Riscrivere la psicologia sociale
Interesse crescente per il versante sociale della psicologia (problema dell'articolazione tra psichico/sociale, mondo privato/pubblico); oggi le rivendicazioni d'identità e storia personale sono costantemente confrontate con congiunzioni ed emozioni che ci giungono mediate dal contesto sociale: è difficile pensare di affrontare problematiche personali senza tener conto dell'universo collettivo.
Il sociale come elemento cruciale
- Elemento eziopatogenetico
- Risorsa terapeutica
Riconoscere la specificità dei processi psicologici e della situazione in cui agiscono, rintracciare le reciproche relazioni.
Perché riscoprire la psicologia sociale?
La psicologia sociale ha bisogno di essere riscoperta se la si considera come uno dei possibili strumenti di rilevazione di quella complessa realtà in cui il versante individuale e soggettivo dei problemi si articola con la dimensione sociale (una realtà in cui gli eventi personali rimandano a processi sociali in cui sono inseriti).
Psicologia sociale come una specifica via d'approccio all'articolazione processi psicologici/sociali, mondo privato/pubblico, agire del singolo/della società. Non deve essere considerata solo come area disciplinare in cui si svolgono le ricerche, si conducono riflessioni, si elaborano modelli ma come strumento concettuale specifico.
Nasce come conseguenza di quegli eventi che hanno evidenziato l'interagire delle strutture sociali con l'interagire degli uomini: per esempio, la rivoluzione francese e americana portano a una concezione diversa della persona e della società (vuol dire esprimersi, avere un'identità, dignità, creatività, partecipazione).
Eventi chiave
- Subculture provocate dall'emigrazione campagne/città
- Aree di devianza sociale
- Fenomeni come colera, tubercolosi, malattie che rendono meno funzionale la secolare distinzione paziente ricco – povero
- Organizzazione delle grandi periferie urbane
- Organizzazioni lavoratori
Nascita di punti di vista che iniziano a tener conto in modo concomitante dei due fattori (ribaltamento dell'individuale sul sociale e viceversa); è da qui che nasce la psicologia sociale soprattutto in USA, cresce rapidamente ma non in modo uniforme. Analizzare i filoni centrali che possono contribuire a fare della psicologia sociale uno strumento di rivelazione della realtà.
Fatti e teorie. Oggetti e idee
Gli oggetti della psicologia sociale comprendono gli aspetti sociali della percezione e processi cognitivi, i fenomeni relativi alle relazioni interpersonali, i fenomeni collegati alla dinamica dei piccoli gruppi a livello di comunicazione, scambio, cooperazione. Recentemente altre due aree di analisi particolare: processi di azione e linguaggio (processi di comunicazione). È una disciplina che può essere affrontata da più punti di vista.
Scuole di pensiero nella psicologia sociale
Spesso è stata definita come disciplina che ha per oggetto la relazione interpersonale: e sì, un tema specifico importante, ma rischio di comportare una chiusura scientifica di fondo (riduzionismo oggettivistico).
Esempio di Allport: insiste sul fatto che l'unico modo di studiare psicologicamente il gruppo consiste nello studiare i singoli individui del gruppo stesso perché le azioni dell'insieme degli individui non sono niente di più che la somma delle azioni di ognuno preso separatamente (ignora il concetto d'interazione). Per lui solo l'individuo è reale mentre il gruppo è solo una relazione tra cose, un'astrazione, su di esso non si può fare scienza perché non è reale.
Il pensiero scientifico moderno ha totalmente superato questa concezione a partire dalle scienze fisiche: per esempio, campo magnetico non si studiano particelle ma lo spazio in cui esistono.
Lewin: il gruppo non è l'insieme degli individui concetti, ma l'insieme organizzato delle relazioni tra gli individui stessi (la reazione non è meno reale degli individui).
Realtà sociale e soggetti umani
Analizzare i modi con cui la realtà si mostra e si relaziona con i soggetti umani, diviene essenziale il rapporto cose e soggetto e i modi in cui il soggetto si appropria della realtà sociale attraverso i processi di rappresentazione, valutazione, inferenza e tutti i modi con cui si inserisce il dato reale esterno nell'ambito dei significati oggettivi.
