Psicopatologia forense
Psicopatologia forense è una disciplina che attua una valutazione clinica finalizzata a ricercare cause patologiche alla base del comportamento criminale. Gli ambiti possibili sono quello civile (interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno, danno biologico di natura psichica, famiglia) e penale (circonvenzione d'incapace, violenza sessuale, imputabilità).
Le differenze tra contesto clinico e forense
- Distinzioni concettuali e formali.
- Obiettivi diversi (cura e committenza).
- Contesto.
- Processo come arena di scontro tra posizioni diverse.
- Bisogni diversi delle parti in gioco e relative pressioni.
- Necessità di tradurre il linguaggio clinico a uso del giudice.
- Impossibilità di importare direttamente innovazioni e nuove tecniche.
Il ruolo del consulente/perito è legittimato da un bisogno specifico del PM, difensore e giudice, inserito in una ritualità ben definita (giuramento, ecc.); non sono sufficienti le conoscenze tecniche per la comprensione del fatto o delle motivazioni dell'agito. Il primo passaggio è l'individuazione del movente, ovvero la ragione per cui un individuo abbia commesso uno o più reati (es: vendetta, gelosia, invidia, piacere sessuale, odio, denaro, motivi religiosi, motivi ideologici).
La perizia viene chiesta quando entra in gioco il concetto di imputabilità e quindi non si individua il movente: inspiegabilità criminologica = crimine inspiegabile dalle classiche categorie criminologiche, quindi ci si chiede se sia malato di mente.
Criteri per la richiesta di perizia psichiatrica
- Informazioni anamnestiche dirette e indirette della presenza di disturbi mentali nell'individuo o gravi patologie mentali o alterazioni comportamentali nella famiglia (precedenti cure psicologiche o psichiatriche).
- Informazioni attuali dirette o indirette di sintomi di grave disturbo mentale nel periziando.
- Incongruenza, bizzarria, ritualità, eccessività comportamento (meccanica del reato poco comprensibile, ritualismi e crudeltà).
- Incongruenza, bizzarria, incomprensibilità del comportamento della persona dopo il fatto criminoso.
- Comportamenti anticonservativi gravi, ripetuti e incomprensibili dopo il fatto criminoso (ripetuti tentativi suicidari, comportamenti autolesivi, spesso collegati a patologie mentali).
- Ripetizione stereotipata e incomprensibile dello stesso crimine.
- Estraneità o incomprensibilità del crimine in rapporto al precedente stile di vita della persona (egodistonicità dell'agito).
Le parti coinvolte sono: il pubblico ministero, difensore dell'indagato, difensore parte offesa, giudici.
Nelle indagini preliminari il giudice non è ancora coinvolto; in questa fase si accerta il reato, si individua il colpevole e il PM raccoglie tutti gli elementi probatori. Il PM può nominare e avvalersi di consulenti che non possono rifiutare.
Durante l'incidente probatorio le prove vengono solitamente acquisite nel dibattimento di fronte a un giudice, ma è spesso utile raccogliere prove anche precedentemente (per esempio nel caso dei minori, in quanto potrebbero alterarsi i ricordi); in ambito psicopatologico si ricorre frequentemente all'incidente probatorio. Il PM e il difensore dell'indagato possono chiedere l'assunzione anticipata di prove nelle fasi che precedono il dibattimento.
La perizia
La perizia è un mezzo di prova, non una prova; il giudice non ha l'obbligo di avvalersi di un esperto: la perizia è ammessa quando occorre svolgere indagini, acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche. Il giudice nomina il perito scegliendolo tra gli iscritti negli albi, i periti hanno l'obbligo di prestare la loro opera. Nell'albo dei periti però non compare lo psicologo, è comunque possibile nominare periti non iscritti all'Albo.
Nel valutare i dati di una perizia o una consulenza tecnica, il giudice deve verificare la validità scientifica dei criteri e dei metodi di indagine utilizzati.
Obblighi CTU e CTP
CTU ha come committente il giudice:
- Obbligo di imparzialità, neutralità e obiettività.
- Ruolo di terzietà, non fa interessi di nessuna parte.
CTP deve trovare un giusto equilibrio tra credibilità clinica, scientifica e logico-deduttiva e la fedeltà alla strategia processuale del committente.
La relazione peritale deve essere compilata entro 90 gg dalla richiesta.
