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Introduzione

Definiamo matrice gruppale la rete interiorizzata e interattiva delle relazioni tramite cui gli individui creano legami profondi permanenti. Tale rete, così come afferma Foulkes, è la matrice della vita mentale dell'individuo. L'autore avanza l'ipotesi che la mente non sia un'entità data, presente a priori caratterizzante la vita dell'individuo, ma una dimensione relazionale, permeabile della realtà e in particolar modo dai rapporti familiari intimi, sebbene poi egli include nella descrizione del gruppo famiglia non solo, o non tanto, persone legate da vincoli di parentela quanto da legami significativi.

Il transpersonale è il crogiuolo della vicenda umana. Una dimensione che è prima d’ognuno e dentro ciascuno, dove convergono, sedimentano e si mescolano aspetti legati ai diversi ambiti dell'esistenza umana. Le neuroscienze spiegano lo sviluppo emozionale come un'esperienza complessa, all'interno di un'unica dimensione bio-psichica suscettibile alla qualità delle relazioni, nonché alla natura delle reti transpersonali. Con il termine simbolopoiesi, infine, facciamo riferimento a quell'attitudine creativa insita in ciascun individuo, che permette di risignificare il rapporto tra le cose del mondo secondo un senso proprio peculiare, consentendo così una modulazione creatrice del sé, del mondo e di sé nel mondo.

Qualora l'interiorizzazione e il ricongiungimento degli aspetti familiari, culturali, biologici, ecc. che segnano fin dall'inizio l'identità individuale, dovesse rivelarsi estremamente fragile, conflittuale e o impraticabile, in sostanza psichicamente invivibile per il soggetto che la sperimenta e soffre, è possibile affermare che: ogni insulto ad essi è esperienza di rottura della propria stessa identità.

Cap. 1

Uno scorcio teorico

L'imprescindibilità del rapporto individuo-gruppo sembra oggi dissiparsi in una banale affermazione secondo la quale l'individuo attrezzato di tutto punto sarebbe autosufficiente e compiuto in se stesso. Affinché si compia realmente l'essere dell'uomo nel mondo, occorre che egli sia concepito dall'altro non una volta (teologicamente) e per sempre, ma continuamente (psichicamente) all'interno di quel travaglio che è vivere.

La dimensione dell'essere attraverso il gruppo trova espressione per esempio nella preconcezione che i genitori della famiglia hanno del nascituro prima ancora che egli sia al mondo. Facciamo qui riferimento ai desideri, le attese e le credenze che segneranno o insegneranno al futuro individuo un modo specifico di essere al mondo, il più conforme possibile alle attese del dispositivo generatore. Inoltre, quest'apparato mentale permette all'individuo di continuare a persistere talvolta insistere nel gruppo ben al di là del dato fenomenico, come in un imperfetto gioco di specchi allo specchio, dove l'immagine dell'uno si riflette in quella dell'altra attraverso un continuo rimando di somiglianze e differenze.

La fondazione del sé avviene attraverso l'interiorizzazione delle relazioni, le quali, intessendosi ed estendendosi, plasmano la mente. La relazione che ciascuno intrattiene con gli altri all'interno di contesti di volta in volta diversi diventa molto importante. Del resto è in relazione a tutto ciò e non solo per utilità clinica-metodologica che la terapia gruppo analitica è analisi attraverso the group, poiché il collettivo è costantemente ospite della vita psichica dell'individuo.

Vi è un cambiamento di prospettiva riguardo al modo di intendere la condizione umana: da una fisiologia della mente individuale o modo di esserci che è irriducibilmente un essere in relazione con, l'identità si offre come modello gnoseologico, dove l'alterità a fondamento dell'identità e quest'ultima a sua volta come modello di conoscenza della realtà, ne rappresentano gli estremi. L'idem solo coniugato all'Autos si costituisce come atto fondativo dei processi identitari, e ciò in virtù del continuo esercizio simbolopoietico. L’Idem e l’Autos sono le due attitudini precipue dell'uomo.

Il primo fa riferimento alla ripetitività dei codici, a quel bagaglio di conoscenze già acquisite che trova espressione nella predisposizione dell'individuo ad apprendere come se fossero originariamente propri i segni dell'intenzionalità, degli affetti, dei modi relazionali che il proprio mondo intende trasmettervi, letteralmente insegnargli. Mentre il secondo l'Autos, è espressione della creatività, della predisposizione ad una conoscenza trasformativa del mondo. È ciò che spinge l'uomo alla rivisitazione dei codici istituiti attraverso l'esercizio, talvolta dolorosa ma necessaria, di disconnessione negazione e di connessione affermazione degli agglomerati simbolici di cui è inconsapevolmente equipaggiata la sua psiche.

Si comprende come la questione dell'identità psicologicamente intesa implichi il processo d'identificazione e quello di trasformazione. Il primo incontrando la disponibilità ad apprendere come se, sedimenta tutto l'intero mondo di persone, affetti, luoghi, codici, i simboli e tradizioni del contesto culturale di appartenenza nel tessuto disposizionale dell'individuo, che diventa subito mondo interno, Idem, matrice gruppale. Il secondo, invece è introdotto a penetrare l'evento, a denudarlo, a sospenderlo in un limbo di significati possibili e scomporlo, per non cedere infine in un autonomo riassemblaggio delle rappresentazioni di sé, del mondo e di sé nel mondo.

Il transpersonale è condivisione fondamentale dell'esperienza umana. È un insieme di relazioni che investono la persona senza che questa possa riconoscerle come fatti propri, inerenti cioè a eventi collegati alla propria identità; il transpersonale dunque è l'impersonale collettivo che attraversa la nostra identità più intima senza che il nostro potere cognitivo possa minimamente concettualizzarlo.

