Psicologia sociale: lezione 1
Modalità di esame
L'esame si svolgerà in forma scritta e sarà costituito da 4 domande a risposta aperta a cui rispondere sinteticamente in 40 minuti.
Che cos'è la psicologia sociale?
La psicologia sociale è un ramo specifico della psicologia che studia l’individuo nelle sue interazioni tra individuo e società, dunque l’intersezione e l’interdipendenza tra individuo e società: manifestazioni, cause, conseguenze e processi psicologici coinvolti.
Abbiamo un mondo fisico all’interno del quale vi sono degli individui che si muovono e che vengono studiati attraverso processi individuali, intrapersonali (emozioni, memoria, motivazioni, pensieri), tutti temi legati all’individuo e quindi temi più vicini alla psicologia generale e dall’altra parte invece abbiamo il modo in cui questi individui si muovono all’interno della società, della cultura e dei gruppi in cui fanno parte ed in questo caso sono temi più legati allo stampo sociologico (la cultura, religione, ideologia). La psicologia sociale va a studiare le intersezioni di questi due mondi.
Definizione classica
“La psicologia sociale è l’indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva, immaginata o implicita degli altri.” Definizione datata al 1954, scritta da Allport ma ancora molto utilizzata.
“L’indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui” questi sono i tre ambiti principali. In alcuni manuali in lingua inglese si parla dell’ABC ovvero le iniziali di affects, behaviours e cognitions. Questi sono le principali aree di cui la psicologia sociale si occupa.
Influenza della presenza degli altri
Nella seconda parte della definizione troviamo il focus su come questi pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva, immaginata o implicita degli altri quindi cruciale è il tema dell’influenza che si articola in tre piani:
- Presenza oggettiva ovvero la presenza fisica di altre persone. Noi ci comportiamo in un modo quando siamo soli e ci comportiamo in un modo quando siamo con altri.
- Presenza immaginata ovvero l’influenza di immaginare di essere in presenza di altre persone anche se esse non ci sono. Es. calciatore che gioca anche pensando ai tifosi che lo guardano da casa o agli attori che girano i film e pensano agli spettatori che guarderanno il film anche se non sono fisicamente sul set quando si sta girando la scena.
- Presenza implicita è il concetto che richiede più tempo per essere definito perché è centrale per gli psicologi sociali e per questi studi. Si intende l’intenzione umana attribuisce significato alle cose, il fatto che ognuno di noi agisce delle regole di condotta ovvero le norme sociali, che sono delle regole condivise dai membri del gruppo di appartenenza e della società in cui si appartiene e che guidano i nostri comportamenti sia quando soli sia quando siamo in presenza di altri. ESEMPIO: quando troviamo il semaforo rosso ci fermiamo nonostante non ci sia il vigile perché siamo chiamati a rispettare il codice della strada mentre nel caso dell’anziano che cade il cappello abbiamo una norma interiore che ci spinge a raccogliere il cappello, o il posto in autobus.
Questa è una definizione molto valida nonostante sia stata pubblicata anni fa, ad oggi altri psicologi hanno cercato di adattare questa definizione sulla base degli sviluppi che ha avuto la disciplina in questi ultimi decenni e sulla base dell’evoluzione della società dal 54 ad oggi e si sono focalizzati su due principali punti:
- Ruolo dell’assenza degli altri e non solo della presenza. Esempio: quegli studi più o meno recenti dell’isolamento ed esclusione sociale. Il Covid ha fatto diventare salienti queste questioni, ci sono un fiorire di studi che vanno ad indagare gli effetti a lungo termine dell’isolamento dovuto alla pandemia nei giovani.
- Ruolo del virtuale, qualcosa che Allport nel 54 non poteva prevedere ma ad oggi non è possibile ignorare l’impatto che questi strumenti hanno nell’attivare alcune dinamiche sociali molto importanti (Auto-presentazione che si fa di sé attraverso i social).
Gli autori propongono una rielaborazione della definizione in questi termini: “La psicologia sociale è l’indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza – o assenza – oggettiva, immaginata, implicita o virtuale degli altri.”
