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PRIMA PARTE: ORIGINI DELLA PSICOLOGIA

LEZIONE 1:

La psicologia ha poco più di un secolo ma ha una lunga tradizione dal pensiero

occidentale in questi due ambiti appena citati. Quando noi pensiamo a un

problema psicologico generale, scopriamo che in realtà tutti i filosofi occidentali

ci hanno pensato, anche Platone (mondo delle idee) e Aristotele. Non c’è

filosofo che non si sia occupato della memoria, interrogato, ecc…

Allo stesso modo anche gli scienziati, i medici dell’antica Grecia lo hanno fatto

(classificazioni della persona di Ippocrate). Già Ippocrate si chiedeva come

curare le malattie psichiatriche

Oggi emerge la necessità che la psicologia sia una disciplina autonoma sia nel

metodo che nei suoi contenuti.

I temi della psicologia si trovano anche in altre discipline, ma per spiegarli

dobbiamo porli sul piano scientifico e capire come studiarli, che metodo

efficace usare per formulare le teorie (es. flusso di coscienza e Joyce)

La psicologia:

Vuole trovare e ha gli strumenti efficaci per spiegare un costrutto

 psicologico.

I problemi sono i “problemi di sempre”

 Si occupa quindi di comprendere e spiegare i fenomeni mentali con rigore

 scientifico e attraverso ipotesi e teorie.

In quanto scienza, essa muta in continuazione a mano a mano che si

 acquisiscono nuove conoscenze.

Madre di tutte le questioni psicologiche, Le grandi dicotomie sono:

 Eredità-Ambiente

 Innato – Appreso

 Biologico – Ambientale

 Mente – Corpo

 Mente – Cervello

Nella storia del pensiero ci sono sempre state grandi dicotomie. È più

importante il peso dell’eredità o il peso dell’ambiente?

ES. L’autismo è un disturbo ereditario o è un processo di relazione-legame

distorto madre-bambino? Queste due impostazioni possono avere esiti molto

diversi, oggi comunque sappiamo che la madre non c’entra assolutamente

niente con l’autismo.

Quando si affronta un problema di natura psicologica queste dicotomie sono

molto importanti, perché a partire da essere possiamo costruire ipotesi e teorie

sul funzionamento della mente.

Noi siamo abituati nella cultura occidentale a tagliare con l’accetta queste due

realtà, quella del funzionamento della macchina/corpo e della mente.

Un neurologo sapeva poco delle malattie psichiatriche e viceversa.

Queste dicotomie hanno portato a dei modelli teorici che ancora adesso

discutiamo.

ORIGINI DELLA PSICOLOGIA:

- Filosofia (innatismo ed empirismo)

- Scienza (Galilei, Darwin e la biologia)

INNATISMO: CARTESIO (1596-1650)

- Res cogitans: mondo del pensiero e perciò degli eventi mentali e psichici

- Res extensa: organismo biologico

- Dottrina delle idee innate: costituenti i principi basilari (Dio, il Sé, gli

assiomi matematici ecc…)

Cartesio è stato il filosofo che più si è interrogato sul rapporto corpo-mente.

Ha polarizzato lo studio della mente (della natura dell’uomo) tenendola

separata dallo studio del corpo umano. È un po’ colpa sua se c’è questa

dicotomia mente-corpo così netta e divisa.

Lo scienziato studia l’apparato tecnico e meccanico e quindi biologico di un

essere vivente, ma non può accedere a una riflessione teorica che ha a che

fare con una natura più complessa che è la natura dei suoi processi mentali.

Secondo Cartesio alcuni dei nostri costrutti mentali discendevano da un’entità

superiore, cioè Dio. Le strutture più astratte del nostro pensiero non erano

studiabili scientificamente, ma solo comprensibili dal punto di vista filosofico.

Sul piano epistemologico la comprensione e lo studio sono due cose diverse.

Cartesio è un innatista puro e attribuisce molta rilevanza alla natura biologica

che determina l’evoluzione di molti processi. Anche l’ambiente ha un ruolo, ma

l’elemento determinante è dato sulla base delle caratteristiche che noi

abbiamo come specie.

ES: Un bambino non sa il senso di Sé, ma lo conoscerà perché biologicamente

diventerà un uomo, e questa è una caratteristica sua e non degli altri animali.

ES: Il cane ha idee innate solo legate alla sua sopravvivenza di cane, quindi

diverse da noi.

