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Rappresentazioni della conoscenza

Introduzione

I termini con cui confrontarsi per introdurre il tema delle idee che gli individui costruiscono sull’intelligenza, sono “credenze, concezioni, convinzioni, teorie, rappresentazioni”; come avviene la trasmissione della conoscenza? Come le conoscenze diventano credenze? Si pensa che le credenze siano conoscenze selezionate secondo criteri soggettivi, o che le conoscenze siano state un tempo delle credenze. Già Dewey riteneva che ciò che noi accettiamo come vero oggi, potrebbe essere interrogato domani e diventare una credenza. La comprensione delle credenze e della loro natura è passata attraverso la definizione di cosa sia la conoscenza e di quali siano le fonti che danno vita ad una credenza.

Il rapporto tra credenze e conoscenze

Il concetto di credenza non ha un’unica definizione; una delle tante (Goodenough) fa riferimento a tutte le frasi ritenute vere, un’altra (Rokeach) si riferisce a tutte le frasi che iniziano con “credo che”. Il sistema delle conoscenze e quello delle credenze non sempre coincidono, anche perché possono risiedere in livelli di consapevolezza diversi; il primo si caratterizza per la maggior flessibilità rispetto a quello delle credenze, le quali sono stabili, rigide.

Significati e valori di verità del sapere

Le conoscenze e le credenze sono prodotte da due diversi rapporti con il sapere: uno qualificato come dogmatico (sistema credenze) e l’altro come relativo (conoscenze). Si tratta di quanta verità o falsità viene attribuita ai saperi acquisiti; il rapporto che si può stabilire con il sapere è così:

  • Credenze, rapporto dogmatico con il sapere: certezza, irrefutabilità (incontestabile), a-temporalità, conservazione, a-logicità, generalità, universalità;
  • Conoscenze, rapporto relativo con il sapere: incertezza, refutabilità, temporalità, cambiamento, logicità, specificità, individualità.

Il valore di verità attribuito alle credenze è considerato identico per tutti gli individui, invece per le conoscenze la verità è considerata come propria di ciascun individuo.

Rappresentazioni, teorie e concezioni

Nel paradigma usato spesso in psicologia sociale, le rappresentazioni sono il processo e il prodotto di un’attività mentale attraverso cui un individuo o un gruppo sociale ricostruiscono un oggetto, un evento o un fenomeno della realtà attribuendovi un significato specifico. Tramite le rappresentazioni sociali la realtà viene ri-disegnata secondo nuovi codici simbolici; gli elementi che costituiscono una rappresentazione sono: l’oggetto, il sistema di significati e l’atteggiamento (una rappresentazione sociale è costituita intorno ad un oggetto e ha una serie di significati, valori ed emozioni attribuiti ad esso; infine porta con sé una direzione del comportamento verso l’oggetto).

Le rappresentazioni trovano ragion d’esistere nella combinazione di due elementi: uno di tipo sociale, l’altro di tipo cognitivo. Per quanto riguarda il primo, è facile costruire rappresentazioni intorno a oggetti o fenomeni che non appartengono solo alla vita personale di una persona ma anche ad esperienze e significati socialmente condivisi; riguardo al secondo elemento, è piuttosto improbabile conoscere ogni oggetto sociale attraverso l’esperienza diretta. Ciò che rende sociale una rappresentazione è che essa si origina in un universo consensuale dove gli individui trovano un accordo.

Ad un livello inferiore vi sono le concezioni o idee: i saperi di un individuo possono essere concezioni quando si avvantaggiano della dimensione cognitiva. Una concezione è più facilmente riconoscibile dal soggetto come una sua forma di conoscenza, interpretazione della realtà; in questo caso si potrebbe utilizzare l’espressione “io credo che”.

Sistemi di conoscenza e di credenza degli insegnanti

(Come afferma Kagan) è la natura stessa della professione d’insegnante che può confondere la distinzione tra credenze e conoscenze. Il sistema delle conoscenze delle insegnanti, si riferisce all’insieme delle informazioni personali, abilità, esperienze, credenze e memorie relative alle pratiche e alla professione di docente. Gli insegnanti adottano scelte pedagogiche secondo un sistema delle conoscenze che comprende le credenze, le pratiche, le teorie; all’interno di tale sistema si intrecciano tre livelli di credenze degli insegnanti:

  • Credenze espresse: sono quelle che gli insegnanti esprimono verbalmente e se necessario sono rese evidenti nella pianificazione didattica;
  • Credenze o convinzioni radicate: espresse sia verbalmente che alla base delle azioni; a queste si riferiscono gli insegnanti quando devono giustificare una strategia adottata;
  • Credenze manifestate: sono quelle agite e non per forza consapevoli, si riflettono nelle strategie didattiche.

Memorie passate ed esperienze presenti nella professione d’insegnante

I saperi degli insegnanti costruiti nel tempo: tutti sono stati alunni e attingono dalla memoria delle proprie esperienze; interviene anche la formazione, che offre saperi scientifici; altro fattore è l’esperienza diretta in cui si rivedono i principi studiati. In questi percorsi hanno molto spazio sia le conoscenze che le credenze: i docenti ancora in formazione o appena inseriti, sembrano avere una concezione dei bambini idealizzata e pensano che saranno migliori degli insegnanti spettati a loro. L’idea idealizzata viene poi spesso abbandonata non appena viene sperimentato l’insegnamento (es tirocinio). Spesso quindi le loro credenze sono in contraddizione con le teorie pedagogiche a causa dell’effetto della memoria e dell’esperienza.

Persistenza e cambiamento delle credenze

Gli studi che si sono occupati della possibilità di intervenire sul sistema delle credenze degli insegnanti, favorendone una trasformazione più funzionale al processo di insegnamento – apprendimento, si sono orientati verso due filoni: il primo ne analizza le dimensioni cognitive e parla di processi di elaborazione in cui i dati di realtà sono filtrati dalle pre-conoscenze e pre-credenze; il secondo prende in considerazione il gruppo di cui l’insegnante farà parte (inteso come ruolo sociale e come ambiente relazionale vissuto direttamente). Bisogna tenere in considerazione che alcune credenze sono più resistenti di altre, in questi casi le nuove informazioni tendono ad essere assimilate piuttosto che accomodate.

Ruolo della formazione nelle trasformazioni delle credenze degli insegnanti

Nelle esperienze di apprendimento, come nella preparazione degli insegnanti, spesso le credenze vengono ignorate; per farle emergere, una possibile soluzione può essere un training per rendersi conto che esistono conoscenze diverse dalle proprie credenze. Se si utilizza la persuasione verbale, il cambiamento ottenuto tende a scomparire in breve tempo. In ogni caso, studi hanno confermato che nuove conoscenze e credenze preesistenti, possono convivere in docenti esperti; affinché le nuove informazioni vengano utilizzate per modificare le credenze precedenti, è necessario che un individuo: riconosca che la nuova informazione sia riconducibile alle credenze esistenti, avverta gli sforzi di assimilazione come insoddisfacenti, si accorga che l’informazione rappresenta una anomalia rispetto ai dati a disposizione. La trasformazione delle credenze necessita dell’intervento di un processo metacognitivo che, attraverso la riflessività, metta in luce la natura delle credenze e le loro differenze con le conoscenze. Il cambiamento avviene sempre grazie alla partecipazione ad una comunità o ad un gruppo con cui si condividono le pratiche.

Credenze e pratiche educative degli insegnanti

Introduzione

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

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