Intelligenza agonistica
Competizione: dialogo evolutivo con l'inconscio
Intelligenza agonistica: permette l'integrazione tra corpo, mente e ambiente tramite i cinque fattori che la compongono: sincronia, forza, energia, ritmo e attivazione (SFERA). L'approccio di tale modello è di origine costruttivista e origina dallo studio di atleti professionisti. Lo sport è un ottimo campo di osservazione in cui osservare e rilevare il funzionamento della IA, poiché l'attenzione verso i segnali del nostro corpo e quelli dell'ambiente intorno sono fondamentali per un'ottimale prestazione e il regolamento del comportamento dell'atleta. Tale connessione mente-corpo è alla base dello sviluppo dell'AI.
Nella prestazione ottimale dell'atleta, ma anche in tutte le scelte importanti della vita, collaborano la parte inconscia e la parte razionale (SFERA e NooSFERA):
- La parte inconscia: è il nostro pilota automatico, serbatoio di risorse a disposizione dell'individuo, che conosce la soluzione al problema. Elabora le informazioni prima che l'evento diventi consapevole.
- La parte razionale: cerca la soluzione nel problema, un imprevisto non conosciuto (NooSFERA), relativo alla nostra coscienza.
Un atleta perfetto: è quello che gareggia totalmente con il suo inconscio, senza bisogno di razionalità, se non per definire volontariamente il suo obiettivo. L'IA permette l'armonia: porre in ordine e regolare i fattori che intervengono nella performance. Grazie alla connessione mente-corpo, lo svolgersi degli eventi è fluido, inconscio e spontaneo. Dunque la performance non è solo allenamento e impegno, ma anche capacità di trovare una nuova chiave di volta (NooSFERA: fonte di soluzioni creative). La IA si muove agilmente fra tutte le componenti del pensiero istintuali, razionali e irrazionali, inconsce. Per questo motivo ama la competizione, fondamentale per sopravvivere ed evolversi nell'uomo. Competizione nel suo significato originale aveva una sfumatura di compartecipazione, unione del singolo con tutte le sue parti, con l'ambiente e con l'avversario.
Psicologia dell'integrazione corpo-mente-ambiente
Psicologo dello sport: il compito principale non è quello di consolare e motivare l'atleta, ma quello di favorire la massima integrazione delle capacità tecniche, fisiche e mentali dell'atleta con l'obiettivo di permettergli di competere con la totalità delle proprie risorse a disposizione. Favorire cioè l'integrazione delle competenze, ridurre al minimo la casualità della prestazione, favorendo il problem solving come attitudine mentale, ricavando quindi dalla stessa casualità un apprendimento continuo. Ogni squadra è una micro-comunità, caratterizzata da dinamiche simili a quelle della vita ordinaria, seppur amplificate e accelerate.
Dunque lo psicologo dello sport è lo studioso d'eccellenza dell'IA e della connessione mente-corpo-ambiente nel superamento delle sfide. (Aree neocorticali dei lobi parietali, impegnati nella connessione con se stessi e l'ambiente). Psicologia ambientale: studia l'interazione fra persona e ambiente, tra ambiente e comportamento. In particolare: i meccanismi di introiezione dell'ambiente tramite la costruzione di mappe mentali.
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La persona:
- Sistema dinamicamente organizzato, basato sul comportamento con scopi umani, motivi e dotati di significato. Il sistema integra il fare con il pensare. Il comportamento è il risultato di un continuo confronto tra bisogni interni e opportunità esterne, influenzato anche dal contesto sociale.
- Ruolo centrale dei processi cognitivi e emozionali, al fine di costruire la relazione fra persona e ambiente.
- Il cambiamento caratterizza la persona nelle sue transizioni con l'ambiente.
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L'ambiente:
- Sistema dinamico spazialmente e temporalmente definito che comprende aspetti fisici, sociali, simbolici e culturali.
- Percepito in modo diverso da ogni individuo, è però neutro, la consapevolezza di esso avviene in conseguenza di un cambiamento.
- Sistema aperto a vari processi.
L'individuo necessita di un preciso stato mentale che gli permetta di cogliere tutte le informazioni utili a tale scambio, permesso appunto dall'IA e dall'ascolto consapevole e dall'integrazione. Tutto questo lavoro è volto ad un unico obiettivo: generare Ordine. Lo psicologo dell'integrazione raggiunge tale obiettivo lavorando sull'idea di polarità: ogni fenomeno è definito da una polarità, tra cui estremi si sviluppa un ritmo, un'oscillazione: un polo conduce all'altro tramite un flusso di energia costante. Vittoria e sconfitta sono due polarità di uno stesso continuum che chiamiamo competizione: quando vinco si è stati coerenti con le migliori sensazioni, quando perdo si è ancora coerenti con il bisogno di apprendimento continuo.
