Psicologia sociale - I parte
Studio scientifico dei processi psicologici
Studio scientifico (teorie con dati empirici sperimentali) dei normali processi (caratteristiche della vita quotidiana, i più probabili che si realizzino nelle normali reazioni) psicologici che regolano il modo in cui percepiamo noi stessi e le altre persone attorno a noi, sia in quanto individui a sé stanti che in quanto membri di gruppi sociali e oggetti sociali.
Oggetti della percezione
- Noi stessi, individui
- Gli altri, individui
- Gli altri, gruppo
Le percezioni incidono nella pianificazione dei comportamenti nei confronti degli altri. Traduzione comportamentale privata e pubblica.
Cosa agisce sui processi psicologici?
1. Le caratteristiche e le modalità tipiche di funzionamento del nostro sistema cognitivo. Le caratteristiche strutturali vincolano determinate possibilità di giudizio, creano vie preferenziali per ragionamento, giudizio etc.
2. I sistemi di influenza tra individui: persone diverse al variare del contesto. I pensieri e i comportamenti subiscono fluttuazioni marcate senza rendersene conto semplicemente in relazione al variare delle caratteristiche di chi ci sta attorno.
3. Le azioni di influenza possono essere palesi, come la pubblicità. Messaggio costruito ad hoc per modificare le condotte tramite persuasione.
4. Influenze nascoste, come la televisione, come il contesto sociale. Quest’ultimo guida la nostra scelta più di quanto ci si possa immaginare.
Comprendere le cause dei processi sociali
Molteplicità di variabili potenzialmente influenti:
- Elementi personali (atteggiamenti, valori, etc.)
- Comportamenti e caratteristiche delle altre persone
- Variabili ambientali (e.g., temperatura)
- Variabili socio-culturali (e.g., il '68)
- Aspetti di tipo biologico
Esempio 1: status elevato può portare a comportamenti aggressivi. Modulazione delle caratteristiche in rapporto agli altri; Esempio 2: l’aggressività maggiore con il caldo; Esempio 3: l’aggressività ha componente genetica. La quasi totalità dei comportamenti sociali hanno base biologica, ma ciò non spiega tutto, bensì solo una porzione. Intervengono altri fattori che modulano l’incidenza delle caratteristiche genetiche. Fattori sociali possono ridurre o amplificare la portata dei fattori genetici. Il punto di partenza può essere cambiato.
Due macro obiettivi
- Descrivere: fornire fotografie quanto più accurate possibile dei fenomeni sociali
- Spiegare: individuare le plausibili ragioni e cause dei fenomeni descritti
Le teorie scientifiche necessitano di tentativi esplicativi. Esempi di luoghi comuni: Gli opposti si attraggono? No spesso è il caso contrario, ma non in modo univoco; Che effetto ha la lontananza sui rapporti di coppia? Catalizzatore.
Debito con la filosofia
La filosofia si poneva domande sulla natura umana, rilevante sulla raffinatezza veridicità di pensiero, ma per nulla sufficiente. Si prenda ad esempio una affermazione: Cartesio sosteneva che ci fosse dietro un processo razionale, che aveva come tappe la sospensione del giudizio, il recupero di altre informazioni, e infine la verifica; questo è preferibile dal punto di vista logico ma non fondato psicologicamente. Spinoza invece, sosteneva che ogni volta che si riceve l’informazione, l’atto di comprensione implica un’azione necessaria di assunzione di veridicità: si ha la rappresentazione mentale e falsificazione della stessa.
Il sistema cognitivo lavora per spazi pieni: rappresentazione dell’affermazione e poi eventualmente vengono corretti. È un processo che si dispiega su più momenti con successiva falsificazione, ma non come diceva Cartesio.
Esperimento: metto l’individuo non in condizioni normali di elaborazione, per esempio, tramite frasi negative. Quando siamo distratti, siamo dei creduloni, poiché il cervello non elabora più la falsificazione. Il sistema cognitivo parte da assunzioni di realtà di ciò che viene convogliato.
Relazioni con altre discipline psicologiche
- Psicologia Generale e Sperimentale: analogamente si basano sui processi cognitivi, mentre hanno differenze dal punto di vista di aspetti motivazionali, elementi affettivi e sociali;
- Psicologia della Personalità: comprendere le tassonomie all’interno delle quali si possono suddividere le persone.
