Assunti di base del paradigma ecologico
Lo sviluppo umano ha luogo tramite un processo di interazione reciproca, via via più complessa, tra un organismo umano attivo, in sviluppo, e le persone, gli oggetti, i simboli che si trovano nel suo ambiente immediato. Perché sia efficace tale interazione deve essere regolare ed estendersi per periodi prolungati di tempo (proximal process).
La forma, la potenza, il contenuto e la direzione dei processi prossimali che influenzano lo sviluppo variano sistematicamente in funzione:
- Delle caratteristiche delle persone in via di sviluppo
- Dell’ambiente immediato e più lontano della persona in via di sviluppo
Esempio: lo sviluppo di un bambino sottopeso alla nascita è funzione sia del peso alla nascita che della classe sociale. Un processo prossimale, quale l’interazione madre-bambino, è il più potente predittore degli esiti dello sviluppo: buone cure materne riducono sostanzialmente il grado di disturbo evolutivo del bambino. La potenza del processo varia sistematicamente in funzione della classe sociale (contesto ambientale) e delle caratteristiche della persona (peso alla nascita). Il processo prossimale riduce le differenze ambientali negli esiti evolutivi. Alti livelli di interazione madre-bambino riducono le diversità di classe nei problemi di comportamento infantile.
La nozione di ambiente ecologico
L’ambiente ecologico è concepito come un insieme di strutture incluse l’una nell’altra, simili a una serie di bambole russe.
Livello più interno: microsistema
La situazione ambientale puntuale comprende l’individuo in via di sviluppo (casa, aula scolastica, stanza dove si somministrano i test). L'unità è la diade, un sistema composto da due individui. Il microsistema è un pattern di attività, un insieme di ruoli sociali e di relazioni interpersonali esperiti dall’individuo in via di sviluppo in un setting faccia a faccia con certe caratteristiche fisiche, sociali e simboliche che facilitano o inibiscono il coinvolgimento in interazioni sempre più complesse con l’ambiente immediato (esempi: famiglia, scuola, gruppo dei pari, luogo di lavoro). Il processo prossimale opera in questo ambiente immediato.
Secondo livello: mesosistema
Relazioni tra situazioni ambientali cui l’individuo in via di sviluppo partecipa. Il mesosistema comprende i legami e i processi che hanno luogo tra due o più setting che contengono la persona in via di sviluppo (relazione tra casa e scuola, tra scuola e mondo del lavoro, ecc.). Il mesosistema è un sistema di sistemi. Anche il livello mesosistemico influenza lo sviluppo. Ad esempio, l’abilità di un bambino nel leggere e scrivere nelle prime classi elementari può dipendere non solo da come gli viene insegnato ma anche dai legami esistenti tra scuola e casa e dalla loro natura. Alcune ricerche mostrano ad esempio l’impatto evolutivo della partecipazione congiunta insegnanti e genitori nella vita scolastica. In mesosistemi di questo tipo i bambini di scuola elementare mostravano maggiore iniziativa e indipendenza; nella scuola secondaria i ragazzi avevano risultati scolastici migliori indipendentemente dallo stato socio-economico e di etnia.
Terzo livello: esosistema
Comprende i legami e processi che hanno luogo tra due o più setting uno dei quali almeno non comprende l’individuo in via di sviluppo ma i cui eventi influenzano indirettamente l’individuo in via di sviluppo. Ha a che fare con eventi che si verificano in situazioni ambientali in cui l’individuo in età evolutiva non è nemmeno presente. Ad esempio, nelle società moderne industrializzate lo sviluppo infantile è determinato in grande misura dal tipo di professione o mestiere esercitato dai genitori.
