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(diversamente dalle numerose occasioni che un adulto può avere) difficilmente avrebbe potuto attingere ad

altra fonte che a quella di una scena realmente accaduta in casa. La scena si legherebbe anche alla

predilezione che il paziente mostrerà per la donna in posizione piegata, che mostra le natiche. Tuttavia

questa predisposizione si nota anche in tutte le personalità predisposte alla nevrosi ossessiva, oppure

potrebbe averla ereditata dal padre. Anche l’ipotesi che il sogno fosse stato generato dalla vista di un

accoppiamento di animali (quando osservava le greggi) e che poi questa scena fosse stata trasferita sui

genitori, non cambierebbe la sostanza dell’analisi, né potrebbe farlo l’ipotesi che abbia visto i genitori in

una scena innocente completandola con la sua fantasia. E’ curioso, in ogni caso, che spesso le analisi

portino alla luce il ricordo di una scena primaria che consisteva in un coitus a tergo che viene interrotto dal

bambino. Freud chiude comunque la questione con un non liquet (la causa non è chiara).

STORIA: dunque possiamo dividere l’infanzia dell’uomo dei lupi invari periodi. Il primo va dalla nascita

alla seduzione della sorella. Il secondo dal cambiamento di carattere al sogno d’angoscia. Il terzo dalla fobia

per gli animali all’iniziazione religiosa. Infatti, intorno ai quattro anni e mezzo, ha inizio un quarto

periodo: la madre decide di fargli conoscere la bibbia per distrarlo dal suo stato di irritabilità e angoscia

(quest’ultima si manifestava specialmente quando doveva andare a dormire) ed elevarne l’animo. Allora

l’isteria d’angoscia lascia il posto ad una nevrosi ossessiva che durerà fino ai dieci anni, conservando

comunque elementi delle fasi precedenti; nevrosi che lo costringeva prima di coricarsi a numerosi segni

della croce a sé e al letto, preghiere, baci alle immagini sacre nella sua stanza. Parlando con la nania si

mostrava critico verso la religione, verso la figura dolorosa del Cristo, verso il fatto che Dio non preservava

il bene dell’umanità e di suo figlio. Si chiedeva se Cristo avesse un sedere, se andasse di corpo (dando poi

una soluzione ‘miracolosa’ al problema), mostrando la sua posizione sadico-anale.

INTERPRETAZIONE: l’effetto del sogno avrebbe potuto riportarlo all’organizzazione genitale, ma il

sogno sfociò nell’angoscia, a causa della sua virilità narcisistica che si opponeva alla castrazione. Dunque

ora il paziente era omosessuale a livello inconscio, nella nevrosi al livello del cannibalismo (fase orale,

divorare o paura di essere divorato), e masochista nel comportamento.

Si identificò nella figura del Cristo (aiutato dalla coincidenza dei compleanni) e la sua preoccupazione

per il di lui sedere forniva indizi sulle tendenze omosessuali, mentre il suo ribellarsi alla passività del Cristo

e parallelamente ai maltrattamenti del padre indicavano un graduale rinunciare ai suoi ideali masochistici,

anche in forma sublimata. Venne a scoprire, attraverso la Madonna, che sono solo le donne a generare i

bambini, e capì che i rapporti con il padre non dovevano essere così intimi come credeva (incertezza sulla

paternità di Cristo). Il suo acume critico e la sua polemica contro Dio erano sostenuti dal suo antico amore

per il padre, ma anche Dio rappresenta un padre, e così, nel tema religioso è ben rappresentata la sua

ambivalenza nei confronti del padre (è devoto, ma critica Dio e la religione). Egli inoltre era costretto ad

inspirare lo spirito santo e ad espirare gli spiriti maligni (che incolpava dei suoi pensieri blasfemi). Inoltre

anche l’espirare alla vista di storpi, mendicanti o vecchi derivava, all’analisi, dalla figura del padre: dopo i

sei anni la madre lo portò in clinica per fargli visita, il bambino fu molto addolorato alla vista del padre

molto malato e così egli, nella sua mente, divenne il prototipo di tutti i miserabili che avrebbe incontrato in

seguito. Espirare era quindi negare la vecchia identificazione con lui, ma anche, probabilmente, imitare il

respiro del padre udito durante la scena primaria (respiro che poteva diventare inconsciamente la sua

immagine dello spirito santo): la rimozione aveva trasformato questo respiro in uno spirito maligno, e ciò

era anche probabilmente determinato dalla connessione con la malaria di cui soffriva al tempo della

Urszene. In questo periodo egli condanna la sensualità, nel padre, nella storia di Adamo, verso le donne;

questa avversione era collegata alla seduzione della sorella, che veniva considerata una incarnazione del

peccato (sorella-porco che capitombola giù per gli scogli, legame con la bestemmia dio-porco).

