Insegnante: professione in crisi
Ragioni: diminuzione numero studenti, crescente quantità di richieste e pressioni rivolte alla classe docente, perdita di fiducia in sé.
Analisi delle difficoltà psicologiche
Analisi delle difficoltà psicologiche sperimentate dall’insegnante in ambito lavorativo che possono condurre a forme psicopatologiche/psicosomatiche = situazione di stress prolungato e intenso (burnout).
Patologia tipica delle helping professions (dedite all’aiuto): quando il soggetto non riesce più ad affrontare in modo costruttivo le situazioni di stress che l’ambiente lavorativo gli propone; scivola in una forma di adattamento patologico, si esprime con distacco fisico ed emotivo da studenti, appiattimento nel lavoro di routine, rigidità, cinismo, ritiro psicologico = una fuga psicologica per raggiungere la rassicurazione che non si proveranno più sofferenze.
Lo stress: cos'è?
Definizione e storia: l’opera di Seyle
Parola che deriva dal latino strictus (stretto, serrato, compresso). Nel XVII secolo usato con significato di difficoltà, avversità, afflizione. Nel XVIII/XIX secolo: forza, pressione, tensione, sforzo, sovraccarico.
Prima definizione: lo stress indica qualcosa che non funziona nel nostro organismo (mente e corpo) e ciò dipende da un sovraccarico di stimoli da pressioni ambientali che comportano un’usura e uno scompenso psicofisico. Qualsiasi tipo di stimolo può diventare uno stressor: una reazione atta a ripristinare l’adattamento con l’ambiente; ogni tipo di stimolo +/- costringe il nostro organismo ad un nuovo adattamento; lo stress funziona come segnale d’allarme che scatta quando qualcuno o qualcosa turba il nostro equilibrio.
Seyle: SGA = Sindrome Generale di Adattamento o stress, anni 40. Insieme delle reazioni aspecifiche provocate nell’organismo dall’azione, più o meno prolungata, di diversi fattori nocivi; tali reazioni hanno la funzione di permettere all’organismo di adattarsi alla nuova condizione e di superarla.
Si collega a Cannon: definisce il concetto di omeostasi: l’organismo tende a mantenersi in equilibrio (non è statico, ma dinamico), quando intervengono fattori esterni/interni che alterano il livello omeostatico sono attivate delle risposte orientate a ripristinare il precedente equilibrio.
La sindrome generale di adattamento
Seyle: merito di aver individuato i 3 stadi che caratterizzano la risposta del soggetto a situazioni critiche (stressors):
- Reazione di allarme: tutti i fenomeni che si verificano quando l’agente stressante comincia a far sentire la sua azione sull’organismo; all’inizio la maggior parte dei fenomeni è nociva, poi compaiono fenomeni di difesa (aumento dell’ormone ACTM).
- Adattamento: durata che varia in relazione al tempo in cui agisce lo stressor e capacità individuale di difesa; periodo in cui l’organismo si adatta a sopportare l’azione svolta dall’agente nocivo.
- Esaurimento: l’organismo non può sopportare a lungo questa situazione, soccombe in modo più o meno completo con alterazioni permanenti o mortali.
Le reazioni biologiche allo stress sono governate da sistemi principali:
- Sistema nervoso simpatico e parte midollare delle ghiandole surrenali: mette in atto funzioni di vigilanza, attivazione, mobilitazione, sistema che scatta per dare una risposta di attacco/fuga.
- Parte corticale delle ghiandole surrenali che stimolano l’articolazione del SNC attraverso le secrezioni di ormoni corticosteroidi. Infatti, le ghiandole periferiche che secernono ormoni non sono autonome, ma dipendono dall’ipofisi (riceve istruzioni dal cervello e da ciò regola le secrezioni delle ghiandole periferiche).
Significati della parola stress: eustress/distress
La parola stress è usata con 3 significati diversi:
- Indica la situazione stressante (stressor), cioè la situazione stimolo esterna all’organismo.
- Si riferisce al vissuto e percezione individuale (valutazione individuale della condizione esterna).
- Indica la risposta che l’organismo dà ad una situazione-stimolo a livello biologico, intrapsichico e comportamentale; le richieste al nostro organismo non sono tutte negative (anche gratificazioni dall’ambiente).
Seyle distingue:
- Eustress (positivo): produce effetti desiderabili (miglioramento delle capacità di risposta attiva).