Che cosa studia?
La gemma dei temi è molto vasta.
Teoria del senso comune – l’oggetto di studio della psicologia sociale è anche oggetto della teoria del senso comune ovvero tutti noi abbiamo delle teorie su qualsiasi argomento ma è importante distinguere cosa è una teoria del senso comune ovvero la mia opinione e diverso è andare a documentare un argomento facendo riferimento a tutta una documentazione scientifica.
La psicologia sociale sta nell’intersezione tra discipline come la psicologia generale, dell’individuo o cognitiva e discipline sociologiche, antropologiche ecc, ma ogni disciplina ha delle lenti diversi in cui gli oggetti di studi vengono letti, per cui non c’è un giusto o sbagliato.
Questa lettura in termini tecnici è chiamato livello di analisi o livello di spiegazione ed è un insieme di concetti e di lessico che viene utilizzato per spiegare un fenomeno. Necessaria la coerenza tra il livello di analisi e gli obiettivi conoscitivi che si pone, ciò comporterebbe il ricadere sul riduzionismo.
Doise (1986) è uno psicologo sociale di Ginevra propone 4 diversi livelli di analisi e invita gli psicologi sociali a costruire teorie che integrino formalmente i concetti proveniente da livelli diversi. Essi sono:
- Intrapersonale analisi del modo in cui gli individui organizzano le proprie esperienze dell’ambiente sociale. Sono tutti quegli studi che si occupano di indagare i processi che riguardano l’individuo, si concentrano sul singolo individuo come se esso sia su un vuoto sociale, si disinteressano a quello che è il contesto e la situazione ma si concentrano sull’individuo (studi sull’emozioni, sulle motivazioni ecc).
- Interpersonale (o situazionale) analisi delle dinamiche di relazione tra individui in dati situazioni e momenti. Esso allarga un po’ il focus, non abbiamo più l’individuo da solo ma in relazione con altri individui. L’oggetto qui è la relazione. Esempio lo studio sulla comunicazione e quindi sulla qualità dell’interazione.
- Sociale (o posizionale) analisi dell’interazione interpersonale in situazioni specifiche, ossia secondo la differenziazione relativa alla posizione sociale di diverse categorie di individui. Esso allarga il focus perché va a vedere gli individui in interazione ma in questo caso non si concentra sulla relazione ma anche sulle posizioni sociali che questi individui rivestono all’interno del gruppo in cui si sta svolgendo l’interazione. Si va ad occupare a tutti gli studi della readership, il ruolo dello stato sociale, di come si formano le norme sociale.
- Societario (o ideologico) analisi dell’interazione interpersonale che considera il ruolo delle convinzioni ideologiche e culturali dipendenti dal sistema di credenze sociali. Ha il focus più ampio e va a vedere dei processi molto sovrapponibili di cui si occupa la sociologia più a livello di culture, ideologie, sistemi di credenze e valori che avvengono in società.
Questioni metodologiche
“La psicologia sociale è l’indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva, immaginata o implicita degli altri.”
Indagine scientifica cioè la psicologia sociale è una scienza ossia studia e approfondisce i fenomeni oggetto di interesse utilizzando il metodo scientifico ossia andando a verificare empiricamente delle ipotesi formulate inizialmente. Quindi ossia sviluppa teorie per studiare il comportamento sociale degli esseri umani e le verifica empiricamente attraverso esperimenti e osservazioni.
La psicologia sociale è una scienza ed essa è un metodo di studio che include:
- Lo sviluppo di ipotesi o previsioni basate su teorie o osservazioni precedenti,
- La raccolta e l’analisi dei dati,
- La verifica empirica della correttezza o meno delle ipotesi.
Nel caso specifico della psicologia sociale, quindi il modo in cui il metodo scientifico vien applicato è questo: si parte da una curiosità o un interesse di ricerche che viene trasformato in una teoria del comportamento sociale cioè io ho un interesse, vado a studiare la letteratura scientifica esistente su quel tema e sulla base di essa bado a costruire un modello e una cornice teorica di riferimento da cui vado a trarre alcuni concetti, termini e parole chiavi che mi permettono di formulare delle ipotesi che poi vado a verificare.