STORIA: intorno ai dieci anni studia con un precettore tedesco, che adora, e quando questo sostituto del

padre sminuisce il valore della religione anche la religiosità del bambino si estingue. La religiosità dunque

viene meno insieme alla dipendenza dal padre, sostituito dal precettore. Questo avvenne dopo un’ultima

recrudescenza (che sempre si evidenziava in ogni passaggio da una fase ad un’altra) in cui pensava alla

trinità quando vedeva tre mucchietti di sterco vicini per strada. Sotto l’influenza del precettore, il suo

sadismo (che con la pubertà aveva sostitutito il masochismo) si orientò verso la predilezione per le cose

militari, nonché, successivamente, più in generale per le cose tedesche. Questo chiarisce anche un sogno

fatto poco prima del rapporto con il precettore: gli sembrava di andare a cavallo inseguito da un bruco

colossale. Il sogno, che si collega ad un episodio realmente accaduto (un contadino che lo inseguiva

imprecando, mentre lui era a cavallo nella tenuta), rammentava la paura per il suo atteggiamento femminile,

da cui si era difeso prima con la sublimazione religiosa e poi con quella militare. Tuttavia, la vittoria della

fede sulla ribellione e lo spirito critico, attraverso la rimozione degli istinti omosessuali, menomarono

gravemente le sue capacità intellettuali, e resero impossibile utilizzare la corrente omosessuale, rimossa,

per le sublimazioni di cui altrimenti sarebbe stata suscettibile. Durante l’analisi, quando essa gradualmente

fu portata alla consapevolezza, fu possibile vedere come essa si rivolgesse alla vita, agli interessi.

INTERPRETAZIONE: Abbiamo detto che la nevrosi ossessiva si era sviluppata nell’ambito di una

costituzione sadico-anale. Ne abbiamo esplorato solo l’aspetto sadico, ed è venuto il momento di vedere ciò

che riguarda l’erotismo anale. C’è accordo tra gli analisti sul fatto che nella vita il denaro acquisisce

gradualmente quell’importanza che avevano una volta le feci. I lasciti familiari lo avevano reso ricco, e per

lui aveva importanza che questo fosse riconosciuto. Non aveva però idea dell’ammontare dei suoi averi, a

volta si comportava da tirchio e altre da spendaccione, non permetteva che i sentimenti interferissero con gli

interessi finanziari, e tuttavia non valutava gli altri in base ai loro averi. Alla morte della sorella commentò

che così non avrebbe dovuto dividere con nessuno l’eredità. Eredità che dopo la morte del padre appartenne

a lui e alla madre. Egli discuteva spesso con lei e recriminava il fatto che lei cercasse di economizzare su di

lui. Poi si pentiva e smentiva quanto detto per ricominciare alla successiva occasione. Freud ricorda due

episodi in cui il denaro si era collegato ad un forte bisogno di defecare (quando si pentì di non aver donato

soldi ad un cugino povero; quando decise con un compagno di scuola di assoldare un bidello per superare

un esame). Durante la nevrosi il paziente aveva sofferto di disfunzioni intestinali, l’evacuazine poteva

mancare per mesi e ricorreva assai spesso agli enteroclismi. Lamentava che il mondo gli fosse ‘nascosto da

un velo’ che si dissolveva solo quando, grazie ai clisteri, riusciva a defecare. I disturbi intestinali

caratterizzarono, poi, anche la nevrosi adulta.

TEORIA: Freud ricorda come il dubbio sia una caratteristica arma di resistenza, in analisi, utilizzata da

chi soffre di nevrosi ossessiva. A quel punto Freud dichiarò che avrebbe liberato il paziente dai suoi

problemi intestinali. Ciò determinò il coinvolgimento di quest’organo nel ‘dialogo terapeutico’ e permise di

ottenere, con l’incredulità del paziente, che esso riprendesse la propria funzionalità.

