinamento. Inoltre anche il sesso caratterizza la suscettibilità al contrarre la patologia neoplastica, perché alcuni tipi sono più frequenti in maschi rispetto alle femmine o viceversa.
I tumori più frequenti nella donna sono mammella e patologie colon-retto, mentre per quanto riguarda gli uomini, il tumore del polmone, della prostata e colon-retto. Sopravvivenza: nel tempo sono variati i tassi di mortalità grazie alle cure e ai metodi di prevenzione primaria. Quindi in certi casi si riesce a sopravvivere e superare i 5 anni, in altri purtroppo no. Ci sono registri a livello europeo che vanno a raccogliere i dati della patologia oncologica.
Prevenzione dei tumori
Presuppone la conoscenza e l'integrazione di informazioni che derivano dallo studio epidemiologico dei tumori. Prevenzione primaria: mira mediante educazione sanitaria ed interventi di prevenzione dei segni e sintomi di una malattia. Prevenzione secondaria: fare una serie di indagini cliniche o strumentali atte a svelare la presenza di una malattia ancora in fase iniziale. Tali indagini si possono svolgere su tutta la popolazione asintomatica o su soggetti appartenenti a gruppi potenzialmente a rischio, individuati in base a parametri prestabiliti quali età, sesso, familiarità (screening).
Radiation oncology (R.O.)
R.O. è quella disciplina della medicina che si occupa delle cause, della prevenzione e del trattamento dei tumori di altre malattie che richiedono un particolare "expertise" nell'applicazione a scopo terapeutico delle radiazioni ionizzanti da sole o in combinazioni con altre modalità fra cui chirurgia, chemioterapia, ossigeno e calore.
Raggi X: negli anni '50 si utilizzavano macchine con emissioni di raggi gamma del cobalto; parallelamente venivano create le prime macchine generanti raggi X; negli anni '70 arriviamo ad acceleratori di elettroni lineari; negli anni '90 sicuramente la tecnologia è cambiata e abbiamo assistito a una notevole evoluzione.
Brachiterapia
Il rilascio di radiazioni direttamente all'interno o sulla superficie di un'area di malattia mediante sorgenti radioattive posizionate all'interno di un applicatore introdotto nell'organo o sulla/nella cute corrispondente alla sede da irradiare. Obiettivo radioterapia: curativo: può essere utilizzata da sola, oppure associata alla chemioterapia o a trattamento chirurgico.
- Palliativo
- Urgenze radioterapiche: quelle in cui bisogna agire in 24h per es. compressione del midollo spinale, oppure sanguinamenti pelvici in cui la radioterapia ha uno scopo emostatico.
Circa il 50-60% dei pazienti oncologici tendono a sottoporsi alla radioterapia.
Come si organizza un reparto di radioterapia?
La prima visita in cui si inquadra il paziente neoplastico con anamnesi e esame obiettivo, successivamente si fa una TC per definire i volumi di trattamento. Dopodiché ci sarà la definizione del piano di cura in cui il radioterapista definisce il volume da irradiare e il trattamento con erogazione quotidiana delle cure. In corso di trattamento il paziente può manifestare qualche problematica, perciò bisogna fare controlli durante la terapia e verso la fine ci sarà un follow up per controllare i benefici del trattamento.
Il radioterapista si occupa essenzialmente di trattamenti oncologici, ma anche trattamenti non oncologici come malformazioni artero-venose cerebrali, brachiterapia, IORT (radioterapia intraoperatoria).
Radiobiologia
Come si comportano le radiazioni ionizzanti nei tessuti. Le radiazioni sono costituenti dell'ambiente in cui viviamo e una minima parte è contenuta anche nella superficie terrestre.
Radiazioni ionizzanti elettromagnetiche
- Raggi X: generati da un fascio di elettroni
- Raggi gamma: emessi dal nucleo di elementi radioattivi
Radiazioni ionizzanti corpuscolate
- Elettroni
- Protoni
- Ioni
Le radiazioni ionizzanti sono costituite da fotoni, fasci di energia che viaggiano alla velocità della luce e hanno proprietà ondulatorie. I fotoni dotati di energia sufficiente a ionizzare gli atomi interagiscono con la materia e perdono la loro energia. L'effetto fisico delle radiazioni prevede una rottura di legami chimico-fisici nelle molecole bersaglio. Il danno delle radiazioni è un danno che a noi serve per andare ad agire sul DNA, e può essere un danno diretto se agisce direttamente sulla catena di DNA, indiretto che interagisce con le molecole d'acqua e forma radicali liberi che vanno ad agire sul DNA.
Il danno diretto e indiretto al DNA è rappresentato da rottura delle basi con rotture del singolo e doppio filamento. Il danno fisico-chimico può portare a mutazioni e/o alterazioni cromosomiche.
Fase fisica
Assorbimento di energia con fenomeni di ionizzazione ed eccitazione
Fase fisico-chimica
Azione diretta e indiretta con formazione di radicali liberi
Lesione molecolare
Rottura di legami, polimerizzazione e depolimerizzazione
Alterazioni biochimiche
Sintesi DNA, RNA, inibizioni enzimatiche
La cellula è composta da una serie di strutture, il mio obiettivo è quello di danneggiare il DNA.
Unità di misura
- Dose assorbita: Gy (Grey) = J/Kg
- Equivalente di dose: Sv (Sievert)= J/Kg x f.q.
- LET (trasferimento lineare di energia): J/m
Parametri biologici
- DI = densità di ionizzazione
- LET = trasferimento lineare di energia
- EBR = Efficacia biologica relativa, risente del tipo di dose che io do, dal tipo di particelle che io utilizzo, dal tipo di direzione che do alla radiazione e anche dalle caratteristiche dei tessuti.
Danno cellulare
(danno finale dell'erogazione del nostro fascio di radiazioni)
- Danno letale: morte cellulare
- Danno subletale: in alcune situazioni ci può essere una riparazione del danno
- Danno potenzialmente letale
Tipi di morte cellulare
- Morte mitotica: l'entità del danno cromosomale condiziona i processi di divisione cellulare, mitosi aberranti conducono a errori di distribuzione dei cromosomi
- Apoptosi: morte programmata, ci sono una serie di meccanismi per cui la cellula si prepara a morire
- Necrosi: degenerazioni e cascate infiammatorie per cui non è una morte programmata
Rapporto alfa/beta
Viene espresso in Gy e calcolato dalle curve di sopravvivenza cellulare; i tessuti a risposta rapida ed elevato turn-over sono caratterizzati da valori alfa/beta alti, range 7-20. I tessuti a risposta tardiva e basso turn-over sono caratterizzati da valori di alfa beta bassi, range 0.66-6. Praticamente il rapporto alfa/beta mette in relazione il danno letale con il danno subletale. Alfa: danno letale Beta: danno subletale
Tessuti sani
Un tessuto sano può andare incontro a effetti acuti e effetti tardivi.
- Tessuti a risposta rapida (responsabili degli effetti acuti): eritema cutaneo, mucosite, mielotossicità.
- Tessuti a risposta tardiva (responsabilità degli effetti tardivi)
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