PSICOLOGIA DINAMICA (RIASSUNTO)
La psicologia dinamica è un settore specifico della psicologia che studia i meccanismi
interni dell’individuo, caratterizzati da specifiche forze e dinamiche intrapsichiche.
Dinamico implica forza in movimento, quella dei moti psichici e dei processi mentali
principalmente inconsci.
L’approccio psicodinamico andrebbe considerato come un modello globale della
soggettività umana mirato alla comprensione di ogni aspetto riguardante il rapporto
fra l’individuo e il suo ambiente interno ed esterno.
DEFINIZIONE DI PSICOANALISI INTRODUZIONE
LA PSICOLOGIA DINAMICA
1. UN METODO DI INDAGINE per l’indagine dei processi mentali l’inconscio e le sue
manifestazioni: sogni, sintomi, lapsus…
2. UN METODO TERAPEUTICO per le nevrosi, poi esteso ad altri disturbi; la teoria della
tecnica: libere associazioni, l’interpretazione, il transfert.
3. UN COMPLESSO DI TEORIE PSICOLOGICHE E PSICOPATOLOGICHE sul funzionamento
mentale ‘normale’ e patologico.
ASSUNTI FONDAMENTALI INTRODUZIONE
1. CAUSALITÀ PSICHICA I problemi che le persone portano in terapia possono essere
affrontati alla luce dei pensieri e dei sentimenti sottostanti. Si presume che i disturbi
mentali rappresentino particolari organizzazioni di credenze, pensieri e sentimenti
consci e inconsci.
2. PROCESSI INCONSCI I sentimenti e gli atti degli individui sono il risultato di
particolari processi invisibili e di spinte motivazionali profonde e inconsce.
3. RAPPRESENTAZIONI INTERNE DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI Le relazioni
interpersonali, in particolare le relazioni di attaccamento, hanno un ruolo centrale
nell’organizzazione della personalità. Le rappresentazioni mentali di queste intense
esperienze relazionali si aggregano nel tempo formando strutture mentali
schematiche, che a loro volta modellano le aspettative interpersonali e le
rappresentazioni del Sé.
4. CONFLITTO PSICHICO Desideri, affetti e idee possono entrare in conflitto tra loro. I
conflitti che ne scaturiscono sono considerati cause determinanti di sofferenza
psichica; possono inoltre minare il normale sviluppo di capacità psicologiche
fondamentali, riducendo quindi la capacità della persona di gestire idee incompatibili.
5. DIFESE PSICHICHE Le difese sono processi mentali che deformano gli stati mentali
riducendo il loro potenziale di generare angoscia. È largamente riconosciuto che le
distorsioni degli stati mentali al servizio del Sé, relative alla realtà interna o esterna,
rappresentino un aspetto caratteristico del sistema di elaborazione delle informazioni
umano.
6. COMPLESSITÀ DEI SIGNIFICATI Molteplici significati “nascosti” vengono ipotizzati alla
base dei medesimi comportamenti sintomatici (per esempio, il senso di grandiosità e
di autostima vulnerabile associati al disturbo narcisistico di personalità).
7. PROSPETTIVA EVOLUTIVA Interesse per le origini evolutive dei problemi riportati dai
pazienti (quando e come il problema ha avuto origine, in rapporto a una sequenza
evolutiva ideale o “normale”) e operano almeno in parte per ottimizzare i processi
evolutivi.
8. RELAZIONE TERAPEUTICA Importanza delle relazioni di attaccamento con il
terapeuta. Il rapporto con un adulto comprensivo attiva una serie di fondamentali
capacità relazionali umane che mostrano di avere un effetto terapeutico
indipendentemente dal loro contenuto.
SIGMUND FREUD
Sigmund Freud nasce il 6 maggio 1856 a Freiberg.
1873 si iscrive alla facoltà di medicina.
1939 muore a Londra.
In linea generale si dedica agli scritti di alcuni capitoli importanti tra cui nel 1908 si
dedica alla redazione del Caso clinico del piccolo Hans. Nel 1920 Freud pubblica aldilà
del principio del piacere introducendo il concetto di pulsione di morte e individuando il
conflitto fondamentale della vita psichica nella tensione fra le pulsioni di vita (eros) e
di morte (thanatos). In seguito pubblicherà anche “L’io e l’Es” nel 1922. Freud su
queste basi introdurrà una nuova classificazione del psicopatologia in termini di
meccanismi di difesa e dinamiche conflittuali, secondo cui l’interpretazione deve
permettere all’IO di integrare quelle funzioni della vita psichica che la rimozione non
ha reso più disponibili.
