Bilancio e rendiconto finanziario nel 2423
Martedì, 22 maggio Nel 2423 il legislatore parte dal presupposto che il bilancio è formato da conto economico, stato patrimoniale e dalla nota integrativa. Non ci sono altri schemi di bilanci obbligatori?
Il rendiconto finanziario
Vi dico che oltre a questi tre documenti autonomi, i principi contabili internazionali prevedono la redazione di un altro documento: il cosiddetto rendiconto finanziario.
A che serve il rendiconto finanziario?
Considerate che il rendiconto finanziario è un documento che spiega al lettore del bilancio come è variata la liquidità (intesa come la disponibilità di cassa + disponibilità di conti correnti) nel corso dell’esercizio. Perché è così importante sapere quest’informazione? Perché è così importante capire come e perché è variata la liquidità di una società?
L’obbligo di fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione economica, patrimoniale e finanziaria secondo alcuni configurava l’obbligo di predisporre questo documento tanto è che i principi contabili nazionali (OIC 12 in particolare) raccomandano la redazione di questo documento che le imprese italiane lo hanno sempre predisposto e l’hanno presentato come allegato alla nota integrativa.
C’è chi ha detto che predisporre questo documento è necessario per far capire a chi legge il bilancio la situazione finanziaria dell’azienda, altri hanno obiettato che per capire la situazione finanziaria basti lo stato patrimoniale.
Perché è importante avere informazioni sulla liquidità dell’impresa?
Esempio: prendiamo un bilancio di un’azienda e leggiamo questi dati:
- Immobilizzazioni 50
- Patrimonio netto 10
- Crediti a breve 50
- Debiti a breve 90
Come se la passa quest’impresa? Il 31/12 sta comunicando al lettore del bilancio che entro l’anno prossimo scadranno debiti per 90 dopo di che gli comunica che entro l’anno prossimo attendo che i 50 dell’attivo è destinato a essere riscosso, l’altro 50 è immobilizzato e non diventeranno mai cassa direttamente ma indirettamente attraverso il ciclo operativo. Quest’azienda se la passa bene o male?
Questa rischia l’insolvenza a prima vista, anzi questo potrebbe essere lo stato patrimoniale di un’azienda destinata al fallimento perché anzitutto c’è un problema valutativo enorme in capo a queste immobilizzazioni perché non sappiamo se sono iscritte al costo o altro, ma se andassimo a venderle potrebbero valere ben meno di 50.
Se il valore di mercato delle immobilizzazioni è più alto del costo storico allora si può stare tranquilli, se invece il loro valore di mercato è inferiore allora ci sono dei problemi. Da che dipende se quest’azienda fallisce?
Da questa foto non riusciamo a capire cosa succederà nell’anno che segue se invece prendiamo in considerazione la stima dei flussi che si renderanno disponibili nell’anno che segue allora lì il discorso potrebbe cambiare parecchio.
A questo punto uno potrebbe obiettare e dire che se serve avere un’idea sui flussi di benefici che la gestione metterà a disposizione dell’azienda per il prossimo periodo di riferimento, una grandezza da cui partire già ci sta ed è il conto economico. Il conto economico evidenzia una grandezza flusso dell’anno precedente. Noi sulla base dei due esercizi precedenti che abbiamo a disposizione possiamo farci una stima dei flussi di costi e ricavi che l’azienda ragionevolmente potrà conseguire nell’esercizio successivo.
Limitandoci alla lettura del bilancio, i conti economico ce l’abbiamo ma i conti economici ci servono in questo caso? Se dobbiamo fare una stima della capacità dell’azienda di produrre la liquidità che serve per soddisfare i diritti dei debitori, il conto economico che informazione dà?
Stima del conto economico
Potremo avere questo conto economico:
- Stato patrimoniale nell’istante t
- Stima del Conto economico del tempo t+1 che è una stima che facciamo sulla falsa riga di quello che è successo nel conto economico di tempo 1 e tempo n-1.
Ipotizziamo di realizzare:
- Conto economico
- Ricavi 200
- Costi 100
- Utile 100
Stiamo tranquilli di poter ignorare il segnale d’allarme che ci dice lo stato patrimoniale e cioè che si rischia l’insolvenza? Ci basta sapere che la differenza tra costi e ricavi è 100?
