Patologie del cervello e disturbi mentali
Cambiamenti degli stati cerebrali e mentali
Patologie del cervello, neuropatie e cambiamenti degli stati cerebrali provocano cambiamenti degli stati mentali. Disturbi della mente, psicopatologie e disturbi delle relazioni riguardano gli stati mentali e l'assetto semeiotico è segnato da deliri e allucinazioni, compromissioni dello stato di coscienza, dunque, si assiste a un depauperamento ontologico (non ha dubbi o orrore per l'errore).
Alla fine dell'800, Kraepelin diede la prima classificazione dei disturbi mentali con l'ausilio del DSM-IV come strumento clinico.
Il linguaggio e la psicopatologia
Il linguaggio comprende tutte le possibilità insite nella natura ed esperite allo scopo di creare, stabilire, vivere e veicolare il patrimonio di conoscenze, modi, relazioni cumulati nella vita. È un modo per scambiarsi emozioni, conoscenze e informazioni: parlare non è solamente comunicare, è anche costruire l'ambiente psicologico, sociale e culturale in cui viviamo. Esso può essere analizzato secondo tre livelli, sintattico, semantico e pragmatico, e secondo la teoria degli atti linguistici. Una caratteristica dei comportamenti linguistici è la possibilità di fondere gli aspetti di contenuto (linguaggio verbale – modalità numerica) con quelli di relazione (linguaggio non-verbale – modalità analogica).
In psicopatologia, la considerazione dei sintomi passa dalle dinamiche intrapsichiche alla valutazione delle relazioni personali ed interpersonali, familiari, relazioni disturbate. Dunque, la comunicazione rappresenta il luogo elettivo per evidenziarle e trattarle. Attraverso il linguaggio, l'uomo struttura l'identità personale (gli permette di strutturare l'ambiente psicologico soggettivo) e la consapevolezza di sé (ciò che pensiamo di noi stessi).
Sistema nervoso e psicosi
SNC → reti neurali
SNP → hardware morfologico
L'equilibrio psichico dipende dal risultato dell'integrazione e interazione delle diverse funzioni emotive, affettive, cognitive, morali, sociali, comportamenti comunicativi. Nelle psicosi, la causa interesserebbe a vario livello il passaggio o lo scambio delle informazioni (codifica del DNA nel genoma o scambi cellulari). I fallimenti a discapito della comunicazione si riflettono sulla personalità fino a determinare o rivelare i disturbi mentali.
Disturbi della comunicazione e delle relazioni
Le psicopatologie sono disturbi della comunicazione e delle relazioni (dell'esperienza e dei vissuti esistenziali). Il linguaggio ha una funzione cognitiva, prioritaria ed esistenziale; con esso si scambiano informazioni sulla realtà soggettiva, intersoggettiva e oggettiva, e con esso costruiamo la realtà. Nel folle, risulta completamente mutato, irrigidito sulle regole, ma comunque la caratteristica rilevante è la tipicità delle malattie che risalta osservando la realtà esistenziale o i vissuti personali esperiti quotidianamente da questi malati. Le psicopatologie emergono proprio per l'insidiosità, l'eccesso, la mancanza di libertà che rendono completamente il vuoto e freddo dell'anaffettività vissuta dai malati.
Il pazzo è colui che ha perso tutto fuorché la ragione: vi è una disfunzione-disadattamento nel passaggio delle informazioni. Il cervello fonda la condizione sine qua non che permette gli stati mentali.
Teorie sul cervello e le psicopatologie
Edelman – Teoria genetico-biologica, secondo cui, l'evoluzione-relazione-struttura è fondamentale per svelare e descrivere la struttura e il funzionamento del cervello in rapporto al suo sviluppo. L'architettura del cervello è il risultato dell'azione di gruppi neuronali, cioè sarebbe programmata geneticamente, ma a un certo momento, la collocazione cellulare e il rafforzamento delle sinapsi diventa epigenetico, guidato dalle interazioni con i neuroni, non più controllato dalle istruzioni del DNA, e questo spiegherebbe le differenze soggettive nelle funzioni cognitive.