Perizia in psicopatologia forense
L'oggetto della perizia non può essere volto a stabilire l'abitualità o la professionalità del reato, la tendenza a delinquere, il carattere e la personalità dell'imputato e in generale le qualità psichiche indipendenti da cause patologiche.
Requisiti minimi di validità di una valutazione peritale scritta
- Comprensibilità.
- Fatti e pareri separati tra loro.
- Percorso logico e comprensibile e condivisibile tra fatti e pareri.
- Tendenza all'onestà obiettiva.
- Identificazione periziando.
- Incarico peritale.
- Svolgimento operazioni peritali.
- Fatto per cui si procede.
- Esame documentazione medico/psichiatrica.
- Esame diretto del periziando.
- Considerazioni psicopatologiche forensi.
- Risposte ai quesiti.
- Termini operazioni peritali.
- Allegati.
Imputabilità
Chiunque sia malato di mente può non essere chiamato a rispondere del reato commesso; la perizia è sempre e solo psichiatrica, in quanto ogni persona è considerata responsabile delle proprie azioni e omissioni salvo prova contraria.
Ci sono due piani:
- Infermità = piano psicopatologico.
- Capacità intendere e volere = piano normativo.
- Temporalità: infermità deve essere presente al momento del fatto.
- Causalità: infermità deve essere causa del reato.
Fino agli anni '60 l'infermità corrispondeva alle categorie di disturbo psicotico e malattia organica, ma oggi non esistono disturbi che possono compromettere la capacità di intendere e volere solo perché è presente (corrispondenza), quindi nessun disturbo psichico può essere escluso a priori: si devono considerare gli aspetti psicopatologici, non la patologia in sé.
Simulazione
Nei contesti clinici si esclude (non è una categoria clinica), ma è di grande interesse in ambito forense, in quanto nel primo caso c'è il presupposto implicito di onestà e sincerità del paziente. La simulazione è un fenomeno raro e circoscritto.
In ambito giuridico c'è l'assenza di contratto terapeutico e il fine dell'accertamento imposto è valutare lo stato di mente in relazione ad un atto di rilevanza giuridica, è quindi normale che il periziando tenti la simulazione.
Motivazioni per la simulazione di malattia mentale
- Penale (valutazione capacità intendere e volere).
- Civile (valutazione sul danno della persona).
- Penitenziario (incompatibilità al regime carcerario).
- Medico legale (capacità lavorativa, invalidità).
- Militare (congedo).
- Canonico (valutazione maturità psicoaffettiva).
DSM-5
Inserita tra le “altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica” nella sezione “mancata aderenza al trattamento”. La caratteristica fondamentale è la produzione intenzionale di sintomi fisici o psicologici falsi o grossolanamente esagerati, motivata da incentivi esterni; in alcune circostanze può rappresentare un comportamento adattivo, ma non è una diagnosi psichiatrica.
Bisogna avere il sospetto di simulazione quando c'è la combinazione dei seguenti fattori:
- Contesto medico/legale di manifestazione dei sintomi.
- Marcata discrepanza tra la disabilità e disagio lamentato e i riscontri oggettivi e le osservazioni.
- Mancanza di collaborazione durante la valutazione diagnostica e nell'accettazione del regime terapeutico prescritto.
- Presenza di DAP.
Bisogna prestare attenzione alla valutazione differenziale con disturbo fittizio (nessun incentivo esterno) e disturbo di conversione (sintomi specifici e inconsapevole).
Quindi la simulazione è un concetto strettamente criminologico, è sotto il volontario e finalizzato ad un obiettivo, con caratteristiche di vantaggio illecito.
Modelli di simulazione
- Criminologico.
- Patogenetico: spinta a simulare è legata a disturbo mentale.
- Adattivo.
Il problema di questa diagnosi è che è per esclusione, ovvero bisogna prima escludere che siano sintomi prodotti intenzionalmente; inoltre deve esserci una consapevolezza della motivazione esterna.
Questi tipi di simulazione possono sovrapporsi nella stessa persona e manifestarsi contemporaneamente.
Simulazione di disturbi psichici
Tutti i sintomi psichiatrici possono essere simulati, ma i preferiti sono: deliri, allucinazioni, stati confusionali, sindromi post-traumatiche, depressione, mania, disturbi della memoria.
Le caratteristiche presenti in ogni caso sono:
- Presentazione di sintomi singoli (nessuna configurazione), slegati, privi di correlazione patologica.