Qui il problema non è evidenziare il risultato economico, qui il problema è capire se questa società tira fuori i soldi per pagare i debiti. Il problema è capire quanta parte di quel flusso reddituale si trasformerà in flusso di cassa. Perché io potrei avere 200 di ricavi però so che derivano da contratti di prestazione di servizi alla pubblica amministrazione. So che adesso stanno pagando con 2 o 3 anni di ritardo e alla fine c’è una discreta possibilità che non incassi tutta la somma.
Se questa è la situazione, altro che migliorare qui si potrebbe andare pure peggio perché magari questi costi sono maturati di fronte a debiti che scadono entro l’esercizio o anche prima come succede per i salari e stipendi.
Una parte di questi costi potrebbe essersi già trasformata in uscite finanziarie di cassa e magari l’altra parte si renderà disponibile a breve. Invece a fronte di questi ricavi avrò dei crediti a lungo termine.
Se questa è la situazione, quando vado a fare lo stato patrimoniale nell’istante t+1 mi ritrovo ancora peggio dell’anno prima perché i debiti a breve saranno ancora aumentati e avrò crediti a lungo termini. O riesco a smobilizzare quei crediti a lungo termine svendendoli magari oppure rischio di esser insolvente.
Conclusioni sulla liquidità e il rendiconto finanziario
Quindi vedete che l’informazione che ci dà il conto economico non è sufficiente perché non ci dice quanta liquidità è in grado di generare la gestione, ci dice solo se la gestione è in grado di incrementare il patrimonio netto negli esercizi di riferimento. Per fare una valutazione sulla solvibilità dell’impresa quest’informazione non basta, ci vuole il rendiconto finanziario.
Già l’art. 2423 di fatto rende obbligatoria la redazione del rendiconto finanziario perché altrimenti il redattore del bilancio non avrebbe la capacità di farsi un’idea della situazione finanziaria dell’impresa. Il rendiconto finanziario fa sul fronte della liquidità quello che fa il conto economico sul fronte della performance.
Con riferimento all’esercizio t avremo un rendiconto finanziario che ci spiega che cosa è successo nell’esercizio t che ha fatto sì che la liquidità complessiva che valeva un certo importo nell’istante t-1 al 31/12/t ha assunto quest’altro valore.
Quindi il rendiconto finanziario è quello che spiega quello che è successo alla liquidità nel corso dell’anno. Torno a dirvi che il dato sulla variazione della liquidità noi già ce l’abbiamo perché ce lo dà lo stato patrimoniale ma quello che non ci dice e non è neanche in grado di dircelo il conto economico è che cosa ha modificato quella liquidità cioè quali sono le cause per le quali la liquidità è aumentata o diminuita.
Creazione e distruzione della liquidità
Quali sono le cause che dovremo individuare e isolare nel processo complessivo di formazione della liquidità dell’esercizio? Secondo voi come fa un’impresa a creare liquidità e come fa un’impresa a distruggere liquidità?
Quali sono le aree di gestione che tipicamente creano liquidità e che tipicamente assorbono liquidità?
- Che cosa genera liquidità? Il normale ciclo operativo cioè la gestione cosiddetta operativa. Se compra paga, se vende incassa e si spera che il valore dell’incasso sia superiore a quello dell’acquisto. Quindi in condizioni normali la principale fonte di liquidità di un’impresa è la gestione operativa.
- La gestione operativa è il primo strumento che l’impresa ha a disposizione per generare liquidità.
Il campanello di allarme più grave che dovrebbe scattare nella testa di chi legge il bilancio sulle condizioni effettive di salute dell’impresa non è uno stato patrimoniale in cui magari c’è uno squilibrio consistente di per sé preoccupante (stato patrimoniale esempio precedente) ma è quello che fornire una gestione operativa che anziché creare distrugge liquidità.
