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• La descrizioni del nesso causale tra il bisogno di allontanarsi dalla famiglia e l'esplosione dei sintomi

una situazione; di reazione, finalizzata a compensare, sopperire o restaurare una situazione occupa sempre più spazio nella seduta ed emerge progressivamente l'ostilità e il rancore verso la madre

favorevole al processo fisiologico a cui si appoggia la ricerca di benessere (libido) in un e le sorelle, dalle quali si sente danneggiato.

determinato stadio dello sviluppo. Benché io abbia la sensazione che il lavoro analitico interpretativo sia ancora insufficiente, constato che

La diagnosi differenziale che l’autore fa, prevede che:

• la relazione analitica fa progressi e che i l clima si fa sempre più fiducioso. In modo abbastanza inatteso

nelle psicopatologie psicotiche incide prevalentemente i l disturbo dei processi morfostatici;

• mi accorgo che nella vita di Michi stanno avvenendo dei movimenti e dei cambiamenti significativi.

nelle psicopatologie narcisistiche - nelle quali ho incluso le relazioni feticistiche e, quindi, le Riallaccia i rapporti con gli amici e si iscrive a Facebook per mezzo del quale ritrova amicizie perdute.

perversioni - il disturbo colpisce principalmente l'area intermedia, i l suo intenso dinamismo Appare come risvegliato, riprende a fare gli esami e progetta i l desiderato soggiorno Erasmus, anche se

dialettico e l'instabilità dei processi morfostatici e morfogenetici;

• lo subordina all'analisi.

nelle nevrosi, invece, è determinante i l disturbo dei processi morfogenetici. Contemporaneamente, Michi mi informa, con enorme sollievo, che i suoi sintomi somatici sono quasi

Il nesso tra nevrosi e area dei processi morfogenetici è più evidente se si considera i l fatto che sia nella del tutto scomparsi. Questo è il motivo della ritrovata fiducia nella vita sociale.

nevrosi sia nella morfogenesi si ritiene che risultino integrati i processi di separazione e sia attiva Questi cambiamenti lo inducono a riflettere sull'angoscia derivante dal disturbo della quiete domestica

l'elaborazione dell'esperienza della separatezza. come un vissuto presente da sempre nella sua vita.

Alla base di questa acquisizione evolutiva si deve poter rinvenire la formazione del simbolo, intesa In questa sede è necessario soffermarsi su due aspetti del caso di Michi. Il primo è il nesso tra la

come funzione destinata a compensare la separazione e la discontinuità attraverso un processo mentale. patologia psicosomatica, il distacco dall'ambiente familiare, la rottura della quiete dello di amore

Allo stesso tempo, l'elaborazione simbolica della separazione e della discontinuità consente l'accesso primario e passivo. Il secondo punto riguarda il mio vissuto perplesso riguardo alla valenza dei

dell'individuo all'area che viene definita conflittuale. cambiamento osservati, finché non si è affacciato all'analisi un elemento conflittuale rimosso che ha

Viceversa, per le stesse ragioni, è possibile osservare che l'assenza della capacità di elaborare la messo in moto il processo interpretativo e la dimensione simbolica.

separazione e la discontinuità attraverso la funzione simbolica, evidenzia i l nesso tra psicosi, processi Non appena il paziente può concedersi la possibilità di riconoscere le proprie angosce e i propri

morfostatici e area pre-conflittuale. sentimenti ambivalenti, l'analisi diventa il teatro di un salto, di una discontinuità indice di una

Nei processi morfostatici - ma sarebbe meglio dire nel clima morfostatico, sussiste l'aspettativa di trasformazione morfogenetica.

trasformazioni lineari e continue, in cui gli invarianti possono essere considerati come concreti ovvero Si assiste all'evoluzione del linguaggio e della forma logica, un'evoluzione che si riflette, anche nel

operatori, nel senso piagetiano di operazioni concrete o di reazioni circolari. processo analitico, laddove compare l'Edipo e il conflitto: l'interpretazione e gli strumenti classici

Da queste considerazioni consegue che se nelle nevrosi prevalgono le trasformazioni simboliche, nelle dell'analisi diventano a questo punto congruenti.

psicosi prevalgono le trasformazioni concrete ovvero operatorie.

Caso: Michi è un giovane trentenne che sta cercando di concludere gli studi universitari nei CAP.5 CAMPO INTERSOGGETTIVO, FUNZIONE TERAPEUTICA DEL PAZIENTE E

confronti dei quali ha incontrato molteplici ostacoli. È terzogenito, preceduto da due sorelle di quattro e ANALISI DELL’ANALISTA

otto anni più grandi di lui.

Ha perso i l padre da circa un anno, dopo una lunga malattia. In seguito alla morte del padre le sue APPENDICE AL CASO CLINICO DI OSCAR. L’ANALISI POSTUMA DEL CONTROTRANSFERT

condizioni psicofisiche hanno subito un crollo con pesante aggravamento dei sintomi preesistenti. I

sintomi riguardano principalmente due aree: quella socio-relazionale e quella psicosomatica. Nel primo L’autore decide di partire dal punto che ha sollecitato maggiormente obiezioni e dubbi. Ovvero al passo

caso consistono in un significativo ritiro dalla vita affettiva, sessuale e sociale. Nel secondo caso in cui è riportata una parte significativa del suo processo interpretativo: "Mi chiedo se lei, con queste sue

consiste in una violenta forma di morbo dì Crohn. Le due aree sintomatologiche posseggono un evidente comunicazioni non voglia vedermi immobilizzato, impotente rispetto alle sue minacce aggressive... se

legame di dipendenza ed entrambe risultano legate a una condizione di eccessiva protettività da parte non desideri verificare la sua capacità, un po' onnipotente, di tenermi in scacco, totalmente sottomesso al

della componente femminile dell'ambiente, la madre e le sorelle. Questo atteggiamento dell'ambiente ha suo controllo. Forse, questa è la stessa cosa che eccita la sua ricerca di storie erotiche. Ma, forse, questa

prodotto nel paziente un vissuto di disconoscimento, di infantilizzazione e, infine, di castrazione. ripetuta ricerca non è che il capovolgimento del suo antico vissuto di passiva impotenza nei confronti

Sembrerebbe che solo il padre avesse come obiettivo quello di riconoscere e motivare il figlio. della prepotente intrusività e del controllo sadico che scorgeva nell'atteggiamento di sua madre verso di

L'analisi aiuta Michi a prendere coscienza che l'atteggiamento protettivo delle donne nasconde un celato lei.”

rifiuto e che i l loro atteggiamento infantilizzante nasconde una fantasia invidiosa e castrante. Il Se da un lato il suo intervento mirava a contenere la spinta intimidatoria del paziente e a dissuaderlo

sentimento di rifiuto e di scherno si riflette anche nella dimensione sociale e nella sfera sessuale,; ragion dall'idea che sarebbe stato comunque disposto a subire il ricatto del pz, è pur vero che nelle sue parole si

per cui Michi, molto sensibile e suscettibile, tende a ritirarsi rapidamente di fronte a un atteggiamento annidavano ulteriori e molteplici significati tra cui:

ambiguo degli amici e delle ragazze. Soffre la prepotenza delle sorelle, ma, di fatto è assolutamente • la comunicazione di un profondo senso di disagio e di paura rispetto al contatto da parte del

incapace di allontanarsi dalla famiglia, anche se lo desidera fortemente. Ogni tentativo di farlo è clinico, con il ricatto e l'intimidazione messa in atto dal paziente perverso;

neutralizzato da un violento attacco da • un'implicita reazione difensiva - correlata alla paura di essere risucchiato passivamente nelle

parte dei sintomi del morbo di Crohn. Una nuova recrudescenza della sintomatologia si è verificata trame onnipotenti della perversione – espressa dal cercare rifugio nella dimensione normativa del

quando la sorella maggiore si è trasferita in un'altra città per motivi di lavoro. setting, usata nello stesso modo in cui Teseo protesse il proprio sguardo dalla visione della Medusa

Il primo periodo dell'analisi si concentra sui contenuti relativi ai vissuti ambivalente relativi alle figure utilizzando uno specchio;

femminili della famiglia e sul senso di impotenza, è di rabbia connessi alla condizione di protezione e • l'atteggiamento sadico e intimidatorio intrinseco alla sua comunicazione, assolutamente speculare

disconoscimento. I In questo modo Michi può abituarsi a riconoscere e a confrontarsi con la sua potente rispetto a quello di Oscar (Teseo sconfisse la Medusa opponendole la sua stessa immagine riflessa

carica aggressiva soffocata sotto la spessa coltre dì falso Sé, di timidezza e di deferenza. Divengono nello specchio); il suo controtransfert contro-empatico e pervaso di odio, rabbia e ribrezzo verso il

sempre più chiari i suoi veri bisogni, ma anche le sue resistenze e le sue paure. paziente, soprattutto dopo aver subito la sua intrusione nella sfera più intima del clinico, che ha

Parla spesso del suo desiderio di trasferirsi presso un'altra università o di recarsi in un altro stato investito un oggetto significativo come suo figlio;

europeo partecipando al progetto Erasmus. Ma i suoi desideri si scontrano, puntualmente, con • infine, un ulteriore aspetto collegato all'analisi di un elemento inconscio del punto precedente,

l'impotenza, i l senso di fallimento provocato dal sintomo. Racconta molto del padre e del loro rapporto, emerso casualmente attraverso l'analisi del ripetuto lapsus compiuto da uno dei colleghi, che è suo

ma precisa che anche i l padre si opponeva al suo bisogno di indipendenza. coetaneo. Questi, riferendosi a Oscar, lo chiama più volte " il ragazzo". Mi accorgo che questo

lapsus tende a prendere le distanze dal paziente, anche lui nostro coetaneo, come se il nostro

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inconscio mettesse in atto una fuga difensiva dal pensiero dell'identificazione con la parte transfert. La cura dipende solo in minima parte dall' interpretazione. In modo prioritario l'agente della

pedofilica e incestuosa del paziente, che è qualcosa di abbietto e impensabile, generatore di cura è l'esperienza trasformativa nella dimensione intersoggettiva quando è capace di generare un

un'angoscia intollerabile. "nuovo inizio.

Alla luce di questa analisi ritengo che i l mio intervento possedesse le caratteristiche di un agito Tuttavia, sia la regressione sia l'esperienza correttiva necessitano di un sano atteggiamento analitico

controtransferale piuttosto che quelle di una elaborazione del controtransfert. dell'analista. Anzi, non sano, ma curato, trasformato. Per tutto questo è importante il ruolo della

Tutte queste osservazioni, infine fanno ipotizzare che la resistenza all'analizzabilità, che ha reso questa pulsione terapeutica del paziente nei confronti dell'analista.

parte importante dell'interazione intersoggettiva invisibile e inaccessibile, alla coscienza, è un aspetto Per queste ragioni Oscar ha provocato nell’analista una prova di amore primario che non poteva sperare

della dinamica della coazione a ripetere la quale cerca di riportare alla luce il trauma primario attraverso di ottenere senza, prima, condurmi ad attualizzare, riconoscere e correggere l'odio e la rabbia sadica che

la formazione di una situazione di enaetment. Tale situazione si afferma nell'esperienza attuale come un una parte dell’analista prova verso di lui, rendendolo, nel campo bipersonale, un oggetto simile a quello

aspetto operatorio temporaneamente cieco e muto della dinamica intersoggettiva del processo materno. In questo senso, Oscar ha cercato di compiere nei confronti dell’analista, attraverso la

analitico. relazione analitica, quel processo di cura e di correzione (ovvero di cambiamento) che non era mai

Si possono distinguere le seguenti valenze dell'enaetment: riuscito a provocare nella madre.

1. Il ricorso alla dimensione normativa del setting e i l suo uso sadicointimidatorio e contro- CASO CLINICO DI GIADA

empatico, costituiscono un aspetto della mia identificazione inconscia con la madre arcaica di

Oscar. Giada era una giovane donna di trentasette anni venuta in analisi a causa di un insopportabile malessere

2. L'elaborazione congiunta dei punti 3, 4 e 5 dell'analisi del controtransfert mi conduce a esistenziale e relazionale derivante da un caratteristico atteggiamento di falso Sé tendente a compiacere

riconoscere che nel campo intersoggettivo (interazione degli inconsci) è presente una parte le richieste, spesso eccessive, delle figure con cui era in relazione.

scissa del Sé di Oscar, che ha potuto influenzare, indisturbata, l'atteggiamento dell'analista, L'origine di questa caratteristica della personalità di Giada si perdeva nel tempo e, data la sua storia

restando nell'ombra in una condizione di invisibilità o, meglio, di forclusione. Si tratta di una familiare, non era difficile ipotizzare che affondasse le radici nelle scarse qualità empatiche dei genitori

parte in cui è depositato il giudizio morale idealizzato: essa giudica Oscar come abbietto, odia, i l cui rapporto coniugale appariva infelice e turbato da profondi rancori e reciproche svalutazioni.

disprezza e ripudia il suo atteggiamento, come ho sentito di fare io nel controtransfert. Nel racconto della paziente, entrambi i genitori parevano funzionare in modo narcisistico e tendevano a

In virtù di questa scissione Oscar evita l'esperienza del senso di colpa e tratta senza empatia e isolarsi dal contesto sociale. Il padre era pieno di sé, denigrante verso tutto i l mondo e tendente a porsi

affetto le sue vittime. in situazioni di scontro con gli individui e con le istituzioni. La madre, invece, indossava l'abito della

Fra i processi riguardanti il campo bipersonale, dunque, va considerata l'introiezione e vittima e non riusciva a vedere la figlia come un individuo differenziato. Attraverso un atteggiamento

l'identificazione dell'analista con, questa parte scissa che somma aspetti idealizzati moralistici, assillante e colpevolizzante controllava la vita della figlia determinandone le scelte e ponendola, spesso,

odio e ritorsione sadica verso il paziente. in contrasto con i l pensiero e i costumi dei suoi coetanei. In questo modo, sin da quando frequentava la

Altre valenze dell'enaetment e del controtransfert vanno viste in stretto rapporto con la riflessione sulla scuola elementare, la paziente si era progressivamente isolata rispetto al gruppo dei pari, dai quali era,

tecnica e sulla costruzione di teorie implicite sulla tecnica. spesso, vista come secchiona e alleata dei professori. Entrambi i genitori erano soliti pressare la figlia

