Bisogni educativi speciali
I programmi vigenti nella scuola elementare, nel quarto paragrafo della II parte della premessa generale, espressamente sostengono: “l’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione nell’ambito dell’istruzione obbligatoria, non può essere impedito dalla presenza di difficoltà nell’apprendimento scolastico, siano esse legate a situazioni di handicap o di svantaggio che, peraltro, non vanno tra loro confuse”.
Integrazione scolastica dei disabili
Il problema della integrazione scolastica dei disabili era già stato avvertito da lungo tempo, sia dal punto di vista morale e sociale, che da quello pedagogico, ma è stato arduo tradurre queste esigenze in iniziative concrete, per tutti i problemi di ordine educativo, didattico ed organizzativo che comportavano. La sensibilità nei confronti del problema dei disabili viene posta in evidenza con i movimenti del ’68, che chiedevano la tutela ed il rispetto di tutti i diritti dell’individuo, attirando l’attenzione dell’opinione pubblica, dei fanciulli “svantaggiati”, ed in particolare delle famiglie sul problema della “ghettizzazione” delle scuole speciali.
Iniziative legislative in Italia
Già nel ’68 nella scuola materna statale, e poi nel ’70 nelle elementari, con le classi di “rotazione”, si sono avuti i primi tentativi di inserire alunni svantaggiati in sezioni normali. Nel 1971 il parlamento italiano emanò la legge n.118 in favore degli invalidi e mutilati civili. In essa, si leggeva, tra l’altro, che per gli “irregolari psichici” e per gli “insufficienti mentali” l’istruzione obbligatoria doveva avvenire nelle classi normali della scuola pubblica a meno che le deficienze intellettive o le menomazioni fisiche non fossero tali da non permetterlo. Il 21 dicembre dello stesso anno, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite promulgava la “Dichiarazione dei diritti degli handicappati mentali”.
Legge n.517/77
Nel 1975, con la Circolare n.227, il Ministero della Pubblica Istruzione previde, sia pure in via sperimentale, l’inserimento nelle scuole materne, elementari e medie degli alunni in difficoltà di apprendimento o di adattamento affetti da disturbi fisici e psichici. Ma la legge che recepiva a pieno le istanze della società sull’argomento è stata la n.517/77; essa sanciva altresì, il diritto allo studio di tutti i bambini “handicappati” e “normodotati”, con l’obbligo da parte della scuola di rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, nel rispetto dell’art.3 della Costituzione.
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Lezione 1: esame Psicologia dei bisogni educativi speciali
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Psicologia generale
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Bisogni educativi speciali