L’ISTERIA
Charcot condusse per primo alcuni studi sull’isteria e sosteneva in primo luogo che
l’isteria era una malattia funzionale del sistema nervoso, la cui sintomatologia era
attribuita all’azione di eventi traumatici. Infatti nel trauma si poteva dunque
individuare l’agente scatenante dell’isteria. Lo shock nervoso dopo il trauma aveva
indotto uno stato ipnoide (autosuggestione).
Piaget sosteneva che l’isteria è legata alla tendenza alla dissociazione psichica,
infatti eventi traumatici diventano scissi dalla coscienza e interferiscono con il
funzionamento cosciente. Quest’ultimi infatti ricorsero all’ipnosi per correggere i
ricordi del paziente smussandone la valenza traumatica.
GLI STUDI SULL’ISTERIA (la collaborazione con Breuer)
Breuer aveva utilizzato, nel trattamento di una giovane paziente isterica, una variante
dell’ipnosi sfruttando la tendenza della sua paziente a entrare in stati di “assenza,
alterazione confusionale”. Breuer quindi utilizzava l’ipnosi per riattivare le emozioni
dolorose che avevano accompagnato in origine l’evento dimenticato e che per diversi
motivi non erano state espresse. Questo metodo portava il paziente a ricordare “a
volte con enormi sforzi” gli avvenimenti traumatici e permetteva “di eliminare
temporaneamente gli stati di offuscamento psichico e di far scomparire del tutto
catarsi”.
alcuni sintomi del male”, operando una vera e propria “ Secondo Breuer il
metodo catartico permetteva di far scomparire i sintomi e di ricomporre la scissione
psichica. Nello stato ipnoide il soggetto rivive anche emotivamente la situazione che
ha determinato la genesi della malattia e nel rivivere l’evento il soggetto dà libera
espressione all’emozione legata al ricordo e la cui rimozione aveva prodotto tale
sintomo.
Freud chiama tale ricordo abreazione.
Freud L’effetto terapeutico dell’abreazione è l’eliminazione dell’emozione
(affettività) correlata all’evento traumatico e a suo tempo repressa, e la conseguente
scomparsa del sintomo cui la rimozione aveva dato luogo, attraverso il processo che
richiama la coscienza dell’evento traumatico con la conseguente scarica d’affetto.
Il caso di Anna O riguarda questa giovane donna che conduceva una vita monotona
in famiglia, ella manifestava i primi stati emotivi soggetti a incomprensibili sbalzi e
momenti di forte allegria seguiti da profonda depressione. La sfera sessuale risultava
del tutto negata, come assente da ogni trasporto erotico e perciò si rifugiava quindi in
sogni ad occhi aperti che le permettevano di dar libero sfogo all’immaginazione,
creando storie fantastiche.
Intorno al 1880 iniziarono a manifestarsi diversi disturbi che nel complesso divennero
sempre più invalidanti.
Sempre nel 1880 cominciò a curare il padre gravemente malato e questo è
periodo dell’incubazione isterica.
denominato come il psicosi manifesta
Nel 1881 ci fu la così detta laddove si manifestarono sintomi diversi
come paralisi, disturbi della vista, linguaggio confuso ecc.
Breuer le esperienza traumatiche sono avvenuti in stati alterati di coscienza (stati
ipnoidi). La cura consiste nell’ipnosi indotta che permette di sanare la dissociazione.
Freud sosteneva che i ricordi ed i sentimenti si dissociano non a causa di uno stato
di coscienza alterato ma poiché il contenuto affettivo di quei ricordi è perturbante,
inaccettabile ed in conflitto. La cura consiste nel rendere cosciente l’evento traumatico
e scaricare gli affetti associati.
L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI (1899)
Nell’interpretazione dei sogni (1899), Freud sostiene che il sogno ha un senso
interpretabile e che la sua origine, al pari di quella dei sintomi, sfugge alla coscienza
vigile.
Pervenne di seguito all’abbandono dell’ipnosi e si dedicò alla tecnica da lui chiamata
“libere associazioni”.
delle Applicando ai sogni la tecnica delle libere associazioni si
ottiene una catena associativa che porta in luce una serie di pensieri di grande valore
per la vita psichica del sognatore non direttamente ricavabili dal racconto del sogno.
Nell’interpretazione dei sogni Freud individua 4 punti fondamentali riguardanti ai sogni
e alle fantasie.
1. Limiti della teoria della seduzione che dal punto di vista clinico Freud nota che la
guarigione, quando vi è, è parziale.