La ricerca empirica andrà a verificare le ipotesi e quindi a confermare la teoria del comportamento sociale che avevo formulare oppure andrà a disconfermare le mie ipotesi e questo comporterà una modifica alla mia teoria del comportamento sociale iniziale.
Cosa significa fare una ricerca empirica?
- Significa scegliere dei partecipanti o delle fonti,
- Scegliere uno strumento per indagare o interpellare i partecipanti,
- C’è il momento della raccolta dei dati che poi vengono analizzati,
- I risultati poi vengono interpretati alla luce della teoria di riferimento che avevamo per rispondere alle domande di ricerche e andare a concludere con quello che ci hanno detto i risultati.
Tutto nasce da una domanda di ricerca, si distinguono 3 distinti obiettivi che lo studioso si pone ed è la definizione di una domanda di ricerca:
- Ricerca di base (o pura): intende offrire soluzioni a questioni che si presentano in orizzonti teorici. Ovvero una ricerca che si pone come obiettivo accrescere la conoscenza di un determinato fenomeno e quindi di sviluppare teoria.
- Ricerca applicata: intende offrire soluzioni a questioni che si presentano in contesti concreti. Ovvero un tipo di ricerca che si pone come obbiettivo risolvere dei problemi sociali rilevanti.
- Ricerca intervento (o ricerca-azione): intende sviluppare la conoscenza di una situazione e contestualmente di intervenirvi. È un qualcosa che si avvicina alla ricerca applicata ma ha confini più stabiliti ossia si interessa a problemi specifiche a situazioni specifiche. Ha una forte componente di restituzione e di impatto sul contesto in cui si svolge, ad esempio queste ricerche vengono molto utilizzate nei contesti scolastici (riduzione del bullismo nelle classi, si va nella scuola, si fa una ricerca ritagliata nelle specificità di quel contesto e si pongono linee guida per risolvere la questione del bullismo in quel determinato contesto).
Come fare ricerca?
I tre livelli dell’indagine di psicologica sociale sono:
- Livello descrittivo: Indaga un fenomeno sociale rilevandone e misurandone le caratteristiche salienti. Quindi va ad indagare un fenomeno andandone a rilevare le caratteristiche più importanti, in modo esplorativo e con un intento di descrizione. Esempio tutti quegli studi dell’atteggiamento degli italiani nei confronti dei vaccini anti Covid e questo studio di restituisce una fotografia e una descrizione di quel è la posizione degli italiani rispetto questa questione.
- Livello correlazionale: Indaga un fenomeno sociale individuando le relazioni tra diversi fattori, ossia le modalità di variazione degli stessi gli uni in rapporto agli altri (correlazione positiva e correlazione negativa). Essa fa un qualcosa di più rispetto al livello descrittivo, si pone come obiettivo l’andare ad indagare le possibili relazioni che intercorrono tra diversi fattori ad esempio i vaccini anti Covid, mi interessa vedere se esiste un legame tra l’atteggiamento degli italiani nei confronti dei vaccini anti Covid (quindi favore o sfavore) e la fiducia che hanno gli italiani nei confronti degli scienziati. Come esito posso vedere che non esiste alcun tipo di legame tra questi due fattori o posso vedere che questi due fattori correlano positivamente cioè che al crescere dell’uno, cresce anche l’altro per cui quanto più un italiano è favorevole ai vaccini anti Covid tanto più ha fiducia negli scienziati. Si può avere anche una correlazione negativa ovvero quanto più cresce un fattore diminuisce l’altro. Quello che posso vedere da questo tipo di studio non è altro che una relazione, so che quei due fattori sono correlati ma non posso dire che sia uno a causare l’altro. La relazione di causa ed effetto possono essere stabilite dal livello sperimentale.