Quarto livello: macrosistema
Consiste in un pattern sovraordinato di micro e meso sistemi caratteristici di una cultura o sottocultura con particolare riferimento ai sistemi di credenze, conoscenze, risorse, stili di vita, opportunità. All’interno di ogni cultura o subcultura, situazioni ambientali di un certo tipo (ad es. la casa, la strada, l’ufficio) tendono ad essere molto simili mentre sono decisamente differenti da una cultura ad un’altra. Ogni cultura, o subcultura, può alterare la struttura delle situazioni ambientali di una determinata società e produrre modificazioni correlate nel comportamento e nello sviluppo. Una crisi economica può avere un impatto positivo o negativo su tutto il successivo sviluppo di un bambino a seconda dell’età dello stesso nel momento in cui la sua famiglia veniva a trovarsi in difficoltà finanziarie. Una modificazione nella prassi di assistenza alla maternità che influenza la relazione madre-neonato può produrre effetti individuabili anche anni più tardi.
Quinto livello: cronosistema
Cambiamenti storici negli ambienti di vita e nella società, ad esempio cambiamenti nella struttura famigliare hanno un impatto sui modi e gli esiti dello sviluppo.
L’approccio ecologico alla ricerca sullo sviluppo
Critiche alle ricerche psicologiche
Troppa attenzione è rivolta all’individuo e troppo poca all’ambiente. Più in particolare si trascurano le interazioni tra organismo e ambiente. Lo sviluppo umano è il prodotto dell’interazione tra organismo e ambiente: luogo comune delle scienze del comportamento. Il principio è espresso simbolicamente nella classica equazione di Kurt Lewin C = f (PA). Nella pratica si nota un’asimmetria marcata che privilegia l’indagine sull’individuo a scapito di quella sull’ambiente.
L’ambiente viene descritto come una struttura statica e non nei termini di un processo che influenza lo sviluppo. L’attenzione è posta sugli esiti e non sul processo (si veda la ricerca sul gioco). Dimenticano che le condizioni di osservazione o di sperimentazione influenzano i risultati e gli esiti della ricerca stessa. Il limite deriva dal fatto che molte ricerche implicano situazioni non familiari, artificiali e di breve durata, e richiedono comportamenti inusuali che difficilmente sono generalizzabili ad altri contesti. "Si potrebbe dire che molta dell’attuale psicologia dell’età evolutiva è la scienza del comportamento inusuale di bambini posti in situazioni insolite con adulti sconosciuti per il più breve tempo possibile" (pp. 50-51).
Limitano il concetto di situazione ambientale alla singola situazione immediata di cui il soggetto fa parte (microsistema). Dimenticano che eventi e condizioni ambientali che sono fuori dalla situazione immediata di cui una persona fa parte possono influire notevolmente sullo sviluppo.
Principi fondamentali dell’approccio ecologico: validità ecologica della ricerca
La comprensione dello sviluppo umano richiede di più che non l’osservazione diretta del comportamento di uno o due persone che condividono lo stesso luogo; essa richiede l’analisi di sistemi di interazione composti da più persone, che non va limitata ad un unico contesto, e che deve tener conto di aspetti dell’ambiente che vanno al di là della situazione immediata di cui il soggetto fa parte.
L’ambiente della ricerca ne influenza i risultati. La ricerca va condotta in contesti naturali. Uno dei maggiori contributi della teoria ecologica è quello che riguarda i metodi di ricerca, e la definizione di validità ecologica della ricerca. Una delle tesi fondamentali è che "le proprietà dei contesti ambientali in cui una ricerca viene condotta, o dai quali i soggetti sperimentali provengono, possono influire sui processi che avvengono all’interno della situazione sperimentale e quindi influenzare l’interpretazione e la generalizzabilità dei risultati".
"Tipi diversi di situazione ambientale comportano schemi caratteristici relativamente al ruolo, all’attività e alle relazioni delle persone che ne partecipano" (p. 173). "Un bambino agirà in modi per qualche aspetto diversi a casa e a scuola". Si tratta comunque di una proposizione che nella ricerca sullo sviluppo risulta spesso "misconosciuta, non verificata e inosservata". Occorre studiare le medesime attività in contesti diversi. I comportamenti vanno contestualizzati.