- Tali sintomi sono prodotti, esibiti, elencati.
- I sintomi non sono mai compenetrati a livello emotivo e vissuti.
Tra gli altri indici di simulazione:
- Esibizione di disturbi che solitamente il soggetto realmente malato tende a negare.
- Incoerenze e incostanza nella presentazione dei sintomi.
- Refrattarietà ai trattamenti psico-farmacologici e psicoterapeutici.
- Comportamenti puerili, drammatizzazione, variazioni umore di tipo infantile.
- Prodigiosa guarigione correlata all'andamento del processo penale.
Schizofrenia e disturbi psicotici (simulazione)
L'esperimento di Rosenhan (1973) è uno dei primi casi di simulazione di schizofrenia: l'ipotesi era che gli psichiatri non sono in grado di valutare se una persona sia sana di mente o meno; effettivamente gli pseudo-pazienti non vengono scoperti.
Tra le implicazioni c'è sicuramente l'assenza di validatori esterni della diagnosi psichiatrica per la patologia, ovvero si lavora solo su informazioni contestuali; inoltre ci si chiede se la simulazione degli attori sia credibile; infine è evidente che solo la conoscenza in prima persona della malattia permette di smascherare il simulatore.
Simulare la schizofrenia è abbastanza raro perché è un disturbo molto difficile da simulare.
Indici indicativi di simulazione
- Sintomo con comportamento incongruo.
- Sintomi quasi sempre deliri e allucinazioni.
- Sintomi isolati dagli altri.
Criteri per il sospetto di simulazione di allucinazioni
- Continue piuttosto che intermittenti.
- Vaghe o scarsamente udibili.
- Non associate a deliri.
- Descritte con linguaggio artefatto e innaturale.
- Negare di essere in grado di elaborare strategie per ridurre l'interferenza e la presenza di allucinazioni.
- Affermazione spontanea e insistente che si è obbedito alle allucinazioni.
- Assenza di contenuti autocentrici.
- Assenza di vissuto emozionale (nessuna correlazione con il vissuto degli altri sintomi).
Criteri per il sospetto di simulazione di deliri
Di solito il delirio è più complesso da simulare, in quanto gli atteggiamenti e le posture devono essere congrue con il delirio; i più simulati sono quelli di grandezza e persecutori.
- Inizio o fine improvvisi.
- Comportamento volto a richiamare l'attenzione sul sintomo.
- Comportamento inconsistente con il delirio.
- Contenuti bizzarri senza disorganizzazione del pensiero.
Fornari sostiene che il solo riportare il sintomo in modo cosciente è un controsenso, bisogna già sospettare!
Depressione (simulazione)
I vantaggi di questa simulazione sono: ottenere un beneficio in relazione alla detenzione; ottenere un beneficio in relazione al riconoscimento di un danno biologico o trauma.
Gli elementi sospetti:
- Esordio brusco.
- Scarsa pervasività comportamentale.
- Compromissione funzionale settoriale (in genere nei disturbi umore c'è una compromissione totale).
- Ostentata comunicazione dei sintomi.
- Presenza di reattività dell'umore (di solito è sempre negativo).
Mania (simulazione)
Raro, richiede molta energia. Tra i criteri sospetti:
- Assenza di pervasività comportamentale.
- Assenza di compromissione funzionale.
- Assenza di reattività (soprattutto irritabilità).
- Falsa risposta ai farmaci.
- Improvvisa remissione.
Stato confusionale (simulazione)
In un classico stato confusionale si ha un disorientamento e un'alterazione della coscienza, esordisce improvvisamente da causa organica. Può anche essere simulato a posteriori.
Tra gli elementi sospetti:
- Lenta modalità di insorgenza.
- Decorso cronico.
- Assenza di eziologia organica.
- Assenza di fluttuazioni sintomatologiche.
- Ostentata modalità di comunicazione.
- Funzioni cognitive conservate a settori.
- Presenza di delirio lucido e strutturato.
Ansia (simulazione)
In genere riguarda l'ambito civile, di solito si distinguono tre categorie: PTSD vero, nevrosi da indennizzo, simulazione di PTSD.
I simulatori difficilmente possono riferire i sintomi con la vividezza e pervasività di chi se ne soffre. Tra i criteri di sospetta simulazione del PTSD:
- Attività lavorativa irregolare.
- Precedenti richieste di danni per
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