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Riassunto esame Psicologia dello Sviluppo, prof. Calandri, libro consigliato Lo Sviluppo nel Ciclo di Vita, Hendry, Kloep

Riassunto per l'esame di Psicologia dello Sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Lo Sviluppo nel Ciclo di Vita, Hendry, Kloep (cap. 1-5, 8, 11 ). Gli argomenti trattati sono i seguenti: lo sviluppo nel ciclo di vita, Riegel (1979), gli approcci teorici allo sviluppo nel ciclo di vita, l'interazione dinamica all’interno delle risorse potenziali... Vedi di più

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. E. Calandri

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- Mutamenti non normativi = cambiamenti che vengono sperimentati in modi particolari o in determinati periodi

da un numero ristretto di persone e possono assumere forme diverse; il fatto che un evento sia non normativo

può dipendere dal momento,dal luogo o dalla natura dell’evento:

a) i “mutamenti fuori tempo” (off-time) sono quei cambiamenti normali avvenuti in periodi di vita diversi con il

sogg che si trova isolato e senza modelli di riferimento (gravidanza in adolescenza , morte precoce dei

genitori…);

b) i “mutamenti storici” sono influenze dello sviluppo derivanti da eventi che producono un cambiamento

nell’intero macrosistema, possono essere temporanei (crisi economiche, guerre) o permanenti (sviluppo

tecnologie) e interessano tutti i membri di un gruppo per cui vi è sostegno del gruppo sociale anche se

l’impatto sul ciclo di vita è diverso per ognuno;

c) i “mutamenti provocati dall’individuo” sono manifestazioni della volontà umana legata al senso di self-

efficacy che creano sfide per il sogg da superare per avere vantaggi e stimoli (smettere di fumare, dieta)

d) i “mutamenti particolari” comprendono tutti i mutamenti che avvengono ad un numero ristretto di persone

e proprio per questo il sogg che li vive si sente isolato; avvengono spesso improvvisamente e quindi sono le

sfide più difficili da affrontare, possono essere sia negativi (avere un’invalidità) che positivi (ricevere

un’eredità);

e) i “non eventi” sono quegli eventi che dovrebbero avvenire in tutti ma non avvengono (non riuscire ad avere

figli).

Tutti questi processi di svolta sono rappresentati da eventi multifasici di durata abbastanza lunga e il loro

andamento influisce sulle fasi successive attraverso un processo cumulativo di vantaggi e svantaggi.

Confronto tra mutamenti normativi e non normativi

Affrontare mutamenti “normativi” è più facile per la prevedibilità e per il sostegno dei rapporti sociali e dei vari

sottosistemi della società, ad es in alcuni paesi sono previsti veri e propri programmi istituzionali per aiutare le

persone ad affrontare questi eventi (le scuole per avere un’istruzione o corsi di preparazione al parto).

Le sfide più difficili sono quelle “non normative” perché esse sono impreviste e rendono il sogg deviante rispetto

alle regole della società; però essendo sfide più impegnative esse contengono anche un potenziale di crescita più

alto.

Affrontare sfide

Affrontare i problemi nel corso della vita è come affrontare situazioni stressanti perciò sono utili le capacità di

coping definite da Lazarus (1993) come lo sviluppo di sforzi cognitivi e comportamentali per far fronte a richieste

specifiche (interne o esterne) che sembrano mettere a dura prova le risorse di una persona. Quindi lo stress,

come sottolinea Aldwin, può essere considerato un elemento positivo dal punto di vista dello sviluppo poiché può

condurre a sviluppare nuove capacità ed abilità rilevanti.

Il successo delle strategie di coping dipende dalla disponibilità di risorse individuali; queste sfide e soprattutto la

combinazione di rischi che porta ad uno stress cronico di lunga durata (Rutter 2000), fanno sì che il sogg si

trasformi in una persona nuova perchè queste esperienze non normative funzionerebbero come dei vaccini.

Csikszentmihalyi (1990) mostra che anche gli eventi negativi possono condurre ad una trasformazione personale

costringendo l’individuo a concentrare i suoi sforzi e le sue capacità sulle esigenze di coping (questo è il fenomeno

del “cheating caos”).

Conclusioni

Un certo numero di mutamenti accadono agli individui siano essi normativi o non normativi. E’ necessario

sviluppare migliori capacità di coping per affrontare le varie sfide che a volte possono portare con se alti rischi.

