Impostazione teorica aderente alle moderne concezioni della mente
Il sistema multicomponenziale di elaborazione dell’informazione sostiene che l’architettura cognitiva non è data dalla nascita in forma compiuta, ma è il prodotto di una complessa interazione tra fattori genetici, maturazionali e ambientali.
Teoria della mente
Il bambino sviluppa gradualmente una concezione di come è fatta la mente propria e altrui, ciò permette al soggetto di capire l'altro e pensare a cosa pensa l'altro (gli stati mentali altrui). A differenza del comportamentismo, per comprendere l'interlocutore non ci si ferma all'evidenza (comportamento manifesto), ma si cerca di entrare nella mente dell'altro per giungere alle intenzioni delle sue azioni (prospettiva mentalistica).
Frith e l'autismo
Frith: l'autismo è caratterizzato dall'assenza o inadeguato sviluppo di una teoria della mente all’interno di una costellazione di altri disturbi che riguardano diversi processi cognitivi (percezione, memoria, ragionamento); è una mente comportamentistica capace di comprendere l'azione altrui solo dal suo senso manifesto. Per la Frith, la mente umana possiede geneticamente un modulo predisposto per sviluppare la teoria della mente e un suo danno arresta lo sviluppo di questa competenza fondamentale che permette di interagire con le altrui menti a livello mentalistico.
Frith rifiuta l'interpretazione psicodinamica (autismo derivante dalla difficile relazione madre/figlio): il mentalismo della madre si scontra con il comportamento del figlio, incomprensione che varia in base al contesto familiare. Qui, il supporto terapeutico può essere importante per la madre che ha difficoltà ad interagire col figlio (ad esempio, sensi di colpa, riconoscimento della natura biologica del disturbo).
Che cos'è l'autismo?
Bisogna eliminare la convinzione per cui l'autismo sia un disturbo infantile. L'autismo si inizia a notare nell'infanzia, ma è un disturbo dello sviluppo: colpisce tutto lo sviluppo mentale e i sintomi sono necessariamente diversi nelle diverse età. Alcune caratteristiche si manifestano tardi, altre scompaiono nel tempo.
Altro equivoco da eliminare: i bambini autistici non sono resi tali dai loro genitori che non li amano abbastanza, l'origine biologica è da ricercare probabilmente prima della nascita.
Peter e l'autismo
Peter: il quadro clinico dell'autismo è molto diverso in base all'età, con cambiamenti inesorabili (arretramenti e progressi). Un soggetto relativamente capace, cresciuto in un buon ambiente, può diventare ben adattato (lo sviluppo mentale è ritardato e distorto, non raggiunge mai la maturità, al limite successi considerevoli in aree isolate, ma non permette una totale integrazione nella comunità adulta).
Come fu identificato l'autismo
Kanner nel 1943 e Asperger nel 1944: furono i primi a tentare teoricamente di spiegare l'autismo, usando entrambi il termine introdotto da Bleuler nel 1911 riferito alla schizofrenia: restringimento delle relazioni con persone e mondo esterno tale da escludere qualsiasi cosa eccetto il proprio sé. Osservano bambini che non sanno allacciare delle normali relazioni affettive con la gente.
Kanner: l'esame di 11 bambini evidenziò caratteristiche fondamentali come isolamento autistico, desiderio di ripetitività, e isolotti di capacità (incapacità di rapportarsi nel modo usuale a gente dai primi momenti di vita, buona relazione con oggetti). La sua conclusione è un'innata incapacità di fornire il consueto contatto affettivo.
Asperger: difficoltà notevoli nell'integrazione sociale (fallimento), pensiero originale, sguardo periferico, povertà di espressioni facciali e gesti, movimenti stereotipati, uso del linguaggio normale, mancanza di attenzione alle richieste dell’ambiente, aree isolate di interesse, creazione originale di parole.
Elementi comuni tra le loro osservazioni comprendono disturbo di contatto, difficoltà di comunicazione e adattamento sociale, stereotipie di movimenti, e anormali successi intellettivi.