3. A seguito dell'analisi del controtransfert l'ipotesi sull'interruzione dell'analisi da parte del con continue richieste di adeguamento alla loro mentalità, coinvolgendola nelle loro controversie

paziente assume una nuova formulazione. Non è scontato che il soggetto perverso ricorra relazionali, sociali e istituzionali, mostrandosi sordi alle sue richieste e ai suoi tentativi di conservare la

all'analisi solo quando l'organizzazione difensiva va in crisi facendo emergere una dimensione propria autonomia, ricercata anche attraverso il trasferimento nella città in cui svolgeva un lavoro

egodistonica. Questa prospettiva tende a enfatizzare l'ipotesi secondo cui il paziente ricatta qualificato nella pubblica amministrazione.

sadicamente l'analista, come le sue vittime sessuali, così come, da piccolo, subiva i l ricatto La paziente, intelligente, sufficientemente ambiziosa e attiva, aveva un aspetto gradevole e curato.

sadico da parte della madre. Se non avviene una tempestiva analisi del controtransfert, e Tuttavia le sue relazioni sia professionali sia amicali sia affettive erano molto disturbate. Aveva

l'analista non stabilisce un clima di empatia e di onestà nei confronti del paziente, i l trauma un'amica, molto più grande di lei, che la tiranneggiava attraverso continui ricatti affettivi. Le chiedeva

primario non potrà sperare di essere analizzato ed elaborato nella sua dimensione aiuto e sostegno emotivo e materiale in modo fagocitante e perentorio, senza mai ascoltare le sue timide

intersoggettiva. Alla base di questo fenomeno negativo vi è una specie di collusione profonda tra richieste e condannala a ripetute mancanze di reciprocità.

l'area traumatica primaria del paziente e un'area traumatica dell'analista, che risulta L'assenza di reciprocità era stato i l tratto costante di tutte le sue relazioni, a partire da quelle con i

insufficientemente esplorata e produce una seconda corrente di coazione a ripetere che tende a genitori, a cui tutte le altre figure assomigliavano.

risalire dal profondo per attualizzarsi. Questa sarà, verosimilmente, la causa del fallimento Aveva avuto una relazione sentimentale con un suo dirigente il quale, ben presto, aveva rivelato un

terapeutico. atteggiamento di possesso e di controllo sulla sua personalità. Una successiva relazione con un uomo

In queste riflessioni sono stati considerati due tipi di intervento, che mettono in evidenza due distinte sposato non aveva rivelato aspetti diversi da quelli di tutte le altre relazioni. Egli le prometteva di

prospettive sul processo analitico, sull'atteggiamento analitico e sull'interazione intersoggettiva. A risolvere la propria situazione coniugale, ma lasciava trascorrere mesi e anni senza fare alcun passo

queste distinte prospettive corrispondono due orientamenti nella tecnica e nella teoria della tecnica, che concreto.

hanno significativi risvolti metapsicologici. La stessa paziente, giunta a un punto chiave dell'analisi, attribuì a tutte queste figure la pretesa di avere a

Un primo orientamento si basa sull’l'uso della nozione di identificazione proiettiva che conferisce alla loro disposizione un oggetto "inesistente" se non nella misura in cui fosse capace di comprendere e

relazione analitica e al dinamismo intersoggettivo una forma predefinita che tende a codificare il soddisfare devotamente e pienamente i loro bisogni, senza avanzare richieste di reciprocità. Descriveva

processo analitico secondo il codice proiettivo. L'impasse, in questa prospettiva, è un effetto se stessa, all'interno di queste relazioni, come un giocattolo a cui veniva richiesto di rinunciare ad avere

dell'evacuazione di parti e impulsi distruttivi. L'interpretazione, che è considerato come il principale un'anima.

artefice della cura, tende ad assumere, nel vissuto del paziente, caratteristiche distoniche, intrusive e Più volte, timidamente e quasi giocando, mi aveva comunicato le sue difficoltà, chiedendomi di

alienanti. collocare le sedute in orari più comodi ed evitando di venire in giorni consecutivi come, per esigenze di

L'altro orientamento, invece, può essere fatto risalire all'eredità di Ferenczi. Esso si basa sull'ascolto mie disponibilità, l'avevo costretta a fare. Ciò nonostante si presentava alle sedute puntuale, benché,

empatico e su un incessante lavoro di analisi del controtransfert che tenti di disinnescare i meccanismi talvolta, visibilmente stanca e trafelata. Ostentava sempre il sorriso e una insolita disposizione a

proiettivi dell'analista e la costruzione di modelli teorici e interpretativi forti che potrebbero abusare ironizzare sulla sua stanchezza.

della condizione regressiva dì dipendenza del paziente provocando la continua riedizione del trauma Appariva chiaro che non poteva contare sul sostegno affettivo ed emotivo dei genitori i quali, invece,

primario. L'impasse, in questa prospettiva, dipende tanto dal paziente quanto dall'analista, così come il continuavano a rappresentare una delle principali fonti di angoscia e di senso di impotenza per lei.

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Nel frattempo faceva sempre più spesso capolino in me il pensiero del faticoso percorso che la paziente Il perverso si impossessa di un oggetto animato per estendere su di lui la propria giurisdizione

doveva ripetere ogni volta che veniva alla seduta. Questo pensiero si accompagnava all'idea che il nostro narcisistica e per ridurlo al rango di oggetto inanimato la cui onnipotenza è circoscritta alla capacita di

rapporto stesse assumendo le caratteristiche di un enaetment sadomasochistico, in cui transfert e eccitare e attivare la difesa maniacale.

controtransfert interagivano inconsciamente dando vita alla riedizione del modello relazionale tipico L'esito di questo processo è la formazione dello schermo contro la regressione il cui compito è quello di

della paziente. allontanare o evitare il contatto con l'angoscia di separazione e con l'esperienza della solitudine

La paziente mostrava di comprendere e accettare le mie difficoltà di organizzazione del mio lavoro, essenziale.

mentre io davo per scontato la sua illimitata capacità di comprendere e adattarsi alle mie esigenze. Si può sostenere, dunque, che non ha senso distinguere la regressione, intesa come processo relazionale,

Fu a questo punto che mi resi conto che la mia resistenza a modificare il calendario delle sedute aveva da un processo narcisistico come il ritiro. È più opportuno riconoscere che tutto quello che accade in

un'origine molto diversa da quella che mi era parsa fino ad allora. Mi resi conto che i l mio uno spazio, fisico e psichico, condiviso non può che essere un fenomeno e un processo intersoggettivo.

atteggiamento analitico era il risultato sia della coazione a ripetere con cui la situazione traumatica della La regressione, quindi, va intesa come un'esperienza del dominio intersoggettivo. Ciò nonostante, è

paziente chiedeva di potersi ripresentare alla coscienza dell'analisi, sia di una mia inconscia disposizione determinante, per l'analisi, ma anche per tutte le altre situazioni relazionali, riconoscere e discriminare la

nevrotica che facilitava le sue proiezioni, rendendomi complice della sua nevrosi nel mettere in scena i l regressione benigna da quella maligna.

suo destino relazionale. L’autore propone di differenziare i due tipi di regressione, e di relazione che li supporta, sulla base della

Compresi che anche con me Giada aveva provato la stessa speranza di modificare i l mio atteggiamento natura della coazione a ripetere, attraverso la quale i l trauma cerca la via per farsi attuale, e della

analitico vedendo finalmente che il suo tentativo di curare i miei aspetti sadomasochisti aveva avuto collusione intersoggettiva (simbiosi terapeutica) che costituisce i l milieu (ambiente) del processo di

successo. attualizzazione del trauma.

Mi lasciai convincere dai miei sentimenti e dal mia pensiero che avrei potuto e dovuto andare incontro Balint sembra sintonizzarsi con le osservazioni contenute nel lavoro di Ferenczi (1924; 1993) sulla

alla richiesta della paziente. Così feci, benché ciò comportasse un piccolo riordino dell'organizzazione confusione di lingue e proporre come modello di regressione benigna quello dell'empatia delle lingue,

del mio lavoro. Il risultato fu sorprendente. Mi resi conto che la paziente viveva con sorpresa e condizione in cui l'analista, inteso come adulto, è capace di rispondere al bisogno di amore del bambino

gratificazione il mio nuovo atteggiamento che aveva creato un clima di distensione basato su un nel paziente. La forma di amore a cui mi riferisco è la tenerezza e il piacere che la caratterizza è i l

reciproco vissuto di empatia. piacere preliminare. In questo modo l'analista contribuisce a realizzare nel setting le condizioni per:

Così Giada cominciò non solo a capire l'inutilità delle sue condotte, ma iniziò a sentire tale inutilità a) ritornare a qualcosa di 'primitivo, a un punto precedente l'inizio dello sviluppo “difettoso”

collegandola al proprio Sé sofferente in quanto costretto a subire le anguste richieste del falso Sé. b) nel contempo scoprire una modalità nuova, più adeguata, che equivale a un progresso”.

Cominciò a opporre dei rifiuti alle richieste dei suoi partner, giustificandoli con il bisogno dì rispettare Balint definisce questo processo, in cui "un nuovo inizio" coincide con una regressione, "regredire per

se stessa. Si accorse che mentre imponeva dei limiti alle pretese degli altri, riusciva a delimitare meglio i progredire".

confini di sé. Smise di farsi trovare dal suo partner là dove egli la lasciava. Mentre i suoi principali Al contrario la regressione, maligna potrebbe instaurarsi quando l'analista collude con la richiesta di

oggetti di relazione apparivano sorpresi e spiazzati, Giada si sentiva più serena e assisteva al intensificazione del piacere eccitatorio da parte del paziente. E opportuno precisare che tale richiesta

miglioramento dei rapporti sul lavoro. Cominciò a utilizzare il tempo libero per viaggiare, fare shopping appare nel transfert, in modo prematuro, eccessivamente intenso e precipitoso.

e curare gli interessi che aveva ignorato per restare al servizio delle richieste altrui. In questa condizione l'analista può non accorgersi che questa richiesta tende a creare uno stato di

erotizzazione del rapporto ed è l'espressione del bisogno di sottrarsi alla possibilità di "ritornare a

CONCLUSIONI qualcosa di primitivo". In questo senso l'analista, anziché promuovere un nuovo inizio e una

regressione progressiva, si rende complice di una fuga attraverso la difesa maniacale e, al tempo stesso,

La reazione terapeutica negativa e l'insuccesso o il successo terapeutico dipenderanno dalla latenza e artefice della riedizione del trauma.

dalla capacità dell'analista di individuare l’enaetment, dì riconoscerne le caratteristiche funzionali nel L’autore è portato a credere che la coazione a ripetere sottostante alla regressione benigna sia una

campo dinamico bipersonale e di promuovere delle correzioni (trasformazioni e cambiamenti) attraverso coazione epistemica, o epistemofilica, cioè spinta da un bisogno riconosciuto di ricercare e conoscere la

i l processo di metabolismo psichico. verità psichica. Pertanto, la collusione intersoggettiva (simbiosi terapeutica) si sviluppa intorno a questo

L’autore pensa che il paradigma freudiano del narcisismo, basato sui meccanismi di ritiro e fine intrinseco, che è conoscitivo e trasformativo (morfogenetico).

disinvestimento, non regge il confronto con la realtà clinica emersa a partire dalle scoperte relazionali e Al contrario, la regressione maligna è mossa da una coazione, a ripetere feticistica che mira non alla

intersoggettive sul controtransfert. conoscenza della verità psichica ma alla conferma dell'illusione apocrifa (la menzogna). La collusione

I profondi turbamenti e le intensissime reazioni emotive e affettive che uno schizofrenico o un narcisista intersoggettiva (simbiosi terapeutica) che ne deriva è, di fatto un patto perverso che porta con sé

sono in grado di provocare, con estrema facilità, nell'oggetto sono una prova clinica evidente di questo. l'inversione mezzo-fine, la cieca reiterazione del trauma e dell'abuso.

Crede, invece, che l'ipotesi del ritiro e del disinvestimento derivino da una incompleta conoscenza del I casi clinici riportati ( Oscar e Giada) presentano molte differenze, condividendo, tuttavia, quattro

controtransfert, e della sua analisi, che porta l'oggetto (nella situazione analitica, l'analista) a confondere aspetti comuni:

la propria reazione con l'azione del soggetto, giustificandola con il ricorso a una teoria forte. Questo 1. In entrambi i casi è possibile rinvenire un difetto fondamentale nella funzione materna primaria

fenomeno corrisponde, di fatto, a una inversione epistemologica tra l'oggetto e il soggetto, la quale è, che ha determinato i l fallimento del compito evolutivo dell'area intermedia e ha indotto una

verosimilmente, la vera ragione degli agiti controtransferali. reazione compensatoria adattiva nel bambino;

Ne discende che concetti come narcisismo e autoerotismo vanno spogliati della veste solipsistica che gli 2. Questa situazione ha, dunque, prodotto nel bambino una grave frustrazione del bisogno

è stata cucita addosso: essi indicano solo una forma di relazione oggettuale in cui l'oggetto tende a primitivo di offrirsi come terapeuta dell'oggetto e di operare la cura, la riparazione e la

essere risucchiato nella sfera del Sé del soggetto, subordinato ai desideri di questi e reso oggettualmente correzione del difetto materno primario;

insignificante. 3. Questo bisogno del vero Sé primario, prima frustrato e poi occultato, ha dato vita, da un lato, a

L’autore ritiene assai efficace la nozione di "autoerotismo a due", considero imprecisa l'idea che i l un falso Sé compiacente o seduttivo, al limite corruttore, che ha permesso di sopperire alla

perverso usi l'oggetto come un oggetto transizionale. Al contrario penso che il perverso tenda a usare perdita di amore e di attenzione. Parallelamente, ha alimentato una forma di coazione a ripetere

l'oggetto come pseudo-oggetto transizionale così come è stato definito nel presente lavoro. Infatti quello che ha portato i l paziente in analisi, a cogliere l'occasione propizia per provocare la regressione

che accade al bambino sano è di impossessarsi di un oggetto inanimato appartenente al mondo esterno in sé e nell'analista e riattualizzare il trauma nell'interazione degli inconsci (enaetment);

donandogli un'anima e un'identità soggettive e promuovendolo al rango di oggetto primari. 4. Attraverso la regressione e le pressioni sull'inconscio dell'analista, il paziente promuove

nell'analista un nuovo frammento di analisi necessario a scoprire ed elaborare suoi aspetti arcaici

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Franco è un medico colto e dotato di eccellenti capacità intellettive ed emotive. Le ragioni del suo

a riconoscere e correggere, quindi, nel contesto transferale, i comportamenti e gli atteggiamenti

legati al difetto fondamentale materno. malessere erano un vissuto depressivo profondo, un latente sentimento pessimistico e un senso di vuoto.