EMPIRISMO

Locke (1632-1705) -> relazioni si instaurano con l’ambiente. Stimolazione di

organi di senso giunge alla mente e produce esperienza dell’ambiente. (VS

Cartesio) esse est percipi:

Berkeley (1685-1753) -> il mondo esiste solo perché è

percepito (esiste un mondo perché c’è qualcuno che lo guarda)

Quello che noi siamo è l’esito di una relazione evolutiva che si instaura con

l’ambiente. L’esperienza dell’ambiente è un dato assolutamente intrinseco.

L’organo di senso è quindi l’interfaccia tra noi e il mondo. Senza di esso,

perdiamo una parte del mondo. Noi rileviamo le differenze nel mondo con le

nostre capacità percettive.

Galileo Galilei (1564-1642) e Charles Darwin (1809-1882)

Due figure estremamente importanti per la storia del pensiero scientifico

(Galilei) e per la storia dell’uomo (Darwin)

Il metodo sperimentale/galileiano è volto alla formulazione di leggi che

regolano il verificarsi di un evento in funzione di variabili definite. È il nostro

modo di affrontare un problema dal punto di vista scientifico. È

un’impostazione che vuole a partire da un’osservazione sperimentale formulare

una legge che mi possa predire l’occorrenza di un evento in funzione di variabili

ben definite.

“Il metodo che seguiremo sarà quello di far dipendere quel che si dice da quel

che si è detto, senza mai supporre come vero quello che si deve spiegare” (De

motu). Non supponiamo mai come vero quello che si deve ancora spiegare.

Faccio un’ipotesi sulla base di conoscenze che avevo già, e questa ipotesi deve

passare al vaglio di una osservazione per diventare una legge scientifica.

Alla base del nostro modo di procedere in psicologia c’è il metodo

sperimentale.

L’evoluzionismo darwiniano influenzò la ricerca psicologica mettendo in

evidenza lo sviluppo filogenetico del cervello in relazione alla complessità del

comportamento (filogenesi: da uno stato primordiale ad

Lo sviluppo filogenetico del cervello

uno sviluppo sempre più complesso di evoluzione) nelle teorie di Darwin ha

come punto di origine gli organismi unicellulari. Noi siamo gli ultimi sviluppati,

ma non per questo siamo i migliori. Lo sviluppo filogenetico del cervello ha

anche provocato stati mentali di un certo tipo e un certo tipo di consapevolezza

dell’ambiente, una maturazione di funzioni cerebrali che ci permette di vivere

nell’ambiente che ci circonda. Abbiamo sviluppato delle competenze che

rendono efficiente la convivenza con l’ambiente. L’adattamento ad ambienti

diversi produce un arricchimento cognitivo. Quanto più ricco è l’ambiente di

un animale, tanto un più quell’ambiente produrrà incremento di produzione, e

quindi possibilità di sviluppare strutture mentali più complesse. Questo ha

prodotto nel tempo anche una modificazione del sistema nervoso centrale.

Prima di Darwin c’era la teoria di fissità tra le specie (no legami tra specie

diverse). Secondo Darwin le specie sono strettamente legate, noi stessi

discendiamo dalle scimmie!

La storia della vita viene indagata con gli strumenti della scienza da appena

200 anni. Essa ricostruisce l’evoluzione a partire dai fenomeni fisici e biochimici

che siamo in grado di osservare.

Ogni nuovo DNA sarebbe identico a quello precedente se non fosse che, per

una mutazione occasionale e rara, nuovi cambiamenti vengono introdotti e

questi rendono possibile l’evoluzione. (questo lo abbiamo capito dalle teorie di

Darwin). Se questa rarissima mutazione produce un organismo che si adatta di

più all’ambiente, questa mutazione allora si mantiene.

ES: un certo virus stermina una popolazione.

La generazione successiva porterà il DNA di chi è sopravvissuto al

o contagio perché provvisto di una resistenza genetica portata da una

particolare mutazione.

Se questo qualcuno era resistente, allora anche i suoi discendenti

o saranno resistenti

La selezione filtra automaticamente i tipi che riescono meglio a sopravvivere

 e riprodursi ambiente per ambiente e circostanza per circostanza

 La selezione è un meccanismo di filtro che fa sopravvivere chi è più

resistente.

 La selezione naturale interviene ovunque vi sia riproduzione e mantiene in

vita le specie nel modo più efficiente.

