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DISTURBI DEL COMPORTAMENTO

Cause

• Possibili sofferenze cerebrali, soprattutto a carico delle aree prefrontali,

causata a volta da una sofferenza fetale, da una asfissia perinatale o da

sofferenza cerebrali postnatali come traumi o convulsioni. in realtà non è

sempre possibile dimostrare un danno cerebrale.

• Difficoltà nell’ambito della memoria di lavoro

• Carenze nei processi di autoregolazione e regolazione emotiva

• Familiarità. La ricerca ha dimostrato come è molto frequente che i

genitori dei bambini con disturbo ADHD abbiano, a loro volta, una storia

di disturbi del comportamento o disturbi dell’umore (in particolare

depressione maggiore).

Criteri diagnostici generali

• Comportamenti anomali caratterizzati da difficoltà a concentrarsi e ad

autocontrollarsi

• Stili cognitivi caratterizzati da impulsività, intesa come tendenza ad agire

prima di riflettere

• Scarsa tolleranza alla frustrazione e difficoltà a differire le gratificazioni

(bisogno di avere tutto subito)

• Tendenza a violare le regole

Classificazione

1. disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività ADHD

Classificazione DSM: disturbi solitamente diagnosticati per la prima volta

nell’infanzia, nella fanciullezza o nell’adolescenza-disturbi da deficit di

attenzione e da comportamento dirompente- disturbo da deficit di

attenzione/iperattività: tipo combinato (F90.0), tipo con disattenzione

predominante (F98.80). Il DSM richiede 6 item di disattenzione o 6 di

iperattività-impulsività.

Classificazione ICD: sindromi e disturbi comportamentali ed emozionali

con esordio abituale nell’infanzia e nell’adolescenza- sindromi ipercinetiche

(F90). L’ICD richiede almeno 6 item di disattenzione, almeno 3 di iperattività

e almeno 1 di impulsività.

Aspetti teorici

• gravi carenze nell’attenzione: non riuscire a prestare attenzione o

commettere errori di distrazione in compiti scolastici o in altre attività;

non riuscire a mantenere l’attenzione nei compiti o nelle attività di

gioco, dare a volte l’impressione di non ascoltare quando gli altri

parlano; non seguire le istruzioni e non essere capaci di portare a

termine le attività; evitare impegni che richiedono uno sforzo mentale

protratto; perdere frequentemente gli oggetti necessari per i compiti o

per altre attività; essere facilmente distratti da stimoli estranei; essere

sbadati in molte attività quotidiane.

• Iperattività: muovere con irrequietezza mani e piedi e dimenarsi sulla

sedia; lasciare spesso il proprio posto a sedere; scorazzare e saltare

ovunque in modo eccessivo; mostrare difficoltà nel giocare e nel

dedicarsi ad altre attività divertenti in modo tranquillo; dare spesso

l’impressione di essere sotto pressione, come mossi di continuo da un

motore che non può essere spenti; parlare troppo.

• Forte componente di impulsività: non riuscire a rispettare il proprio

turno interrompendo gli altri di continuo in modo invadente e non

controllato.

• Carenze nei processi di autoregolazione e di mediazione verbale;

difficoltà nell’uso di strategie; stili di attribuzione inadeguati; scarsa

capacità di regolazione emotiva con conseguenti difficoltà nel

controllo della frustrazione, della rabbia e dell’aggressività che viene

diretta sia verso gli altri che verso sé stesso; problemi di relazione con

i coetanei.

• Questi sintomi devono essere presenti in almeno due contesti di vita

(casa e scuola) e deve esserci una significativa compromissione del

funzionamento social

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sarettebo.91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopatologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Vita-Salute San Raffaele di Milano o del prof Di Mattei Valentina.
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