Concludendo si può affermare che il destino analitico del paziente regredito è legato al destino Franco era cresciuto con la madre, che lo aveva concepito con un uomo il quale, però, l’aveva

dell'analisi degli aspetti nevrotici 0 psicotici dell'analista emersi attraverso il controtransfert. abbandonata per sposare un’altra donna. Privo di una vera presenza paterna era rimasto intrappolato

A tal proposito, è utile riportare un frammento di un'esperienza clinica svolta da una giovane nella relazione con una madre dalla personalità imprevedibile che contrapponeva atteggiamenti

psicoterapeuta in formazione (Sabina). educativi molto rigidi e vagamente sadici, vistose disattenzioni nella cura del figlio e comportamenti

Sabina stava conducendo dei colloqui clinici con una coppia che appariva molto angosciata e turbata esplicitamente seduttivi. Potremmo ipotizzare che le carenze di questa madre costituivano un fattore

dall'insolita irrequietezza della loro unica figlia di circa quattro anni. La bambina aveva il sonno molto

disturbato e costringeva la madre a trasferirsi nella sua stanzetta per restare a dormire con il padre. eccessivamente “significativo” rispetto al processo maturativo di Franco, in quanto lo esponevano a

Sabina si rese conto che la coppia era molto ambivalente verso la bambina e reprimeva intensi vissuti di un’eccessiva pressione che esercitava una urgente richiesta di adattamento. Franco aveva sviluppato

rabbia legati, probabilmente, alla prepotente intrusività della figlia che, di fatto, separava la coppia un’insolita capacità di reazione per sopperire alle carenze materne. A questo quadro che evidenzia

rendendole difficile l'esperienza dell'intimità. l’eccessiva significatività dell’assenza materna, si giustapponeva una situazione che rivelava una forma

La giovane psicoterapeuta era molto in ansia, si pentiva di aver accettato di prendere in carico la di eccessiva significatività per eccesso di presenza o intrusività. A questo secondo tipo di significatività

richiesta di aiuto ed era assalita dal forte impulso di abbandonare i l caso e la stessa formazione. appartenevano gli atteggiamenti di seduzione e intrusione nella sfera sessuale del bambino, che

La reazione appariva alquanto sproporzionata sotto la pressione dell'ansia, la giovane collega non si assumevano la consistenza shockante dell’abuso. Nella seduta a cui faccio riferimento, Franco era

accorgeva della sorprendente affinità tra la situazione riportata dalla coppia e la propria realtà interna

emersa nel transfert. voluto ritornare sul contenuto della seduta precedente, in cui era riemerso il ricordo dell’abuso sessuale

Un pomeriggio giunse in seduta in preda alla sorpresa e allo spavento. Raccontò che la notte precedente, subito da piccolo da parte della madre, e aveva pensato al rapporto dell’abuso con le sue compulsioni

rincasata tardi, si era trovata a piombare nella stanza da letto dei suoi genitori. Aveva spalancato la autodistruttive (fumo, alcol), con l’atteggiamento passivo impotente nella relazione con la moglie e con

porta, acceso la luce e, senza preoccuparsene, aveva cominciato a parlare come se nulla fosse. il sentimento pessimistico e di colpa. Aveva evocato la stranezza di una malattia rara che genera

Improvvisamente, assalita dal pensiero di aver interrotto un rapporto sessuale, si scusò, spense la luce e un’alterazione psicologica che causa un prurito continuo e incontenibile. Aveva pensato alla psoriasi.

andò via richiudendo la porta alle sue spalle. Infine aveva ricordato un episodio accaduto in ospedale, quando sulla porta del suo ambulatorio si

Sabina non riusciva a spiegarsi quella reazione, malgrado fosse chiaro che l'esperienza di interazione

con la parte inconscia della coppia aveva creato una saldatura tra la storia della bambina e le proprie presentò una matura signora vestita di nero, avvolta da un fascino misterioso. Quell’austera “dama nera”

vicissitudini edipiche. chiese di essere visitata perché temeva di aver contratto la sifilide. Dice che non capisce come possa

Non fu difficile far riconoscere' alla collega che la proiezione fatta dalla coppia non avrebbe avuto essersi formato il senso di colpa in lui e ipotizza che sia verosimile pensare che un bambino che subisce

quell'esito se non avesse trovato corrispondenza nella sua storia personale e nella sua realtà psichica. questo tipo di esperienza non possa che provare sentimenti cattivi verso la madre, pur provando, al

Proprio questa corrispondenza tra gli inconsci l'aveva resa particolarmente recettiva nei confronti della tempo stesso orrore per la sua cattiveria e sentendosi indegno e colpevole. A questo punto decido di

proiezione della propria realtà psichica che, benché fossero già emersi ripetutamente nei racconti e nel intervenire nel modo seguente. “Forse lei si sta chiedendo che fine facesse il senso di colpa di sua

transfert, non avevano condotto all'esperienza dell'evidenza empirica emotiva e non avevano comportato madre…ecco ricomparire in lei ciò che era scomparso dalla percezione di sua madre…un’angoscia di

una trasformazione.

Inoltre, riconosciuta e analizzata l'origine delle proprie ansie, Sabina fu in grado di offrire un buon aiuto colpa rappresentata come una dama nera. Mi chiedo se non vi sia stata una situazione in cui, in modo

alla coppia. diretto, i sentimenti ripudiati da sua madre si siano trasferiti dentro di lei”. Sia lo stadio in cui l’abuso

Questo esempio è particolarmente chiaro nel mostrare in che modo dall'interazione degli inconsci e veniva consumato, sia lo stato relazionale di particolare con-fusione emotivo-affettiva in cui si

dall'analisi del controtransfert scaturisca un significativo progresso nell'analisi dell'analista. svolgevano, investivano l’esperienza di abuso con una carica di pulsione di morte insolitamente intensa,

Nell'analisi di un paziente, un ruolo terapeutico primario viene svolto dall'ulteriore analisi dell'analista tale da minacciare un’improvvisa rottura, il collasso o il crollo della sussistente unità simbiotica. Questo

che viene mossa dal bisogno terapeutico del paziente. Il bisogno, o l'impulso terapeutico, del paziente e crollo, generando un effetto catastrofico sulla relazione, causava un’onda gigantesca e incontenibile di

l'analisi dell'analista, attualizzano (enact) quella simbiosi terapeutica che può imprimere una “angoscia di integrazione”, quel particolare tipo di angoscia catastrofica prodotta da un distacco o dalla

significativa spinta progressiva al processo analitico. soluzione della continuità propria dell’unità simbiotica, quando l’Io non è ancora maturo per

CAP.6 AMORE E TRAUMA sperimentare la solitudine essenziale del sé, spingendo il bambino a rifugiarsi nello stato fusionale e a

identificarsi emotivamente con la madre. Franco appare pronto ad accettare che il suo senso di colpa sia

CAPITOLO 6 un derivato del senso di colpa negato della madre. Nella seduta successiva ritorna sul senso di colpa e

sui due riferimenti alla malattia rara, a prurito, alla psoriasi e alla “dama nera”. Penso che Franco stia

AMORE E TRAUMA cercando di elaborare una costruzione della situazione shock che ha pervaso una parte significativa della

sua infanzia. Le associazioni di Franco mi portano a ipotizzare che il prurito compulsivo nella psoriasi o

le forme compulsive autolesionistiche presenti in numerose patologie psicosomatiche costituiscano un

L’esperienza della regressione nel processo analitico. modo attraverso il quale la coazione a ripetere tenta di riesumare gli elementi residuali dello shock

originario per trasformarli in costruzione del trauma. “Il bambino danneggiato è un bambino che si

Ulteriori considerazioni sulla nozione di trauma. Ferenczi ha offerto un contributo determinante danneggia”. Questi commenti lo inducono a tornare a riflettere sull’origine del senso di colpa che sta

all’esplorazione e alla comprensione del rapporto tra situazioni di mal accoglimento, abuso, trauma e alla base della sua tendenza a trascurarsi e a danneggiarsi. Il senso di colpa serve ad attenuare il giudizio

trasmissione psichica nel bambino degli elementi scissi dell’adulto. È importante approfondire il nesso severo sul fallimento materno, cerca di fare qualcosa per attenuare la colpa della madre, e lo fa

tra tale meccanismo di trasmissione psichica, il sentimento di colpa e la distruttività. inventando la propria colpa. Il fatto che Franco abbia scelto di parlare in prima persona offrendo la sua

Esempio clinico. voce al pensiero della madre mi sembra una prova del meccanismo dell’identificazione con

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l’aggressore, che sta alla base della trasmissione e dell’introiezione del senso di colpa scisso e negato - quanto più l’invariante muta, dal punto di vista morfogenetico, quanto più subisce una

evoluzione che rende le sue proprietà invarianti più simboliche, astratte e formali, tanto più ci si

della madre. Il trauma non consiste nell’abuso in sé, ma nel vuoto provocato dalla distruzione della trova di fronte a una trasformazione e a un tipo di reazione sottomesse all’Io maturo

fiducia nell’oggetto dell’amore primario. La scoperta dell’inaffidabilità dell’oggetto è uno shock per il (trasformazione morfogenetica);

bambino, in quanto, quella fiducia non può essere sostituita e lascia in lui un vuoto incolmabile, un - quanto più l’invariante è statico e conservativo, quanto più esso tende a mantenere una struttura

senso di assoluta impotenza e vulnerabilità. “Lo shock equivale all’annientamento della coscienza di sé, concreta e sensoriale, tanto più si è in presenza di trasformazioni e reazioni primitive connesse ai

della capacità di resistere, di agire e di pensare in difesa del proprio sé. Probabilmente, anche gli organi processi primari (trasformazione morfostatica omeostatica e omeoresica).

che garantiscono la conservazione del sé rinunciano alla loro funzione o la riducono al minimo” Una caratteristica delle trasformazioni morfogenetiche consiste nella presenza e nella sopportabilità del

(Ferenczi). Il collasso psichico produce un rimpasto psico-somatico che permette al corpo di sostituire conflitto. Nelle trasformazioni morfostatiche, invece, il conflitto è assente o negato e sostituito da uno

la mente nella funzione di pensare. L’esperienza clinica mi porta a ipotizzare che il primum movens stato non-conflittuale. Le trasformazioni morfostatiche partono dall’inammissibilità del contrasto tra

dello shock sia costituito dal disconoscimento del bambino, e dei suoi bisogni, da parte dell’ambiente e preconcezione e realtà, per giungere a un processo di restaurazione, attraverso uno scisma rispetto alla

dell’adulto, nello stadio della relazione oggettuale passiva e dell’amore oggettuale passivo, e negli stadi realtà esterna e la costruzione di un mondo compatibile con la realtà soggettiva. Le trasformazioni

in cui l’Io è prematuro e allo stato nascente. Nello stadio precoce a orientare il bambino è la morfogenetiche, invece, si avvalgono di reazioni sostitutive di tipo simbolico o formale, il cui il

preconcezione ingenua ed egoista di un oggetto totalmente adattato empaticamente ai suoi bisogni e alle sostituto è un medium, che salvaguarda e definisce il legame tra la realtà psichica e la realtà esterna.

sue emozioni: un oggetto assolutamente affidabile. Ma, il disconoscimento da parte dell’oggetto viene Ferenczi lega l’angoscia al trauma e alla sensazione di impotenza che esso lascia nell’individuo.

vissuto dal bambino come il crollo, il tradimento della preconcezione, come un inganno. Lo shock “L’angoscia consiste in una sensazione di incapacità di adattarsi a una situazione di sofferenza”. In

consiste proprio nelle conseguenze del crollo della preconcezione. Tali conseguenze sono: questa situazione la valvola di sfogo più efficace è “l’autodistruzione”. Questa affermazione racchiude

una scoperta clinica fondamentale, in quanto ci permette di definire tutte le psicopatologie come dei

- la sensazione di precipitare nell’abisso senza appigli e riferimenti; tentativi di sostituire l’autodistruzione con altre reazioni sostitutive che costituiscono dei mali minori.

- la sensazione di essere sommerso dall’urgenza impotente di reagire per evitare il crash (andare Diversamente da Freud, che cercava di separare un funzionamento nevrotico da un funzionamento

in pezzi, disintegrarsi) o per superare il dolore prodotto dalla sensazione di precipitare; psicotico, Ferenczi sembra definire nevrosi e psicosi su un continuum che origina da una base

Le reazioni possono essere di tipi diversi: traumatica. La malattia mentale vera e propria si manifesta quando la reazione contro l’angoscia dello

1) la reazione alloplastica, intesa come una difesa tendente ad eliminare o modificare la fonte reale del shock, per evitare l’autodistruzione fisica, è la regressione all’intelligenza psicosensoriale, il corpo che

pericolo e del dolore; pensa. Bisogna comprendere quelle forme di autodistruzione che assumono la forma del tedio per la

vita, dell’attacco a se stessi attraverso l’abuso di alcol, fumo, droghe, e altri comportamenti compulsivi

2) la reazione ideativa, ossia una difesa tendente ad avvertire l’impossibilità attuale di eliminare il che implicano il rischio della morte, come accadeva nel caso di Franco.

pericolo o l’angoscia. Le risorse dell’Io si spendono nella costruzione di idee, immagini e teorie

finalizzate a una soluzione differita o sostitutiva. La prospettiva di una prossima eliminazione o Riferimento clinico.

attenuazione del pericolo rende questa situazione più sopportabile, mentre la produzione di queste idee Psicoterapia di un giovane paziente schizofrenico, Luca. Luca torna in seduta dopo una sospensione di

funge da antidoto nei confronti dell’angoscia; una settimana dovuta alle festività. Dopo un breve silenzio mi dice che sta male e che ha avuto diverse

3) le reazioni sostitutive, cioè tutte le forme di difesa che derivano dal fallimento di un precedente crisi nella settimana in corso. Negli ultimi tempi, dopo che le sue crisi erano scomparse, si erano

tentativo di padroneggiare la situazione traumatica originaria reale. Le reazioni sostitutive costituiscono verificate delle regressioni in coincidenza con la perdita di una seduta. Le nuove crisi venivano vissute

un elemento fondamentale della psicopatologia. Alcune di queste forme cliniche sono: con maggiore senso di realtà e con consapevolezza. Gli comunico l’impressione che, ultimamente, le

crisi si verifichino durante una sospensione delle sedute. Il paziente associa la sospensione delle sedute

- le fantasie; al pensiero della morte, della morte come dolore, disperazione. Le nuove crisi di Luca presentano

qualcosa di nuovo ed evoluto: una maggiore capacità di contenere il dolore, di funzionare da

- le illusioni; contenitore. La sua malattia, dunque, è un tentativo di sottrarsi al dolore depressivo di fronte al quale il

- le proiezioni; suo Io è come impotente. Penso che il senso della morte sia il senso dell’abisso in cui il suo Io fragile e

immaturo sente di precipitare di fronte al pensiero della separazione.