Bisogna inoltre sottolineare che spesso le sfide non sono singoli eventi ma processi di più sfide interconnesse tra

loro e quindi i risultati possono essere una serie di conseguenze positive o negative a breve e a lunga scadenza nei

vari ambiti della vita di un individuo.

CAPITOLO 5: In ricchezza e in povertà?

Qui vengono descritti due eventi non normativi, il divorzio (più particolare) e la crisi economica (più generale).

Le sfide della separazione e del divorzio

Il divorzio è un evento non normativo il cui significato dell’esperienza varia a seconda del genere e della cultura

degli individui (per gli orientali è “anormale” per gli occidentali è più consueto ma per i religiosi è meno tollerato,

le donne approvano più degli uomini). Molte decisioni prese a livello individuale all’interno dei vari microsistemi

sono influenzate dal macrosistema per cui il divorzio è anche frutto del miglioramento economico-sociale del

ruolo della donna e la possibilità per i sogg di avere una rete di amici nella stessa situazione da cui ottenere

sostegno nel caso si decidesse di divorziare (la società occidentale non stigmatizza le divorziate per es).

Come affermato da Pledge (1992) e da Chiriboga (1991) il divorzio è un processo, una transizione che inizia con il

prendere la scelta e termina con la costruzione di “una nuova vita più soddisfacente”.

I fattori che interagiscono con questo processo e quindi le risorse che si rivelano più impo sono : maggiore

autostima, coesione familiare, sostegno sociale, buona situazione economica, vita più flessibile (si è meno

stagnanti).

La fine di matrimoni più longevi e la presenza di un partner che non ha scelto il divorzio sono due delle cause che

aumentano il livello di stress in seguito al fatto, causando quindi conflitti e deterioramento del benessere mentale

e fisico. Ciascun divorzio è poi una somma di sfide in quanto causa di numerosi mutamenti nelle condizioni di vita.

Tschann,Wallerstein e Johnston (1989) hanno elaborato il “modello del processo di divorzio” indicando come

fattori che favoriscono l’adattamento dopo il divorzio i fattori strutturali (istruzione ed occupazione), qualità

personali (caratteristiche psicologiche possedute prima del divorzio) e qualità sociali (attività sociali e sostegno

sociale).

Un aumento di stress e di tensione crea problemi nell’adattamento ed aumenta il rancore.

Hetherington, Law e O'Connor affermano che le emozioni negative spariscono generalmente dopo 2 anni dal

divorzio anche Lorenz e colleghi mostrano madri divorziate più suscettibili allo stress anche dopo 3 anni.

Dal punto di vista ecologico il divorzio coinvolge più di un sistema psicosociale: i figli che tuttavia si adattano

meglio in una famiglia monogenitoriale rispetto ad una conflittuale, possono risultare “sopravvissuti”, “perdenti”

o “vincenti” (come definito da Hether) rispetto ad un divorzio in base alle loro risorse. Inoltre come sottolineato

da Pledge (1992) essi spesso rappresentano una risorsa che permette al genitore di rimuovere l’ansia causata dal

riadattamento, anche se poi in un secondo momento essi possono rappresentare una fonte di stress (per es

continui contatti con l’ex coniuge da tenere per i figli). Anche i suoceri assumono un ruolo decisivo perché

possono essere un sostegno emotivo ed economico ma col rischio di una perdita di ruoli che li porta a recuperare

il loro “vecchio ruolo di genitori” (Gray e Geron 1995) verso i nipoti. Alcune ricerche negli USA hanno sottolineato

che questo può portare elementi positivi come ricompense emotive tangibili in quanto si sentono”di nuovo utili”,

ma anche all’esaurimento delle risorse sia economiche che sociali in base al grado di accettazione della società.

Nonostante l’ansia e le emozioni negative in seguito al divorzio esso può ess visto come crescita personale se

superato con successo, un nuovo inizio che conduce ad una maggior autonomia e libertà soprattutto per le

donne. Quindi se le risorse sono adeguate alle sfide si può giungere ad un successo e ad una crescita; Kloep ha

sottolineato che ciò avviene più per le donne perché esse traggono poco dal matrimonio mentre gli uomini

“utilizzano” il partner per alleviare preoccupazioni e ansie.

