Modelli artificiali e psicosi
Caratteristiche dei modelli artificiali
Nei modelli artificiali (computer) distinguiamo:
- Potenza: velocità nel compiere azioni
- Complessità: capacità di svolgere più cose allo stesso tempo
Per i software linguistici, potenza e complessità sono inversamente proporzionali.
Psicosi e metalinguistica
Nella psicosi troviamo che il nucleo delirante è l'unico livello metalinguistico sempre in gioco (avviene la riduzione da eterogeneo a omogeneo, cioè tutto è condotto al nucleo delirante).
La psicosi è caratterizzata da un deficit di complessità: non si pone attenzione alla vita e vengono ignorate tutte le cose estranee al delirio, non congruenti con questo (si può così paragonare a un PC, che è programmato per svolgere compiti particolari, tramite algoritmi, ed ignora tutto ciò che non rientra nelle istruzioni).
Pensiero nei soggetti sani
Nei soggetti sani il pensiero è lineare e simultaneo, e procede da eterogeneo ad omogeneo, ma poi è in grado di ricondurre il pensiero allo stato iniziale (nella risoluzione del problema, possiamo semplificare le situazioni per risolverle una alla volta, ma siamo poi in grado di ricondurre tutto al quesito iniziale - non lo è un soggetto psicotico).
Fonti di potenza e complessità
Modello pop pusch – il pensiero è organizzato in tanti piani (modello a stack), e quello immediatamente disponibile è il primo (in gerarchia, vedi figura a pg 352).
Mentre per i soggetti normali i piani si intercambiano, per gli schizofrenici più gravi esiste un unico livello disponibile: il delirio.
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