Estratto del documento

Psicologia dinamica a.a. 2016-2017

Introduzione

Psicologia dinamica deriva dalla psichiatria dinamica, di origine francese. I primi casi clinici osservati erano riguardanti l'isteria, una serie di sintomi che simulavano disturbi nervosi senza riscontri anatomici. Furono definiti disturbi funzionali, cioè mentali e non somatici.

La psicoanalisi è un metodo d’indagine sull’esistenza dell’inconscio e dei suoi processi mentali normali e sintomatici. È stata la prima corrente a derivare una forma di psicoterapia. Inoltre, fornisce una serie di teorie sul funzionamento della psiche nelle forme normali o patologiche.

Parecchie sono le teorie sullo sviluppo mentale. Le teorie sono nate dalle analisi cliniche degli analisti/caposcuola. Per gli psichiatri dell'ottocento i sintomi non avevano rilevanza per l’intervento. Dall’analisi dei sistemi patologici gli analisti derivavano teorie rilevanti per quelli normali (patomorfismo). Le teorie più recenti nacquero dall’infant research in cui si osserva il comportamento nella diade bambino-caregiver.

Sigmund Freud 1856-1939

È nato come neurologo con numerose pubblicazioni. Nel suo primo progetto voleva trovare connessioni tra funzionamento mentale e neurale (riduzionista). Nel suo progetto di una psicologia (pubblicato postumo) cerca i principi alla base della circolazione e distribuzione di energia in elementi mentali (neuroni). Alcuni di essi ricevono energia dall’esterno e sono detti phi. Altri ricevono energia dai phi (e sono detti psi o recettivi interni). Questi sono i neuroni in grado di mantenere tracce (ovvero la memoria). Infine, vengono i neuroni omega alla base della percezione che ricevono anch’essi energia dai phi.

L’io serve a ridurre l’eccitazione dei neuroni in modo da permettere che solo percezioni reali interne o esterne possano causare un’attivazione. Il processo primario è una funzione svolta dai neuroni phi che eccita gli omega senza un reale stimolo esterno; se vince il processo primario sull’io saremmo in preda ad allucinazioni. Il processo secondario è svolto dall’io e consiste nel controllo di questa energia a impedimento che essa raggiunga gli omega.

Spiegava la memoria come plasticità sinaptica: le sinapsi (da lui chiamate barriere di contatto) si modificano attraverso l’apprendimento. La memoria è un aumento di permeabilità delle barriere di contatto tra neuroni psi.

Divise i circuiti cerebrali in: circuiti mediatori che controllano il comportamento analizzando gli stimoli e decidendo se produrre un’attività di risposta; circuiti modulatori che regolano la forza della risposta aumentandola o deprimendola (oggi potremmo definirli dopaminergici, serotoninergici e colinergici).

Freud conobbe l’ipnotismo da Charcot, coniatore del termine abreazione, lo scaricamento dell’energia accumulata attraverso l’ipnosi. Le donne isteriche erano suscettibili in maggior numero delle persone normali a cadere in ipnosi. Infatti, l’isteria è considerata una reazione di soggetti che entrano facilmente in stati ipnotici a causa di un trauma subito in passato (autosuggestione). Suggeriva una natura psicogena dei sintomi isterici, rifiutando la diffusa idea che fosse causata da disturbi sessuali prettamente femminili.

Janet, suo contemporaneo, riteneva che l’origine dell’isteria fosse una dissociazione a causa di un trauma e il conflitto tra queste due parti provocava l’isteria.

I primi scritti e i primi studi furono eseguiti insieme a Breuer, il caso più famoso era quello di Anna O. Era una ragazza dalla forte immaginazione, educata e con una vita monotona. Nel 1980 il padre della ragazza si ammalò e lei cominciò a prendersene cura; contemporaneamente iniziò a soffrire fisicamente (paralisi, contrazioni, disturbi della vista, dialogo anagrammato, bipolarismo con personalità tranquilla e disturbata). Freud e Breuer sviluppano con lei la cura della parola, in cui sotto ipnosi racconta le sue allucinazioni.

Dopo la morte del padre non parlò più in tedesco e la personalità malata visse con un anno di precedenza. Iniziò a non bere più liquidi e a mangiare solo frutti. Seguendo questa cura Breuer trovò il modo di alleviare il disagio facendole raccontare un episodio in cui provò ribrezzo (un cane che beveva da un bicchiere) e poco dopo guarì dal sintomo. La paziente fu affidata a Freud dopo che lei s’infatuò di Breuer il quale fuggì a Venezia.

