Abilità adattive
Abilità adattive: abilità che permettono a una persona di adattarsi alle richieste dell’ambiente; ovviamente dipendono dall’età del soggetto e per un bambino sono costituite dal comunicare adeguatamente i propri bisogni, dal cominciare a socializzare con i coetanei, dallo svolgere da solo alcune attività tipiche della vita quotidiana, come lavarsi e vestirsi e, più tardi, uscire con gli amici. Le autonomie si dicono personali quando si riferiscono all’autoaccudimento, mentre si dicono sociali quando si riferiscono ad abilità superiori, per lo più utili nella relazione con gli altri.
Analisi del compito
Quando un compito è troppo complesso per essere insegnato tutto in una volta, può essere analizzato e scomposto nelle sue parti semplici; si insegnano, una dopo l’altra, le singole parti del compito. Tale tecnica permette di ottenere subito, anche con bambini difficili, risultati positivi e questo aumenta la possibilità di usare i rinforzi aumentando così la motivazione.
Analisi funzionale
Cerca di mettere il comportamento del soggetto in relazione agli antecedenti e alle conseguenze. Non è solo uno strumento di osservazione, ma permette di impostare programmi di intervento: si possono modificare gli stimoli e si possono modificare le conseguenze. È simile all’ABC cognitivo in cui però l’accento è sul mondo interno del paziente e sulle sue emozioni per comprendere quali registri usa un bambino e quali convinzioni gli si attivano in relazione a episodi critici.
Apprendimento senza errori
Tecnica di insegnamento e di riabilitazione cognitiva che consiste nell’inserire nella situazione didattica uno stimolo con funzione di aiuto; questo stimolo serve in un primo tempo ad impedire al soggetto di sbagliare e, quando in un secondo tempo il soggetto comincia a padroneggiare la nuova abilità, tale stimolo viene eliminato in modo graduale (metodi di dissolvenza).
Autoefficacia e autostima
Autoefficacia: fiducia nella possibilità di influenzare e modificare eventi che ci riguardano.
Autostima: immagine di sé che dipende dal rapporto tra il successo personale che ciascuno riesce a ottenere e le aspettative, a loro volta legate anche alla capacità di accettare un tasso di insuccesso. Non esiste un’unica autostima, ma ne esistono molte.
CDI
CDI: questionario per la valutazione della depressione in età evolutiva. Il paziente deve scegliere, tra alcune semplici affermazioni, quella che meglio descrive i suoi sentimenti attuali. Il punteggio finale ottenuto sommando i singoli punteggi di ogni domanda viene confrontato con i dati normativi e fornisce un indicatore della depressione del bambino o dell’adolescente.
Comunicazione facilitata
Metodo per persone con gravi ritardi del linguaggio o del tutto prive di linguaggio verbale di comunicare scrivendo le parole sulla tastiera di una macchina per scrivere.
Contratto educativo
Il contratto educativo è un contratto scritto in modo chiaro e firmato da tutti i soggetti interessati; in esso il rinforzatore deve essere definito in modo chiaro, proprio come l’obiettivo, per evitare i rischi di una vaghezza all’interno della quale poi ognuno possa fare quello che vuole, violando di fatto la reciprocità degli impegni presi. L’impegno del bambino non sarà fare il bravo (egli sosterrà di aver fatto sempre il bravo) e il rinforzatore non sarà un semplice bel giocattolo (ciò che è bello per un genitore può essere deludente per il figlio) e può essere anche a sorpresa così da aumentare la curiosità del bambino e dare un significato speciale a tutto l’accordo.
Disegno della figura umana
Molto usato con bambini di età pre-scolare e scolare; non esiste una unica modalità di somministrazione né una valutazione standardizzata e ciò ha prodotto molte critiche sulla sua attendibilità. Tuttavia i bambini disegnano volentieri e mentre lo fanno è più facile entrare in relazione con loro; è un importante spunto per ulteriori approfondimenti. Quello della figura umana è un disegno che ci offre delle indicazioni sulle capacità intellettive e su eventuali psicopatologie ma l’interpretazione deve essere fatta con cautela e deve essere sempre messa a confronto con altri indici clinici e test standardizzati.
Desensibilizzazione sistematica-esposizione
La desensibilizzazione è una procedura di contro-condizionamento: se uno stimolo produce una risposta inadeguata, si può affrontare il problema associando lo stimolo fobico a un altro stimolo antagonista dell’ansia, così che non provoca più agitazione. È necessario costruire insieme al paziente una gerarchia degli stimoli ansiogeni e cominciare da quelli che producono meno ansia e proseguire via via secondo il principio della gradualità. La desensibilizzazione sistematica può essere in immaginazione o in vivo e, in questo caso, si parla anche di esposizione: esporre il paziente, in modo graduale, agli stimoli che gli determinano ansia così che le risposte di fuga e di evitamento non vengano più rinforzate negativamente.
Estinzione
Il morire di un comportamento che non funziona, che non produce nulla di utile per l’individuo. Spesso si verifica spontaneamente ma può anche essere programmata e trasformarsi così in una tecnica di intervento: evitare, per quanto possibile di...