- Distress (negativo): produce effetti negativi come deterioramento delle prestazioni, depressione, risposte inappropriate.
Però lo stress non può essere evitato, è parte integrante della vita.
L'importanza dei fattori psicologici
A produrre lo stress non è tanto lo stimolo in sé, ma la reazione cognitivo-emotiva del soggetto. Studi di Friedman e Rosenman: lo stress è correlato con professioni dove è richiesto un alto grado di qualità e quantità di lavoro e dove le persone percepiscono il proprio impegno come carico di responsabilità.
Sifneos: alessitimia = disturbo cognitivo-affettivo che colpisce il modo con cui il soggetto esperisce ed esprime le proprie emozioni: difficoltà nel trovare le parole per descrivere le proprie emozioni più atteggiamento concreto (forte interesse per dettagli della vita quotidiana) più posture rigide e povere relazioni interpersonali (analfabetismo emotivo).
Lazarus: rivela l’importanza dell’intreccio processi cognitivi-emotivi-ambientali: la persona pensa e agisce quindi trasforma la relazione persona/ambiente; l’informazione di ritorno dall’ambiente (feedback) è ripresentata alla persona attraverso l’attività cognitiva.
Il soggetto è un elemento attivo nell’interazione con l’ambiente, con capacità di appraisal: interpretazione valutativa dell’individuo (è uno dei fattori più importanti nel processo di stress:
- Valutazione primaria: individua la situazione come minaccia (valuta possibilità, imminenza e danno).
- Valutazione secondaria: stima delle proprie risorse difensive; il rapporto costituisce il rischio percepito.
Lo stress lavorativo
Anni 40: distinzione tra fatica soggettiva (situazione in cui il soggetto esprime il suo disagio lavorativo attraverso una caduta di efficienza senza individuare criteri oggettivi di fatica) e oggettiva (per esempio ambiente fisico, tecnologie usate).
Considerare i caratteri psicologici: monotonia lavoro, senso di appartenenza o alienazione…
Gli agenti stressanti sono tali in quanto si collocano nell’interfaccia individuo/ambiente. Modello di Cooper/Marshall (1978), analisi fonti di stress:
- Fonti intrinseche al job: fattori fisici/ambientali che possono incidere negativamente sul rendimento, efficienza e concentrazione.
- Ruolo dell’organizzazione: ambiguità di ruolo (mancanza di chiarezza nel compito) e conflitto di ruolo (richieste incompatibili).
- Sviluppo di carriera: ambizioni deluse, competitività.
- Relazioni di lavoro: incongruenza della posizione (ruolo non desiderato), densità sociale (spazio di vita insufficiente), personalità abrasiva (colleghi freddi e insensibili), stile leadership.
- Struttura e clima organizzativo.
Occorre non separare il livello biologico, intrapsichico e ambientale; tra individuo/ambiente esiste una relazione circolare da cui scaturiscono diversi stati di equilibrio e squilibrio. La valutazione della minaccia è determinata sia da fattori propri del soggetto (pensieri, atteggiamenti) che ambientali. La reazione è importante perché ha ripercussioni sulle abilità future.
Ambiente
- Ambiente naturale
- Eventi psicosociali
- Ambiente di lavoro
- Ambiente sociale
Individuo
- Esperienze passate
- Bisogni
- Temperamento
- Attitudini
Valutazione cognitiva della minaccia
Stato dello stress
- Adattivo: superamento problema
- Disadattivo: effetti negativi a lungo termine
Il burnout, ovvero la sindrome del buon samaritano deluso
Dallo stress al burnout
Burnout: particolare tipo di risposta allo stress negativo; termine che si diffonde a metà del 70 in USA in riferimento ad una situazione osservata con frequenza negli operatori dei servizi sociali (helping profession) = crollo morale: atteggiamento di nervosismo e irrequietezza, apatia, indifferenza, cinismo, verso il proprio lavoro.
Il burnout rappresenta dal punto di vista psicologico un particolare tipo di risposta a una situazione di lavoro sentito come intollerabile; il processo inizia quando l’operatore sperimenta una sensazione di stress o esaurimento e ritiene che essa non possa esser alleviata attraverso una soluzione attiva dei problemi che deve fronteggiare.
Porta a vari cambiamenti di atteggiamento: fuga psicologica (evitamento) nella speranza illusoria che non si aggiungerà ulteriore sofferenza alle tensioni e disagi che si stanno vivendo.
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