Le caratteristiche cardinali secondo Kanner
Secondo Kanner, due caratteristiche fondamentali per la diagnosi di autismo sono:
- Isolamento autistico: pervade ogni comportamento, da non confondere con un’anormalità sociale (timidezza, rifiuto, evitamento), non significa solo stare soli fisicamente, ma mentalmente.
- Insistenza ossessiva per le ritualità: rigidità, fissità, movimenti, espressioni e pensieri prodotti ripetutamente, routine elaborate nell’azione, linguaggio e pensiero senza uno scopo apparente, stretto campo di interessi (esclusione di qualsiasi altra cosa).
Criteri diagnostici attuali
Nel DSM 4°:
- Disturbo qualitativo dell’interazione sociale reciproca.
- Disturbo qualitativo della comunicazione verbale e non (assenza di linguaggio, acquisizione ritardata, uso anomalo, disturbo nella capacità di impegnarsi in una comunicazione).
- Repertorio nettamente ristretto di attività e interessi.
Il sintomo più importante resta l’isolamento autistico, riscontrabile già prima dei 3 anni.
Domande frequenti sull'autismo
- È difficile diagnosticare l'autismo? La diagnosi è basata sul comportamento, per cui è importante avere molte conoscenze cliniche ed esperienze. È importante ascoltare la famiglia, osservare il paziente, somministrare test psicologici e ricostruire la storia del disturbo, considerando l’età del bambino, soprattutto l’età mentale.
- Quanto precocemente si può identificare l'autismo? Nella maggior parte dei casi si presenta dalla nascita, ma non è detto che ci si accorga molto presto. Nel bambino molto piccolo può trattarsi di un ritardo evolutivo con possibili recuperi; anche nei bambini normali si possono riscontrare problemi passeggeri nello sviluppo sociale. Di solito si avverte intorno al 2° anno.
- Cosa accade al bambino autistico una volta cresciuto? Non è un disturbo che scompare nonostante i cambiamenti di comportamento, spesso però riescono a compensare l’handicap in modo notevole, ad esempio con inserimento nel contesto sociale dove le loro qualità possono fruttare. Di solito l’estremo distacco sociale si attenua, ma risulta sempre un deficit sottile e persistente.
C.2 La lezione del ragazzo selvaggio
L’autismo non è un fenomeno moderno, nei resoconti di medici del passato si trovano diversi indizi, spesso relazione tra autismo e ragazzi selvaggi (cresciuti allo stato selvaggio al di là di qualsiasi contatto umano, privi di linguaggio), per indagare le due possibili cause dell’autismo (biologico e socioambientale): una prolungata privazione del contatto umano può portare all’autismo e si valutano se questi soggetti presentano le caratteristiche fondamentali dell’isolamento autistico.
Il caso del ragazzo selvaggio dell’Aveyron (Victor)
Alla fine del 1700: un ragazzo selvaggio fu trovato in una foresta francese, di circa 12 anni, non parlava, non reagiva neppure ai rumori, aveva aspetto e comportamenti antisociali. Si diffuse l’idea che fosse un bimbo perfettamente normale smarrito o abbandonato da piccolo e, vivendo fuori dalla società umana, si era bloccato il suo sviluppo. Tentativi del medico Hard di rieducarlo. Possibilità: Victor è autistico?
Prove favorevoli a sostegno dell’autismo:
- Serio disturbo delle interazioni sociali: non è attaccato a nessuno, lieve preferenza per il suo guardiano ma solo come espressione di bisogno per placare la fame.
- Disturbo intellettivo specifico: non ha giudizio, memoria, immaginazione, attenzione non fissata su nulla, vocalizzazioni disarticolate, azioni prive di scopo.
- Disturbo dell’attenzione sensoriale: non percezione di suoni acuti o vicini, ma percezione distinta per determinati suoni.
- Mancanza di gioco di finzione: indifferente a tutti i giochi dei bambini.
- Stereotipie: con cui riempie ore vuote prodotte da sua mancanza di immaginazione e interessi (dondolamenti).