- le imitazioni; Nel lavoro di Ferenczi intitolato Il bambino mal accolto e la sua pulsione di morte l’autore scrive: “Il

- le allucinazioni. lattante è molto più vicino alla non esistenza individuale di quanto non lo sia l’adulto, che ne è separato

dall’esperienza della vita. Scivolare all’indietro, verso l’inesistenza, potrebbe quindi essere, per i

Tutte le forme di reazioni sostitutive sono mosse da un bisogno fondamentale che può tendere alla bambini, molto più facile. La “forza vitale” che resiste alle difficoltà della vita non è dunque poi così

riparazione, alla restaurazione, al ristabilimento o alla riconciliazione. Le forme di reazione dipendono grande alla nascita e, a quanto pare, si consolida solo dopo una progressiva immunizzazione contro i

dal grado di contatto con la realtà e dalle caratteristiche del processo di trasformazione a cui è sottoposto danni psichici e fisici, garantita solo da un trattamento e un’educazione gestiti con tatto. […] I bambini

il rapporto con la realtà. Le caratteristiche dinamiche e le qualità delle trasformazioni possono essere recepiscono i segni, consci o inconsci, con cui la madre manifesta il suo rifiuto o la sua impazienza nei

analizzate seguendo le vicissitudini dell’invariante che è alla base delle trasformazioni. Ci sono due loro confronti e, per tale motivo, la loro volontà di vivere viene spezzata”. Nuove situazioni stimolo

possibili direzioni di sviluppo delle trasformazioni: possono provocare, in questi soggetti, la comparsa della “volontà di morire” associata ad altre

caratteristiche della personalità, quali il “pessimismo morale e filosofico”, “scetticismo e sfiducia”,

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“tedio per la vita”, “tendenze suicidali”, dipendenze patologiche e compulsione al rischio, ecc… Le accade quando un adulto vuole imbrogliare un bambino per indurlo a comportarsi come vuole l’adulto

osservazioni esposte presentano punti di forza e punti di debolezza. I punti di forza stanno nella ma senza che il bambino se ne accorga. Però, nel sogno il bambino non abboccava e io mi sentivo molto

comprensione delle qualità dinamiche della relazione precoce madre-bambino e delle sue capacità di irritato per l’insuccesso. Ho anche un’interpretazione sul secondo sogno: penso che i bambini, alla fine,

promuovere o distruggere l’esistenza del bambino riconoscendone o disconoscendone i bisogni si procurino un problema per ottenere l’attenzione della mamma”. Per ottenere l’attenzione materna, il

essenziali e le emozioni. Il punto debole sta nell’impossibilità di spiegare il meccanismo dell’attivazione bambino può, talvolta, diventare una sorta di psicoterapeuta, acquisendo un’insolita capacità di intuire le

della pulsione autodistruttiva nel bambino mal accolto o abusato. Sforzandosi di distinguere tra la ansie materne, giocando ad identificarsi con il ruolo offertogli dalla mamma. Ci siamo chiesti se fosse

tenerezza che è propria dell’erotismo infantile e la passionalità dell’erotismo adulto, Ferenczi si accorge possibile pensare che anch’egli, da piccolo, avesse messo da parte i propri bisogni e le proprie emozioni,

che il vero nucleo della sua intuizione consiste nella trasformazione subita dalla tenerezza. Egli si chiede dimostrandosi capace di proteggere sua madre dai sentimenti di orrore e di colpa per i suoi

“cosa sia che introduce nel soddisfacimento ludico della tenerezza l’elemento della sofferenza, e quindi, comportamenti sessuali verso il figlio. La madre aveva bisogno di credere che i propri comportamenti

il sadomasochismo”. Nell’adulto che sta abusando di un bambino, si compie una trasformazione servissero a farlo rilassare e addormentare, ed egli l’aiutava a crederlo. Gli dico: “Chissà se non ha fatto

inconscia che muta l’oggetto d’amore in oggetto ambivalente di odio e di attaccamento. È il senso di con me come con sua madre…facendo prevalere l’urgenza di proteggere me da un fallimento

colpa a produrre tale trasformazione. Questa inattesa trasformazione, dell’amore in odio, è ciò che interpretativo e professionale quando ha avuto l’impressione che sia stato io a non capire lei”. Il paziente

spaventa, ammutolisce e traumatizza il bambino. In questo stato di impotenza e disorientamento, il risponde: “La verità è che se penso di dirle una cosa tipo: dottore ho l’impressione che lei non possa

bambino si lascia sommergere e invadere dall’amore dell’adulto, il quale, però, trasporta, nascosti sotto arrivarci o che ha sbagliato nell’assumere un certo punto di vista, io sto veramente male, anzi, sto

l’apparenza di godimento, l’aggressività, l’odio e il senso di colpa che ha negato e scisso. In queste malissimo”.

situazioni il diniego e la scissione assumono forme quali la convinzione che il bambino sia troppo Un ulteriore chiarimento nella storia clinica di Luca coincide con un momento cruciale del processo

piccolo per capire, che quando sarà grande dimenticherà, che in fondo non gli si sta facendo del male in terapeutico. Il paziente giunge puntuale e con un aspetto sensibilmente migliore. Mi comunica che

quanto prova piacere o perché è egli stesso a riproporre la richiesta. Ferenczi contrappone il piacere anche nella settimana in corso egli ha avuto frequenti crisi. Tuttavia, le crisi sono completamente cessate

tipico dell’erotismo infantile, che è centrato sulla sensazione di sazietà, cioè della pienezza che il giorno prima della nostra seduta e nella notte ha dormito tranquillamente. Ribadisce che c’è qualcosa

caratterizza il piacere preliminare, al piacere dell’erotismo adulto, centrato sull’esperienza dell’orgasmo, di diverso nelle crisi del periodo più recente. Al termine della crisi si sente più “responsabile” della sua

ossia dello svuotamento. Quando un bambino è costretto a subire un’esperienza erotica che giunge condizione. È convinto che ci sia qualcosa di positivo in queste nuove crisi. Comunico al paziente che

all’orgasmo, egli viene esposto a una situazione psicosensoriale di svuotamento, della quale non è ho la sensazione che egli stia cercando di dirmi che quello che sta provando durante queste crisi è un

pronto a sopportare gli effetti emotivi; tali effetti assumono nel bambino le caratteristiche tipo di esperienza estremamente dolorosa che si ripetuta più volte nel corso della sua vita, andando a

psicosensoriali dell’annientamento e generano un’angoscia insopportabile. L’uso sessuale del figlio da generare qualcosa di così doloroso, insopportabile, traumatico, da minacciare di distruggerlo. La sua

parte della madre costituisce la manifestazione di un prolungamento dell’amore materno primitivo, malattia era stata come un tentativo di ritirarsi, rifugiarsi in un dolce sonno, nel tentativo di ritrovare o

inteso come espressione dell’egoismo ingenuo materno. Per la madre il figlio non è mai cresciuto, ricreare l’armonioso isolamento che aveva perduto. A questo punto, è egli stesso a ricordare il momento

perché, una volta cresciuto, non è più suo figlio. Questo tipo di rapporto si basa, dunque, sull’illusione traumatico vissuto intorno ai quattordici anni, nel passaggio dalla scuola media al liceo, il suo vissuto di

di un’interminabile simbiosi. inadeguatezza, di mortificazione, di impotenza e isolamento provato in quegli anni. Poi, mi confida che

In una seduta successiva, Franco porta un sogno in cui compaiono due gemelli. Vi associa la storia del durante le crisi dei giorni precedenti è stato aggressivo con il padre, lo ha anche colpito. Aggiunge che

rapporto tragico tra due suoi amici che vivevano un sentimento omosessuale impossibile. Uno dei due quando sta male, il padre diventa insopportabile, diventa pressante. Forse sta pensando che il passaggio

approfittò di un incarico di lavoro per trasferirsi in un altro continente. L’altro si suicidò. Racconta che traumatico dal dolce sogno al trauma della veglia è legato a un brusco passaggio dalla madre al padre,

percepisce aggressività e offesa nei gesti spontanei della moglie durante momenti di gioco e di effusioni. anzi, dal mondo dolce e armonioso con la madre a quello reattivo con il padre che lui vive come

Io stesso, nel controtransfert, ho la sensazione che Franco si senta offeso o maltrattato da me e pressante. Luca, a questo punto, può richiamare alla memoria un periodo della sua prima infanzia, in

percepisco in me un lieve sentimento di colpa che genera un moto di attenzione e preoccupazione nei cui, a causa di un trasferimento di sede, compiuto dalla madre per necessità professionali, subì la brusca

confronti del paziente. Commento che ho l’impressione di cogliere una strana confusione nel suo modo interruzione del rapporto armonioso con lei. Al termine della seduta incontro il padre di Luca, che è

di vivere l’intimità affettiva…come se risultasse difficile vedere la spontaneità e l’innocenza dei giunto per prendere il figlio. Ho la possibilità di osservare quell’atteggiamento pressante che riferiva

sentimenti e dei gesti…una sensazione di ambiguità contamina il rapporto tutte le volte che compare Luca. In pochi minuti, assale il figlio con una serie di attacchi denigratori mascherati da una

l’eccitamento e il piacere. Aggiungo che mi chiedo se questo vissuto non somigli alle emozioni e al sollecitudine affettata. In realtà percepisco chiaramente il rifiuto e il disprezzo verso il giovane, uniti a

senso di ambiguità che provava proprio quando sua madre giocava sessualmente con lui. Come nel un senso di vergogna. Luca, da qualche tempo, viene in seduta con il suo sacchetto di tabacco e ama

tragico rapporto tra i due amici, accadeva che egli, per porsi al riparo dalle angosce provocate confezionarsi con cura le sue sigarette, che poi fuma, come assorto in uno stato narcisistico regressivo.

dall’ambiguità, tentasse di fuggire, di allontanarsi da sua madre…e così facendo era come se obbedisse Commenta che il padre, quando lo osserva fumare, dice che sembra che stia avendo un rapporto

all’impulso di uccidere la sua presenza intrusiva dentro di sé. Il paziente esordisce raccontando un sessuale. Mi dice che sta facendo dei sogni in cui sono presenti figure femminili e commenta che è

episodio accaduto qualche giorno prima. Essendo un medico dermatologo aveva visitato un bambino un’esperienza bellissima. Ricorda il calore, la sensazione di grandissimo piacere e di rilassamento. In

accompagnato dalla mamma. Presentava un problema dermatologico all’inguine derivato da un questi sogni prova anche una chiara sensazione di forza e sicurezza. Per questo non vorrebbe svegliarsi.

problema di enuresi notturna. La cosa sorprendente era stata l’intensa sensazione di identificazione di Il risveglio non è mai bello. Si sente depresso e nervoso e ha bisogno di molto tempo per riadattarsi.

Franco con il bambino. Racconta due sogni, evidenziando l’impressione che il secondo, forse, ha Precisa che la sicurezza e la forza che prova nel sogno derivano dal fatto che in quello stato si sente se

qualche rapporto con la visita al bambino. Dal primo sogno ricorda solo che c’era qualcuno al quale stesso, mentre quando viene strappato al sogno non si sente più se stesso. Aggiunge che prova la stessa

diceva: “ma certo…ora capisco…è tutto chiaro…”. Nel secondo sogno “accadeva una cosa che, talvolta, cosa quando fuma la sigaretta. Sostiene che finchè ha vissuto la dolce simbiosi con la madre, quindi fino

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a dieci undici anni, pur essendo molto timido, si sentiva più intelligente, era anche molto bravo a scuola. posteriori generata da una teoria implicita che ha sede nella mente dell’analista. Spesso la lingua

Con il passaggio al liceo, c’è stato il crollo: della concentrazione, delle relazioni, della sicurezza. dell’analista e quella del paziente sono alquanto diverse. E, forse, le situazioni di impasse attribuite al

Riguardo il commento del padre, secondo cui Luca, quando fuma, sembra che stia avendo un rapporto transfert narcisistico del paziente, possono dipendere, invece, dalla diversità delle lingue, che rende vano

sessuale, sono portato a pensare che questa osservazione paterna sia la prova che la figura paterna tende lo sforzo di comunicazione e paralizza il processo analitico. Queste osservazioni ci restituiscono un

a piegare l’esperienza sessuale verso la genitalità. Infatti, l’osservazione di Luca mi ha permesso di quadro dell’esperienza terapeutica in cui si fronteggiano due narcisismi rivali, intesi come estensione dei

riconoscere che lo stato di godimento in cui è assorto Luca mentre fuma, pur costituendo un’esperienza confini investiti dell’Io, ciascuno dei quali pretende di assimilare l’altro al suo interno. La comparsa

di appagamento sessuale, ha le caratteristiche di una sessualità primitiva e di un piacere primario, di tipo dell’intuizione del campo intersoggettivo può offrire un valido strumento per uscire da questo quadro, in

orale. Anche i sogni in cui sono presenti figure femminili sono accompagnati da sensazioni quanto consente di ricercare un vertice inconscio, inteso come punto di intersezione o di origine, che

“dolcissime”, confuse. Non c’è traccia di genialità. Il piacere deriva più dalla percezione di essere potrebbe costituire uno spazio comune in cui anche le lingue del paziente e dell’analista si incontrano e

l’oggetto, che da quella di rapportarsi all’oggetto. Attraverso la sigaretta, che appare come una parte del si riconoscono. Un ruolo assolutamente fondamentale per la terapia è quello svolto dalla costruzione del

sé, egli unisce in sé il bambino che succhia e la madre che si offre come seno. Mi spingo a ipotizzare campo intersoggettivo, dalla conseguente scoperta di elementi non elaborati della realtà psichica

che l’esperienza del fumare sia un’espressione del processo di riconciliazione per mezzo del quale Luca dell’analista e dalla conseguente analisi. L’altro tempo dell’analisi riguarda il lavoro sui processi

reitera lo sforzo di sopperire al distacco dalla madre e all’angoscia di perdita di sé conseguente. Il simbolici. Il primo tempo si avvale prevalentemente delle costruzioni, mentre il secondo fa leva sulle

pensiero che potremmo assegnare a questo processo è il seguente: “Se sono mia madre non soffrirò più interpretazioni.

per il distacco da lei, e lei non sarà più necessaria per me, in quanto dipendere da lei mi rende troppo 2. Il secondo presupposto si richiama a una significativa affermazione introdotta da Freud in Alcuni

vulnerabile all’angoscia del distacco”. Luca mi comunica che è riuscito a ridurre sensibilmente il meccanismi nevrotici nella gelosia, paranoia e omosessualità: “Cominciamo a sospettare che la nostra

consumo giornaliero di sigarette, perché sta masticando chewing gum alla nicotina. Questa descrizione del comportamento di entrambi i paranoici, del paranoico geloso e di quello persecutorio, è

informazione rivela il lento processo di svezzamento e la comparsa della dentizione che ora consente al molto insufficiente se ci limitiamo ad affermare che essi proiettano all’esterno, sugli altri, quello che

piccolo Luca di mordere e masticare cibi solidi. non vogliono riconoscere nel proprio intimo. Certamente è così; ma non proiettano per così dire nel

vuoto, dove non si trova nulla di somigliante; invero essi si lasciano guidare dalla loro conoscenza

Shock, campo intersoggettivo e costruzione del trauma nell’esperienza analitica. A proposito dei dell’inconscio e spostano sull’inconscio delle altre persone l’attenzione che hanno stornato dal proprio”.

concetti di costruzione, interpretazione, trauma e trasformazione.