STORIA: se torniamo poi ad un’epoca in cui le feci non potevano essere collegate all’idea del denaro,

esse potevano riguardare il desiderio del bambino di non essere molestato o controllato nel piacere

procurato dall’evacuazione. Freud ricorda che il bambino sporcava il letto quando era costretto a dormire

nella stessa camera con l’istitutrice inglese. Dal momento che non sporcava il letto da tempo e non se ne

vergognava, essa era chiaramente una sfida. A quattro anni e mezzo, invece, gli accadde di giorno, era

l’epoca dell’angoscia, se ne vergognò molto ed esclamò: “non posso più vivere così”, riprendendo le parole

della madre al medico. Si identifica dunque con la madre. Più tardi, quando si parlava di un’epidemia di

dissenteria (patologia in cui nei malati si possono trovare tracce di sangue nelle feci) nei paraggi, il paziente

si convinse di aver trovato del sangue nelle proprie feci e cominciò a preoccuparsi per il rischio di morire di

dissenteria. Anche qui si identifica con la madre e con le sue emorragie. Tra il primo episodio citato ed i

successivi, vi è di mezzo il sogno della scena primaria. Probabilmente il paziente si era convinto che la

madre era malata a causa di ciò che le aveva fatto il padre, dunque ciò provava che si era identificato con la

madre (l’analità, dunque l’omosessualità, gli consentiva l’identificazione con le donne), ma anche che la

paura di trovare sangue nelle feci segnava il successivo rifiuto di identificarsi con lei. Al momento del

sogno l’identificazione con la madre era possibile grazie alla teoria infantile secondo la quale è l’ano la

parte del corpo femminile che riceve il membro. Ma nel frattempo egli aveva anche ricevuto la minaccia

della castrazione, che poteva fargli mettere in dubbio la teoria cloacale. Egli respinse però questa

possibilità, per motivi legati alla paura della castrazione (che gli consentiva l’identificazione con le donne,

la paura di morire per una malattia intestinale, e si connetteva agli argomenti sul posteriore di Cristo). La

nuova conoscenza era quella che manteneva in stato di rimozione l’intero processo onirico. Ciò non

consentiva di sciogliere i dilemmi sessuali. Nell’intestino convergevano tanto l’identificazione con le donne

che la paura della castrazione.

A questo punto Freud ipotiza anche che il piccolo interruppe la scena primaria andando di corpo, cosa

che gli consentì di mettersi a piangere. E’ anche ipotizzabile che il bambino defecasse a causa

dell’eccitazione sessuale.

TEORIA: le feci sono il primo dono che il bambino fa al genitore (così come possono essere un gesto di

sfida: si pensi a questa ambivalenza evidente nel grumus merdae che il criminale lascia sulla scena del

delitto: scherno e risarcimento). Successivamente le feci diventano sinonimo di ‘bambino’, il quale si pensa

che esca dal corpo attraverso l’ano. Successivamente dal concetto di dono deriva anche la simbologia delle

feci come denaro.

INTERPRETAZIONE: gli ultimi chiarimenti gettano luce sul ricordo del paziente riguardo alla rabbia

per non aver ricevuto abbastanza regali a natale-compleanno: in realtà sentiva la mancata soddisfazione dei

suoi bisogni sessuali legati alla zona anale. Al momento del sogno egli coglie anche la connessione tra l’atto

sessuale e l’origine dei bambini. Questo può spiegare anche l’avversione per i piccoli animali, che

simbolizzavano per lui bambini piccoli. La nania gli aveva spiegato che la madre gli voleva bene perché lui

era il più piccolo, ed ecco che poteva ora temere la nascita di altri bambini, conseguente alla scena di sesso

tra i genitori. Nella sua identificazione con le donne egli era pronto a regalare un bambino a suo padre:

ecco che ‘bambino’ e ‘denaro’ possono equivalersi a livello inconscio in quanto ‘doni’. Si pensi alla gelosia

che provò quando il padre regalò del denaro alla sorella: era geloso della soddisfazione anale che il padre

aveva concesso alla sorella. La gelosia spiega anche la sensazione di contentezza alla morte della sorella:

ora il padre vorra bene solo a lui, ma rimuovendo lui la sua omosessualità non poteva che trasformare

questa idea in una soddisfazione legata al denaro che ne sarebbe derivato. Anche la gelosia per la madre

(che aveva amato anche la sorella e che minacciava, con il sesso, di concepire altri figli) prendeva forma

attraverso le recriminazioni sui soldi. E infine anche i pensieri blasfemi (dio-merda: Gott etwas scheissen

vuol dire cacare qualcosa a Dio, mettere alla luce un neonato) hanno il senso di dare alla luce un bambino.