Il transpersonale si esplica su cinque livelli: il livello biologico-genetico legato al processo evolutivo della specie umana agli aspetti specie-specifici iscritti nel corredo genetico di ogni uomo; il livello entoantropologico che si riferisce alle grandi aree culturali, gli aspetti macro antropologici e macro istituzionali coinvolgenti grandi masse di uomini; il livello transgenerazionale riferito a tutto ciò che riguarda la famiglia e le dinamiche relazionali; il livello istituzionale che riguarda aspetti psico-sociali del vivere umano; il livello socio-comunicativo che riguarda alcuni fenomeni tipici del nostro tempo in considerazione all'impatto che essi possono avere sulla formazione dell'identità.

Cap. 2

Crisi al livello biologico-genetico

Dal nostro specifico, riteniamo che nonostante il patrimonio attivo rimanga immutato, affinato, le tecniche di manipolazione genetica muovono uno scacco proprio la filogenesi, la cui essenza consiste nel reciproco adattamento tra uomo e mondo fatto in milioni di anni, verrebbe estratta e sincopata in un artificio da laboratorio. L'eredità biologica, specie specifica, offerta dall'intera umanità passata a ciascun individuo, giunge all'esame di un igienista che, intervenendo sulla meiosi spezza il legame atavico naturale, le linee di diretta discendenza dell'individuo dalla specie; realizzando così un contro-tempo genetico. Le possibilità di ricombinazione genetica siano pressoché limitate; tanto che appare utile sul fatto che il dono specie specifico, potremmo un giorno ritrovarci senza.

Oggi non possiamo sapere quali sarebbero le ricadute psichiche di tutto ciò, crediamo tuttavia che il venir meno di appartenenze così intimamente connaturata all'uomo possa suscitare un certo grado di ragionevole smarrimento. Non occorrerà molto tempo, affinché tutti e 100.000 i geni contenenti il patrimonio genetico della nostra specie saranno brevettati divenendo così esclusive proprietà intellettuali di industrie farmaceutiche, chimiche e biotecnologiche.

Se questo fosse vero, quale sarebbe il risvolto emotivo ed umano dell'esperienza di abitare un mondo privo di premesse storiche, etiche, affettive, dove tutto, incluso l'esistere stesso, possa essere subordinato al volere di alcuni poteri che privilegiano le scelte di mercato a quelle della vita. In questa chiave non si capisce qual è la differenza tra questa selezione artificiale e quella naturale: nella prospettiva darwiniana la selezione naturale e l'evoluzione non sono indicatori di perfezione bensì di diversità, inoltre entrambe si realizzano in armonia rispetto agli equilibri degli ecosistemi di cui fanno parte dato che la sopravvivenza della specie dipende anche dalla buona salute degli stessi. La stessa lungimirante accortezza non può attribuirsi alla selezione artificiale né in generale al progresso umano visto che abbiamo compromesso non solo l'equilibrio degli ecosistemi locali ma addirittura l'equilibrio dell'intero ecosistema globale.

Siamo convinti che è importante avere una storia e una memoria emotiva per dare senso agli accadimenti. Un aspetto da considerare all'interno del livello biologico genetico è la questione dei cyborg. Il desiderio di creare un superorganismo attraverso la combinazione di particelle biologiche, è stato sempre presente nella fantasia degli uomini, dovuto alla capacità delle macchine di mantenere costantemente elevati livelli di prestazione, ma anche ad un anelito non nuovo nella storia dell'uomo: il desiderio di immortalità affidata alla tecnologia.

L'uomo diventato macchina potrebbe assicurarsi l'immortalità, o qualcosa di molto simile, ma solo al prezzo di perdere la sua umanità, solo al prezzo di uccidere in se stesso ciò che lo rende uomo, in ultima analisi la vita. L'immortalità raggiunta nella macchina condurrebbe, insomma, per un'altra via, di nuovo alla morte. Le ricerche più recenti in ambito neuropsicologico, sposando l'approccio multidisciplinare che si avvale dei contributi della psicologia, della psichiatria e della filosofia del linguaggio, hanno provato a sviluppare da un punto di vista celebrare il tema dell'originaria intersoggettività della mente umana, ovvero ciò che la gruppoanalisi soggettuale chiama transpersonale.

La socialità è una caratteristica intrinseca della mente, senza la quale sarebbe completamente diversa da ciò che è, anche da un punto di vista prettamente neurologico. A questo proposito riprendiamo una delle scoperte neurologiche più importanti degli ultimi anni, quella dei cosiddetti neuroni specchio. Sono quei neuroni che si attivano nel nostro cervello quando osserviamo un nostro simile compiere una certa azione, come se fossimo noi stessi a compierla. Questa scoperta apporta un contributo decisivo a tutta la ricerca sull'intersoggettività e la soggettualità. Infatti, se quando guardiamo una persona compiere un’azione si attivano nel nostro cervello gli stessi neuroni necessari a quell’azione, è chiaro che ci ritroviamo in una relazione di irriducibile consonanza con gli altri. La scoperta si fa ancora più interessante se pensiamo che il meccanismo di neuroni specchio, sembra non attenere soltanto al mondo delle azioni e alla capacità di riprodurle mediante l'imitazione, ma coinvolgere anche quello delle emozioni.

Cap. 3

Crisi del livello etno-antropologico

Uno degli aspetti che caratterizzano la submodernità...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/03 Psicometria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher caranzame di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicoterapia relazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università della Sicilia Centrale "KORE" di Enna o del prof Lo Verso Girolamo.
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