In questa sezione ho voluto raccogliere alcune riflessioni scaturite dalla lettura di un lavoro del dottor J.

Canestri, intitolato Costruzioni e interpretazioni nella pratica analitica. È evidente lo sforzo dell’autore 3. Il terzo presupposto è costituito da alcune citazioni dal saggio di Searles in Il paziente come terapeuta

nell’indagare soprattutto la psiche dell’analista all’opera. Questo rappresenta un modo per evitare che del suo analista.

l’esperienza clinica si sottometta alla teoria e serva a confermarne le intuizioni teoriche. Bisogna

ricordare che la deduzione è secondaria all’osservazione e alla costruzione di regole e teorie. La - Riprendendo la precedente affermazione di Freud, Searles scrive: “Noi non proiettiamo nel vuoto, per

questione che intendo sollevare prende le mosse da presupposti problematici. così dire, ma su qualcosa che è già presente: proiettiamo, piuttosto, su qualcuno o qualcosa che ci offre

una base di realtà per la proiezione”.

1. Il primo presupposto riguarda la citazione dello scritto di Freud sul L’Inconscio: “L’esperienza

mostra anche che sappiamo interpretare molto bene negli altri quegli stessi atti che ci rifiutiamo di - “L’impulso terapeutico del paziente consiste nell’aiutare l’altro (nel caso della situazione terapeutica,

riconoscere come enti psichici presenti in noi stessi. Qui, evidentemente, sussiste un particolare ostacolo l’analista) a realizzare le proprie potenzialità psicologiche umane. Il paziente cerca di aiutare l’analista a

che deflette la nostra indagine lontano dal nostro sé e ci impedisce di raggiungerne una vera condividere quelle modalità di rapporto interpersonale che per il paziente sono relativamente libere

conoscenza”. A me pare che il pensiero custodito nella citazione sembri contenere il fondamento dall’angoscia, mentre per l’analista sono cariche di angoscia”.

implicito del paradigma dell’identificazione proiettiva e del suo strettissimo nesso con la dimensione 4. Quarto presupposto è la concezione del trauma che Freud introduce in Analisi terminabile e

inconscia delle resistenze che la realtà psichica dell’analista può opporre all’esplorazione psicoanalitica interminabile: “Tutti i sintomi nevrotici hanno in verità un’eziologia mista: o si tratta di pulsioni troppo

di sé. Il paradigma dell’identificazione proiettiva costituisce, quando viene usato sistematicamente e forti, che perciò stentano ad essere imbrigliate dall’Io, o dell’effetto di traumi antichi, ossia precoci, che

dogmaticamente, una struttura dottrinaria che si pone al servizio delle difese inconsce dell’analista l’Io immaturo del soggetto non è riuscito a padroneggiare. Normalmente entrambi i fattori, quello

alterando il funzionamento del suo Io e compromettendo il destino del processo terapeutico. Il successo costituzionale e quello accidentale, agiscono congiuntamente. Quanto più forte è il primo, tanto più

ideologico riscosso dal paradigma dell’identificazione proiettiva rappresenta, in molti casi, il sintomo facilmente un trauma condurrà alla fissazione e avrà come conseguenza un disturbo evolutivo. Quanto

del fallimento del trattamento analitico, in quanto l’analista sta definitivamente rinunciando ad ascoltare più forte è il trauma, con tanta maggiore certezza i suoi effetti dannosi si esplicheranno anche in

una richiesta di analisi che sale dall’abisso inesplorato di sé e che potrebbe costituire l’unico situazioni pulsionali normali. Indubbiamente l’eziologia traumatica offre all’analisi l’opportunità di gran

presupposto efficace della cura del paziente. Il concetto di proiezione esprime le sue maggiori lunga più favorevole. Solo in questi casi si può parlare di un’analisi definitivamente portata a termine.

potenzialità euristiche quando si limita alla dimensione funzionale dei meccanismi di difesa e quando si Tra la versione della Standard Edition e quella italiana, vi è disaccordo sull’uso di un termine a cui

dà il giusto rilievo alla dimensione attuale rispetto a quella del passato. Nell’usare il termine attuale non corrispondono due concetti semanticamente diversi. Infatti, laddove la SE riporta “premature”,

intendo semplicemente contrapporre la dimensione presente a quella passata o quella compiuta a quella l’edizione italiana usa il termine “precoce” non sia il più idoneo a rappresentare la situazione primaria

potenziale, ma voglio richiamare l’attenzione sui fenomeni e sui processi in atto. Il rischio nascosto che è alla base del trauma. La scelta del concetto di precocità pone l’accento sulla dimensione temporale

nell’uso generalizzato e teoretico dell’identificazione proiettiva, consiste nella distorsione della realtà di un’esperienza e risente di una concezione eccessivamente influenzata dal modello freudiano dello

psichica e del processo analitico, in quanto a queste può essere sostituita una ricostruzione simbolica a

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sviluppo della pulsione sessuale. Ritengo, dunque, che la SE faccia bene a usare il termine “prematuro” 5. L’ultimo presupposto riguarda il riferimento all’elemento “invariante” che dà senso

in quanto il concetto di prematurità, ponendo l’accento sulle qualità strutturali e funzionali dell’apparato all’argomentazione di Bion sulle “trasformazioni”. Non può esserci una trasformazione senza che venga

psichico e del sé, ci offre una prospettiva dalla quale possiamo osservare e comprendere la situazione riconosciuto l’invariante; non sarebbe una trasformazione, ma una cosa altra appartenente a un mondo

reale del bambino nella relazione con l’ambiente e con la realtà. In alcune situazioni egli può subire un parallelo. L’alternativa alla trasformazione sono il diniego e la scissione. Nel contesto intersoggettivo

crollo, una vera e propria interruzione della continuità del processo maturativo. Quando si verifica del campo bi personale dell’analisi, si deve tenere conto di una dimensione della trasformazione che

questa situazione, ciò che era a monte del crollo rimane isolato e risulta irraggiungibile. Vani appaiono riguarda l’intersoggettività e la dinamica degli inconsci del paziente e dell’analista: una dimensione

gli sforzi di compiere una ricostruzione, in quanto ciò che è rimasto al di là del crollo è ignoto e non orizzontale della trasformazione (trasformazione orizzontale) riguardante il rapporto tra i due inconsci,

costituisce un’esperienza compatibile con il mondo che si sviluppato al di qua del solco scavato dalla in aggiunta alla dimensione verticale (trasformazione verticale) che è quella che caratterizza il rapporto

catastrofe. Il vuoto di esperienza psichica prodotto dal crollo può essere colmato solo nel futuro, cioè nel tra due differenti livelli psichici appartenenti alla realtà psichica di un individuo. Propongo di

presente del processo analitico attraverso la regressione. considerare la possibilità che esista un invariante orizzontale che, in quanto elemento di natura

intersoggettiva, sia presupposto oggettuale ed emotivo del processo di regressione e di costruzione del

Io suppongo che Freud stesse pensando al trauma inteso come una forma di processo secondario, una trauma. Dopo la realizzazione di questo processo ci si può muovere verso il riconoscimento

elaborazione secondaria di un evento che, in origine, si collocava al di fuori del dominio semantico- (intrapsichico) dell’invariante verticale (intrasoggettivo) e la formulazione dell’interpretazione del

rappresentazionale. Il termine trauma indica, quindi, qualcosa che è sempre un costrutto mentale, trauma. Da queste poche riflessioni discende che l’invariante orizzontale è una caratteristica dello stadio

prodotto da un processo di elaborazione. Tuttavia esso è di tutt’altra natura rispetto alla “cosa (relazionale) pre-conflittuale. La costruzione del trauma avviene nella parte di psiche dell’analista in cui

originaria” che ha prodotto la primitiva alterazione nel processo di formazione del sé e di maturazione giace l’invariante orizzontale, l’elemento comune o di contatto fra gli inconsci del paziente e

dell’Io. Il trauma dunque non è che un punto di un processo alla cui origine c’è qualcosa di non-mentale dell’analista, che definisce il campo intersoggettivo. La possibilità di compiere l’analisi di questo nucleo

che potrebbe somigliare al senso di agonia psicofisica collegata a un evento di crashing. [A proposito simbolico nell’analista genera quel processo transazionale trasformativo nel paziente, che Bion ha

del concetto di agonia psicofisica vorrei riportare il pensiero che formula Ferenczi in Analisi infantili definito reverie. Compiuta questa parte del processo analitico, che si svolge in un ambiente

con gli adulti. In queste pagine l’autore sta discutendo di alcuni aspetti della tecnica attiva che induce lo intersoggettivo pre-conflittuale e simbiotico, potranno mettersi in moto gli stadi successivi del processo

stato di distensione e di regressione. “Mi comporto come una tenera madre, che la sera non va a letto se analitico, che si svolgeranno in un ambiente conflittuale e differenziato. Propongo di riflettere sulla

prima non ha parlato a lungo con il suo bambino e scacciato, tranquillizzandolo, tutte le sue possibilità che il paradigma dell’identificazione proiettiva sia efficace solo quando il processo analitico

preoccupazioni grandi e piccole. Si lascia che il paziente torni a stadi primitivi di amore oggettuale sia approdato allo stadio che ho definito dell’interpretazione del trauma. Prima, l’unico metodo efficace

passivo in cui ci consente di penetrare nel suo mondo onirico. Ma questa relazione di tenerezza non può è quello dell’esperienza e, dunque, il paradigma della regressione. Il concetto di invariante è presente sia

durare in eterno. Il paziente cade allora nella ben nota situazione di frustrazione e solo con molta fatica, nel pensiero di Poincaré sia in quello di Piaget. Il primo lega l’invenzione alla scelta e questa ai concetti

tatto e comprensione si arriva alla riconciliazione. In questa fase è possibile scorgere il meccanismo di trasformazione e di gruppi isomorfi. Il secondo formula il concetto evolutivo di costruzioni (o

della traumatogenesi: anzitutto il blocco totale di ogni forma di spontaneità, quindi di ogni attività ricostruzioni) convergenti con superamento. Entrambi presuppongono una dimensione invariante

intellettuale, per cui si può parlare di condizioni simili agli stati di shock, infine l’instaurarsi di una intrinseca alle trasformazioni. Questo concetto stabilisce un isomorfismo fra le dimensioni biologica e

nuova condizione di equilibrio. Se riusciamo a stabilire un contatto anche in queste fasi, ci rendiamo psicologica e fra i meccanismi morfostatici e morfogenetici. I processi di trasformazione inerenti alla

conto di come il bambino che si sente abbandonato perda in un certo senso tutta la gioia di vivere e dinamica evolutiva umana sono morfostatici negli stadi precoci per diventare morfogenetici da un certo

rivolga la sua aggressività contro la propria persona. Questa condizione giunge talvolta a un punto tale momento in poi. Le trasformazioni a cui si riferiscono questi autori sono di natura intrasoggettiva e si

che il paziente comincia a provare la sensazione di venir meno e di morire, il suo volto si copre di un poggiano sulla nozione di invariante verticale. Raramente è stato esplorato il livello intersoggettivo della

pallore mortale, e fanno la loro comparsa stati simili allo svenimento. Ciò a cui assistiamo in questi casi trasformazione. Questo si avvale della nozione di invariante orizzontale. In questo caso la costruzione

è la riproduzione dell’agonia fisica e psichica provocata da una sofferenza incomprensibile e della conoscenza e l’intuizione, risultano dal lavoro inconscio congiunto svolto dall’unità

insopportabile”]. Quando, più tardi, questo evento riuscirà a ricevere la forma di una rappresentazione intersoggettiva degli inconsci in interazione dinamica. Va riconosciuto un ruolo rilevante anche alla

scenica o di una narrazione, allora potrà dirsi che ha subito una elaborazione simbolica che lo ha teoria del campo dinamico bipersonale dei Baranger. Questa teoria permette di analizzare le

trasformato in trauma. In questo caso il compito dell’analisi è quello di procedere alla costruzione di vicissitudini della relazione analitica come un’esperienza intersoggettiva. Va riconosciuto a Piaget il

una interpretazione semantica e di ricostruzione simbolica. La differenza fondamentale tra una merito di aver fornito un importante modello dello sviluppo dei processi e delle strutture della

interpretazione del trauma (ricostruzione) e una costruzione del trauma consiste nel fatto che la prima è conoscenza. Egli formula il concetto di ricostruzioni convergenti con superamento per definire quei

il risultato di una significazione a posteriori retrospettiva; la costruzione del trauma è, invece, un processi che integrano il principio della conservazione (invarianza), il principio della costruzione, quello

processo progressivo attuale (actual), ovvero in atto, basato sull’esperienza intersoggettiva e si genera della crescita della complessità sia delle facoltà mentali sia delle strutture della conoscenza. Piaget

in uno spazio intermedio tra il paziente e l’analista, uno spazio che costituisce il luogo o il teatro introduce la definizione della coppia dinamica costruzione dei possibili/deduzione del necessario. La

dell’enactment attraverso il quale si riedita la situazione-shock (o situazione-crash) originaria. costruzione dei possibili fa capo a un processo di costruzione operatoria che nel corso dello sviluppo

L’interpretazione del trauma è una regressione virtuale (o simbolica), mentre la costruzione del trauma acquisisce livelli di mentalizzazione crescenti e gerarchici. Negli stadi precoci questo processo

è una regressione reale e attuale. La costruzione del trauma è un’esperienza fondamentale, necessaria, costruttivo assume la forma del pensiero-azione. Con le opportune distinzioni, propongo di considerare

nella cura delle patologie gravi. Tuttavia essa non è sufficiente alla cura, in quanto necessita di un passo le costruzioni psicoanalitiche come un’espressione della costruzione dei possibili, e le interpretazioni

successivo che consiste nell’analisi profonda dell’analista, che è la condizione per giungere prima alla psicoanalitiche come un’espressione della deduzione del necessario.