Damasio osserva l'organizzazione biologica del cervello e dell'organizzazione in toto tramite interconnessioni.
P. Gage considera il corpo nel suo complesso con il cervello. Negli ultimi 30 anni è stata apprezzata anche l'attività delle cellule della glia (materia bianca), ausiliari degli scambi sinaptici; il tessuto digerente è considerato un secondo cervello, o sistema nervoso enterico, perché vi è la presenza di serotonina nei neuroni intestinali. Strutture nervose diverse possono svolgere simultaneamente l'assetto delle loro funzioni, mostrando plasticità.
Rorty elimina il dualismo mente vs corpo. Prospettive opposte sono Dreyfus debitore della fenomenologia ontologica di Heidegger: la coscienza e i suoi stati non possono essere indagate separatamente e a prescindere dall'esperienza, dal vissuto.
Malattie mentali: psichiatria e psicopatologia
Le malattie mentali (malattie del sistema nervoso) sono oggetto di studio sia della psichiatria che della psicopatologia. Ciò che cambia è la prospettiva: la prima indaga i disturbi seguendo un approccio clinico-nosologico. Kraepelin affermava che la cura è insita nella pratica clinica per poter eseguire un adeguato approccio terapeutico e riabilitativo; la seconda tende a comprendere e descrivere fenomenologicamente modalità di esistenza e vissuti dei malati, osservazione e problematizzazione dei comportamenti e dei vissuti esistenziali.
Teorie organicistiche e modello neurobiologico
Le teorie organicistiche individuano il danno nelle alterazioni biochimiche: dopamina, serotonina, acido glutammico e GABA. Questi neurotrasmettitori possono eccitare o inibire l'attività dei neuroni. Il modello neurobiologico configura la lesione come difetto della modulazione biochimica dei neurotrasmettitori e nella combinazione, da qui deriverebbero i disturbi psicopatologici.
Si parla di disturbi della mente o del modo di pensare. La presenza accertabile o meno di una qualsiasi forma di lesione fonda allora la prima importante discriminazione tra le patologie del cervello e i disturbi della mente. Bisogna includere le manifestazioni a carico del SNC. Le lesioni sono riscontrabili attraverso tecniche di neuroimaging, Elettro MioGrafia, EEG, che rilevano l'attività elettrica di base. Con i Potenziali Evocati si può, inoltre, misurare l'attività elettrica cerebrale correlata a comportamenti; misurazioni elettromagnetiche, tecniche di brain imaging, come la TAC, Risonanza Magnetica, PET; questionari e test psicometrici e proiettivi di personalità. I disturbi della mente, in assenza di tali lesioni, rendono vano l'utilizzo di tali strumenti; restano solo alcuni strumenti diagnostici validi: il colloquio clinico strutturato con il DSM-IV è il più utilizzato.
Disturbi del cervello e della mente
Disturbi della mente sono invisibili per l'assenza di lesione; disturbi del cervello (patologie neurologiche) sono il risultato di una lesione organica. Posta la diagnosi, ogni malattia è classificabile in base ai sintomi, prognosi e protocollo terapeutico: nelle malattie mentali, la prognosi e la terapia assumono una connotazione singolare e personale. Le patologie del cervello si caratterizzano per l'oggettività, l'univocità e l'universalità delle manifestazioni cliniche.
Nelle patologie del cervello siamo in grado di riconoscere e distinguere stabilmente la differenza che intercorre tra l'evento morboso e la sua manifestazione. Nei disturbi della mente, la distinzione tra sintomo e entità patologica risulta mutevole e legata al rapporto con il quadro nosologico che si impone. La presenza contemporanea e senza possibilità di correlazione eziopatogenetica di eventi patologici diversi determina la comorbilità di più malattie. Il delirio è una sorta di minimo comune costante che sottende tutti i disturbi mentali, identificabili e unificabili in questa manifestazione principale.
Psicopatologie e disturbi mentali
Nelle psicopatologie, oltre alla probabilità della comorbilità, ci imbattiamo nella possibilità del passaggio per intensificazione o aggravamento da una forma più semplice a una più invalidante. Questo determina la linea di continuità fra tutti i disturbi mentali.
