Viana Ilaria
Matricola 20027823
Corso di laurea in Biotecnologie
QUADERNO DI LABORATORIO
INDICE
Esperienza online numero 1: enzyme assay...................................................................pag.1
Esperienza online numero 2: enzyme purification.........................................................pag.10
Esperienza online numero 3: radio-immunoassay.........................................................pag.14
Esperienza in laboratorio numero 1: spettrofotometro..................................................pag.17
Esperienza in laboratorio numero 2: cromatografia a colonna....................................pag.20
Esperienza in laboratorio numero 3: biochimica clinica...............................................pag.23
Esperienza online numero 1: calcolo concentrazione proteica.....................................pag.25
Esperienza online numero 2: diluizioni, concentrazioni e buffer..................................pag.26
ESPERIENZA ONLINE
ESPERIENZA N°1: ENZYME ASSAY
L’enzyme assay è un saggio enzimatico che analizza la cinetica di un enzima, ovvero una
proteina che funge da catalizzatore biologico. La cinetica enzimatica è definita come lo
studio della velocità e di come varia la reazione in funzione della variazione di parametri
esterni, quindi la capacità dell’enzima di legarsi ad un substrato e aumentare la velocità di
formazione del prodotto (misurabile attraverso l’analisi di un prodotto fluorescente o
radioattivo). I parametri fondamentali da valutare per conoscere il funzionamento ottimale
di un enzima sono:
pH: gli enzimi sono sensibili al pH perché esso, più ci si allontana dal range ottimale,
più altera la forma tridimensionale dell’enzima rompendo i suoi legami ionici e a
idrogeno e lo rende quindi inefficace; la curva della velocità di una reazione catalizzata
in funzione della variazione del pH si presenta con un andamento a campana.
tempo di incubazione: è importate valutare quanto tempo lasciar agire l’enzima perché
dopo una certa soglia (tempo ottimale) comincia ad accumularsi prodotto con
conseguente consumo di substrato e la velocità di reazione diminuisce; il grafico della
velocità si può approssimare ad una retta fino al tempo ottimale, dopo il quale la
velocità si assesta.
quantità di enzima utilizzato: il grafico è lineare fino alla quantità ottimale poi a
quantità troppo elevate tende a cadere.
temperatura di incubazione: la temperatura è fondamentale che sia non troppo elevata
perché l’enzima in questo caso verrebbe denaturato e quindi reso inattivo, ma è anche
necessario che non sia troppo bassa poiché l’enzima lavorerebbe molto lentamente; è
consigliabile tenere una temperatura leggermente inferiore rispetto a quella massima.
quantità di substrato utilizzato: la velocità massima si raggiunge nel momento in cui
l’enzima è saturato dal substrato; il grafico rappresenta la curva di Michaelis-Menten
ovvero la rappresentazione della velocità di reazione in funzione della concentrazione
di substrato (ramo di iperbole).
presenza di inibitori: gli inibitori sono molecole che si legano all’enzima diminuendo la
velocità di reazione; possono essere competitivi quando non vanno ad intaccare la
Vmax ma alzano il valore della Km, non competitivi quando diminuiscono la Vmax
senza variare la Km oppure acompetitivi se intaccano entrambi diminuendoli di uno
stesso fattore.