Poi certo è un dato che va valutato perché potrebbero esserci degli esercizi in cui effettivamente la gestione operativa ha distrutto liquidità ma per una serie di ragioni che fanno sì che questa distruzione è temporanea e verrà più che recuperata in futuro. Il dato che ci fornisce il rendiconto finanziario in merito alla gestione operativa è fondamentale ed è fondamentale che in condizioni normali tendenzialmente la gestione operativa generi liquidità.
Altre aree di gestione della liquidità
- Se un’impresa ha bisogno di liquidità un po’ la può generare con l’attività normale (ciclo normale delle entrate e delle uscite).
- L’altra area che può produrre liquidità è quella finanziaria solo che non soltanto crea liquidità ma l’assorbe pure (parliamo di indebitarsi e di chiedere un prestito quindi abbiamo soldi ma paghiamo gli interessi).
Nel rendiconto finanziario abbiamo un’entrata derivata dall’accessione di un finanziamento. A fronte di un’entrata dovrò sapere che poi negli esercizi successivi ci saranno flussi di uscita per il rimborso di quel finanziamento. Il saldo della gestione finanziaria può essere positivo o negativo a seconda se nell’anno il volume complessivo dei finanziamenti nuovi che ho ottenuto è superiore o inferiore rispetto agli rimborsi di finanziamenti precedenti in essere che ho fatto eventualmente compressivo degli interessi passivi.
Poi c’è un’altra area che per una serie di ragioni è opportuno evidenziare a parte ed è il flusso di attività che deriva dagli investimenti e dei disinvestimenti. Quando parliamo di gestione operativa parliamo della gestione operativa in senso stretto e cioè i flussi di cassa che io riesco ad attribuire al normale ciclo delle vendite e degli acquisti. Certo è che l’acquisto di un’altra azienda, la vendita di un ramo di azienda che ho, l’acquisto di un importante impianto sono tutti fenomeni che non possono essere attribuiti alla normale gestione sono fenomeni a parte e quindi nei rendiconti finanziari troviamo separatamente evidenziata un flusso di cassa positivo o negativo che è riconducibile all’attività di investimento e di disinvestimento.
Quest’area gestionale normalmente produce un flusso di cassa negativo. La regola è che nel corso dell’anno la società abbia fatto dei nuovi investimenti quindi ci sono state nuove uscite mancheranno le entrate. Poi a volte troviamo un’altra area messa separatamente ed sono i flussi di cassa da o per gli azionisti. Ma se un’azienda ha bisogno di soldi a chi gli chiede? Si alla banca ma anche ai soci perché anche loro sono fonti di liquidità per la società. Sicuramente possono prodursi dei flussi di cassa in entrata da parte degli azionisti che aumentano il capitale della società nel corso dell’esercizio ma è anche vero che gli azionisti assorbono anche la liquidità nel caso dei dividenti per esempio.
Adesso abbiamo enucleato quelle quattro tipologie di operazioni fondamentali chiamiamo aree gestionali che producono e assorbono liquidità. Tutte e quattro possono avere sia saldo negativo che positivo anche se tendenzialmente mediando i risultati nel corso tempo è la gestione operativa che produce liquidità, normalmente la gestione attività di investimenti e disinvestimenti ha un saldo negativo, normalmente la gestione finanziaria ha un saldo negativo e lo stesso vale per gli azionisti. Questo vale nel lungo periodo ma tranquillamente può non valere nell’esercizio singolo di riferimento.
Si discute sulla maniera più opportuna per classificare alcune uscite finanziarie in particolare quella più problematica è quella riferita al pagamento degli interessi. Le uscite per interessi stanno nella gestione finanziaria ma in realtà il principio contabile internazionale lascia la facoltà di metterlo nella gestione finanziaria o nella gestione operativa nel presupposto che in realtà il costo degli interessi almeno per la parte che si riferisce al finanziamenti accesi per dare una copertura al fabbisogno tendenziale tipico medio della società costituiscono una tipologia di uscita proprio intrinseca nel business. È impossibile pensare che per certi business non si crei la necessità di coprire il fabbisogno attraverso l’indebitamento e allora...
-
Disegno industriale - Quarta parte
-
Psicologia Generale Parte Quarta
-
Apparato scheletrico - parte quarta
-
Fotovoltaico - parte quarta