Teoria della complessità
Teoria applicata a numerosi fenomeni: sociali, economici, aziendali, psicologici etc; a cui si riferiscono alcuni concetti del modello SFERA. L'aspetto interessante della teoria è quello delle diverse zone di collocazione dei sistemi complessi: possono trovarsi in:
- Una zona ordinaria: la capacità creativa ed evolutiva è scarsa.
- Una zona caotica: i sistemi hanno una sufficiente stabilità per evolvere.
- Una zona intermedia "orlo del caos": rappresenta il compromesso giusto fra evoluzione e stabilità.
Altro aspetto interessante è la distinzione fra sistemi complicati (pc, motore) e sistemi complessi (mente). Attraverso i sistemi complessi misto ordine-disordine si può accedere alla risoluzione di un problema complesso.
Teoria delle intelligenze multiple, Gardner: ipotizzò l'esistenza di 8 tipi di intelligenze diverse:
- Intelligenza linguistica (poeti): Abilità di linguaggio, sensibilità al significato delle parole, al suono, all'ordine delle parole.
- Intelligenza logico-matematica (scienziati): Comprensione del mondo attraverso le intuizioni delle azioni che si possono compiere sugli oggetti, pensare per modelli e sintetizzare.
- Intelligenza musicale (compositori): Sensibilità al ritmo e al suono.
- Intelligenza spaziale (scultori o piloti d'aereo): Comprendere, percepire e trasformare lo spazio.
- Intelligenza corporeo-cinestetica (atleti/ballerine): Espressione e comunicazione attraverso il corpo, padronanza dei movimenti.
- Intelligenza interpersonale (commercianti/insegnanti): Capacità di osservazione delle persone, delle loro intenzioni e motivazioni.
- Intelligenza intrapersonale (persone che conoscono molto bene se stesse e che con se stesse hanno buon rapporto): Conoscenza del proprio mondo interiore, immaginazione, originalità, disciplina (filosofi, psicologi, pensatori).
- Intelligenza naturalistica: Capacità di riconoscere e trattare l'ambiente naturale (educatori).
L'intelligenza non risiede solo in noi, ma anche nel contesto in cui viviamo; gran parte dell'intelligenza che utilizziamo si trova nelle risorse umane e nei materiali che ci circondano. L'IA si nutre di competenze non solo proprie, ma anche delle persone con cui l'individuo si trova ad interagire.
Differenza tra intelligenza competitiva e IA
Intelligenza competitiva: questo concetto è utilizzato nel campo economico; è costituita nell'atto pratico da azioni di ricerca, analisi, trattamento, diffusione e protezione dell'informazione utile all'azienda in base ai progetti a medio-lungo termine. Cioè lavora per trovare all'esterno le informazioni funzionali per operare in maniera competitiva nel mercato di riferimento. Ha tre punti chiave:
- È una pratica di business etica e legale – distinta dallo spionaggio industriale.
- L'ambito è economico.
- Implica la raccolta di informazioni e la conversione di questi in intelligenza a favore decisionale dell'impresa.
Il suo obiettivo è lo sviluppo, il giocare in anticipo (punto comune con IA), attraverso la comprensione delle debolezze e punti di forza riorganizzati sulla base dell'intelligenza sviluppata. Comprende per questo: intelligenza operativa, tattica nel presente e strategica nel lungo periodo.
Intelligenza agonistica: insieme delle competenze insite nella naturale tendenza dell'essere umano di progettare, affrontare, superare e prevedere le sfide in ogni campo della vita con se stesso, gli altri, con l'ambiente. Consiste nell'utilizzare le risorse personali psichiche, fisiche e tecniche in vista della meta da raggiungere. Si tratta di intelligenza del corpo che conosce la soluzione prima che la mente ne sia consapevole.
L'IA accompagna ogni nostra decisione e necessita di un confronto con le nostre risorse interne ed esterne e dello sviluppo di una conoscenza propria, altrui e ambientale. Dunque è in continua evoluzione ed è nostro compito alimentarla e accrescerla. Va oltre il meccanicismo, le scelte programmate e calcolate, si veste di finalità, di mistero, attinge alla NooSFERA, all'ignoto per rendere efficace e geniale la scelta che stiamo per fare.