Le sfide che propone il divorzio analizzando le risorse, i microsistemi e il macrosistema possono portare dunque

allo sviluppo, alla stagnazione o al deterioramento.

Un esempio di mutamento storico: la crisi economica

Come ha dimostrato l’analisi dello sviluppo dei bambini americani cresciuti durante gli anni di crisi economica

definita la Grande Depressione (Elder) anche un evento così catastrofico può portare elementi di sviluppo positivi:

- per alcuni bambini la crisi è stata un’esperienza temprante per cui grazie a risorse familiari adeguate sono riusciti

ad ottenere più determinazione ed una salute mentale migliore

- le famiglie affrontano la crisi con strategie di coping differenti alcune delle quali portano ad uno sviluppo

positivo

- importante è il modo in cui si vive la situazione per aumentare la convinzione che anche le situazioni

problematiche possono essere superate.

Bisogna però sottolineare che le difficoltà economiche influiscono indirettamente sui figli attraverso le reazioni

dei genitori che possono attuare atteggiamenti ostili creando aggressività e depressione (di solito il padre); questo

vale anche per i comportamenti dei figli che agiscono sui genitori (di solito adolescenti).

Ovviamente nei casi di “povertà cronica”, che secondo l’UNICEF si verifica per il 20% dei bambini dell’UE, anche i

compiti più piccoli divengono insormontabili e si giunge ad una situazione di elevato rischio (con

malnutrizione,scarsa istruzione,lavoro minorile,ecc…).

Werner e Smith (1982) hanno analizzato un gruppo di bambini hawaiani scoprendo un numero sempre maggiore

di soggetti “resilienti” rispetto agli effetti negativi delle privazioni in quanto attingevano da fonti diverse, una

varietà di risorse personali e strutturali e questi fattori di protezione comprendono soprattutto l’essere educati da

madri di cultura elevata, aver ricevuto buona assistenza nel primo anno di vita, essere cresciuti in famiglie

allargate (impo membri di diverse età) e possedere abilità motorie,percettive e di ragionamento adeguate all’età.

Essi si sono dimostrati anche i più resistenti a stress ulteriori come ad es malattie o la perdita di un genitore; sono

poi giunti ad essere adulti sicuri di sé, determinati e con una visione positiva del loro ciclo di vita.

Dunque questo studio consente di individuare alcuni elementi fondamentali per lo sviluppo di bambini: capacità

del bambino che provocano risposte positive dei genitori creando autonomia e competenze sociali, ruolo

essenziale della competenza e delle cure dei genitori, buon rendimento scolastico ed un comportamento positivo

a scuola, nella tarda adolescenza porsi obiettivi realistici per meno stress. Chi ha alta resilienza ha più capacità di

selezionare ambienti sociali in grado di rinforzare l’acquisizione di competenze culturalmente appropriate; inoltre

la fiducia in sé stessi è il fattore che permette di affrontare con più successo le sfide e può ess acquisita sia

attraverso i genitori che si prendono cura del figlio oppure successivamente attraverso persone che offrono

opportunità e danno significato alla propria vita.

CAPITOLO 8: La media età adulta

Si tratta della media età adulta dove si ci trova di fronte ad una riduzione delle possibilità di scelta e si rende necessario

procurarsi da soli le sfide per il cambiamento e lo sviluppo, quindi ora lo sviluppo è interamente nelle mani dell’individuo.

La valutazione della vita dell’individuo e la crisi di mezza età

La media età adulta è il momento per guardare e valutare ciò che si è raggiunto e che si vuole ancora ottenere,

perciò bisogna decidere se orientarsi verso “sfide” o verso il “consolidamento”.

Le società che hanno creato il problema della “crisi di mezza età” incoraggiano e valorizzano la stabilità per

assicurare una certa continuità ed ordine sociale, creando ruoli definiti e stigmatizzando chi cerca di uscire da

questi canoni; la “crisi di mezza età” però non esiste secondo alcune ricerche (USA,India e Hong Kong), anzi è visto

come il periodo in cui c’è maggiore self-efficacy,soprattutto nelle donne, ricavato dalle capacità ad affrontare le

sfide della vita (a prescindere dalla cultura e dallo status), dunque la crisi sarebbe un’invenzione sociale.