trasformazione empirica e alla correzione del contesto ambientale intersoggettivo, e, successivamente,

all’interpretazione del trauma. Il processo analitico ipotizzato potrebbe essere schematizzato nel modo seguente:

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attribuire proiettivamente al paziente, sorgerebbero dall’attivazione dell’inconscio traumatico

regressione come esperienza intersoggettiva (interazione degli inconsci) inesplorato dell’analista nell’incontro intersoggettivo con l’inconscio del paziente. Ferenczi si rende

scoperta dell’invariante orizzontale conto che le resistenze inconsce dell’analista dipendono dall’ipocrisia professionale, ma conferisce a

questa nozione un significato clinico, non etico, legato alla realtà psichica dell’analista e ai suoi nodi

(fallimento dell’area intermedia- shock o crash) traumatici non elaborati. Essa è l’unica via che lo shock primario può percorrere per tornare alla luce e

analisi del nucleo invariante nell’analista dare vita al processo riparativo. Tuttavia, questo processo deve svolgersi, primariamente, nell’analista,

in quanto egli è chiamato a compiere una nuova analisi di sé per convertire l’ipocrisia professionale in

costruzione del trauma una sana “benevolenza materna”. Affermare, con Bion, che l’analista è contenitore, non significa

semplicemente dire che egli accoglie dentro di sé parti scisse del paziente, ma che è capace di

creazione dell’ambiente correttivo rintracciare e riconoscere dentro di sé quelle parti; di sentire risuonare dentro di sé le stesse angosce, le

(successo dell’area intermedia- trasformazione 1, morfostatica) stesse emozioni e le stesse sensazioni che affliggono e terrorizzano il paziente. È primariamente se

stesso, come madre-ambiente, che l’analista deve trasformare per fornire al paziente l’occasione per un

interpretazione del trauma nuovo inizio. In questo modo, egli promuove una trasformazione del passato attraverso il cambiamento

nel presente e, correggendo le resistenze che la sua psiche oppone alla creatività del bambino-paziente,

(Nachtraglichkeit- trasformazione 2, morfogenetica) egli interviene correttivamente nell’area del difetto fondamentale del paziente producendo l’azione

Mentre la nozione di “interpretazione-costruzione” di Canestri sembra presupporre l’esistenza e l’uso di terapeutica. L’analisi dell’analista costituisce il fattore attivatore e facilitante dell’analisi del paziente.

un funzionamento mentale differenziato dal corpo (nella mente dell’analista), quella che io ho chiamato

“costruzione del trauma” (ossia “creazione” del trauma, in quanto prima del trauma ci sono solo lo

shock o il crash e l’agonia psicofisica) è un processo che si colloca nello stadio ambiguo che precede la CAP.7 PERVERSIONE E POTERE

differenziazione tra mente e corpo: è un’esperienza che necessita del lavoro analitico per essere

delimitata e collocata nel contesto storico dinamico dell’analista; infine, riconosciuta nella sua identità Jimenez evidenzia che i pazienti verrebbero indotti alle loro fantasie dal desiderio compulsivo di

di nucleo invariante orizzontale (intersoggettivo), può essere usata come “interpretazione-costruzione” vendicare traumi infantili di umiliazione inferte dai genitori. La vendetta perversa consisterebbe nel

della realtà psichica del paziente, nel momento in cui può transitare dall’analista al paziente. Concordo disumanizzare e umiliare la coppia attraverso la fantasia o l’atto perverso che può essere interpretato

pienamente con l’ipotesi di Canestri sull’identità del luogo in cui si compie il processo della anche come fuga dalle relazioni personali. I perversi non hanno portato a termine la separazione o

costruzione: è la psiche dell’analista. Con i termini situazione shock o crash mi riferisco alle matrici l’individuazione delle rappresentazioni intrapsichiche dalle loro madri. Di conseguenza nella loro

psicosensoriali di ciò che successivamente prenderà la forma mentalizzata di trauma. Essa è una identità si sentono minacciati dalla fusione con l’inglobamento negli altri o nelle loro rappresentazioni

situazione di eccessiva injury (offesa, ferita, danneggiamento) al sé potenziale, che ha l’effetto di intrapsichiche. La sessualità perversa costituirebbe quindi il terreno sul quale essi affermerebbero la

sconvolgere l’assetto morfostatico originario del bambino e di sollecitare una prematura reazione propria indipendenza. Ciò spiegherebbe il sollievo che i perversi provano immediatamente dopo aver

morfogenetica finalizzata a padroneggiare lo stato di sconvolgimento. Ritengo che il paradigma basilare compiuto l’atto perverso per il sentimento di trionfo sulla madre interna che li controlla.

di tutte queste situazioni sia rappresentato da quella situazione che Ferenczi descriveva come “la Queste osservazioni valgono anche nel caso di Rudy, un uomo che attraverso il successo politico e la

situazione di non essere accolto nell’ambiente”. Credo che “il bambino mal accolto” sia un’espressione conquista di importanti postazioni di potere aveva cercato di risarcire e colmare la sua povertà affettiva

che può definire un numero grandissimo di situazioni: è il bambino non riconosciuto nella sua identità, e aveva provato a capovolgere il vissuto di umiliazione provati da bambino. Era stato concepito per

non visto, privato del necessario investimento libidico, in costante pericolo di morte, che continuamente risarcire la ferita lasciata nei genitori dalla morte prematura di una B che era stata idealizzata. La

subisce intrusioni, violato o abusato, ecc… depressione dei genitori lo aveva privato dell’affetto e delle attenzioni necessarie a sostenere il processo

Esempio clinico del modo in cui ci compie attraverso l’interpretazione la simbolo poiesi del trauma: di separazione e formazione dell’identità. La sua vita era stata concepita come una vendetta che passava

Sabina, nel corso di una seduta a ridosso delle vacanze di Natale mi comunica il contenuto di un sogno attraverso il rendere non-umano qualsiasi oggetto e relazione attraverso il capovolgere il senso di

in cui mentre sta per imbarcarsi su di un volo diretto verso una località di vacanza è assalita impotenza e insicurezza in sfrontata avidità e prepotenza. Egli aveva sostituito apparentemente

dall’angoscia al pensiero che al controllo potrebbero impedirle la partenza in quanto sul documento di l’originario senso di umiliazione con la totale svalutazione dell’altro. Usava la corruzione per saziare la

identità è presente una foto che la ritrae più giovane e con i capelli corti. Il mio intervento è una sua avidità e per nutrire il sentimento di onnipotenza e il bisogno di soggiogare e controllare l’oggetto.

interpretazione-costruzione, o, forse una interpretazione del trauma in quanto si colloca al termine di un Nascondeva con l’uso del viagra la sua impotenza sessuale. La sua sessualità consisteva in pratiche

processo di analisi che ha reso la paziente sempre più consapevole delle proprie angosce di separazione sadomasochistiche che prevedevano la corruzione e il plagio del partner. Ma lo strumento per

e di crescita. Come se la paura di perdere l’identità essenziale di sé le rendesse estremamente difficile conquistare la sottomissione della partner era il proporsi come un B offeso e bisognoso di essere

partire, separarsi, crescere. compreso e accontentato. La partner, come una madre generosa, doveva risarcirlo per le privazioni e le

umiliazione, sottomettendosi e adattandosi totalmente ai suoi desideri colludendo con il suo bisogno di

Non è in contrasto con i pensieri di Canestri ritenere che la proiezione non possa avvenire se non in sentirsi onnipotente. Convinse una partner a intervenire chirurgicamente sul suo corpo per somigliare

rapporto a un determinato analista, un analista con un determinato mondo interno e un determinato all’immagine desiderata da lui. Ai suoi oggetti chiedeva di trasformarsi in feticci capaci di soddisfare il

inconscio traumatico, che offre se stesso come base reale su cui l’inconscio traumatico del paziente può suo smisurato bisogno di conferme narcisistiche. Quando fu coinvolto in uno scandalo, precipitò

appoggiarsi per compiere lo sforzo necessario a diventare trauma e a essere analizzato ed elaborato. In nell’abisso dell’impotenza e della psicosi che lo costrinsero a sopportare ricoveri e una pesante cura

questo senso sia il transfert sia la comparsa delle resistenze, che l’analista, inconsciamente, tende ad

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farmacologica. Improvvisamente il suo corpo veniva assalito da violente convulsioni. Durante le crisi caratteristiche di espliciti agiti sessuali tendenti a provocare uno stato di ipereccitazione nel B. per

manifestava rabbia e aggressività alle quali non appena cominciò a migliorare, associò l’atteggiamento Ferenczi questo agito rappresenta un fondamentale disconoscimento non solo dei bisogni ma anche della

capriccioso e prepotente di un B che non poteva assolutamente tollerare un limite. Pretendeva che la lingua infantile: un inganno affettivo, un tradimento della presa in carico genitoriale.

moglie e i familiari comprendessero e accettassero la sua relazione con un’altra donna e che lo Il soggetto perverso, benché sia stato un B mal accolto o maltrattato o abusato, è un individuo che ha

aiutassero a mantenere un tenore di vita assolutamente sproporzionato rispetto alle proprie ridotte reagito inventando una situazione ribaltata dalla quale ha tratto l’illusione di poter trionfare sul dolore.

possibilità finanziarie, a dispetto delle rinunce a cui venivano sottoposti i membri della famiglia. Alle Secondo la teoria di Balint sulla perversione, il perverso non può regredire veramente: la sua

reazioni dei familiari contrapponeva minacce di suicidio. Nella relazione analitica egli riproponeva la regressione si arresta sulla soglia dell’area intermedia per proteggersi dall’angoscia di non integrazione.

stessa capricciosa pretesa di essere compreso e accontentato. Non tollerava le interpretazioni e In questo contesto si deve collocare sia lo sforzo dell’analista di creare le condizioni per la regressione

manifestava il suo disprezzo verso il T evitando di salutarlo con la stretta di mano o sporcando il intesa come presupposto della cura, sia lo sforzo del paziente di salvaguardare il suo bisogno di

pavimento del bagno con la sua urina. Riusciva a parlare di sé, ciò nonostante, raccontando la sua vita e proteggersi dalla regressione. Jimenez sottolinea che il nucleo perverso non entra direttamente nel

soffermandosi sullo squallore delle sue esperienze e del mondo della politica. La disponibilità del T campo intersoggettivo ma resta a ondeggiare a mezz’aria come un corpo estraneo nella soggettività

urtava contro una smisurata richiesta di comprensione e di affetto. Era come se mi ponesse di fronte a dell’analista. Una volta che l’atmosfera perversa è stata sufficientemente identificata, il lavoro analitico

una prova estrema di contenimento. Il t. provava la sensazione che fosse furioso nel constatare la sua consisterà nell’affrontare il nucleo perverso a partire dalla periferia, dalle esperienze vitali che paziente

resistenza a lasciarsi sedurre dalla sua storia. Dopo una profonda crisi coniugale, Il paziente trovò il e analista condividono.

coraggio di accettare la separazione dalla moglie. Andò via di casa ufficializzando una relazione

extraconiugale che aveva da anni. Quando cominciò a sentirsi più forte, ristabilì contatti con il mondo Caso Ercole

della politica e si avvicinò a un nuovo partito. Dopo circa 4 anni comunicò al T di voler concludere Ercole (v. cap. 2) è uno studente universitario giunto in analisi per depressione connessa alla situazione

prematuramente l’analisi. Il paziente stava ritornando a rifugiarsi nell’antico nucleo onnipotente. Il t. di profonda difficoltà a raggiungere un’identità stabile e al rifiuto di una possibile scelta omosessuale. È

verificava la funzione autoterapeutica dell’organizzazione perversa che contrasta con la missione impegnato in una lotta estenuante contro fantasie omosessuali vissute come distoniche ma al tempo

trasformativa dell’analisi. stesso prova un senso di sconfitta quando considera il fatto che nella sua storia sono presenti anche

Il paradosso della perversione sta nell’associare la richiesta di amore con un atteggiamento respingente: esperienze omosessuali. La storia personale è complessa.

il paziente pretende di ricevere la prova di essere amato rendendosi abbietto. Sembra che egli voglia - Padre provato dalla morte della madre;

riportare le attuali relazioni oggettuali a una situazione di rifiuto o fallimento perpetrata dall’ambiente - abbandono da parte del padre e successivi maltrattamenti;

primario nei confronti del paziente. Questa è la situazione prototraumatica che attraverso la coazione a - madre con fragilità psicologica per la quale assume una terapia farmacologica;

ripetere e l’enactment, il soggetto perverso riedita nella relazione analitica, facendo forza su una - fratello maggiore arrogante che abusava di lui.

dimensione intersoggettiva inconscia. Ogden segnala che per comprendere il transfert del paziente

perverso bisogna riconoscere questa dimensione intersoggettiva in cui questi convoca l’analista, Ercole ricorda anche che da piccolo è stato oggetto di qualche eccessiva stimolazione genitale da parte

esplorandola attraverso l’analisi della coppia analitica e del controtransfert. Egli sostiene che il perverso della madre che ha lasciato in lui qualcosa di incomprensibile insieme alla sensazione di intenso

sia privo del senso del sé vivo e che nel suo mondo interno abiti una scena primaria morta, costituita da eccitamento. Nel corso dell’analisi rivela sia una componente oppositiva e ossessiva sia una dipendenza

una coppia di genitori incapace di essere amorevole. Di fronte all’angoscia distruttiva prodotta da questo manifestando difficoltà a tollerare il rispetto dei limiti del setting. A volte era irrequieto e si allontanava

tipo di oggetto interno, il perverso reagisce i modo delirante erotizzando i rapporti e cercando di estrarre per qualche minuto dallo studio per fumare. Quando la seduta terminava, rimaneva inchiodato al lettino

vita da ciò che è morto, di estrarre amore da ciò che è repulsione, di estrarre piacere da ciò che è incurante del disagio che poteva provocare nell’analista. Mostrava un atteggiamento provocatorio,

ripugnante. E lo fa in modo compulsivo anche nella relazione analitica: le chiede di essere empatica, aggressivo, consapevole di invadere lo spazio riservato all’intervallo tra le sedute. Un timore nei

libidica e generativa ma al tempo stesso respinge e spaventa l’analista. Ogden sembra suggerire che confronti dell’analisi era quello che tale esperienza potesse portarlo a prendere coscienza di essere

l’analista dovrebbe avere la capacità di filtrare con il pericolo, consistente nel tentativo del perverso di omosessuale, cosa che non era disposto ad accettare. Aveva formulato una teoria sull’omosessualità:

attirarlo in una relazione narcisistica e di proporsi come l’immagine speculare di un sé spaventoso e derivava da una significativa carenza di protezione in età precoce che costringeva il B a una reazione

forcluso. Kohut analizzando la relazione tra il sé e l’oggetto, commenta che il sé del perverso ha compensatoria narcisistica basata sulla fantasia totipotente e autarchica di sommare in sé il maschile e il

conosciuto precocemente una ferita narcisistica estremamente grave causata dall’assenza di risposta femminili in modo da esercitare un controllo efficace sull’angosce. Dopo che il t. aveva compreso che il

empatica da parte dell’oggetto. La difesa perversa, dunque, rappresenta il tentativo estremo di ristabilire paziente non tollerava il suo atteggiamento neutrale e possibilista nei confronti dell’omosessualità,

l’integrità del sé risanando tale ferita e riconciliandosi con un nuovo oggetto che sia un oggetto divenne più empatico rispetto alla sua sofferenza e al suo sentimento di rifiuto dell’omosessualità che il

narcisistico e empatico. p. percepiva come una patologia. Il t. sentiva che dietro gli atteggiamenti oppositivi e provocatori