SFERA e IA: le componenti che la compongono possono essere allenati e sviluppati. Le leggi di connessione sono la generazione e il controllo. Il livello di prestazione è relativo alla capacità di rendere dominante ogni fattore di SFERA e la genialità agonistica è la capacità di gestire e interpretare la NooSFERA, cioè sulla casualità e sull'ignoto. Questo significa: reagire in modo flessibile, trarre vantaggio dalle circostanze, riconoscere l'importanza di ogni fattore nella situazione, trovare le somiglianze nelle diverse situazioni, sintetizzare nuovi concetti partendo da quelli vecchi e ricollegandoli in modo nuovo, nuove idee, distinguere allenamento da competizione, integrare gli aspetti fisici, tecnici, mentali e strategici nella sfida in atto.
La connessione agonistica con il nostro inconscio risiede nel Viaggio (diverso dallo spostamento); esso è il movimento verso la realizzazione di nuove esperienze.
SFERA: il principio ordinatore della prestazione
Il professore Vito Mancuso individua nella natura un Principio Ordinatore impersonale che fa coincidere con l'idea di sapienza: il mondo si costruisce seguendo un inconsapevole ed impersonale principio ordinante. L'energia a disposizione dell'atleta tende a regolarsi e prendere forma in base a tale principio; egli dovrebbe riuscire a riconoscerlo e a modulare le proprie sensazioni e azioni su questa naturale tendenza acquisendo in questo modo la chiave d'accesso alla NooSFERA. Accedendo sempre di più a visioni nuove e nuove idee attraverso la NooSFERA, troverà più motivazione e più piacere in quello che sta facendo.
Questo avviene attraverso il lavoro sinergico di mente conscia e inconscia: nel primo caso possiamo sincronizzarci con il fluire degli eventi, nel secondo controllare la correttezza del processo.
Effetti nella gestione delle sfide:
- Riduce la casualità nella prestazione.
- Facilita problem solving.
- Corrispondenza tra prestazione potenziale e prestazione reale.
- Emozioni come allenate.
- Integrazione corpo-mente-ambiente e materiali.
- Sviluppa IA.
- La mente inconscia è in sincronia con gli eventi.
- La mente razionale agisce in economia, attuando le piccole correzioni contingenti.
- Si identificano nuove connessioni e nuove leggi sulla prestazione.
La relazione tra ordine e disordine: ogni uomo deve essere compreso insieme al suo contesto di appartenenza e della sua rete di relazioni umane. Quello che accade al di fuori non ci porta solo informazioni, ma ci perturba, mettendo in crisi l'ordine stabilito nell'individuo. Due sono le reazioni possibili: l'aumento di caos, che è conseguenza di un allontanamento dal presente e determina una perdita di sincronia con se stessi e gli altri in un'illusione di ordine; oppure muoversi verso un nuovo ordine, le percezioni vengono trasformate in informazioni utili per identificare il nuovo Principio Ordinatore, in un'immersione totale del tempo. Importante nella generazione del nuovo ordine è il concetto di flow: flusso, generazione di un equilibrio che fluisce.
L'IA permette lo sviluppo e l'ampliamento continuo della nostra sfera mentale, attraverso un cammino che ricorda per certi versi il Processo D'Individuazione di Jung, la tensione al Sé, che in questo caso è tensione a SFERA.
I 4 quadranti della SFERA: il processo di evoluzione individuale:
- I° quadrante: Sfera-Mandala-> rappresentazione grafica della SFERA allo stato attuale e valutazione del livello di presenza di ogni fattore.
- II° quadrante: Sfera-Key.
- III° quadrante: Sfera-Flow.
- IV° quadrante: NooSFERA.
Riconoscimento, sviluppo, utilizzo dell'IA: SFERA
SFERA come modello, metodo e tecnica:
Due leggi che regolano la SFERA come Principio Ordinatore:
- Legge di generazione: ogni Fattore genera quello successivo.
- Legge di controllo o di mantenimento: Ogni Fattore viene inteso come Regolatore di un altro, cioè ogni fattore è a sua volta regolatore e regolato. Importante per il mantenimento della prestazione.
Fattori della SFERA: Attrattori di livello I:
Sincronia: è la capacità di concentrarsi sul qui ed ora, prestando massima attenzione alle sensazioni che ci rimandano l'ambiente e il corpo. Massima connessione fra mente, corpo e ambiente ampliamento dei sensi e armonia fra pensiero e azione. Si genera una sorta di trance naturalistica in cui il soggetto diventa l'azione che sta svolgendo. L'ansia può portare fuori sincronia, aumentando i pensieri negativi, limitando l'ancoraggio al presente, aumentando la paura e le possibilità di sbagliare.