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Rappresentazioni della conoscenza

Capitolo 1 - Credenze: conoscenze scelte con criteri soggettivi

Conoscenze che un tempo erano delle credenze. Dewey afferma che ciò che è vero oggi, domani potrà essere già una credenza.

1.2 Rapporto tra credenze e conoscenze

Credenza (diverse e divergenti definizioni): tutte le frasi ritenute vere (di natura individuale e empirica), tutte le frasi che iniziano con “credo che” (come insieme di regole, generalizzazioni, opinioni). In ogni caso si chiama in causa saperi e conoscenze con due dimensioni di credenza: certezza e dubbio. Altra definizione: credenze come derivate da manipolazione di conoscenza per un dato scopo (mescolanza di componenti affettivi, emotivi e cognitivi).

Conoscenze: maggiore flessibilità; Credenze: stabili e rigide, sottoposte a continua valutazione, e sono neutrali emotivamente.

1.3 Significati e valori di verità del sapere

Credenze e conoscenze sono prodotte da due rapporti con il sapere: dogmatico (credenze) e relativo (conoscenze). Come l’individuo si rapporta con il sapere: ci si basa su quanta verità e quanta falsità. C’è come un asse dove si collocano le credenze e le conoscenze sulla base del valore di verità del sapere. Vi sono anche dei criteri (credenza vs conoscenza):

  • Certezza vs incertezza
  • Irrefutabile vs refutabile (difficilmente un dato della credenza viene messo in discussione, cosa possibile per gli elementi della conoscenza)
  • Atemporalità vs temporalità (dimensione temporale del sapere. Ciò che si crede vero è per sempre e valido sempre)
  • Conservazione vs cambiamento (stabilità del sapere dell’individuo)
  • Alogicitá vs logicità (credenze spesso illogiche)
  • Generalità vs specificità
  • Universalità vs individualità (conoscenza considerata come propria, mentre la credenza è più estesa)

Non tutti gli autori sono concordi con questa visione di credenza vs conoscenza. La mescolanza di credenze e conoscenze ci permette di rapportarci alla realtà.

1.4 Rappresentazioni, teorie e concezioni

Rappresentazioni: processo e prodotto mentale di un individuo o più che ricostruiscono un oggetto. La realtà viene ridisegnata con codici simbolici, linguistici e semantici.

Elementi della rappresentazione mentale: oggetto (definito sociale), significati (valori e emozioni riguardo l’oggetto) e atteggiamento (direzione del comportamento). Rappresentazioni si originano con due elementi: di tipo sociale (rappresentazioni intorno a oggetti o eventi socialmente condivisi), di tipo cognitivo (no all’esperienza diretta, quindi si attribuisce significato grazie a sistemi di significato degli individui). Quindi si hanno costruzioni socio-cognitive (cit. Carugati).

Tre conseguenze possibili:

  • Si adottano significati e atteggiamenti inconsapevoli
  • No stimolo alla conoscenza diretta
  • La qualità della relazione con l’oggetto è influenzata. L’auto-riflessione può aiutare a superare queste conseguenze negative.

Teorie: scientifiche, sono condivise da tutti perché hanno criteri di validità (non validi per sempre). Poi vi sono le idee ingenue (folk psychology) perché sono un misto di concezioni, conoscenze e credenze per l’interpretazione della realtà. Spesso sono teorie tacite (inconsapevoli).

Concezioni: sono saperi con dimensione cognitiva, sono teorie informali (diverse da quelle ingenue perché l’individuo è consapevole e può così modificarle).

1.5 Sistemi di conoscenza e di credenza degli insegnanti

Il sistema di conoscenza degli insegnanti è l’insieme delle informazioni personali, abilità, esperienze relative alla pratica del docente, tutto quello che lui ritiene possa aiutarlo a affrontare il suo ruolo di docente (epistemologia personale dell’insegnante), rapporto con il sapere e l’uso che essi ne fanno per definire il modo d’istruzione.

Insegnanti svolgono la loro professione e prendono scelte pedagogiche secondo un sistema di conoscenze in cui sono inclusi: credenze, pratiche, teorie, esperienze, ecc.

Tre livelli di credenze degli insegnanti (Keys):

  • Espresse: verbalmente, evidenti nella didattica
  • Radicate: alla base delle azioni di un insegnante, rinforzate con l’esperienza
  • Manifestate: agite, con alla base quelle radicate. A volte non consapevoli e si riflettono sulle strategie.

1.6 Memorie passate ed esperienze presenti nella professione di insegnante

Insegnanti sono stati alunni e attingono dalla memoria le proprie esperienze. Poi si ha la formazione di tipo professionale e quando accedono al ruolo si rifanno a quanto appreso, modificandolo nella pratica.

Ricordo a Memoria Episodica: immagini vivide nella mente dà diverse interpretazioni del reale a seconda dell’esperienza (vedi alunni in formazione con certi ideali che scemeranno con la sperimentazione e l’esperienza) - valenza del tirocinio. Spesso le credenze sono in contrapposizione con le conoscenze (degli studenti che si preparano a diventare docenti) per due motivi: per le credenze maturate nel corso dell’esperienza di studente e credenze si modificano per effetto del processo di socializzazione con la comunità, che dà rappresentazioni spesso incompatibili con il ruolo docente.

1.7 Persistenza e cambiamento delle credenze

Due filoni di pensiero su come intervenire sul sistema delle credenze dei docenti per favorire una trasformazione funzionale all’insegnamento:

  • Uomo incontra elementi che possono essere dissonanti con sue credenze e tende a convertire i dati reali come supporto delle credenze già possedute, grazie a “trucchi cognitivi”. La resistenza al cambiamento è naturale e distingue le credenze dalle conoscenze. Non tutte hanno la stessa intensità, alcune sono più resistenti di altre e queste assimilano al posto che accomodare.
  • Dimensione sociale; tirocinanti e docenti novelli tendono a confermare gli usi del gruppo e della società. Il cambiamento servirebbe per la costruzione della propria identità di ruolo.

1.8 Ruolo della formazione nelle trasformazioni delle credenze degli insegnanti

Il sistema delle credenze può alterare l’uso che i docenti fanno delle loro conoscenze pedagogiche; per questo è importante rilevare le credenze e la loro trasformazione. La pedagogia del cambiamento concettuale, quando si introduce una nuova idea, non deve giustapporsi a quelle già possedute. La formazione deve re-interrogare le pre-conoscenze e le pre-credenze. Il cambiamento delle credenze segue il cambiamento del comportamento. Alcuni sostengono la validità di un training per conoscere le proprie e altre conoscenze. La persuasione verbale provoca cambiamento, ma a breve termine.

Vi sono quattro livelli di pensiero (Nespor):

  • Processamento interno
  • Risorse cognitive
  • Controllo metacognitivo
  • Sistema delle credenze
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Diana Artemide di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Farina Eleonora.
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