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In che modo conosciamo la realtà sociale?

Organizziamo la conoscenza del mondo sociale utilizzando processi di categorizzazione e schemi. Ci basiamo spesso sull’accessibilità delle informazioni. Utilizziamo scorciatoie di pensiero: le euristiche.

In che modo spieghiamo la realtà sociale?

Le attribuzioni causali

Il processo di categorizzazione

Processo cognitivo che consiste nel raggruppare un insieme di oggetti, fisici o sociali, che hanno una o più caratteristiche in comune (ad es., persone categorizzate in gruppi).

Esperimento di Tajfel e Wilkes (1963): come vedremo, mostra quali siano gli effetti della categorizzazione.

L’esperimento di Tajfel e Wilkes (1963)

Scopo dell’esperimento era di verificare gli effetti su semplici giudizi quantitativi quando in una serie di stimoli (linee) è applicata una classificazione sistematica. L’ipotesi era che la categorizzazione degli stimoli porta a percepire uniformità all’interno delle singole categorie (assimilazione intracategoriale) e, allo stesso tempo, distintività tra esse (differenziazione intercategoriale), cioè porta all’accentuazione percettiva delle somiglianze intraclasse e delle differenze interclassi.

L'esperimento spiega come tali processi (cioè la categorizzazione e i suoi effetti percettivi), che riguardano il normale funzionamento cognitivo umano, possano portare alla formazione degli stereotipi dei gruppi sociali.

Materiale sperimentale: gli stimoli usati erano una serie di 8 linee che differivano in lunghezza l’una dall’altra in un rapporto costante: ogni linea era 5% più lunga di quella precedente.

Partecipanti: 61 studenti universitari di entrambi i sessi.

Procedura

Le 8 linee erano proiettate una alla volta in ordine casuale (vi erano 6 presentazioni di ogni linea). Il partecipante, esaminato individualmente, per ogni presentazione della linea, doveva esprimere la stima della lunghezza, in cm., che lo sperimentatore registrava; non c'erano limiti di tempo; 48 stime di lunghezza (8 linee x 6 volte); i partecipanti non sapevano quante linee diverse c’erano; si chiedeva al partecipante di tornare, dopo una settimana, per una seconda sessione.

Disegno sperimentale

  • La VI principale era la condizione di classificazione a 3 livelli:
    • C = Classificazione Sistematic
    • R = Classificazione Casuale
    • U = Assenza di Classificazione
  • Ai partecipanti, assegnati casualmente a una delle tre condizioni, si chiedeva, per ogni linea, una stima della lunghezza espressa in cm (VD).

La condizione C è di classificazione sistematica: è applicata una categorizzazione sistematica agli stimoli in modo che le 4 linee più corte avevano scritto sopra la lettera A, e le 4 linee più lunghe la lettera B.

La condizione R è di classificazione casuale: non esiste nessun rapporto sistematico tra la lunghezza delle linee e le lettere A e B (sia le linee piccole sia quelle grandi avevano scritta sopra in metà dei casi la A, nell’altra metà, la B).

La condizione U è di assenza di classificazione: le linee erano mostrate senza lettera.

Risultati

Si è trovato un chiaro effetto di differenziazione intercategoriale: i partecipanti assegnati alla condizione di categorizzazione degli stimoli (C) mostravano di esagerare la differenza delle lunghezze delle linee 4 e 5, rispetto ai partecipanti assegnati alle due condizioni di controllo (R e U).

Si è trovato anche l’effetto di assimilazione intracategoriale: i partecipanti assegnati alla condizione C tendevano a valutare le linee all’interno di ogni categoria come più simili tra loro, cioè tendevano a ridurre le differenze tra stimoli (ad es., tra 1-2 per A, e tra 5-6 per B) rispetto ai partecipanti assegnati alle due condizioni di controllo.

Studi successivi hanno dimostrato gli effetti della categorizzazione e, cioè, i processi di accentuazione delle differenze tra categorie e di riduzione delle differenze all’interno di ogni categoria, anche considerando stimoli fisici che hanno un valore per i partecipanti e stimoli sociali (cioè individui appartenenti all’una o all’altra categoria sociale).

Marchand (1970): stimoli fisici che hanno valore utilizzando lo stesso paradigma sperimentale di Tajfel e Wilkes, ha trovato che, se le linee categorizzate come A o B differivano non solo in lunghezza (linee piccole o grandi) ma differivano anche nel valore – le linee piccole e grandi servivano da bersaglio per il tiro ed erano associate a diverso numero di punti che si vincevano – allora, gli effetti della categorizzazione sono ancora più forti!

Differenziazione intercategoriale e assimilazione intracategoriale con stimoli sociali

Esempio: bambini 1-10 anni - Effetti della categorizzazione di stimoli sociali sono che i membri di gruppi diversi sono percepiti come più diversi di quanto siano in realtà e i membri dello stesso gruppo sono percepiti come più simili tra loro di quanto siano in realtà.

Doise, Deschamps e Meyer (1978): stimoli sociali

Hanno trovato effetti di differenziazione intercategoriale e assimilazione intracategoriale chiedendo a un gruppo di bambini di esprimere delle impressioni sulla personalità di alcune persone rappresentate in fotografie.

  • Condizione di salienza della categorizzazione degli stimoli in base al genere: in metà dei casi, i bambini sapevano fin dall’inizio che le valutazioni avrebbero riguardato bambini e bambine (maschi e femmine).
  • Condizione di non salienza della categorizzazione (controllo): nell’altra metà dei casi, nel valutare le prime fotografie, che rappresentavano persone del loro stesso genere, i partecipanti non sapevano che successivamente avrebbero valutato anche altre tre foto di persone dell’altro genere.

Le foto erano, ovviamente, le stesse nelle due condizioni! VD = descrizione dei tratti di personalità delle persone rappresentate nelle fotografie

Risultato: quando la categorizzazione in base al genere era saliente, si è trovato, rispetto alla condizione di controllo, un numero maggiore di tratti differenti per le descrizioni relative maschi e femmine e un numero maggiore di tratti simili per le persone dello stesso genere. Nella condizione di controllo, invece, i bambini sembravano prestare attenzione alle caratteristiche specifiche di ogni persona nella foto: erano minori le differenze percepite tra maschi e femmine ed erano minori le somiglianze percepite all’interno di ogni categoria.

Funzioni dei processi di categorizzazione e dei suoi effetti

La categorizzazione è un processo cognitivo fondamentale; è adattivo, cioè funzionale per l’essere umano perché semplifica, riduce e ordina/organizza in categorie, in base a somiglianze e differenze, la notevole complessità e quantità di informazioni/stimoli presenti nell’ambiente fisico e sociale. Tale processo consente di organizzare, fare inferenze, comprendere e affrontare in modo efficiente il mondo fisico e sociale.

Categorizzazione sociale: la classificazione degli individui, e di se stessi, in categorie sociali (cioè, gruppi). Gli effetti che derivano dalla categorizzazione, cioè differenziazione intercategoriale (aumento delle differenze tra categorie) e assimilazione intracategoriale (aumento della somiglianza all'interno delle categorie) influenzano la percezione sociale.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher -elenasinigaglia- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Falvo Rossella.
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