“L’origine della specie”

 Studia il tutto con (1859) in cui spiega la selezione

“la natura seleziona tratti che in un determinato ambiente

naturale:

favoriscono la sopravvivenza e la capacità di riprodursi”

La teoria dell’evoluzione per selezione naturale e mutazione: le specie viventi

evolvono:

Sotto la spinta del caso

 Sotto la spinta della necessità (le condizioni ambientali cambiano per

 azioni di forze naturali, non sotto il controllo dell’uomo.

La teoria dell’evoluzione ci ha dato una chiave di lettura di come l’uomo

funziona e dice che lo psicologo è colui che studia come vengono messi in atto

dei comportamenti in relazione all’ambiente. L’evoluzione ha il compito di

spiegarci perché alcuni processi cognitivi si sono orientati in una direzione che

è quella dell’adattamento all’ambiente.

«il non dovermi guadagnare il pane quotidiano mi ha sempre lasciato grande

disponibilità di tempo. Perfino la salute malferma, che pure mi ha fatto perdere

molti anni di attività, mi ha dato qualche vantaggio, proteggendomi dalle

distrazioni della vita sociale e dei divertimenti. Il mio successo come uomo di

scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto, mi sembra, a diverse e complesse

qualità e condizioni intellettuali. Le più importanti sono state: l’amore per la

scienza, un’infinita pazienza nel riflettere lungamente su ogni argomento, gran

diligenza nell’osservare e raccogliere dati di fatto, e una certa dose di

immaginazione e di buon senso. E’ davvero sorprendente che con doti così

modeste io sia stato capace di influire in modo tanto notevole sulle opinioni

degli scienziati su alcuni importanti problemi» “L’espressione delle emozioni

Darwin nel 1865 scrisse un trattato importante:

nell’uomo e negli animali”, i cui punti cruciali sono:

L’espressione delle emozioni negli esseri umani ha il suo corrispettivo nel

 comportamento di altre specie, nel quadro di una comunanza di forma e

funzioni

Espressioni funzionali come rabbia, sensibilità e attaccamento sono

 espressioni che noi condividiamo con altri animali.

C’è un filo rosso lungo tutta l’evoluzione, e sono e emozioni. Questo è un

 aspetto di continuità tra l’uomo e gli animali.

Il legame tra psicologia e biologia è insito nel modello stesso. Ogni interazione

nell’ambiente causa un’alterazione che nel tempo diventerà sempre più

importante se è adattiva, altrimenti no.

L’evoluzione è importante anche in ambito culturale. Esiste l’evoluzionismo

culturale. Ci sono errori che non rimangono, e trasformazioni migliori che

rimangono.

LEZIONE 2:

La Biologia spiega:

la morfologia(struttura)

 la fisiologia (funzione)

 l’ontogenesi (crescita e decadimento del percorso individuale.)

 (Principles of psychology, James

La psicologia si inserisce allo stesso modo

1890), grazie alle ricerche di Darwin: James dice che lo studio della psicologia

è lo studio delle funzioni che hanno consentito l’adattamento all’ambiente delle

specie viventi. In questi termini James è il padre dell’etologia (=studio del

comportamento animale), oltre che della psicologia.

JAMES->FUNZIONALISMO, scuola.

JAMES: che cosa caratterizza il “mentale”? la mente ci “serve” (funzionalismo

vs. strutturalisti, si focalizzano su come è fatta la mente) per adempire agli

scopi futuri e alla scelta di mezzi per conseguirli. Per questo la mente è in

continuo movimento e non è frammentabile in elementi separati. È un flusso

(stream of consciousness, thought) che lavora per proporci soluzioni sulla base

di interazioni che abbiamo con l’ambiente. Risponde al nostro bisogno primario

che è quello della sopravvivenza (es. riproduzione).

TITCHENER (1867-1927) ->STRUTTURALISMO, scuola (di cui fa parte

anche Wundt)

Si sofferma invece sul metodo dell’introspezione: isolare i costituenti di una

data formazione cosciente. La mente è la struttura risultante di molteplici

elementi. The postulates of a structural psychology (1898) Structural and

Due trattati: +

functional psychology (1899)

Lo strutturalista dice “Voglio cercare di capire che cosa c’è e in quale quantità e

non per che cosa c’è”. Lo scopo dello psicologo è triplice:

1. Analizzare le esperienze concrete nelle sue componenti più semplici

2. Scoprire quali sono le leggi che governano la loro combinazione

3. Mettere in connessione con le loro condizioni fisiologiche.

NASCITA DELLA PSICOLOGIA SCIENTIFICA WUNDT (1832-1920): teorico e

scienziato

Lipsia, 1879= primo laboratorio. Perché è così importante? Luogo in cui

possiamo osservare un fenomeno attraverso il metodo sperimentale:

identificazione, controllo, qualificazione.