Rischio di riduzionismo soggettivistico: partendo dall'idea di valorizzare il ruolo attivo del soggetto nella definizione della situazione in cui agisce, rende inconsistente il contesto sociale (il mondo delle risorse, capacità, condizioni materiali e relazioni di potere in cui l'uomo è collocato).
Psicologia sociale fondata esclusivamente su un mondo soggettivizzato, costituito unicamente dalle rappresentazioni e valutazione che i soggetti danno sulle cose, eventi, situazioni.
Lineamenti della nostra analisi
Periodo XIX/XX sec: è denso di eventi sia per le vicende sociali e politiche che nella storia del pensiero. Grandi avvenimenti che cambiano la scena del mondo, i modi di pensare, rapporti tra persone, pensiero scientifico e filosofico; da qui nasce la psicologia sociale.
USA: clima culturale, politico, scientifico e filosofico che favorisce la nascita più i due orientamenti del pensiero psicologico che ne influenzano teoria e ricerca empirica (behaviorismo – cognitivismo).
Incontro con tre gestaltisti europei: Kurt Lewin, Salomon Asch, Fritz Heider che portano una cultura diversa.
Lewin non trova specifici continuatori mentre la teoria di Heider dà luogo alla teoria dell'attribuzione più teoria della dissonanza cognitiva elaborata da Festinger.
Cognitivismo: in USA è configurato come psicologia incentrata sul trattamento delle informazioni da parte della mente umana (sistema di strutture, meccanismi e processi che analizzano ciò che perviene all'individuo).
In Europa: l'ottica cognitiva assume altre forme; eventi come immigrazioni, cambiamenti cultura/costumi, crescita centri urbani; il problema centrale è il ruolo che il sociale esercita sui processi cognitivi.
Il ruolo delle idee è visto a livello di rappresentazioni sociali (Durkheim). Concetto di azione e linguaggio (analisi del discorso e studi sulla conversazione non solo come strumento di comunicazione sociale ma anche prerogativa sociocognitiva dell'essere umano).
Individuo e società nel pensiero moderno e contemporaneo
Due problemi essenziali
- Conoscenza: come l'uomo conosce e si conosce; tentativo di applicare concetti, principi e metodi derivanti dall'analisi del mondo fisico allo studio della mente, ma anche posizioni dirette a sottolineare il carattere unico e non analizzabile naturalisticamente della mente umana.
- Società organizzata: condizione indispensabile per permettere al pensiero il suo lavoro e il suo sviluppo.
In questo quadro psicologia e sociologia prendono il loro assetto scientifico e si consolidano come discipline autonome non solo da filosofia da cui sono nate ma anche da confronti reciproci: studio dell'individuo dal punto di vista dell'attività cognitiva, vita emozionale e condotte/studio delle società dal punto di vista delle strutture e processi che contribuiscono a mantenerla o cambiarla.
Divisione dei campi che rende problematico il costituirsi di una psicologia sociale.
Il contesto, la scienza, il pensiero
Il contesto sociale e culturale Il mondo europeo della seconda metà dell'800: denso di cambiamenti, fermenti, contraddizioni sul piano economico, politico, istituzionale e sociale.
- Sviluppo industria: impone nuovi modelli di vita e di relazione tra persone e classi sociali, costituisce ricchezze e genera nuove povertà; accanto alla borghesia: formazione classe operaia di grandi dimensioni (nascita di una nuova povertà che a differenza di quella delle campagne è spinta all'emancipazione individuale e sociale grazie ai movimenti socialisti), presenza delle folle non solo nei momenti di protesta ma anche di festa.
- Rottura del principio di autorità (autorità del principe deriva da dio), con la rivoluzione francese, si consolidano associazioni e partiti; il gruppo come luogo di interazione liberamente scelto, di partecipazione attiva, elementi di mediazione istituzioni/relazioni personali.
- Individualismo: contemporaneamente si consolida e assume dimensioni più critiche, individualismo inteso in senso liberale: Constant (libertà in tutto, religione, filosofia, letteratura, industria, politica); da un lato critica dal filone antindividualista reazionario che vagheggia il ritorno ad un ordine autoritario (destra europea che sfocerà nel fascismo); critica della sinistra (diritto della proprietà come diritto di godere dei propri beni e dispone senza preoccuparsi degli altri); individualismo come elemento di fondamentale tutela della libertà e dignità di ogni uomo.