Questo saggio quindi permette di valutare la Km (quantità di substrato che mi fornisce la
metà della velocità massima) e la Vmax dell’enzima; dal grafico di Michaelis-Menten
possiamo ottenere la Vmax e la Km ricavando i valori della velocità e dalla concentrazione
di substrato e facendone i reciproci ottenendo così una relazione lineare. 1
L’enzima in considerazione per questa esperienza è l’enzima numero 3 tra i cinque proposti. Si
possono variare i parametri uno alla volta (generando per ogni parametro variato sempre 11
campioni):
pH
1. Il range di pH tra cui scegliere va da 1 a 14, selezionando questo intervallo vengono prodotti 11
campioni che vengono incubati a parametri fissi (tempo di incubazione 10 minuti, temperatura di
incubazione 30°C, quantità di enzima utilizzato 100 µL, quantità di substrato utilizzato 100
mmol/L per un volume totale di 1 ml, inibitori assenti). Il risultato dell’esperimento evidenzia che
a pH molto acidi (sotto 5) e a pH molto basici (sopra 9) l’enzima viene denaturato e quindi reso
inefficace, mentre tra 6 e 8 l’efficacia dell’enzima cresce fino ad un punto massimo e poi
diminuisce fino a zero. Ripetendo l’esperimento riducendo l’intervallo di pH a 6-8 notiamo che la
velocità di reazione dell’enzima è massima a 6,5. Grafico della variazione
del prodotto in funzione
del pH nell’ intervallo
1 - 14
Grafico della variazione del
prodotto in funzione del pH
nell’intervallo 5 - 9 2
2. Tempo di incubazione
Dopo aver fissato il pH ottimale a 6,5 si può variare il tempo di incubazione per capire dopo
quanto tempo la curva inizia ad assestarsi: come primo intervallo il programma fornisce un
suggerimento di 0 - 60 minuti come tempo minimo e massimo quindi stabilito questo come range
e gli altri parametri (temperatura di incubazione 30°C, quantità di enzima utilizzato 100 µL,
quantità di substrato utilizzato 100 mmol/L per un volume totale di 1 ml, inibitori assenti) si può
notare che la la curva è approssimativamente lineare fino a circa 25 minuti. Ripetendo
l’esperimento ponendo come range 10 - 30 minuti si può confermare che il tempo di incubazione
ottimale per questo enzima è 18 minuti. Grafico della variazione del
prodotto in funzione del
tempo di incubazione
nell’intervallo 0 - 60 minuti
Grafico della variazione del
prodotto in funzione del
tempo di incubazione
nell’intervallo 10 - 30
minuti 3
3. Quantità di enzima utilizzato
Dopo aver impostato il tempo di incubazione a 18 minuti, si imposta la quantità di enzima che
vogliamo introdurre nell’esperimento e come intervallo massimo viene posto 0 - 250 µL con i
parametri esterni precedentemente scelti (temperatura di incubazione 30°C, pH 6.5, quantità di
substrato utilizzato 100 mmol/L per un volume totale di 1 ml, inibitori assenti);
dall’esperimento emerge che fino a 200 µL di enzima la curva è approssimativamente lineare,
perciò restringendo ancora l’intervallo fino a 200 si può vedere dal grafico che la quantità
ottimale di enzima è circa 180 µL. Grafico della variazione
del prodotto in funzione
della quantità di enzima
nell’intervallo 0 - 250 µL
Grafico della variazione
del prodotto in funzione
della quantità di enzima
nell’intervallo 0 - 200 µL
4
4. Temperatura di incubazione
Dopo aver scelto come quantità di enzima da utilizzare 180 µL, è necessario valutare la corretta
temperatura a cui incubare perciò poste come condizioni esterne quelle precedentemente scelte
(pH 6.5, tempo di incubazione 20 minuti, quantità di substrato utilizzato 100 mmol/L per un
volume totale di 1 ml, inibitori assenti) impostiamo come range di temperatura 0 - 100 °C.
Dall’esperimento si può vedere che dopo i 50 °C l’enzima viene inattivato progressivamente;
riducendo l’intervallo a 0 - 60 °C si può vedere che la temperatura a cui l’enzima funziona
correttamente è 40 °C. Grafico della variazione
del prodotto in funzione
della temperatura
nell’intervallo 0 - 100 °C
Grafico della variazione
del prodotto in funzione
della temperatura
nell’intervallo 0 - 60 °C
5
5. Quantità di substrato utilizzato
Dopo aver scelto come temperatura di incubazione 40 °C bisogna inserire la quantità di substrato
che vogliamo introdurre nel campione; si inserisce l’intervallo 0 - 250 µL di substrato e i
parametri trovati finora (pH 6.5, tempo di incubazione 18 minuti, quantità di enzima utilizzato
180 µL per un volume totale di 1 ml, inibitori assenti). Si ricava quindi la curva di
Michaelis-Menten da cui possiamo ricavare il valore della Km e della Vmax tramite il grafico dei
reciproci (1/S e 1/V). Grafico di
Michaelis-Menten per
l’enzima numero 3
Vmax = 1/q = 1/0,0511 =
19,5694716 umol/min
Km=m/q=16,585/0,0511
= 324,559687 umol
La Km è alta perciò
l’affinità tra substrato e
enzima è bassa, ovvero
serve un’elevata quantità
di substrato per arrivare a
metà della velocità
massima. 6
6. Inibitore A
Dopo aver valutato l’attività dell’enzima si può provare a inserire un inibitore. Si inserisce
l’inibitore alle condizioni esterne trovate precedentemente (pH 6.5, tempo di incubazione 18
minuti, temperatura di incubazione 40 °C, quantità di enzima utilizzato 180 µL, per un volume
totale di 1 mL) dai grafici che vengono prodotti dal programma vediamo che a quantità di
inibitore basse (0,125 - 1 mmol/L) l’attività dell’enzima non viene modificata in modo rilevante;
aggiungendo più i
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