Le sfide che avvengono in questa fase presentano le stesse opportunità e gli stessi rischi di in ogni altra fase della

vita e i modi di risolverle sono pari al numero di persone che le affrontano.

Essere genitori

Nonostante non ci sia più un’età per diventare genitori (soprattutto per gli uomini che non hanno limiti biologici)

questo è uno degli elementi più rilevanti nella vita di un individuo che prevede l’attuazione di alcuni compiti tra

cui la riorganizzazione di ruoli familiari: è più la donna che si occupa di compiti domestici mentre gli uomini

pretendono le stesse priorità che avevano prima della nascita quindi vogliono più spazio per sé stessi e una vita

sociale intensa. Va notato inoltre che con la nascita di un bambino vi è minor tempo per la coppia e questo può

creare problemi anche se Belsky e Rovine hanno condotto uno studio che porta a considerare che gli schemi di

cambiamento coniugale sono determinati da numerosi fattori tra cui le risorse dei genitori (istruzione, durata del

matrimonio ed età) e caratteristiche del bambino (il temperamento) e questo può portare sia ad un

miglioramento che ad un peggioramento del rapporto di coppia. Quando i figli sono adolescenti i conflitti, rilevati

in ogni cultura, riguardano soprattutto l’indipendenza da concedere e le responsabilità da esigere, quando poi i

figli vanno a vivere da soli si può verificare il fenomeno depressivo definito “sindrome da nido vuoto”: in questi

casi come ha rilevato Chiriboga le donne passano dalla depressione ad una percezione di aumento di possibilità e

di orgoglio mentre gli uomini, quando l’evento è aggravato da crisi, sperimentano più stress sia per l’impossibilità

di avere un legame intimo col figlio sia per l’avvicinarsi della pensione. A volte questo porta anche alla crisi della

coppia che non sembra più in grado di affrontare nuove sfide e riorganizzare le proprie attività e la vita; in società

tradizionali vi sono sfide diverse, le famiglie tendono ad essere più allargate, quindi fornendo un maggiore

sostegno ma le risorse economiche rappresentano spesso un limite. Fare molti figli e l’alta mortalità infantile

praticamente assenti in occidente sono due elementi normativi nella max parte di queste società.

Un ultimo elemento da considerare è l’essere genitori come evento non normativo, come per es diventarlo in

adolescenza: spesso le ragazze in questa condizione devono affrontare più sfide, col rischio di ess sopraffatte da

più compiti di quelli che possono affrontare con le loro risorse, anche se in alcuni casi la gravidanza è la

conseguenza e non causa problemi (Phoenix). Ricerche più recenti propongono però una situazione in cui le

adolescenti affrontano la maternità in modo positivo e vengono sostenute dalle famiglie nonostante le difficoltà

di vivere coi genitori con un doppio ruolo di adolescente e madre.

Questo ci mostra ancora come un evento considerabile come negativo e rischioso può trasformarsi in

un’opportunità di crescita se vi sono le condizioni giuste e se i soggetti e i macrosistemi hanno le risorse per

affrontarlo.

Carriera e disoccupazione

Nelle società occidentali il lavoro è considerato soprattutto dagli uomini, il fattore che più contribuisce

all’autostima ritenuto più impo anche della condizione e situazione familiare.

L’ambiente lavorativo con gli stress, le sfide e le opportunità che comporta, rappresenta sia un microsistema impo

ma anche uno dei più rilevanti esosistemi per tutti i membri dei microsistemi collegati, in quanto le conseguenze

di questo (che siano positive o negative) vanno a influenzare tutti gli altri rapporti.

Secondo Karasek e Theorell (1990) per valutare un lavoro e quanto esso produca tensione e sintomi psicologici e

fisici, bisogna considerare il “controllo” quindi il livello di abilità, la libertà di decisione ed il grado di impegno

richiesto dal lavoro; questo è in perfetta connessione con il modello di sfida dello sviluppo nel ciclo di vita in

quanto considera il bilanciamento tra risorse e sfide, che influisce sullo sviluppo.

La disoccupazione che anche in Europa stà diventando un evento sempre più normativo, fornisce una serie di

compiti, sfide, rischi e stagnazioni appaganti o non appaganti a seconda delle risorse del sogg e del sostegno del

microsistema circostante.

