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Psicopatologia del linguaggio in età evolutiva – Asperger

Appunti di Psicopatologia del linguaggio in età evolutivaAsperger. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Interazione sociale e schemi cognitivi, Definizione del DSM, La sindrome di Asperger, Relazioni con l'autismo, Probabili cause e origini, ecc.

Esame di Psicopatologia del linguaggio in età evolutiva dal corso del docente Prof. D. Metro

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1. Difficoltà marcata nell'uso di comportamenti non-verbali multipli, come il guardarsi

negli occhi, le espressioni facciali, la postura corporea e i movimenti per regolare le

interazioni sociali

2. Impossibilità a sviluppare relazioni appropriate tra persone di pari livello

3. Mancanza di ricerca spontanea per condividere divertimenti, interessi, od obiettivi

con altre persone (difficoltà nel mostrare, portare o indicare oggetti d'interesse alle

altre persone)

4. Mancanza di reciprocità sociale ed emotiva

2. Modelli di comportamento stereotipati e ripetitivi, manifestati da almeno uno dei seguenti:

1. Raggiungimento di un'occupazione mentale con uno o più modelli stereotipati e

ristretti d'interesse, che sia anormale nell'intensità e nell'attenzione

2. Aderenza apparentemente inflessibile a specifici rituali o comportamenti non

necessari

3. Movimenti corporei stereotipati e ripetitivi (come agitare mani e dita o altri

movimenti)

4. Persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti

3. Il disturbo crea difficoltà notevoli nelle aree sociali, professionali o altre aree d'importanza

notevole per la vita di tutti i giorni

4. Non esiste un significativo ritardo nelle abilità linguistiche

5. Non esiste un significativo ritardo nello sviluppo cognitivo o nelle capacità appropriate

all'età di aiutarsi e di avere un comportamento adatto alle circostanze (tranne che nelle

interazioni sociali) e curiosità per l'ambiente esterno nell'infanzia

6. Non ci sono motivi di ritenere che si tratti di una forma di schizofrenia o di un altro

disordine pervasivo dello sviluppo

Una serie di studi hanno supportato l'idea che ci sono infatti pochi casi nei quali i pazienti possono

rientrare nei criteri del DSM-IV. I pazienti tipicamente mostrano difficoltà comunicative, il che li

qualifica per una diagnosi di autismo e non di sindrome di Asperger.

Relazioni con l'autismo

Gli esperti oggi sono generalmente d'accordo sul fatto che non esista una singola condizione

mentale chiamata "autismo". Piuttosto, c'è una gamma di disturbi con differenti forme di autismo

che occupano varie posizioni all'interno della stessa. Ma dentro certi circoli della comunità

autistica/SA, questo concetto di gamma di disturbi è messa parecchio in discussione. Se differenze

nello sviluppo sono una pura funzione di differenti acquisizioni di capacità, cercare di distinguere

tra gradi di serietà di un disturbo può essere pericolosamente fuorviante. Una persona può essere

soggetta a aspettative irrealistiche solo sulla base di osservazioni superficiali fatte da altri nella

comunità.

Negli anni Quaranta, Leo Kanner e Hans Asperger, lavorando indipendentemente negli Stati Uniti e

in Europa, identificarono essenzialmente la stessa popolazione, con un po' più di funzionalità

sociale in quello di Asperger che in quello di Kanner.

Gli studiosi sono alla ricerca di una soluzione al problema di come suddividere la gamma. Non c'è

un modo immediato per fare ciò. Sembra che ciascuno possa dividere la popolazione autistica nel

modo che gli pare più consono. Autistici che parlano, altri che non lo fanno. Autistici con attacchi,

altri senza. Autistici con molti comportamenti ripetitivi, altri con meno e così via. Alcuni stanno

cercando di identificare i geni associati con questi tratti, come un modo per fare raggruppamenti

logici. Alla fine uno potrà sentire parlare di autistici con o senza il gene HOXA 1, con o senza

cambiamenti al cromosoma 15 eccetera.

Probabili cause e origini

Le cause e le origini dell'autismo e della sindrome di Asperger sono fonte di continui dibattiti e

congetture. Tra molte teorie in competizione tra loro sono la "teoria della sottoconnettività",

sviluppata da scienziati cognitivisti all'Università Carnegie Mellon e all'Università di Pittsburgh, la

"teoria Neandertal", la "teoria del cervello estremamente maschile" (Simon Baron Cohen), la

mancanza di "teoria della mente" e la "teoria dell'autismo preoperativo", che afferma che le persone

autistiche sono quelle che si bloccano neurologicamente allo stadio preoperativo dello sviluppo

cognitivo, dove gran parte dell'elaborazione delle informazioni è a un livello olistico visuale e

largamente non verbale e musicale. Questo indirizza anche la questione della teoria della mente

dove i bambini, ancora allo stadio preoperativo di sviluppo cognitivo, non hanno raggiunto la

decentralizzazione dall'egocentrismo.

La teoria della sotto-connettività stabilisce che l'autismo è un disturbo globale del cervello che

restringe la coordinazione e l'integrazione tra le varie parti del cervello. Questo spiega perché le

persone che soffrono di autismo e disturbi simili siano normali e maturi in certi campi come l'analisi

logica e le capacità linguistiche, ma siano immaturi socialmente e talvolta neuro-fisiologicamente

più giovani della loro età.

Altre teorie recenti hanno una loro plausibilità: l'inondazione di informazioni visuali degli ultimi

tempi farebbe sì che si sviluppino molto le aree preposte all'elaborazione di queste ma che non

sviluppino affatto quelle della comunicazione non-verbale o anche verbale (come nell'autismo

classico).

Effetti sulle relazioni

Le persone con la sindrome di Asperger sono più facili a cadere in una forma depressiva rispetto

alla popolazione generale perché essi hanno spesso difficoltà a comunicare problemi o capire

quando è il momento di mostrare affetto, inoltre sono molto letterali nel parlare e hanno difficoltà a

comunicare in una maniera emozionale. Appare molto utile per le coppie di sposi leggere quanto

più possibile sulla sindrome di Asperger, il DOC, l'iperlessia e disturbi simili.

Anche la comunicazione via Internet può aiutare. Un coniuge si arrabbierà e si deprimerà molto

meno se capisce che i sintomi della sindrome di Asperger non sono diretti a lui o lei, ma sono parte

di una condizione neurologica. Se qualcuno non mostra affetto non è detto che non lo provi. Quindi

il coniuge si sentirà molto meno accantonato e capirà molto di più sulla situazione intorno.

Entrambi i coniugi dovranno trovarsi d'accordo sulla necessità di lavorare sui problemi, a

cominciare dall'essere molto espliciti sui loro bisogni.

Un dono e una condanna

Recentemente, alcuni studiosi hanno suggerito che molti personaggi famosi come Michelangelo

(1475-1564), Isaac Newton (1643-1727), Nikola Tesla (1856-1943), Ludwig Wittgenstein (1889-

1951), Albert Einstein (1879-1955), Glenn Gould (1932-1982), Bobby Fischer (1943 - 2008) e

Satoshi Tajiri (1965) soffrissero di sindrome di Asperger, mostrandone alcune caratteristiche, come

l'intenso interesse in un solo campo del sapere e problemi sociali.

Questo rimane fortemente controverso, ma resta un dato di fatto di come molte persone con la

sindrome di Asperger non siano solo pazienti da curare ma persone dotate di grandi doti


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopatologia del linguaggio in età evolutiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Metro Daniela.

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