- Livello sperimentale: Indaga un fenomeno sociale verificandone i rapporti causali, ossia si basa sulla manipolazione di “variabili indipendenti” (le cause) e l’osservazione/misurazione di “variabili dipendenti” (quelle su cui si osservano gli effetti). È stato più utilizzato negli studi classici, relazione causa ed effetto. Questa relazione viene stabilita andando a manipolare la variabile dipendente ossia creo delle situazioni in cui vado ad individuare alcune variabili su cui ho il controllo e vado a vedere come al variare di questa variabile varia anche la risposta ovvero la variante dipendente. Esempio: vedo che il gruppo dei 50enni in Italia ha il tasso di vaccinazione più basso rispetto alle altre fasce d’età, per cui si va a vedere se l’età ha un peso sul favore o sfavore dell’atteggiamento dei vaccini anti Covid. Posso prendere degli italiani, dividerli per fascia d’età, dar loro un questionario sull’atteggiamento e vedere se effettivamente il gruppo dei 50enni è quello che ha una posizione più sfavorevole rispetto agli altri sui vaccini anti Covid. Questo mi permetterà di dire che l’età ha un peso sulla risposta che poi viene data nei confronti dell’atteggiamento anti Covid. Manipolazione intenzionale di variabili indipendenti per indagarne gli effetti su una o più variabili dipendenti.
Le variabili indipendenti sono aspetti della situazione che possono essere manipolate dallo sperimentatore per avere effetti sulle variabili dipendenti. È la variabile su cui il ricercatore ha il controllo e viene manipolata e modificata per produrre effetto sulla variabile dipendente. Le variabili dipendenti sono aspetti della situazione che cambiano in seguito a modifiche nelle variabili indipendenti. È il fenomeno che si vuole osservare.
Quali metodi utilizzano gli psicologi sociali?
In psicologia sociale si utilizzano differenti metodi: non sperimentale e sperimentale (vantaggi e limiti). La scelta del metodo dipende: dalla natura delle ipotesi indagate e dalle risorse disponibili (tempo, denaro, partecipanti ...). Questo viene chiamato Pluralismo metodologico.
Vi sono inoltre diversi livelli di intrusività nei metodi che vengono utilizzati e sono:
- Metodi a bassa intrusività: Procedure centrate sull’osservazione di processi e/o di prodotti in contesti della vita quotidiana, con una ridotta richiesta di collaborazione dei partecipanti.
- Metodi a media intrusività: Procedure centrate sull’interrogazione diretta, più o meno focalizzata, con una forte richiesta di collaborazione dei partecipanti.
- Metodi ad alta intrusività: Procedure centrate sull’osservazione di processi e/o di prodotti in situazioni fortemente controllate, con una forte richiesta di collaborazione dei partecipanti.
Mentre le principali strategie d’indagine sono: Osservazione (non sperimentale), Intervista (non sperimentale), Questionario (non sperimentale), Esperimento sul campo (sperimentale), Esperimento in laboratorio (sperimentale).
L’indagine sperimentale si suddivide in esperimenti:
- Esperimenti in laboratorio, con alto controllo delle variabili, situazioni artificiali, basso livello di realismo mondano e alto livello di realismo sperimentale.
- Esperimenti sul campo, basso controllo delle variabili, situazioni naturali, alto livello di realismo mondano e alto livello di realismo sperimentale.
Il realismo mondano è la somiglianza tra le condizioni dell’esperimento e quelle che si incontrano in circostanze naturali mentre il realismo sperimentale è l’impatto psicologico e il significato della manipolazione nell’esperimento.
Questioni etiche
Tutto ha inizio nel 1947, secondo dopoguerra, l’occasione è quella di uno dei processi svolti a Norimberga in particolare il processo ai medici i quali durante la seconda guerra mondiale avevano contatto una serie di sperimentazioni con i detenuti nei campi di sterminio, sperimentazioni che avevano l’obiettivo di progredire la conoscenza in campo medico ma si trattava di vere e proprie torture. È stato il primo momento in cui si è occupati non solo psicologico ma in campo medico che di discipline che si occupano degli esseri umani quali sono i limiti da porsi nella ricerca degli esseri umani per sviluppare conoscenza in questi ambiti.
Rimanendo sempre in campo medico ci spostiamo nel 1964 in cui per la prima volta la WMA ovvero l’associazione mondiale di medicina decide di regolamentare...
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