Sforzi di rieducazione portano a miglioramenti: resta muto, ma acquisisce una buona dose di lingua dei segni, non apprende alcuni valori sociali fondamentali, non dà segni di amicizia, compassione, imbarazzo. Dopo 5 anni il medico si rassegna, l’educazione resterà incompleta, progresso limitato (non può imparare a comprendere ciò che non poteva percepire). L’isolamento autistico di Victor è evidente anche se il soggetto è in mezzo alla gente e si diverte, è intenso a causa di un’incapacità di comprendere gli stati della mente, non si preoccupa degli effetti del suo comportamento e opinione altrui; da queste prove si può ipotizzare che fosse autistico.
Il caso Kasper Hauser
Non sa parlare, vissuto per tutta la vita in uno scantinato, separato da ogni comunicazione con il mondo dall’infanzia ai 17 anni, senza stimolazioni sensoriali. Inizia ad avere dei sogni e acquisisce la capacità di distinguerli dalla realtà, pur rimanendo diverso dalla gente normale (linguaggio impacciato e semplice, movimenti rigidi). Quadro clinico molto diverso da Victor perché possiede un buon senso comune, i deficit sensoriali e motori possono essere il risultato della sua reclusione, non c’è segno di isolamento autistico, presenta giochi simbolici, desiderio di apprendere e comunicare.
Il caso di Genie
Simile a Kasper, ragazza trovata nel 1970 dopo 13 anni di privazione fisica e sociale, tenuta legata a una sedia in un’stanza chiusa, totalmente priva di competenze sociali, non sa parlare e stare in posizione eretta. Ma mostra desiderio di comunicare e sviluppare attaccamenti affettivi, linguaggio appreso rapidamente ma con anomalie permanenti. Non è autismo, ma anomalie evolutive prodotte dalla forte privazione.
Tre casi che mostrano che gli effetti della privazione sociale possono essere corretti, anche se non totalmente; l’autismo è molto più resistente.
C.3 Oltre l'incanto
La Bella Addormentata
- Tema del sonno/morte simile all’esperienza del bambino autistico (vicino e contemporaneamente lontano).
- Cause della morte: fisica (mela avvelenata), maledizione (come nell’autismo: biologica e psicogenetica).
- Possibile cura: il principe.
In passato, la gente si è imbattuta nell’autismo e ha cercato d’interagire con esso (combinazione d’innocenza infantile e follia = elaborazione simbolica perciò molte storie che evocano immagini di bambini autistici). Considerare le leggende relative all’autismo: per ricavare nuove idee dai primi tentativi di comprendere il disturbo.
I folli beati della vecchia Russia
Somiglianza con l’autismo, “beato” = benedetto dal dono della debolezza mentale e innocenza divina. Caratteristiche simili all’autismo: condotta eccentrica e irrazionale, insensibilità al dolore, vita al di là della società, ingenuità e indifferenza per convenzioni sociali, spesso muti (o al limite, se parlavano, non per rispondere in modo appropriato), azioni bizzarre e stereotipate, privi di regole della buona educazione perché ignari dello status sociale. Si tratta soprattutto di una follia sociale prodotta da un’incapacità di rapportarsi alle persone in modo usuale (a quel tempo la follia era segno di grande fede religiosa).
Frate Ginepro
Dai fioretti di S. Francesco: serie di leggende del 300, con valore storico (tradizioni orali delle prime generazioni di francescani). Frate Ginepro è autistico: perfetta comprensione letterale, inconsapevole che le altre persone possono avere pensieri e credenze diverse, incapacità di valutare gli effetti delle sue azioni sugli altri e oltre il contesto più immediato, interpretazione delle virtù francescane in modo così letterale da essere imbarazzante.
Sherlock Holmes
Distaccati investigatori dei classici romanzi gialli, eccentrici, strani (limpida capacità di osservazione e deduzione non offuscata da emozioni quotidiane della gente comune, mancanza di attenzione per le altre persone e attenzione focalizzata su idee specifiche, tendenza a dimenticare le sottigliezze della vita sociale poiché le loro menti sono disturbate da semplici eventi della vita quotidiana) = da qui la capacità di risolvere il mistero grazie a indizi apparentemente trascurabili.