Kitty Genovese
Tornando a casa a NY di notte, la donna è aggredita ed accoltellata, durante l’assalto 30 persone si sono affacciate alle finestre ed hanno assistito. L’assalitore dopo essersi reso conto degli sguardi, è scappato, ma è tornato indietro a completare l’assalto perché tanto nessuno stava aiutando la donna. Perché nessuno è intervenuto?
Riflessione Macro sociale: perdita dei valori solidali? Questa pseudo-spiegazione è INSUFFICIENTE. Ciascuna singola persona non è intervenuta perché egoista. Spiegazioni riconducibili alla personalità e solo a quella. Non si aggiunge nulla, non si spiega, è un pensiero tautologico. Si ha bisogno di informazioni esterne che aiutino a prevedere il fenomeno, servono fattori rilevanti che non sia il comento intrinseco dell’osservatore. Gli osservatori erano molti, e questo è un fattore che ha inibito la probabilità di soccorrere la vittima. Dunque la prima osservazione è la quantità di persone che osserva la scena. Inoltre, se si misura il tempo in cui un individuo si accorge di una situazione da solo o con altri, questo si allunga in presenza di gente. Rallentamento della percezione della gravità della situazione richiede tempo. Già solo queste due osservazioni portano all’individuazione di una IGNORANZA PLURALISTICA: guardando tutti assieme si crea una situazione di stallo, tutti cercano di comprendere e hanno la percezione che tutti non stiano facendo nulla. Di solito c’è un blocco nell’agire, quando qualcuno dà una chiave di interpretazione, la massa di individui segue in maniera acritica.
Esperimento: ad un partecipante viene detto che è uno studio della vita universitaria, e deve interagire con un altro studente attraverso il microfono, questo in realtà è un complice. In un’altra fase, ai partecipanti viene detto che gli interlocutori erano molti. Il complice dice di stare bene se non per saltuari attacchi epilettici, e mentre ne parla ne simula uno. Nel primo caso, la probabilità che il partecipante singolo esca dal laboratorio e cerchi aiuto è estremamente più elevata rispetto all’altra situazione, la quale risulta in modo cumulativo estremamente minore rispetto alla probabilità del singolo. Sentono il collega con una crisi e hanno chiari segnali di disagio, non indifferenza, ma comunque rimangono impassibili. Si tratta di uno stato di DIFFUSIONE DI RESPONSABILITÀ, non è più ignoranza pluralistica, il pensiero che ricorre è che qualcuno si farà carico sicuramente.
Ogni individuo è una persona diversa al variare del contesto in cui si trova. Ci sono differenze individuali, ma il contesto esercita una tale pressione da far sì che le differenze possano addirittura scomparire. Si tende a sottostimare l’impatto di queste sul singolo, che struttura le azioni sia sulla sua personalità che sull’ambiente.
Le influenze del contesto e le differenze individuali
Ross & Samuels, 1993: I partecipanti sono sottoposti ad un test per suddividerli sulla base della propensione a cooperare o a competere in un contesto particolare. Il gioco ha differenti strategie, in cui si ha un guadagno massimo in maniera condiviso, o uno massimo lavorando singolarmente. A metà dei partecipanti viene detto che il nome del gioco è Wall Street Game, agli altri Community Game. Nel primo caso la gente tende a competere, nel secondo a cooperare, e ciò è vero indipendentemente dal comportamento cronico della persona, tutti competono al Wall Street Game, anche la gente che di solito coopera.
Le differenze di individualità sono importanti ma mai l’unico elemento. La Psicologia della Personalità studia le caratteristiche che rendono ogni individuo unico e diverso dagli altri, la Psicologia Sociale indaga come tali differenze incidano sul comportamento sociale e come il contesto sociale moduli l’espressione di tali differenze. Il focus è meno sui fattori “interni” e più sui fattori “esterni”. Un punto di incontro può esserci quando si pongono domande del tipo “in quali situazioni la persuasione va a buon fine? Quali strategie?” argomenti simili ma atteggiamento differente.
-
Psicologia Clinica:
- Disturbi mentali come esagerazione della normalità. Si prenda ad esempio il Controllo Mentale (Wegner, 1994), soppressione del pensiero di un determinato tipo. La deviazione dal punto di vista è quantitativo e non qualitativo, gli stessi processi accentuati, come per esempio gli ossessivi compulsivi;
- Disturbi mentali come deviazione prevedibile rispetto a processi normali. Se in situazioni normali ci sono processi di selezione per mantenere una certa immagine di sé, nelle persone depresse questi non sono messi in atto, i processi di attribuzione causale.