Durkheim: "l'individualismo è il nostro solo fine collettivo, non ci disperde ma ci collega, non è egoismo, ma simpatia dell'uomo per l'uomo".
Scienze della natura, scienze dell'uomo e della società
L'ottica positivista domina il campo impregnando anche psicologia e sociologia in formazione; il pensiero positivista conferisce alla scienza un ruolo essenziale nella spiegazione del mondo e dell'uomo attraverso l'osservazione e sperimentazione; in particolare la scienza sovrana: fisica è lo strumento essenziale per il progredire dell'umanità.
Compte: la fisica sociale o sociologia basata sul modello concettuale e metodologie delle scienze fisiche. Fechner: la psicofisica per misurare l'evento psichico secondo i canoni delle leggi fisiche (psicologia fondata su metodo quantitativo).
Nonostante Wundt (strutturalismo) che libera la psicologia dai riduzionismi psicofisici, e Durkheim che sgancia la sociologia dai tentativi di fisica sociale: sottolineano la differenza tra scienze della natura e dell'uomo; però il concetto di scienza su cui si basano conserva l'ottica newtoniana (fare esperimenti e osservazioni) più trarre conclusioni per mezzo dell'induzione più universo stabile e immutabile regolato da leggi esprimibili matematicamente.
Ottica del meccanicismo che influenza anche le scienze umane, gli eventi sono analizzati attraverso la scomposizione negli elementi costituenti (riduttive per scienze umane).
Periodo di svolta nelle scienze naturali: Faraday e Maxwell, lo spazio non è più un contenitore vuoto di corpi alle cui caratteristiche sono affidate le cause degli eventi, ma un luogo attivo che contiene in sé la spiegazione degli eventi stessi. Con la fisica dei campi: non sono importanti le caratteristiche dei singoli elementi presenti nel campo ma le caratteristiche del campo in sé.
Fisica di Plance e Einstein: l'analisi di un universo che non entra nella nostra percezione diretta. Filosofia di Kant: le nostre percezioni non riproducono le cose, ma sono un rifacimento che dipende dalla vita e centri nervosi.
Altri studiosi approfondiscono la critica del positivismo. Dilthey distingue le scienze dello spirito: i fenomeni psicologici e sociali hanno solo una dimensione esterna ma anche un vissuto (dati vissuti dal nostro senso interno), una specifica scienza che non può essere naturale; gli oggetti delle scienze dell'uomo sono storici, connessi alle vicende storiche in cui si situano naturalismo/storicismo).
Necessità per Dilthey di una psicologia analitica e descrittiva capace di cogliere la singolarità e comprensione.
Una psicologia individualistica
Le fondazioni della psicologia scientifica Compte: non c'è posto per la psicologia nel suo sistema di scienze (lo studio dell'uomo è affidato a sociologia e biologia) anche Helmholtz non lontano dallo spirito positivista: considerare tutti i fenomeni come soggetti a leggi naturali invariabili.
Condillac: già nel 700 "analizzare un corpo significa scomporlo per osservarne separatamente la qualità e ricomporlo per cogliere il complesso delle qualità riunite".
Wundt: principio di scomporre in unità minimali di conoscenza ai fatti di coscienza e collegarli secondo i principi dell'associazione impliciti nella tradizione empirista; riduzionismo: identificazione dei fenomeni psicologici con quelli fisiologici.
Stuart Mill: "gli esseri umani in società non hanno altre proprietà di quelle derivate dalle leggi della natura dell'uomo singolo", società come somma di individui.
La psicologia postwundtiana non mette in dubbio l'assunto principale secondo cui la psicologia è scienza dell'esperienza diretta, non mediata dal mondo. 3 limiti di Wundt: elementismo /frantumazione atto psichico), irrilevante presenza del soggetto, soggetto a nudo di fronte al mondo, in relazione diretta con esso (l'esperienza che l'uomo fa del mondo non può mai essere totalmente diretta, è sempre mediata da strumenti, tecnologie, saperi altrui, linguaggio).
L'intenzionalità e l'atteggiamento fenomenologico
Psicologia dell'atto di Brentano: per la psicologia non sono rilevanti i contenuti di coscienza (sensazioni, percezioni, immagini) ma gli atti intenzionali (il sentire, percepire...). Intenzionalità = il rapportarsi del soggetto all'oggetto, l'oggetto ha caratteristiche proprie, ma diventa esistente solo quando diventa oggetto di un atto, da essa prende le mosse la Gestalt e la fenomenologia di Husserl.