Spesso nei detective: un interesse specifico e circoscritto (routine rigide). Asperger parla di intelligenza autistica che ha qualità distinte, opposte a quella convenzionale e pensa che sia l'ingrediente vitale di tutte le creazioni di arte/scienza = caratteristiche che ricordano individui autistici molto dotati e intelligenti.
Il robot
L’automa intelligente senz’anima riflette le percezioni dell’isolamento autistico e le relazioni: obbedienti solo a principi logici, indifferenti alle relazioni umane, incomprensione dei sentimenti, nessun senso dell’umorismo, comprensione totalmente letterale, qualità meccanica della voce, andatura rigida, svolgimento di lavori senza preoccuparsi degli aspetti generali con routine fissa, comportamento meccanico (ripetitività, stereotipie, mancanza di espressioni emotive e vivacità spontanea).
Leggende e scienza
Leggende e miti sembrano rappresentare simbolicamente certi aspetti critici dell’autismo: testimonianza del fatto e molte sfaccettature dell’autismo appartengono alla coscienza collettiva. Ma sono solo leggende, non permettono di comprendere realmente la natura del problema, è necessario un metodo rigoroso dell’indagine scientifica.
C.4 I fatti fondamentali
Quanti bambini autistici ci sono?
Le indagini sulle popolazioni si basano su determinati comportamenti specifici. Nel 1966, Victor Lotter fece il primo studio epidemiologico sull’autismo; esaminò tutti i bambini di 8-10 anni in una determinata data e contea del Middlesex (78000) con questionari inviati a insegnanti e altre persone impegnate professionalmente. Identificò inizialmente tutti i bambini supposti autistici; consultò cartelle mediche, fece interviste individuali e identificò 135 casi sospetti; dall’esame individuale molto accurato selezionò 35 soggetti simili al caso Kanner (incidenza del 4,5 su 10 mila casi con preponderanza di maschi). Questi 35 soggetti presentavano mancanza di contatti affettivi e desiderio ossessivo per la ripetitività, dividendo questo gruppo in: caratteristiche accentuate (gruppo nucleare di 15 soggetti) e inferiori.
Studi recenti parlano di un’incidenza di 10/10000, con maggioranza maschile. L’eccesso di maschi autistici era già osservato da Kanner e Asperger e si ritrova in tutti gli studi, indizio tipico dell’origine biologica del disturbo.
Altri studi evidenziano che le femmine sono ritardate in modo molto più grave dei maschi in quasi tutte le capacità esaminate e hanno un numero maggiore di problemi aggiuntivi.
Ritardo mentale, studi:
- 40% ritardo serio (QI < 50)
- 30% lieve (50 < QI < 70)
- 30% QI > 70 di cui solo la metà nella media normale
Il ritardo mentale è segno di una disfunzione cerebrale di origine biologica.
Classe sociale
Dallo studio del Middlesex sembrava più frequente nelle famiglie a livello socioeconomico alto, da cui si giunse all’interpretazione psicodinamica (genitori intellettuali, madri fredde ed emotivamente distaccate). Critiche a questa ipotesi: studi non attendibili, distorsioni statistiche (genitori più colti sono più informati, hanno maggiore probabilità di avere i contatti giusti con i centri psichiatrici).
L'incidenza del disturbo sociale grave nell'infanzia
Studi di Wing e Gould, campione di 35 mila bambini tra 0/14 anni di cui 914 noti per qualche forma di handicap fisico/mentale, con lo scopo di scoprire quanti mostrassero una qualsiasi delle caratteristiche principali dell’autismo, rilevati 173 casi. L’autismo classico (Kanner) fu riscontrato con un’incidenza di 2/10000 in accordo con conoscenze precedenti, ma il più importante criterio diagnostico (grave isolamento sociale) è confermato.
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