2. Il modello del desiderio Non esistono secondo Freud ciò che è stato realmente da
ciò che è una funzione rivestita da una carica emotiva, e perciò viene messo a punto il
così detto “ricordo di copertura” (ad esempio qualche ricordo avvenuto nella nostra
infanzia magari non è così come ce lo ricordiamo noi) cioè io nel corso del tempo mi
formo un ricordo e lo costruisco secondo un’immagine che mi appare reale. Come si
spiegano questi fenomeni? Per fornire una spiegazione di questi fenomeni Freud
sviluppa il così detto modello del desiderio. Cioè un modello che va sostituire il primo
modello del trauma. Infatti ipotizzava che alcuni incontri sessuali ipotizzati
nell’infanzia dei pazienti probabilmente non si erano mai verificati ma erano ricordi di
desideri. Da cui in poi Freud si dedicherà all’esplorazione delle fantasie del paziente.
3. Determinismo psichico Secondo cui non vi è nulla di casuale nel mondo psichico e
quindi si parla del concetto di determinismo psichico i sintomi infatti hanno sempre
un significato ed emerge l’idea che l’inconscio abbia una sua intenzionalità. La
psicoanalisi diventa quindi una sorta di ricostruzioni simbolico di significati e dei nessi
causali permette di giungere ad una comprensione migliore del paziente.
4. Libere associazioni tecnica usata da Freud che impone al paziente di comunicare
senza sottoporre a critica tutto ciò che gli viene in mente, per far emergere il
contenuto inconscio. Infatti attraverso le libere associazioni, si potranno manifestare
anche desideri sgraditi (ad esempio il desiderio incestuoso di accoppiarsi con una
figura genitoriale sia gli aspetti e le difese che hanno spinto tale contenuto al di fuori
della coscienza).
I sogni che cosa sono?
- I sogni sono soddisfacimenti camuffati di desideri conflittuali, infatti nel sonno si
indeboliscono le forze dinamiche che impediscono l’emergere di ricordi e sentimenti
segreti.
Il sogno rappresenta una sorta di rappresentazione teatrale in cui desideri inconsci
vengono espressi in sottoforma di compromesso secondo una forma accettabile.
Secondo Freud bisogna operare una distinzione fondamentale tra quello che è il
pensiero latente (cioè il desiderio che ha originato il sogno) e per questo si parla di
“pensieri onirici latenti” “contenuto onirico manifesto”.
e il
Attraverso il così detto lavoro onirico, il sogno latente si trasforma in sogno manifesto,
attraverso 4 meccanismi:
1. Condensazione fa sì che un’unica immagine rappresenti diverse catene
associative.
2. Spostamento permette che gli elementi più importanti del contenuto latente
vengono rappresentati da dettagli minimi costituiti da fatti recenti e può facilitare la
traduzioni di immagini dei pensieri del sogno.
3. Raffigurabilità (trasformazione dei pensieri in immagini) esso induce infatti a
“selezionare tra i diversi annodamenti secondari ai pensieri essenziali del sogno quello
che consente una raffigurazione visiva”.
4. Elaborazione secondaria opera soprattutto quando il soggetto si avvicina alla
veglia e quando racconta il sogno, interviene togliendo al sogno la sua apparenza di
assurdità e di incoerenza e agendo sui prodotti già elaborati dagli altri meccanismi.
LA METAPSICOLOGIA
La metapsicologia descrive le modalità di costruzione e di funzionamento dei processi
psichici e degli aspetti della dinamica psichica attraverso l'uso di concetti per lo più
simbolici e metaforici ripresi dal mondo della fisica. Nasce dalla necessità di costruire
un ampio impianto teorico per la psicoanalisi al di là degli aspetti clinici e d'intervento,
creando così una completa teoria della mente.
Secondo Freud esistono tre prospettive per spiegare ogni fenomeno psichico:
PUNTO DI VISTA ECONOMICO
1. ECONOMICA si basa appunto su alcuni dualismi, infatti l’aspetto economico viene
identificato con il principio del piacere-dispiacere, in contrapposizione con il principio
di realtà.
Secondo il principio del piacere l'uomo desidera l'appagamento immediato e
incondizionato dei suoi desideri. Il dispiacere dipende dall’accumularsi della tensione,
il piacere dalla riduzione assoluta della tensione (scarica). Le costrizioni morali e le
tradizioni sociali sono ostili al pieno soddisfacimento del piacere; quindi subentra il
principio di realtà esso cerca la soddisfazione del desiderio in relazione a ciò che
la realtà può offrire, ponendosi obiettivi estesi nel tempo. Esiste un’energia psicologica
che regola ogni fenomeno psichico. Esso segue una legge di conservazione e di
entropia.