Welldon riporta l’attenzione sugli stadi precoci della relazione madre-B suggerendoci che tale relazione esisteva, nella relazione con il p, un vissuto di fiducia e di contenimento che forniva il presupposto per

è caratterizzata dalla presenza di una madre perversa che non è in grado di promuovere e sostenere una crescente alleanza terapeutica. Dopo quasi un anno di analisi, Ercole riprese a studiare benché le

l’esperienza del distacco e il processo di separazione del e dal B. è una madre simbiotica e ambigua che angosce ossessive riguardanti la sua identità sessuale facessero frequenti intrusioni. In una seduta, il

vive il B come parte di sé e agisce su di lui mettendo in atto un pesante misconoscimento del sé paziente esordisce comunicando la sua sensazione di essere diverso contrapposta al bisogno di essere

differenziato e dell’identità del B. in questa situazione il B è percepito come un feticcio che ha il come gli altri, probabilmente stava incominciando a guardare oltre lo scontro tra omosessualità ed

compito di curare le angosce materne. Si produce un rovesciamento del ruolo empatico. Talvolta il eterosessualità. Allora ricordò un particolare della sua esperienza sessuale con una ragazza con cui ha

tentativo messo in atto da queste madri per riportare il figlio nell’ambito della simbiosi, assume le

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avuto una relazione importante. Spesso le chiedeva di potersi distendere nudo sul corpo nudo di lei madre quando gli sembrò che improvvisamente la madre spaventata lo respingesse. Si alzò e andò via e

restando in silenzio e immobile, con il pene eretto dentro il corpo della ragazza, in uno stato di armonia aggiunge che ora ha l’impressione che il ricordo della fellatio non sia vero ma frutto di una ricostruzione

e piacere. L’ascolto di questo ricordo da parte del T. suscita una intensa relazionalità tra T. e P. Questa fatta a posteriori per dare senso a delle impressioni, comunque eccessive, riguardo a un periodo in cui

esperienza può essere spiegata con una formula usata da Searles che afferma che il campo non era in grado di costruire immagini chiare.

intersoggettivo bipersonale si costituisce là dove sussiste o avviene il ritrovamento di una base di realtà Per Ercole non percepire il pene equivale a negare uno shock emotivo provocato dal coinvolgimento

inconscia comune al paziente e all’analista. Questo campo intersoggettivo bipersonale si produce in eccessivamente intenso di quell’area somatica nella relazione oggettuale primaria con la madre. Lo

un’area definita dall’intersezione degli inconsci del paziente e dell’analista. L’intervento del T. si limita shock ha l’effetto di interruzione proattiva nel senso che genera un difetto che si proietta sul processo

a porre il paziente di fronte a un’evidenza inerente alla sua comunicazione ovvero che lui abbia voluto maturativo e di formazione dell’identità. Compito dell’analisi è quello di costruire il trauma che per

mostrare al t. il suo bisogno e la sua capacità di regredire, di ritrovare nel rapporto con quella ragazza, mezzo della funzione narrativa retroattiva produce la riparazione semantica postuma del breakdown.

un’esperienza appagante; è come se avesse scoperto ciò che nell’esperienza poteva farlo sentire simile Questa ipotesi contrasta con l’idea di Jimenez secondo la quale il nucleo perverso non entra

agli altri. Ercole ha aggiunto che da qualche tempo riconosce il bisogno di ricevere coccole che chiede direttamente nel campo intersoggettivo e rappresenta un corpo estraneo nella soggettività dell’analista.

alla mamma accogliendolo nel suo letto e lui con il capo adagiato sul suo seno, si abbandona alle sue Diversamente, la supposizione precedentemente fatta sembra in sintonia con l’idea di Ferenczi secondo

carezze quasi addormentato. Ercole sta scoprendo che il nucleo vitale della sessualità non è la cui l’analista è attivo e responsabile nella formazione del transfert del paziente. Sulla scia di queste

rivalità tra eterosessualità e omosessualità ma la capacità di godere dell’esperienza di regredire affermazioni Lacan ha enfatizzato il ruolo attivo che hanno il controtr. e le resistenze dell’analista nei

all’intimità oggettuale primaria. Nella seduta successiva il paziente appare capace di sorridere e di confronti della formazione del transfert del paziente che sarebbe un correlato dell’incapacità

restare svincolato dai soliti pensieri ossessivi sull’omosessualità. Riprende a pensare al suo rapporto dell’analista di riconoscere e neutralizzare il controtransfert e le resistenze delle quali è affetto. La

con la ragazza e con la madre e appare stimolato dalle scoperte sulla regressione. Si sofferma a resistenza sia del p che del t non è rivolta contro l’oggetto ma contro qualcosa a cui il soggetto non può

confrontare queste esperienze regressive che hanno come oggetto figure femminili con le esperienze accedere. Si pensa poi all’intersoggettività come all’intuizione attuale dell’esperienza di un luogo

omosessuali. Ricorda che la sua eccitazione e l’erezione duravano finchè non giungeva il momento della originario comune al paziente e all’analista, come l’essere stati coinvolti in uno stesso evento o aver

penetrazione momento in cui avveniva il collasso dell’eccitazione e dell’erezione. Egli quindi può provato le stesse emozioni in una data situazione. L’intuizione a cui si fa riferimento consiste in una

concedersi la regressione con le figure femminili ma può fare sesso solo con gli uomini. Di qui la conoscenza senza parole ma dotata di evidenza empirica (dimensione di realtà) che emerge da un

convinzione che l’omosessualità sia un inganno che nasconde la perversione. In uno stadio più processo induttivo o come afferma Canestri abduttivo; si parla di costruzione psicoanalitica. Non serve

avanzato di analisi il pensiero piacevole di un contatto emotivo regressivo con la donna lo conduce a alla cura che l’analista pensi ai fondamenti universali della propria disperazione ma che conosca

riflettere sul: l’essenza tragica della propria storia personale che si confronti attraverso l’analisi interminabile con il

- contrasto tra il bisogno regressivo con la donna, senso della propria tragedia che costituisce il contesto in cui la propria disperazione può trovare il suo

- l’impossibilità di un rapporto sessuale senso e in cui egli può costruire il trauma. E in questo processo di contestualizzazione può essere

- il desiderio omosessuale orale fortemente pervaso da una fantasia di appropriazione e estremamente determinante l’analisi delle risonanze che si generano nell’incontro tra gli inconsci del

incorporazione delle qualità virili dell’oggetto. paziente e dell’analista, all’interno del campo intersoggettivo bipersonale. La costruzione del trauma

Gli sviluppi dell’analisi hanno portato a ipotizzare che l’omosessualità di Ercole si basi sul meccanismo dell’analista può sciogliere le sue resistenze, rivelargli la natura di quelle risonanze e creare il clima

dell’identificazione imitativa con l’azione materna, pertanto, la sua finalità vera non è quella di favorevole per la regressione correttiva e l’interpretazione.

appropriarsi e incorporare qualità virili del pene ma negare, attraverso l’identità imitativa, la condizione

di impotenza, di dipendenza e di bisogno nei confronti dell’oggetto materno in quanto questa condizione Riflessioni conclusive

si è rivelata come la fonte della primaria minaccia di attacco e annientamento di sé. Questa Il potente è l’epicentro di un fenomeno narcisistico distruttivo che tende ad ampliare i confini investiti

identificazione imitativa ha avuto un effetto alterante sul processo di formazione dell’identità sessuale di del proprio Io divorando tutti gli oggetti che lo circondano. Egli è un impostore che mente sulla sua

Ercole in quanto “se provo l’impulso di divorare il pene degli altri vuol dire che io non ho il pene, che identità in quanto si identifica con il sé narcisistico onnipotente di un individuo o di un gruppo cioè con

non sono uomo, che sono donna” (il ricordo della mamma che lo trastullava prendendo il suo pene in una parte scissa. Il potente stabilisce relazioni narcisistiche di tipo perverso attraverso le quali opera la

bocca gli provocava piacere eccitatorio e paura che la madre, donna, volesse strappargli il pene). manipolazione e il plagio dell’altro. Si produce così una saldatura tra la personalità del corruttore e il

Successivamente il paziente comincia a soffrire di un’insolita inquietudine e di insonnia ma riusciva delirio di potenza. Il carisma del corruttore seduce gli altri ossia gli oggetti persuadendoli a trasformarsi

solo a dormire sul divano raggomitolandosi in un angolo con un piccolo orsacchiotto. In questo periodo in feticci dipendenti, ansiosi di ricevere vantaggi e protezione. Affinchè si compia il piano perverso

aveva frequenti memorie psicosensoriali e riviveva il passato con impressioni di assoluta presenza. In occorre che l’oggetto costituisca una base di realtà che faciliti l’instaurarsi della collusione inconscia. La

una seduta rivive la sensazione del proprio pene nella bocca della madre e subito dopo descrive la vittima nel rapporto con il perverso, si può trasformare in contenitore e si identifica con le parti scisse.

sensazione di non avere il pene. Probabilmente egli reagisce auto-amputandosi, privandosi della Più recentemente, Bollas ha analizzato la figura del male sostenendo che nell’artefice del male si cela la

percezione del pene tutte le volte che prova la sensazione dell’eccitamento collegato alla fantasia del storia di un’infanzia in cui ogni rapporto con l’ambiente aveva come risultato le uccisioni ripetute e

proprio pene nella bocca materna. Forse sente un senso di vergogna insopportabile. Gli torna in mente sistematiche del sé. L’autore descrive una sorta di specularità transferale narcisistica che si concretizza

poi un ricordo di quando aveva 7-8 anni che era nella vasca da bagno e la madre lo lavava; dell’atto di violenza o nella perversione. Egli occupandosi della psicologia del serial killer, sottolinea

improvvisamente si sentì eccitato e vide la sorpresa negli occhi della madre. Fu tale la vergogna che lo l’ingenuità e l’imprudenza che caratterizza la vittima; questa incoscienza costituisce anche una

assalì che guardò verso il proprio genitale, per negare e si ripetette più volte che non era vero. Sentì che manifestazione della vita infantile del serial killer: prima un sé vivente, ora sua vittima. Si stabilisce una

avrebbe voluto morire e precisa che mentre parla ha la sensazione di essere in quella situazione del

passato. Collega poi questo ricordo a quello della situazione in cui era sdraiato supino sul corpo della

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forma di transfert inconscio in cui il sé infantile dell’assassino rivive attraverso la vittima, e la forza del distruttiva principalmente attaccando l’identità dell’oggetto e i processi di differenziazione. In questo

senso la ricerca del potere può essere considerata come un estremo tentativo di sottomettere la realtà, di

crimine rende il sé muto e vuoto. trasformare l’oggetto in feticcio e di compiere una restaurazione. Un’ipotesi di comprensione dei

Il rapporto tra perversione e potere è stato inquadrato anche da Goethe nel suo Faust in cui l’autore processi perversi assume una prospettiva relazionale concependo il nesso tra perversione e sessualità

descrive un individuo che viene spinto dalla propria fragilità nelle mani di Mefistofele, il sé narcisistico come un particolare esempio di realizzazione di relazione perversa. Ciò scaturisce dall’idea che la

onnipotente e che in cambio di vantaggi temporanei, si fa espropriare dell’anima. L’assassinio perversione non sia una prerogativa esclusiva della sessualità ma una forma ubiquitaria di relazione

dell’anima si compie, dunque, per fini terapeutici ossia per curare l’inquietudine e l’angoscia di Faust. oggettuale che può assumere molteplici vesti e comparire in innumerevoli ambiti tutte le volte che si

Tutto questo è presente nel caso di Rudy, l’uomo politico di potere che è diventato l’impostore del cerchi di realizzare una forma di autoerotismo a due. Il processo perverso è una alterazione della

proprio sé narcisistico onnipotente e ha depositato nel mondo la sua parte infantile impotente e relazione primaria che scaturisce dall’impossibilità di accedere a un’esperienza di fusione temporanea

inanimata, inseguendo l’illusione di poter possedere, plagiare e manipolare chiunque. Si tratta di una secondaria attraverso la regressione inerente alla relazione di amore finale genitale, una forma di

forma moderna di psicopatologia quotidiana che ha una valenza clinica più insidiosa di quanto non regressione reciproca e paritaria. A quest’ultima si sostituisce una scissione che rende possibile una

sembri. forma di simbiosi e attraverso una regressione stabile, realizza una forma di rapporto in cui un partner si

reifica (rinuncia alla soggettività) fondendosi con il desiderio dell’altro. Questo processo dà vita al

Si suole ricordare anche il caso di Sonia per capire il modo in cui i meccanismi perversi e le relazioni feticcio che è custode di un paradosso cioè nel trasformarsi in strumento privo di anima e totalmente

feticistiche possono insediarsi in seno alle relazioni accademiche. Tra l’allieva e il suo professore si era sottomesso al desiderio del partner, acquista onnipotenza e rende il partner dipendente da sé. È

strutturata una intensa relazione sadomasochistica ma alla base del sadomasochismo esisteva una opportuno sottolineare un altro aspetto latente nella relazione perversa che conferma l’ipotesi formulata

visione narcisistica nella quale il professore era identificato con il sè narcisistico onnipotente e l’allieva da Balint sul dualismo tra amore preliminare e amore finale secondo cui l’amore preliminare costituisce

era il sè infantile a cui era stata portata via l’anima. per il perverso un rifugio, una difesa dalla regressione richiesta dall’amore finale. Tanto è più forte