La relazione terapeutica come processo di influenza. Gli errori nella diagnostica clinica: processi cognitivi specifici del soggetto che fa la diagnosi, non sempre incontaminati, ci può essere una distorsione riconducibili alle caratteristiche del sistema cognitivo.
Storia della Psicologia Sociale
1. L’illuminismo (ma non troppo): l’influenza sociale come prodotto di espressione di un magnetismo animale di Frédéric Anton Mesmer (fine 1700); Attacco dei Filosofi e rivendicazione del potere della suggestione e dell’immaginazione:
P. Lalemant, Cancelliere dell’Università di Parigi (1671): “... vediamo per esperienza che nelle province di Francia in cui non si parla affatto di stregoni ed in cui ci si burla di loro, non se ne trovano quasi per niente. Ciò dimostra che vi sono malattie dell’immaginazione che sono contagiose tanto quanto quelle del corpo, che le più ridicole stupidaggini trovano spiriti ai quali sono proporzionate; in una parola, il modo migliore di sterminare gli stregoni è di metterli in ridicolo o di disprezzarli”.
Non appena si smette di parlare di un fenomeno, esso si ferma, si parla di autosuggestione collettiva, catalizzata dai mass media, come per esempio eventi quali acqua avvelenata, massi dal cavalcavia, fino a suicidi, che aumentano il 3° giorno dopo la pubblicazione del primo suicidio, perché passa una fase di latenza, per poi essere commesso con la stessa modalità, evento similare a Vienna, dove ci furono numerosi suicidi sulle rotaie, e il governo vietò ai media di parlare di questi episodi, provocando un drastico calo ed estinzione del fenomeno in maniera rapida. I fenomeni di suggestione funzionano nel momento in cui due persone o più condividono un universo simbolico. Senza questo non c’è suggestione. La stregoneria è un processo circolare che si basa su una realtà definita da un consenso sociale. Principio valido nella moderna attività di tipo clinico. Affinché un percorso terapeutico funzioni, il paziente deve condividerne l’approccio, deve crederci. Questo è valido anche in casi estremi, come la donna che crede ai riti voodoo e crede anche di essere posseduta, si rivolge allo stregone invece che allo psicoterapeuta e ciò funziona.
2. Approccio Sperimentale: il laboratorio di Wundt e il primo esperimento di psicologia sociale di Normann Triplett, 1898: i bambini devono eseguire un compito semplice come riavvolgere il filo sul rocchetto nel modo più veloce e possibile da soli o in presenza di altri. Questo funziona meglio assieme agli altri. Si tratta di FACILITAZIONE SOCIALE, fenomeno non esclusivo della specie umana, presente anche in specie non molto evolute, poiché aumenta l’attivazione. Non sempre la presenza degli altri è un facilitatore, infatti nei compiti particolarmente complessi, la sovra attivazione psicofisiologica porta ad ansia, battito cardiaco accelerato, sudorazione etc. Per ogni singolo individuo ci sono livelli ottimali di attivazione. Dipende dall’automatizzazione di alcuni comportamenti cui si costruisce attraverso l’impegno e la riflessione, ha una migliore prestazione da solo, chi va in automatico migliora con la presenza altrui. Non appena un comportamento automatico passa in estrema consapevolezza e attenzione, c’è un abbassamento di altri stati cognitivi che rendono l’azione estremamente difficile, soprattutto in presenza altrui.