Contro la psicologia di Brentano, Frege: "il concetto è qualcosa di oggettivo che non è costruito per opera nostra: il n. 3 resta tale indipendente da ogni intervento soggettivo".
Fenomenologia: intuizione che nasce dall'esperienza vissuta che la coscienza fa degli oggetti (un'intuizione non empirica o psicologica ma categoriale che a partire dall'oggetto ne coglie l'essenza. Fenomenologia come scienza dell'essenza e idee (coscienza come vissuto soggettivo).
Gestalt: non si centra sulle essenze, ma sui dati fattuali della nostra conoscenza del mondo (Kolher, Koffka, Wertheimer); analisi del mondo nella sua immediatezza e globalità senza postulare mediazioni, scomposizioni, ricostruzioni. Il dato primario della conoscenza non sono sensazioni elementari, ma un mondo già organizzato e strutturato. L'indagine psicologica è diretta a rintracciare le leggi di questa strutturazione che regolano il nostro contatto col mondo. L'analisi strutturale parte dell'insieme e non dalle parti perché è il tutto che dà significato alle parti; quest'analisi dinamica è stata condotta dalla Gestalt usando il costrutto di CAMPO (derivato da fisica: esso ha proprietà che dipendono non dalle proprietà delle particelle singole, ma dai loro rapporti, equilibrio).
L'altra scena dello psichico e del sociale (psicoanalisi)
Psicologia ufficiale: coscienza come luogo privilegiato più la normalità è condizione fondamentale della mente e della vita psichica. Psicoanalisi: inconscio più malattia come terreno privilegiato Inconscio: è costituito da rappresentazioni pulsionali che aspirano a scaricare il proprio investimento (desideri), dipende unicamente dal principio di piacere. La disillusione rompe questo stato di autorappresentazione e insatura il rapporto con il mondo (principio di realtà): l'essere umano entra così nel sociale in modo problematico (processi di rimozione e fantasie che si oppongono ai valori e ideali della vita).
Il sociale è inteso come insieme delle norme che fondano l'identità della cultura umana. "Totem e tabù": orda primitiva retta da un capo con poteri assoluti su tutti in modo uguale, ucciso e divorato il padre da parte dei fratelli, nel divorarlo compiono l'identificazione col padre, inizio delle organizzazioni sociali, restrizioni morali e religiose, nascita del tabù dell'omicidio, religione e incesto.
"Psicologia delle masse e analisi dell'io": all'interno di una massa il singolo subisce una modificazione spesso profonda della propria attività psichica, la sua affettività è straordinariamente esaltata ed è equiparato agli altri individui appartenenti alla massa; fenomeno di contagio sociale in cui il soggetto cede molto di sé agli altri, soprattutto al capo-guida. Nella massa nascono omogeneità e sentimenti di uguaglianza, imitazione del narcisismo e naturale aggressività verso l'altro, si crea un legame lipidico con gli altri a causa di pulsioni amorose deviate rispetto alle loro mete originarie (sublimazione e identificazione). Il capo tiene unita la massa. All'origine c'è sempre il mondo della pulsione e del conflitto: la socialità è una derivazione del conflitto interiore.
Il soggetto, il fatto sociale, l'azione
La sociologia dopo Compte: in Durkheim è diretta a distinguersi da ogni idea di fisica sociale. In Germania c'è Weber.
Il primato scientifico e morale del sociale: Durkheim
Il sociale: è una dimensione che trascende lo psichico (il fatto sociale manifesta il suo primato sul fatto psichico: può essere analizzato solo in base ad altri fatti sociali senza bisogno di alcun risultato al fatto psicologico, si spiega solo in base a fattori sociologici).
Il sociale si impone sull'individuo determinando comportamenti e idee, alcune si generalizzano e diventano rappresentazioni collettive (religioni). La società è tenuta insieme dalla solidarietà che affonda nella coscienza collettiva (come un collante sociale, condizione base della vita associativa umana: può subire momenti di rottura, sconvolgimenti ma persiste perché posta al di là delle vicende individuali). Può essere meccanica (tipico delle società primitive con lavoro indifferenziato) e organica...
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