Il trauma può avvenire di fronte all’impossibilità di reagire all’emozione negativa. Non potendo essere eliminata essa rimane inespressa provocando l’isteria. È possibile ritrovare connessioni simboliche tra sintomo e trauma. Non bisogna porre attenzione al sintomo, ma alla sensibilità della persona. Sotto ipnosi si ricorda il trauma e si scaricano gli affetti (catarsi). Il passaggio dal trauma al sintomo è chiamata conversione. Il sintomo occupa il posto del ricordo, così i pazienti non ricordano la causa di ciò la quale è spinta nell’inconscio. Con l’ipnosi lo si recupera.

Breuer pensava che l’evento traumatico debba essere avvenuto in uno stato ipnoide, perciò il motivo per cui la paziente non riesce a scaricare l’affetto è perché lei si trovava in uno stato alterato autoindotto. L’unico modo per risolvere il problema è indurre uno stato ipnotico che permetta di richiamare il trauma. Per Freud invece è il contenuto affettivo del ricordo che è in conflitto con i sentimenti e le idee della paziente: il ricordo sarà rimosso nell’inconscio, tuttavia l’affetto non potrà essere nascosto e provocherà i sintomi apparentemente senza origine. L’ipnosi permetterebbe così di scaricare l’affetto rendendo cosciente il ricordo rimosso a cui l’affetto è associato.

Freud conclude dopo le sue numerose sedute di donne dell’alta borghesia che la causa principale potesse essere la seduzione infantile da parte di persone significative (baci o abbracci potevano essere sufficienti). Il ricordo della seduzione è spinto dal meccanismo di difesa nell’inconscio e nella mente si crea un conflitto. In genere le ragazze isteriche avevano 18-20 anni, questo perché in pubertà avverrebbe un evento che richiama quei sentimenti che si manifestano con un sintomo.

Il richiamare in ipnosi l’evento permette la sua integrazione e la sua rielaborazione nella massa delle idee dominanti e quindi la rimozione del conflitto difese-evento. Oltre all’ipnosi utilizzava la tecnica della pressione efficace per diminuire l’affetto/eccitazione eccessiva. Per integrare il materiale conflittuale deve diventare cosciente, quindi lo scopo dell’analisi è far diventare cosciente l’inconscio.

Una classifica delle nevrosi (1896)

Nevrastenia o nevrosi d’angoscia legate a disfunzioni della vita sessuale come ad alcune non idonee pratiche sessuali (trattamento con consigli diretti), psiconevrosi (nevrosi di traslazione) legate a un conflitto per un evento di origine sessuale e al fallimento della scarica di affetto. Queste si dividono in isteria di conversione che porta a una conversione somatica dell’affetto e nevrosi fobica e ossessiva in cui l’affetto è spostato su un’idea più compatibile (attraverso un falso nesso).

L’innovazione rispetto alla tradizione psichiatrica è: non si limita alla descrizione sintomatologica, il disturbo corrisponde alla storia del soggetto, è individuato un evento eziologico, le difese sono differenti in termini quantitativi e non costituisce nessun discrimine qualitativo rispetto al normale funzionamento psichico di altri individui.

Modello del desiderio

I racconti delle ragazze di carattere sessuale non potevano essere completamente reali considerando la diffusione del caso; inoltre, ne soffrivano alcuni i suoi fratelli, il che porterebbe a considerare che suo padre abbia tentato la seduzione su di loro; ipotizza che i ricordi potrebbero essere stati frutto di un desiderio inconscio (1899). Da questo momento sposta l’accento da cause esterne traumatiche all’esplorazione delle fantasie. Le fantasie non sono, infatti, distinte dall’inconscio rispetto alle cose realmente accadute.

Determinismo psichico e inconscio

L’inconscio non è una massa informe, ha un significato e tutte le sue manifestazioni non sono casuali, nascondono un senso che possono manifestarsi con piccoli sintomi: lapsus o dimenticanze hanno sempre un senso, così come anche i sogni. Tutte le manifestazioni psichiche sono spiegabili dal punto di vista psicologico. I significati sono ignoti alla persona perché rimossi.

Freud abbandona l’ipnosi per utilizzare la tecnica delle libere associazioni, in altre parole permettere al paziente di parlare seguendo il flusso del suo pensiero senza interruzione o commenti critici a riguardo (es. fingi di essere affianco a un finestrino di un treno e descrivi tutto ciò che vedi, liberamente). Il medico ascolta con un’attenzione liberamente fluttuante. Freud rinuncia alla suggestione e alla direttività: infatti, analizzando le libere associazioni è possibile scovare entrambi gli elementi del conflitto, affetti e difese.