La domanda che si pone freud è Perché, data la predominanza del principio di piacere,
la gente dovrebbe creare e ricreare affetti e situazioni spiacevoli e dolorosi?
Per spiegare appunto perché le persone ad esempio provano angoscia o attuano dei
comportamenti autolesionistici dunque comportamenti tesi a farci del male, Freud
individua due tipi di cause delle esperienze spiacevoli, di fenomeni “al di là del
principio del piacere”:
1) conflitto e rimozione: ciò che piacevole in un sistema dell’apparato psichico è
spiacevole in un altro.
2) sentimenti e esperienze totalmente spiacevoli, che non danno piacere in nessun
posto, espressioni della coazione a ripetere risulta distinta dal principio del
piacere. Risulta anche più primitiva e radicata del principio del piacere e di realtà. Essa
segue il principio di Nirvana cioè il dualismo principale non sarebbe più tanto tra
principio di piacere e principio di realtà ma tra principio di vita e principio di morte,
cioè da un lato c’è una sorta di pulsione volta a raggiungere il piacere nelle modalità
primitive e sia tenendo conto della realtà, ma poi ci sarebbe comunque un principio
che porta l’individuo ad autodistruggersi e che lo prepara alla morte. Stesso discorso
vale anche per la società.
2. Dinamica nel modello dinamico queste “spinte” che provengono dal nostro
“pulsione”.
interno vengono concettualizzate secondo il concetto tipico di “Per
“pulsione” noi innanzitutto non possiamo intendere nient’altro che la rappresentanza
psichica di una fonte di stimolo in continuo flusso, definita in riferimento a diversi
elementi:
a) la Fonte, cioè l’organo o parte del corpo la cui attività procura piacere e attraverso
cui la pulsione si esprime (zona erogena, organo sessuale)
b) la Meta pulsionale, e cioè il soddisfacimento ovvero “l’azione verso la quale la
pulsione spinge”.
c) L’oggetto libidico, attraverso cui la pulsione può raggiungere la sua meta.
Particolare importanza secondo Freud acquistano maggiore rilevanza le pulsioni di tipo
sessuale. Freud infatti perviene nel 1905 a sviluppare la così detta “teoria delle
pulsioni” che si basa sul presupposto che la spinta a soddisfare i bisogni sessuali
dell’uomo provenga da una pulsione analoga a quella che spinge all’assunzione di
cibo. Mentre fino al 1905 l’elemento motivazionale è individuato nel desiderio, ora e
possibile ricondurre il contenuto del desiderio alle forze che colpiscono la mente in
virtù della connessione tra mente e corpo. (modello pulsionale). Questi stimoli infatti si
presentano sotto forma di tensioni provenienti da diverse parti del corpo, quindi in una
pulsione distinguiamo:
1. La fonte (che può essere ad esempio la cavità orale, oppure un organo sessuale)
2. La meta (che nel caso della suzione può essere il seno, nel caso dell’organo
sessuale può essere l’accoppiamento)
Un altro concetto importante è l’oggetto ovvero lo strumento attraverso cui
avviene il processo di scarica della pulsione e che viene scoperto attraverso
l’esperienza. Quindi ritornando all’esempio della cavità orale in cui il bambino avverte
che c’è questo stimolo a succhiare e poi ad un certo punto c’è la meta che riduce a
questo stimolo (cioè la suzione) il bambino impara a conoscere l’oggetto che permette
il raggiungimento della meta, ovvero il seno. Naturalmente seno inteso come oggetto
parziale. In realtà l’oggetto che permette di ridurre tale impulso è in realtà
rappresentato dall’oggetto intero, quindi dalla madre. L’oggetto quindi risulta
l’aspetto più variabile della pulsione, quello che conta è il fatto che ha una pulsione e
che poi questa pulsione raggiunge una certa zona del corpo. In realtà con il tempo il
bambino poi scopre l’oggetto e giunge a comprendere che è l’oggetto che li permette
di soddisfare questa pulsione e dunque naturalmente il seno. Gli oggetti cambiano nel
corso di vita (per un bambino è la madre) per un adulto (può essere appunto il
partner) l’idea è che l’oggetto
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Psicologia Dinamica
-
Riassunto esame psicologia dinamica
-
Psicologia dinamica riassunto
-
Riassunto di Psicologia Dinamica