La necessità di studiare un processo psicologico in differenti contesti non significa però che i soli processi ai quali si attribuisce uno status scientifico siano quelli dove si manifestano stabilità o invarianze del comportamento in contesti diversi. La validità ecologica richiede piuttosto di indagare come si modificano i processi studiati in contesti diversi. Per esempio, per quanto riguarda i contesti culturali, le reazioni dei bambini alla Strange Situation variano in culture diverse: nella Strange Situation i bambini tedeschi reagiscono con minore preoccupazione alla temporanea separazione dalla madre di quanto non accada per i bambini americani, e ciò suggerisce che nella qualità dell’attaccamento entrino modalità relazionali e pratiche educative legate alle culture.
Queste tesi della prospettiva ecologica hanno dimostrato la loro rilevanza anche nell’ambito dei processi cognitivi. Una serie di ricerche ha mostrato come fattori di ordine contestuale (esperimenti fatti in laboratorio piuttosto che in ambiente familiare, con stimoli dotati di significato per il soggetto piuttosto che neutrali, con compiti vicini alla vita quotidiana del soggetto piuttosto che estranei alla sua esperienza) determinino non solo modificazioni quantitative nei risultati delle operazioni cognitive (ad es. quelle di tipo mnestico), ma anche cambiamenti nella complessità dei processi: "il contesto in cui si colloca un evento cognitivo non è semplicemente un’aggiunta all’evento cognitivo, ma ne è un costituente".
La percezione che i soggetti hanno dell’ambiente non va trascurata. La rilevanza del laboratorio in quanto situazione ambientale ecologica utilizzata nella ricerca sul comportamento umano è determinata da come i soggetti percepiscono la situazione di laboratorio, e da quali sono i ruoli, le attività e le relazioni attivati da tale percezione.
"Una situazione ambientale diventa ecologicamente valida per la ricerca sul comportamento e sullo sviluppo umano qualora si soddisfino le seguenti due condizioni: il ricercatore ha indagato sul significato psicologico e sociale dell’esperienza propria del soggetto nella situazione ambientale in questione, e lo conosce; il significato soggettivo della situazione sperimentale corrisponde all’esperienza relativa all’ambiente a cui il ricercatore desidera generalizzare i suoi dati" (p. 196).
A fini della validità ecologica di una ricerca è dunque di primaria importanza che lo sperimentatore abbia adeguate conoscenze sulle modalità con cui il soggetto percepisce la situazione sperimentale, o quella nella quale viene osservato. Lo sperimentatore può infatti percepire la situazione in modo assai diverso da come la vive il soggetto, e ciò può portare a delle conclusioni sbagliate nell’interpretazione dei risultati. Questo obiettivo è perseguibile solo in parte, poiché è molto difficile arrivare a una conoscenza approfondita riguardo alle modalità in cui il soggetto percepisce la situazione (ciò è vero soprattutto per i bambini piccoli). Con i soggetti più grandi l’orientamento ecologico suggerisce il loro coinvolgimento nel processo di ricerca, modificando il tradizionale rapporto tra sperimentatore e soggetto, e valorizzando, per esempio, le capacità di quest’ultimo di fornire informazioni utili per l’interpretazione degli eventi e dei risultati relativi alla ricerca.
Carattere sistemico della struttura delle situazioni ambientali
“Nella ricerca ecologica, le proprietà della persona e dell’ambiente, la struttura delle situazioni ambientali e i processi che hanno luogo all’interno e tra di essi vanno considerati come interdipendenti e analizzati in termini di sistemi” (p.81).
Carattere plurivocale dei dati raccolti
Un’altra raccomandazione importante, soprattutto per le ricerche sul campo, è di raccogliere dati sui soggetti utilizzando quanto più possibile molteplici punti di vista, rappresentati da persone che hanno differenti competenze, differenti ruoli nei confronti dei soggetti e che sono in grado di osservarli in diversi contesti. Ad esempio, se si studiano processi relativi alla socializzazione si confronteranno le osservazioni e le valutazioni fatte con mezzi diversi da parte dei ricercatori (osservazioni a casa e in laboratorio), dei genitori (osservazioni libere o scale di valutazione per i genitori); per quanto riguarda il contesto scolastico dati relativi a osservazioni e scale di valutazione effettuate dagli insegnanti ma eventualmente anche dal gruppo dei compagni; quando è possibile in rapporto all’età del soggetto e al tipo di ricerca il punto di vista del soggetto stesso tramite strumenti di autovalutazione o il metodo dei diari. Le differenze nelle osservazioni o nelle valutazioni fatte da due persone nello stesso contesto (ad esempio due insegnanti di scuola) non devono essere considerate solo come discrepanze da ridurre per migliorare l’attendibilità dei dati (inter-rater agreement), ma come materiale informativo da discutere e interpretare per mettere a fuoco le differenze comportamentali del bambino nel contesto con persone diverse.