3. Approccio biologico: Ruolo degli istinti innati. Comportamenti sociali come frutto dell’evoluzione.
4. Studio dei fenomeni collettivi: Le Bon: l’individuo da solo è razionale, in gruppo regredisce a stadi primitivi, diventa come ipnotizzato (vedi Charcot). Base teorica per la spiegazione del fascismo. “Nella folla il comportamento dell’uomo adulto e responsabile si avvicina allora a quello della donna, del bambino, dell’animale, del malato, del primitivo, essendo caratterizzato dall’impulsività, dall’irritabilità, dalla mobilità e dalla credulità”. Prova a raccogliere dati empirici a supporto, come “prova” delle differenze capacità cognitive tra uomini e donne. In molti casi, teorie e dati possono essere letti per sostenere differenze tra gruppi, nonostante non siano fondate alla fine. Watson lo disse delle popolazioni africane riguardo le caratteristiche cognitive, base genetica della differenziazione tra bianchi e neri a parte l’istruzione. Dà a questa affermazione una base scientifica genetica, soluzione di tipo assoluto che non lascia spazio a controversie, sentenza definitiva. Ma l’alternativa è legata ai test. Chi ha costruito i test nel corso del tempo sono stati sempre studiosi con un background europeo-nordamericano. Si hanno così strumenti di misura distorti all’origine, costruiti a immagine e somiglianza di una popolazione, più elaborabili da alcuni rispetto ad altri. Oggi si hanno teorie riguardo le intelligenze multiple. Gli strumenti utilizzati colgono la faccia dell’intelligenza più facilmente associabili alla popolazione bianca.
Esperimento: negli USA se si intervista la gente riguardo agli stereotipi, tutte le differenti etnie affermano che lo stereotipo maggiore prevede che i neri abbiano minore capacità degli altri. Quando un afroamericano si trova davanti ad un test di Q.I. è un qualcosa che misura un costrutto rispetto al quale lo stereotipo condiviso lo vede svantaggiato. Si installa un processo di ansia. Questo può essere uno dei fattori che rende i test meno attendibili. Un modo per verificare ciò è avere un test e somministrarlo a bianchi e neri in condizioni diverse. Ad alcuni dico che è un Q.I., ed effettivamente si riscontrano differenze tra bianchi e neri; mentre nell’altro caso si maschera l’intento della misurazione, e scompare la differenza tra le due etnie. Gli elementi contestuali modificano il grado in cui attivo una consapevolezza di svantaggio o meno. È una spiegazione a base puramente sociale. Spiegazione di processo alterato che può rendere conto di un dato empirico. Dovrebbe essere adatto a qualsiasi contesto sociale, anche dove ci sono stereotipi in atto.
5. Tarde visioni: L’essere all’interno di una folla porta a copiare i comportamenti e le idee di un individuo assunto come modello e facilita la realizzazione dell’imitazione, l’uniformità sociale. Il concetto chiave è anche di se stessi, ci permette di pensare poco, aspettative che nutriamo nel gruppo per uniformità sociale. Impatto sulle idee e sulle politiche dei regimi totalitari della prima metà del secolo scorso. “L’affermazione pura e semplice, svincolata da ogni ragionamento e da ogni prova, costituisce un mezzo sicuro per far penetrare un’idea nello spirito delle folle. Quanto più l’affermazione è concisa, sprovvista di prove e di dimostrazioni, tanto maggiore è la sua autorità (...) Tuttavia quest’ultima acquista una reale influenza soltanto se viene ripetuta di continuo, il più possibile, e sempre negli stessi termini (...) Ciò che si afferma finisce, grazie alla ripetizione, col penetrare nelle menti al punto da essere accettato come verità dimostrata” Le Bon.
Situazione di Guerra: In Nordamerica, dapprima studi sulla ricerca del consenso come supporto allo “stato di guerra”. Il morale della truppa, resistere alla propaganda nemica, razionalizzazione del consumo delle risorse, lavarsi regolarmente i denti etc. (Carl Hovland, Kurt Lewin). La prima azione bellica è quella psicologica, la seconda è oscurare e sostituire la propaganda avversaria con la propria. Massiccio dispiegamento di risorse come gestione bellica. Ricerche post-belliche per comprendere gli eccessi (come l’Olocausto). A partire dalla fine del conflitto sono sorti molti studi riguardo a questo. Gli studiosi europei (e/o ebrei) sono diventati alcuni dei più importanti, tra essi Adorno, Scuola di Francoforte, Asch, Milgram, Tajfel. Una prospettiva è anche quella di Ross secondo cui le aberrazioni naziste vede l’individuo succube dei dettami dell’autorità. Laddove ci fu uno stile educativo dei genitori- limitante e autoritario, il bambino.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Introduzione alla psicologia sociale - Psicologia Sociale
-
Psicologia Sociale - Parte 2 (prof Castelli)
-
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof. Castelli, libro consigliato Psicologia Sociale: Teorie e Applicazioni, Ho…
-
Psicologia sociale