Qual è l’oggetto di studio? L’esperienza umana cosciente. Egli basa le sue

teorie su:

ELEMENTISMO: esperienza nei suoi contenuti elementari (es. una penna

o non è una penna ma un oggetto rigido che occupa una superficie ecc..

cioè la descrizione di un oggetto; noi diciamo penna perché abbiamo in

noi il concetto di penna)

ASSOCIAZIONISMO: leggi che regolano l’associazione dei contenuti

o semplici in formazioni psichiche complesse

ORIENTAMENTI DELLA PSICOLOGIA DEL ‘900:

1. STRUTTURALISMO (USA)

2. FUNZIONALISMO (USA)

3. COMPORTAMENTISMO (USA)

4. FENOMENOLOGIA (EURO) – studi sulla percezione

5. COGNITIVISMO (USA, EURO)

6. PSICOANALISI (EURO)

7. PSICOLOGIA COGNITIVA: SCUOLA DI WUTZBURG, EPISTEMOLOGIA

GENETICA DI PIAGET, VYGOSKIJ (EURO)

8. PSICOLOGIA UMANISTA

WATSON (1875-1958) ->COMPORTAMENTISMO O BEHAVIOURISM,

ovvero una evoluzione dell’impostazione rigorosamente definita data da Wundt

(“la psicologia deve abbandonare la teoria ed entrare in laboratorio per

diventare una scienza”). L’esigenza è capire il comportamento umano rispetto

a determinate situazioni ambientali. “Psychology as the Behaviourist view it

Nel 1913, negli Usa, Watson pubblica

(la psicologia dal punto di vista di un comportamentista)”.

Perché il nord America? Grande sviluppo industriale, bellico e culturale. Società

nuova che vuole imprimere la sua ombra sulla società del tempo.

L’industrializzazione aveva comportato una certa necessità anche della

psicologia (es. quante ore bisogna dormire per far fruttare di più? Come

miglioriamo l’apprendimento? prime scale di misurazione dell’intelligenza, ecc)

Oggetto di studio di Watson è la psicologia come settore delle scienze naturali

del tutto obiettivo e sperimentale, che ha come obiettivo la previsione e il

controllo del comportamento (che servivano moltissimo in quel contesto

ambientale e culturale). Per un comportamentista non c’è differenza tra uomo

e animale (=Darwin), anzi tendenzialmente potrei preferire lavorare su un

animale piuttosto che su un essere umano

LEZIONE 3:

La scuola che si è imposta a più ampio spettro partendo dal nord America e

arrivando all’Europa è il comportamentismo

Essa è una scuola particolarmente importante e ha due periodi

Comportamentismo classico

• (fino agli anni ’30), di cui Watson è il principale

esponente

Neocomportamentismo

• (tra gli anni ’30 e ’50) con modelli teorici del

comportamento umano. Il modello inizia ad entrare in crisi e ci si rende conto

che qualcosa deve essere cambiato.

FONDAMENTI TEORICI GENERALI:

Abbandono della speculazione di carattere filosofico; la psicologia deve

 avere uno statuto autonomo e deve essere considerata all’interno delle

discipline scientifiche

Rifiuto di qualsiasi riferimento ai processi mentali che determinano un

 black box

dato comportamento (viene utilizzata la metafora della per

parlare della mente, intendendo non che è vuota, bensì che non è

speculabile, non si può studiare e capire direttamente)

Bisogna adottare rigidamente un modello S-R (= stimolo - risposta); È

 un modello rigido dove Watson vuole analizzare il comportamento umano

a partire dall’apprendimento, perché è tramite quello che impariamo

come rapportarci all’ambiente.

Lo sviluppo dell’uomo è basato sull’interazione con l’ambiente, che lo

 modifica.

Se è vero che l’apprendimento è una relazione fra noi e l’ambiente, i

 comportamentisti sono contro ogni innatismo. Il nostro comportamento

non è in nessuna misura legato a fattori genetici o ereditari. La genetica

è una scienza importante ma ha un ruolo irrilevante o inesistente nei

comportamenti.

Tabula rasa: i comportamenti umani non sono predeterminati da fattori

 genetico-ereditari (tutt’oggi la cosa è ancora molto discussa, non è ben

chiaro se hanno maggior peso i fattori genetici o quelli

ambientali/culturali)

Lungo l’evoluzione noi siamo pi

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher scu.ev di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Occhionero Miranda.
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