Carattere molare dei comportamenti osservati
Altro aspetto importante riguarda l’oggetto privilegiato di osservazione. Oggetto privilegiato di osservazione sono i comportamenti molari, cioè unità comportamentali dotate di senso, e non quelli molecolari (atti considerati al di fuori di un’unità significativa). Le ricerche ecologiche non rifiutano l’approccio sperimentale.
Limiti della ricerca sulla prima infanzia
Misurazioni ecologicamente carenti. Nella maggior parte dei casi la ricerca ha fatto uso di test psicologici e misurazioni da laboratorio. “Il problema più grave, per quanto riguarda la gamma delle misurazioni effettuate, è ciò che viene omesso: le informazioni relative al comportamento infantile in situazione di vita quotidiana – a casa, all’asilo nido, al campo-giochi. Non si conoscono le attività in cui il bambino si impegna oppure no, e i ruoli e le relazioni nei quali è coinvolto assieme ad altri bambini, ai genitori, ad altri adulti. Secondo una prospettiva ecologica sono proprio questi gli ambiti interessati all’impatto evolutivo determinato dall’esperienza dell’asilo nido o della scuola dell’infanzia” (p. 254).
Fissazioni sul bambino, il soggetto sperimentale. Situazione ambientale non caratterizzata. “Il primo passo, in un’ecologia comparata dello sviluppo umano, consiste nella descrizione e analisi sistematica delle situazioni ambientali in cui lo sviluppo ha luogo” (p. 260).
L’osservazione pedagogica del bambino
Osservazione
Che cosa si intende per osservazione come procedura di ricerca? (In che cosa la ricerca osservativa si differenzia da quella sperimentale? Quali sono gli aspetti che la caratterizzano?)
Differenza tra ricerca osservativa e sperimentale
La ricerca osservativa. Con la ricerca osservativa il ricercatore si limita ad analizzare una situazione senza intervenire su di essa per modificarla. Il ricercatore descrive e interpreta il fenomeno.
La ricerca sperimentale. Con la ricerca sperimentale il ricercatore introduce intenzionalmente elementi di alterazione delle variabili al fine di ottenere certi risultati: agisce sulle variabili indipendenti e controlla quale è stato il suo lavoro sulle variabili dipendenti. Il ricercatore compie un intervento attivo di modificazione.
Tra i due tipi di ricerca - osservazione sistematica e sperimentazione – non vi è una gerarchia di dignità: l’una e l’altra concorrono a definire il campo della conoscenza pedagogica. La ricerca sperimentale si avvale dell’osservazione come operazione necessaria ad alcune sue fasi. La ricerca osservativa, che si sforza di descrivere in maniera accurata le situazioni educative, ha un valore conoscitivo intrinseco ma può anche essere considerata come propedeutica alla sperimentazione vera e propria.
Osservazione pedagogica
Che cosa rende “pedagogica” un’osservazione? Il fenomeno che si intende indagare? I soggetti che vengono osservati? Gli scopi per cui l’osservazione viene compiuta? Coloro che svolgono e compiono l’osservazione? Che cosa differenzia un’osservazione “pedagogica” da una “psicologica”? Tre possibili risposte:
- Se oggetto di indagine è un fenomeno educativo, l’osservazione non può riguardare esclusivamente il comportamento, le azioni, le prestazioni del destinatario dell’azione formativa (bambino, allievo) ma deve tener conto anche del contesto entro cui tali comportamenti, azioni, prestazioni hanno luogo, poiché comportamenti, azioni, prestazioni sono frutto di un’interazione tra individuo e ambiente. L’osservazione pedagogica non può che essere ecologica.
- Se un fenomeno educativo è caratterizzato da una costante...
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