Interpretazione dei sogni

Scritto nel 1899. I sogni non sono altro che il soddisfacimento dei desideri inconsci e inaccettabili, incompatibili con la massa dei sentimenti consci. Sono eliminazioni mediante soddisfacimento allucinatorio di stimoli psichici che disturbano il sogno, cioè sono presenti allusioni simboliche al desiderio rimosso che possano soddisfare l’individuo senza che egli sappia del contenuto latente in esse. Nel sonno s’indeboliscono le forze dinamiche proprie della vita cosciente e possono riemergere i traumi rimossi. Se il desiderio fosse rappresentato direttamente il sonno sarebbe interrotto.

Il lavoro onirico utilizza una serie di meccanismi che modificano il contenuto latente in contenuto manifesto trasformandoli in qualcosa d’irriconoscibile: in questa forma mascherata possono accedere alla coscienza. Il sogno è composto di: stimoli somatici, residui diurni e pensieri. I meccanismi di trasformazione del sogno sono:

  • Condensazione: un'unica immagine rappresenta diverse catene associative, il sogno manifesto (ciò che ricordo) è come una traduzione abbreviata latente.
  • Spostamento: un elemento latente è sostituito da un'allusione che lo faccia passare per irrilevante di fronte alle difese.
  • Raffigurabilità o rappresentazione plastica: il soggetto tende a selezionare tra i diversi annodamenti secondari ai pensieri essenziali del sogno quello che consente una raffigurazione visiva. Dall'alfabeto all'ideogramma. Le immagini del sogno possono rappresentare quello che rappresentano o l'opposto.
  • Elaborazione secondaria: opera soprattutto quando il soggetto si avvicina alla veglia e quando racconta il sogno; interviene sul sogno togliendo la sua apparente assurdità e incoerenza, ordina ciò che ha sognato come se fosse una storia.

Il sogno non è quindi il risultato di scariche neuronali ma il risultato di un complesso lavoro psichico. Come le paraprassie (atti mancati) i sogni sono un compresso tra l’inaccettabile e la difesa.

La teoria del sogno

I sogni hanno componenti top down e bottom up. Hanno un contenuto latente formato da residui diurni e ricordi infantili e un contenuto manifesto che passa al vaglio della censura e che è espresso sotto forma di simboli. Le immagini del sogno hanno natura visiva e portano il soggetto a ritirarsi dal mondo esterno verso uno stadio più primitivo su tre assi: dalla veglia cosciente all’inconscio, dal presente al passato e dal linguaggio verbale a quello per immagini. Questo ritorno al passato è chiamato da Freud regressione.

Oggi la teoria freudiana è considerata all’origine di alcune caratteristiche peculiari come l’ipermnesia, le esperienze percettive allucinatorie (Hobson). I sogni hanno funzione auto-organizzante e di autorappresentazione (Metzinger, 2004) della storia del soggetto, di stabilizzazione delle rappresentazioni del mondo esterno e del sé per raggiungere uno stato stabile.

Principi base della teoria freudiana

Principio di costanza: la funzione fondamentale del sistema nervoso è di scaricare energia, l’accumulo porta dispiacere. La mente mira a mantenere la stimolazione il più basso possibile. La mente è un sistema chiuso con fonti di eccitazione interne ed esterne.

Principio del determinismo psichico: ogni evento ha un significato secondo una relazione di causa-effetto. Da questo elabora il metodo delle associazioni libere.

Esistenza dell’inconscio: solo i derivati inconsci sono raggiungibili dalla coscienza (es: contenuto onirico), l’inconscio di per sé non è mai raggiungibili immediatamente (unica eccezione i pazienti psicotici). La realtà psichica non è tale e quale appare proprio come la realtà fisica.

La metapsicologia

Tre prospettive per spiegare il sistema psichico: i modelli economico, dinamico, topico.