La moratoria della mezza età e tempo libero

In questo momento del ciclo di vita vi è la possibilità di una “moratoria”, quindi di un periodo di tempo per rifinire

ed ampliare le abilità del sogg e di specializzarsi in alcuni settori, dato che non vi sono particolari mutamenti

normativi presenti. Dato che la vita lavorativa e quella abitativa sono stabili, Havighurst trova nell’ organizzazione

di attività di svago significative uno dei compiti di sviluppo più impo; le 3 funzioni sociali dello svago sono: attività

di svago “indipendenti”, attività “parallele” (si incontrano altri sogg) e attività “di collaborazione” (si collabora con

altri sogg). Le attività rappresentano un mezzo di espressione di sé e funzionano come compensazione per sogg

con un lavoro non significativo.

Va però considerato che il tempo libero è caratteristico più delle società ricche e che le attività scelte sono

influenzate dal posto in cui si vive e da tradizione, cultura e legislazione; in questo senso le donne incontrano più

limitazioni. I sogg si dividono quindi in 3 gruppi: 1. Coloro che hanno una scelta limitata per mancanza di risorse,

2. Coloro che scelgono attività limitanti per conformismo, 3. Coloro che hanno risorse e volontà e attuano nuove

attività (“sviluppatori”).

La cosa da sottolineare è infine che vi sono più attività di svago nella mezza età e che è l’ambito in cui il sogg può

esprimere la sua volontà, sperimentando un continuo sviluppo ed impegno nell’avvicinarsi alla vecchiaia.

CAPITOLO 11: Temi emergenti dello sviluppo nel ciclo di vita

Si riesamina il modello di sfida dello sviluppo per la sua utilità nel comprendere i processi che permettono di affrontare con

successo le sfide.

Il ciclo di vita come processo di sfide continue

Le strategie di assimilazione vengono utilizzate quando ci sono risorse sufficienti per assicurare una ragionevole

possibilità di successo, mentre quelle di accomodamento subentrano quando diviene chiaro che le risorse

individuali sono inadeguate o insufficienti per raggiungere gli obiettivi; dunque questa dicotomia non si identifica

solo in base all’età.

Greve riguardo ciò definisce alta flessibilità la capacità di percepire un guadagno anche dalle perdite e quindi la

possibilità di rielaborare e “ricreare” la realtà; essa permetterebbe di non avere un calo di autostima e varie

ricerche evidenziano che è usato in qualunque fase di vita, in quanto permette di ridurre l’incertezza (perchè si

scelgono obiettivi possibili), l’insoddisfazione e il calo del benessere.

Lo stesso vale per le strategie di ottimizzazione e compensazione per cui un sogg può compensare perdite e

mancanze con: l’utilizzo di nuove risorse, l’applicazione di nuove strategie e la mobilitazione di altre risorse.

Si arriva quindi alla conclusione che in ogni fase della vita si possono usare le stesse decisioni e strategie per

giungere ad uno sviluppo ottimale.

Le Abilità Superiori: Risorse Importanti

Come evidenziato da molti studiosi, tra cui Rutter e Vygotskij, è importante concentrarsi sulle "abilità superiori"

(tra cui ottimizzazione e compensazione, ma anche la valutazione di sé, l’apprendimento di strategie, le abilità di

pianificazione) che permettono di mettere al riparo da rischi ed indirizzano verso l'adattamento e lo sviluppo;

tali processi comprendono:

- quelli che riducono l'impatto di rischio;

- quelli che riducono la possibilità di una reazione a catena negativa;

- quelli che promuovono l'autostima e la self-efficacy;

- quelli che aprono nuove opportunità.

Le abilità superiori del modello di sfida dello sviluppo possono essere riassunte in tre categorie:

- Abilità dell'Apprendimento: ("imparare ad imparare") e comprendono pianificazione, valutazione di sé,

versatilità e perfezionamento;


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Riassunto per l'esame di Psicologia dello Sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Lo Sviluppo nel Ciclo di Vita, Hendry, Kloep (cap. 1-5, 8, 11 ). Gli argomenti trattati sono i seguenti: lo sviluppo nel ciclo di vita, Riegel (1979), gli approcci teorici allo sviluppo nel ciclo di vita, l'interazione dinamica all’interno delle risorse potenziali e tra risorse potenziali e i compiti da affrontare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eddyilgranata di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Calandri Emanuela.

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