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Psicologia sociale e promozione della salute

Psicologia sociale e psicologia della salute

Una prospettiva psico-sociale per le scienze della salute

Una breccia nello sguardo clinico: la frontiera del visibile o l'irriverenza del corpo

Nel riprendere il mito delle due figlie di Esculapio, Panacea e Igea.

Nell’antica mitologia greca, Esculapio aveva due figlie:

  • Panacea = Rappresentava impegno continuo di ricerca e di cura nei confronti della malattia in tutte le sue forme.
  • Igea = Conosciuta come la dea della salute e della prevenzione.

Mario Bertini ricorda che: "Lo sguardo acuto di Panacea ha dominato la storia della medicina moderna e continua a illuminare il suo percorso, con un gran giovamento di tutti. Non è certo in discussione lo sviluppo continuo delle sue arti. In discussione oggi è l’opportunità del suo procedere senza l’aiuto dell’altra figlia di Esculapio".

Lo sguardo di Panacea sembra essere diventato oggi particolarmente penetrante e tuttavia, proprio nel momento in cui la medicina sembra poter celebrare il proprio trionfo sul corpo, violandone l’intimità, appare imprevista una nuova insospettabile domanda di senso. Lo sguardo di Panacea mette oggi a fuoco l’interno del corpo con una vividezza impensabile fino a pochi decenni fa. L’unico modo di vedere dentro il corpo di un uomo, un tempo, era penetrarlo infliggendogli uno squarcio.

Lo sguardo della medicina fin dall’inizio, fin dalla nascita della clinica, è stato uno sguardo sul corpo morto. Oggi lo sguardo clinico penetra il corpo vivo e lo attraversa. La superficie del corpo è resa trasparente allo sguardo della medicina. Tuttavia, sotto questo sguardo ciò che si vede non è più il corpo ma l’organismo: il corpo, sotto lo sguardo della medicina, perde il suo valore simbolico e assume il valore crudo dell’organismo. Si superano i confini del visibile, ma forse così si rende invisibile il corpo.

Questa prospettiva apre un nuovo visibile e lo istituisce. Deprivato del simbolo, ridotto a discorso oggettivo, il corpo avanza una nuova domanda di senso. Se con Frege (1892) il significato è ciò cui si riferisce il nome (l’oggetto), e il senso è il modo in cui l’oggetto ci è dato dal nome, allora l’identità semantica del referente può coesistere con l’ambivalenza del senso.

Ora il problema è: come ci viene dato l’oggetto (il corpo, l’organismo) nel “discorso” della moderna medicina delle immagini?

Un passo indietro: a due anni il bimbo impara a riconoscere la propria immagine allo specchio. È importante capire come avviene.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

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