  1. Il modello economico si basa sul concetto di abitudine mentale. L’energia è la fonte biologica innata. C’è una sequenza “fisica”: la meta, obiettivo della scarica che provoca piacere, la grandezza, cioè la quantità di energia misurabile, e l’oggetto, l’aspetto più variabile attraverso cui si raggiunge la meta (è una persona o un oggetto). L’energia può investire un oggetto (assume significato) o disinvestirlo (perde significato).
  2. La pulsione sta al limite tra psichico e corporeo, è una rappresentazione psichica endosomatica, cioè fonte di stimolo in continuo flusso. Le pulsioni spingono l’uomo all’azione. Ogni pulsione si distingue per meta e fonte somatica. La fonte è un processo eccitante in un organo, la meta consiste nell’abolizione di questa eccitazione. Fino al 1920 (tre saggi sulla teoria sessuale) il punto di vista economico s’identificava con il principio di piacere-dispiacere (Fechner) che era visto in contrapposizione al principio di realtà. Secondo il principio di piacere l’uomo desidera un appagamento immediato, perciò sorge una tensione che spinge alla scarica; il dispiacere dipende dall’accumularsi della scarica. Il principio di realtà costringe a considerare le regole morali e sociali e a cercare una soddisfazione nelle opportunità che la realtà può offrire, con obiettivi estesi nel tempo.
  3. Dal 1920 (Al di là del principio di piacere) sorge la domanda: perché se vige il principio di realtà e la gente vive soddisfando i propri piaceri, tendiamo a ripetere eventi spiacevoli? Sembra che:
    • Ciò che provoca piacere in un sistema dell’apparato psichico non provochi necessariamente piacere in un altro.
    • Coazione a ripetere ciò che è accaduto in passato. Le motivazioni sono: il provare dispiacere non significa che la cosa non piaccia; esiste una tendenza naturale a ripetere situazioni spiacevoli e dolorose del passato.

La dottrina della pulsione, punto di vista dinamico

Il significato di qualsiasi manifestazione mentale è dato dal conflitto che è provocato dal contrasto delle pulsioni.

Le pulsioni del primo modello (1894-1911) erano: pulsione sessuale che spinge alla procreazione per la conservazione della specie in contrapposizione alla conservazione dell’io. In ogni atto sessuale è presente sempre anche una componente aggressiva, quindi ciò può spiegare le tendenze aggressive di alcuni.

Le pulsioni dell’io hanno funzioni di autoconservazione, necessitano di oggetti, sostituiscono realtà con piacere, il mancato soddisfacimento porta angoscia. Le pulsioni sessuali servono alla conservazione della specie, all’inizio non richiedono oggetti (es. autoerotismo), hanno autonomia e refrattarietà rispetto all’educazione, operano secondo il piacere, sono alla base delle nevrosi nel caso in cui manchi il soddisfacimento.

Il secondo modello (1911-1920) delle pulsioni divide in pulsione libidica dell’io (sessuale + autoconservazione) contrapposta alla non libidica dell’io (aggressività).

Nella terza fase (1920-1939) si contrappone pulsione di vita e morte (eros e thanatos). La vita crea connessioni, la morte le distrugge tendendo all’inorganico. La meta dell’eros è creare unità sempre più grandi e preservarle; la meta della morte è al contrario distruggerle. L’aggressività della pulsione di morte può essere diretta verso l’interno (autodistruzione) o l’esterno (es. guerra). L’aggressività è posta allo stesso livello della libido come pulsione fondamentale.

Modello pulsionale (tre saggi sulla teoria sessuale)

La mente è un apparato che scarica stimoli che premono su di essa. Questi possono esse: esterni (es. un predatore) oppure interni (es. fame). Gli esterni possono essere evitati, gli interni si accumulano se non soddisfatti. La mente si struttura per contenere, controllare e se possibile scaricare gli stimoli interni.

Ci sono zone erogene che sono il fulcro della vita pulsionale e affettiva del bambino (es. seno materno). Il bambino tenderà a ricercare attraverso l’immagine mnestica il seno materno; se non la trova, allora tenterà la gratificazione allucinatoria (che comporta necessaria disillusione di fronte ad uno stimolo interno come la fame). Lo sviluppo dell’apparato psichico è in rapporto diretto con le frustrazioni: esse permettono al bambino di distinguere tra reale e immaginario.

In ogni periodo della crescita del bambino l’oggetto focale attorno a cui ruotano le pulsioni cambia e costituisce il fulcro della sua vita affettiva. L’oggetto è variabile e non originariamente collegato alla stessa pulsione, infatti, il neonato deve trovarlo (narcisismo primario). La pulsione sessuale non è unificata ma il bambino ha diverse pulsioni parziali che operano indipendentemente.

Anteprima
Vedrai una selezione di 16 pagine su 71
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 1 Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 2
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 6
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 11
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 16
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 21
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 26
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 31
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 36
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 41
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 46
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 51
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 56
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 61
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 66
Anteprima di 16 pagg. su 71.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia Dinamica, Tagini Pag. 71
1 su 71
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher XYZ1234 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Tagini Angela.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community