- Disturbi d'ansia → dell'umore → psicotici
Semeiotica dei disturbi mentali
Il processo di pensiero segue un corso semplice che permette la successione ordinata delle idee e delle rappresentazioni che caratterizzano gli stati mentali e di coscienza. Le idee deliranti fissano costantemente il flusso delle rappresentazioni su un unico pensiero. Nel tempo, l'ideazione si ipertrofizza con l'assimilazione di interpretazioni, verità di una credenza abnorme: si traduce in delirio, l'ideazione o pensiero cogente ed esclusivo che si origina attraverso un'interpretazione assolutamente singolare, palese o latente, della realtà, e alle convinzioni o credenze non condivise che ne conseguono. È la manifestazione minima, necessaria ed esclusiva che sottende tutti i disturbi mentali:
- Deliri d'identità = stati maniacali o psicosi schizofreniche
- Deliri sulla relazione oggettuale = stati depressivi e paranoici
Investe di significato un tema o una credenza ben precisa:
- Deliri bizzarri = inserzione e furto del pensiero
- Contenuti deliranti lucidi = caratteristici di alcune forme di psicosi come il Disturbo Delirante, della Paranoia, Depressivo Maggiore, nuclei tematici sono persecuzione, si ritiene vittima di un inganno, e grandezza, esalta le qualità. Contenuti di colpa e peccato imperdonabili e irreparabili, di gelosia, mistici, la querulomania.
Al delirante viene meno il tentativo di razionalizzazione.
Sensazione e percezione
Sensazione = stimoli esterni e interni che agiscono sugli organi di senso.
Percezione = processo cerebrale che consente la comprensione e l'elaborazione delle sensazioni, l'esame delle info che giungono dagli organi di senso.
Le allucinazioni sono esperienze percettive o meglio dispercettive dovute a impressioni o sensazioni in mancanza di reali stimolazioni. Sono percezioni personali avvertite soltanto dal soggetto (le illusioni della percezione e memoria déjà-vu, le illusioni oniroidi, ipnopompiche). I deliri, il disturbo formale positivo del pensiero, sono i sintomi positivi per le psicosi schizofreniche. Le allucinazioni saranno prevalentemente di natura uditiva: suoni, rumori e voci terrificanti, oppure, sentire voci dialoganti o commentanti, possono essere anche tattili, visive e olfattive.
Le esperienze deliranti rappresentano le espressioni cognitive delle psicopatologie, mentre le allucinazioni incarnano quelle essenzialmente sensoriali, percettive o, spesso, linguistiche.
Kraepelin e la classificazione delle malattie mentali
Kraepelin rappresenta una pietra miliare nella storia dello studio delle malattie mentali, si appassiona dei processi psicologici sottesi alle manifestazioni e fece la prima classificazione di malattie mentali: i disturbi mentali vengono prima discriminati in ragione della loro natura e poi incorporati in funzione della componente psicologica che determina la tipicità del decorso e delle conseguenze.
- Disturbi mentali a cause biochimiche: malattie organiche (febbrili, infettive, tossiche, nervose e ormonali)
- Disturbi mentali da decadimento organico: decadimento delle funzioni psichiche superiori.
Dementia praecox:
- Forme ebefreniche (esordiscono in età giovanile)
- Forme catatoniche (immobilità e rigidità posturale)
- Forme paranoidi (deliri di persecuzione e di grandezza)
Disturbi maniaco-depressivi:
- Stati maniacali (umore impropriamente euforico con deliri di grandezza)
- Stati depressivi (umore negativo con senso di colpa)
- Forme miste (picchi positivi alternati a cadute malinconiche, pongono in rilievo la turbe dell'umore)
Paranoia o follia: è quel sistema di credenze, di pregiudizio integralista, di interpretazione della realtà.
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Psicopatologia del linguaggio in età evolutiva
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Psicopatologia del linguaggio in età evolutiva
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Psicopatologia del linguaggio in età evolutiva – Autismo
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Psicopatologia del linguaggio in età evolutiva – Linguaggio