Ancora, il cilindro fecale, che viene perso con l’evacuazione richiama l’idea della castrazione (dunque

feci, neonato e pene diventano un concetto inconscio unitario). Possiamo dunque osservare come più istanze

fossero presenti contemporaneamente nell’uomo dei lupi: la prima detestava l’idea della castrazione e la

rifuggiva, la seconda era disposta ad accettarla in nome di una posizione femminile-passiva, c’è poi un terzo

elemento che è quello dell’identificazione con il padre (vedi allucinazione in cui incideva con un temperino

il noce-donna, che simbolizza un rapporto sessuale e che si conclude con il taglio-castrazione del mignolo-

pene) che diviene colui che infligge la castrazione (nonostante la minaccia fosse venuta dalla nania e da

altre donne, egli finì col temere di essere castrato dal padre nel suo ruolo sessuale attivo). Questa

identificazione del padre con colui che opera la castrazione divenne responsabile da una parte

dell’intensa ostilità inconscia verso di lui, che arrivò al desiderio di morte nei suoi confronti, dall’altra

generò un vivo senso di colpa per questa ostilità. Allo stesso tempo il padre, oltre che minaccioso, era colui

per il quale provare pena e compassione, era ricollegabile ai personaggi storpi e miserabili che facevano

riferimento al prototipo di un portatore d’acqua senza lingua che aveva lavorato per loro durante la sua

infanzia. Il padre minaccia la castrazione, ma è anche minacciato (simbolicamente, ma anche fisicamente: il

paziente teme che durante il coito il pene del padre che scompare nella vagina sia perduto).

STORIA/SINTOMI: nuovi materiali. A volte nell’infanzia la cattiveria si trasformava all’improvviso in

angoscia, come durante una caccia alla farfalla che, posatasi su un fiore, aprendo e chiudendo le ali lo

aveva terrorizzato. Quel movimento gli aveva ricordato il movimento di gambe femminili, nonché

probabilmente aveva formato il numero romano V che corrispondeva all’ora della febbre-depressione. Pian

piano, dietro il ricordo della farfalla emerge il ricordo per una bambinaia, Gruscia, che viene ricordata

nell’atto di lavare il pavimento (scopa di fascine) in ginocchio, rimproverando o deridendo il bambino che

era lì vicino in piedi. Poi venne richiamato un secondo episodio riguardante una contadina di cui si era

innamorato a 18 anni e di cui si vergognava a dire il nome (Matrjona, nome molto umile). Freud ipotizza

che questa vergogna spostata sul nome si riferisca a qualcos’altro che riguarda anche l’episodio di Gruscia.

Attraverso la rievocazione della morte al rogo (fascine) di Huss (eroe di chi è affetto da enuresi) viene

ricostruita la scena di Gruscia: il bambino, in piedi, aveva orinato (simbolicamente era un tentativo di

seduzione), probabilmente eccitato a causa della posizione di lei, simile a quella della madre nella Urszene,

e la ragazza lo aveva deriso o minacciato di castrazione. Dunque in questo episodio egli si comportò in

maniera maschile, ed in questo episodio la capacità di innamorarsi del paziente fu spostata dalla posizione

della donna alla sua estrazione sociale. Lo stesso accade per Matrjona, vista mentre lavava i panni nello

stagno.

INTERPRETAZIONE: dunque se inizialmente si era ipotizzato che la scelta dell’oggetto implicava una

svalutazione dello stesso, in reazione alla superiorità della sorella, possiamo dire che dietro

l’autoaffermazione si nascondeva un motivo di carattere puramente erotico: era attratto dalla posizione

fisica che somigliava a quella della madre nella scena primaria. (Successivamente un sogno evoca anche il

tema della castrazione e una vendetta nei confronti della bambinaia Gruscia: un uomo strappa le ali ad una

(v)espa, dove S.P. sono le iniziali del paziente e la V omessa corrisponde vendetta sulla bambinaia). Quello

di Gruscia è il più antico effetto della scena primaria, e il bambino si identifica nel ruolo del padre,

identificazione che tornerà negli anni successivi, ma che ad opera della seduzione della sorella fu

temporaneamente soppiantato da una tendenza alla passività. La scena di Gruscia, il ruolo che ebbe


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche per l'analisi dei processi psichici nello sviluppo e nella salute
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di psicopatologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cecchini Marco.

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