Una caratteristica del sé narcisistico onnipotente è quella di giustificare le sue prevaricazioni e la l’apparente sfida sadomasochistica tra i partner perversi, tanto più essa assume le sembianze di una

sua violenza in nome del bene del suo protetto e competizione erotizzata che è funzionale al prolungamento dell’amore preliminare e alla fuga

una caratteristica della vittima è quella di giustificare la propria passività per ottenere l’affetto dall’amore finale. Il perverso vive la regressione come una minaccia di annientamento di sé che

del sé narcisistico. potrebbe provocare un crollo psicotico. Egli non può varcare regressivamente la soglia inferiore

Miller analizzò a fondo questi meccanismi, evidenziandoli nelle vite di vari personaggi storici come dell’area intermedia in quando dovrebbe fare i conti con il difetto primario materno e con il difetto e le

Hitler. Inoltre anche nel rapporto tra la classe politica e il popolo è possibile rintracciarlo, basti pensare a alterazioni che questo ha provocato nel processo di formazione del proprio sé e del proprio io.

tutte le volte che la classe politica compie delle scelte che vanno contro il benessere e la volontà degli

elettori giustificandosi con espressioni quali: lo abbiamo fatto per il bene comune. Tutte queste

situazioni mostrano che l’abuso, la vessazione e il plagio vengono compiuti sempre in nome del bene CAP.8 PERVERSIONE, MALAFEDE E AMBIGUITÀ. IL RUOLO DEL MECCANISMO

altrui e in un contesto affettivo ambiguo che produce la confusione delle lingue tra l’adulto e il B ovvero OSSESSIVO DELLO SPOSTAMENTO. CASO CLINICO DI OTTO

tra il sé narcisistico onnipotente e il sé infantile. Anche Kernberg, con il volume Relazioni nei gruppi,

ha offerto un importante contributo all’analisi delle dinamiche sottese alle relazioni di potere e alla Otto è un imprenditore con un ruolo politico di rilievo. Egli lamenta la tendenza a precipitare in stati

formazione delle ideologie. Una delle ipotesi centrali di Kernberg tende a mostrare che l’aggressività depressivi invalidanti e manifesta sintomi ossessivi:

degli individui produce una minaccia nei confronti dell’equilibrio psichico e tende a prendere vie - da un lato si sente pressato dalle preoccupazioni finanziarie e continua a rimuginare sui possibili

traverse infiltrandosi nei processi riguardanti i gruppi, le istituzioni e le organizzazioni. Egli scrive che scenari catastrofici e sulle possibili soluzioni senza trarre sollievo da eventuali sviluppi positivi

l’aggressività viene canalizzata nel processo decisionale in particolare richiedendo a gran voce a chi della situazione.

riveste posizioni di autorità un tipo di leadership dalle caratteristiche primitive. Questa osservazione - Dall’altro lato si sente oppresso da presagi superstiziosi che lo inducono a mettere in atto banali

consente di considerare il leader come l’espressione più pregnante dell’aggressività primitiva presente rituali scaramantici atti a procurargli un momentaneo sollievo dell’angoscia.

nei membri a uno stato sia conscio che inconscio o dissociato. Inoltre l’esercizio del potere nella vita

istituzionale costituisce un’importante via per esprimere all’interno dei gruppi quell’aggressività che Nelle descrizioni di sé emerge la convinzione di essere troppo buono, sensibile, incapace di dispiacere

normalmente sarebbe sotto controllo nelle relazioni diadiche e triadiche. Quando accade che un gruppo gli altri, insicuro e incapace di scegliere. Descrive momenti decisivi della sua vita come situazioni in cui

invece di produrre una trasformazione evolutiva morfogenetica che lo coinvolga integralmente ricorre non ha mai potuto operare una scelta, negli studi da compiere, nella professione svolta, nel matrimonio

alla creazione di un leader in cui viene concentrato il potere, si può ipotizzare che il gruppo abbia in quanto sono state le situazioni o altre persone (es. il grande affetto per il padre) a decidere per lui.

reagito a degli stimoli evolutivi con una regressione. Il prodotto culturale di questa regressione è Emerge un vittimismo e una profonda afflizione. Le sedute appaiono statiche, sterili, descrittive e

l’ideologia intesa come struttura narcisistica primitiva. L’ideologia è un’impostura culturale, un altro povere di libere associazioni. Soprattutto l’analisi del controtransfert evidenzia una forma subdola di

tipo di bugia che però come quella dell’impostore ha il compito di plagiare e manipolare l’oggetto o la aggressività che costringe il T a preoccuparsi della possibilità di essere incapace di aiutare il paziente e

massa al fine di trasformarla in un feticcio al servizio del desiderio di chi esercita il potere e di impotente rispetto alle sue richieste di ricevere spiegazioni che talvolta si fanno pressanti e implicano

controllarne le spinte trasformative ed evolutive. Questo feticcio, ignaro e giocondo, si comporta in una forma implicita di critica e di svalutazione delle capacità malgrado le frequenti dichiarazioni di

modo dipendente e narcisistico come una folla in festa (Canetti). Le relazioni che si sviluppano nel stima e di collaborazione da parte del P. Quando suo figlio per motivi professionali, si trasferisce in una

contesto di potere costituiscono un esempio importante di relazioni narcisistiche in cui si osserva località lontana, Otto cade in una crisi depressiva con l’aumento dei sintomi ossessivi. Emerge anche un

soprattutto il ruolo dell’aggressività o meglio della pulsione di morte. Questa esplica la propria valenza profondo disagio nella gestione del rapporto affettivo con la moglie che riversa le sue attenzioni sul

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marito. Questi non fa altro che sentirsi in debito verso la moglie e apprezzarne la devozione. Ciò entrare in collusione con gli aspetti peggiori del vivere civile e della politica, con la corruzione e la

nonostante cessa il desiderio sessuale che lo costringe a frustrare le richieste di intimità della moglie. degradazione di tante strutture istituzionali: clientelismo, assenteismo, evasione fiscale, omissione. In

Durante questo periodo, in analisi si è lavorato faticosamente per aiutare il paziente a riconoscere la virtù di piccole scissioni interne all’Io, aspetti potenzialmente contraddittori di sé possono convivere

propria aggressività repressa facendo emergere anche i risentimenti nei confronti della moglie e dei senza entrare in conflitto (parti oneste e parti disoneste si alternano sulla scienza della coscienza senza

parenti. Il rientro del figlio dal soggiorno produce un cambiamento dell’umore che sorprende il paziente determinare la necessità della scelte e senza comportare sentimenti di colpa). L’autrice associa le

e lo porta a provare sollievo. Nel fine settimana si è recato fuori sede per lavoro e ha provato la osservazioni riguardanti i meccanismi della malafede con la riflessione sull’ambiguità creando un

tentazione di curiosare nel mondo del sesso ma ha desistito perché si sentiva stanco anche se ha provato importante collegamento con lo studio della relazione precoce madre-B grazie al quale la discussione

piacere nel sentirsi eccitato. Durante la notte si accorge di avere delle erezioni anche se non è emerso un sulla malafede acquisisce un valore clinico. L’espressione senza entrare in conflitto evidenzia la via

attraverso la quale si esprime la finalità delle relazioni che si stanno esaminando facendole rientrare tra

interesse sessuale per la moglie. Fece due sogni: le relazioni narcisistiche perverse. Il delirio segreto occultato nella malafede di chi collude con il

1. Nel primo la moglie prepara una pietanza che è un piatto forte della madre di Otto ma cinismo del corruttore consiste nella fantasticheria mendace di un mondo non conflittuale conciliato,

non buono come quello della suocera. Nel sogno Otto è fuori sede e la moglie offre la pietanza a all’unisono. La realizzazione di questo mondo impone la rinuncia alla diversità, alla differenziazione e

ospiti presenti in casa ma dimentica di riservare una porzione per il marito. Lui però non resta all’individuazione del Sé. Questa rinuncia richiede un processo di normalizzazione di massa e lo

offeso di questa mancanza. sviluppo di un conformismo che si basano sull’identificazione del sé individuale con il sé narcisistico

2. Nel secondo sogno compare una zia materna che un tempo destava interesse erotico in onnipotente che ricorre all’intimidazione, al terrore e alla protezione per dissuadere da ogni tentativo di

Otto. Il paziente la vede uscire nuda dal bagno, le si avvicina, la bacia e la stimola sessualmente scelta individuale. La Argentieri afferma che il meccanismo della malafede non dipende dal conflitto

mentre la donna si concede. nevrotico tra io ed Es ma dipende da un disturbo del rapporto tra Io e Super Io o tra Io e Ideale dell’Io.

Si propende però di più per l’ipotesi di un disturbo del rapporto tra io e io ideale che è più coerente con

È opportuno precisare che gran parte delle fantasie erotiche del paziente riguardavano sua madre e il il possibile ruolo attivo di aspetti irrisolti della relazione precoce anteriore al narcisismo e attribuibili

tema dell’incesto e che dalla partenza del figlio egli aveva intenzionalmente contrastato tali fantasie per all’area intermedia di avvio della formazione del sé. Il sé che si sottomette al sé narcisistico onnipotente

cercare di rivolgere il suo interesse sessuale sulla moglie. Quando si trovava fuori sede per gli impegni e si conforma alla sua cultura può riuscire a familiarizzare persino con le forme dell’orrore adattandosi e

di lavoro, era solito incontrare una prostituta con la quale metteva in atto il gioco erotico della seduzione sopravvivendo a condizioni terribili traendone vantaggi ed evitando il conflitto e il senso di colpa.

tra madre e figlio. Egli è sorpreso che il rientro del figlio sia coinciso con un miglioramento del suo Questo è accaduto nei lager nazisti e negli ambienti in cui il potere si propone come ideologia di un

umore e forse come mostrano i sogni, egli ha sentito il rientro del figlio come una specie di restituzione mondo non conflittuale. La dottoressa Argentieri afferma inoltre che il vantaggio segreto è quello di

di un oggetto d’amore per la moglie. Si è pertanto sentito sollevato dal compito pesante di rispondere evitare il conflitto, la colpa, la fatica di scegliere e pensare.

alle richieste affettive della moglie. I sogni esprimono quindi il sollievo rispetto al fatto che sua moglie

offra la pietanza ai figli senza conservare una porzione per lui. Allo stesso modo, la sensazione di essersi Balint parla di lotta per la conquista: l’individuo sano sente il bisogno di conquistare l’oggetto per

svincolato dagli obblighi affettivi verso sua moglie ha liberato la sua libido restituendola alle vecchie meritare la sua stima e il suo amore presupposto della relazione oggettuale matura e della reciprocità. Il

fantasie erotiche. Ribadisce che il suo problema è quello di non saper essere aggressivo e di voler essere perverso viceversa disconosce l’alterità e la diversità dell’oggetto, pertanto, mira a rapire l’oggetto

sempre buono anche quando sente la rabbia bruciare dentro sé. espropriandolo del suo desiderio per trasformarlo nella replica del proprio desiderio. L’oggetto si riduce

a un feticcio, a un automa che si scopre capace di rispondere alle richieste e al desiderio del perverso.

Analisi controtransfert il vissuto emotivo del T nella relazione con il paziente era di irritazione: Nel caso dell’individuo che ricorre alla malafede per sopravvivere al terrore del potere, il problema è

come se sentisse che le comunicazioni manifeste del paziente tendessero a ingannarlo. Tuttavia che un senso di sconfitta del sé viene capovolto in un sentimento di trionfo alla cui base ci sono la

all’aggressività verso il paziente faceva da contrappunto la sensazione della sua fragilità e la scissione e il diniego. La strategica rinuncia alla lotta per la conquista dell’oggetto e del suo amore si

consapevolezza che egli in realtà cercasse solo di ingannare se stesso proprio come un B. la risultante di traduce in un sentimento di disperazione. La reazione alla disperazione corrisponde all’annichilimento

queste emozioni induceva il t a provare senso di colpa verso il P e a inibire un’iniziale spinta aggressiva di sé. È questo meccanismo a consentire il degrado morale o quel fenomeno individuale e di massa che

contenuta nella fantasia di infierire su un B cattivo ma fragile e ingenuo. L’analisi del controtransfert Rangell definì sindrome del compromesso di integrità ossia la possibilità di vivere un’identità

convinceva il T. che Otto stava chiedendo all’analista di aiutarlo ad avviare l’esplorazione e inautentica che lo autorizza a mentire, a essere infedele o inaffidabile, ad assumere un atteggiamento

l’elaborazione di un’area di sé che si esprimeva attraverso la malafede. Quindi il t ha corso il rischio di omissivo. Per comprendere la disperazione che sta alla base della malafede e della perversione del

risultare aggressivo per portare alla luce questa parte dissociata del funzionamento dell’IO di Otto. potere bisogna ricordare le osservazioni fatte da Winnicott a proposito della tendenza antisociale che

Come sottolinea la Argentieri, è difficile parlare clinicamente della malafede in quanto essa appare conduce il B ogni volta che egli prova qualche speranza di un ritorno alla sicurezza, a riscoprire la

come una forma di micropatologia assai diffusa nella cultura del gruppo o di massa da apparire come le propria aggressività. Nella tendenza antisociale è presente uno sforzo attivo nel provocare una reazione

Si potrebbe quindi azzardare l’ipotesi che la

“nuove forme di psicopatologia della vita quotidiana”. nell’ambiente che contiene la speranza di un adattamento ripartivo da parte dell’oggetto rispetto a una

malafede sia la dimensione sociale della perversione: laddove la perversione delimita prioritariamente deprivazione subita. Quello che invece appartiene all’esperienza passata di chi adotta la malafede o la

uno spazio diadico, la malafede contrassegna una dimensione di massa. Per questa ragione il fenomeno relazione perversa è un fallimento dell’ambiente primario che è stato vissuto come una catastrofe e ha

della malafede tende a sfuggire alle categorie cliniche e, attraverso la mimesi, si propone come un tolto al B la speranza di una riparazione. A questa situazione traumatica il B ha reagito passivamente

fenomeno ambiguo, culturale. Bion usa il termine cultura di gruppo contrapposto a quello di mentalità annichilendo il proprio sé, occultando l’aggressività e modificando le funzioni del proprio Io per

di gruppo per indicare una forma di risposta che il gruppo mette in atto per sopperire alle frustrazioni e permettergli di trarre vantaggio dall’inautenticità di sé, dall’ambiguità e dal senso di colpa e della

alle dolorose rinunce che in nome della coesione, la mentalità di gruppo, richiede ai singoli componenti. responsabilità delle scelte.

La Argentieri afferma che è grazie ai meccanismi della malafede che tante persone per bene possono

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roxx86

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica dello sviluppo e delle relazioni
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roxx86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopatologia clinica e dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Stella Amedeo.

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