Psicologia dinamica
Sigmund Freud
La psicoanalisi è una tecnica ideata da Freud in cui si possono distinguere tre diversi livelli:
- È un metodo d’indagine per tutti quei processi psicologici che sarebbero altrimenti inaccessibili; si basa sulle libere associazioni e prevede la spiegazione del significato inconscio dei desideri, dei discorsi, delle azioni e dei sogni.
- È un metodo terapeutico, basato sull’interpretazione controllata delle resistenze, dei transfert (il paziente trasferisce sentimenti o modi di comunicare appresi nell’infanzia verso il terapeuta) e dei desideri; tale metodo è utilizzato per la cura dei disturbi nevrotici.
- È un complesso di teoria psicologiche e psicopatologiche, un modo di riorganizzare i dati apportati dagli studi psicanalitici alla ricerca e al trattamento.
Questo metodo di analisi del paziente parte innanzitutto dalle ricostruzioni: in base a quello che osservo e che conosco cerco di capire come si svolgono lo sviluppo normale e quello patogeno; per poterlo fare si devono compiere delle ipotesi sui pazienti già ricoverati e sui bambini, per riuscire a comprendere quali possono essere i fatti che hanno indirizzato lo sviluppo verso il disturbo nevrotico.
La psicoanalisi ha come oggetto di studio tre aree distinte: lo sviluppo della mente e l’influenza dell’esperienza precoce sugli stati mentali adulti, la natura e il ruolo dei fenomeni mentali inconsci e la teoria e la pratica del trattamento psicoanalitico, in particolare del transfert e controtransfert. Il controtransfert avviene quando il terapeuta cerca di rielaborare le sue esperienze per cercare di comprendere le esperienze del paziente.
Secondo Western si possono affermare alcune caratteristiche del metodo terapeutico e delle psicopatologie; innanzitutto la maggior parte dell’attività mentale è inconscia, per cui gli individui non sono spesso consapevoli delle proprie azioni o dei propri sentimenti. I processi mentali poi, comprese le emozioni e le motivazioni agiscono spesso in parallelo, creando situazioni di conflitto interiore e di compromesso. Le esperienze infantili hanno un ruolo primario nello sviluppo della personalità, in particolare per quanto riguarda il modo di relazionarsi con gli altri; questi metodi di relazionarsi sono anche influenzati dalle rappresentazioni soggettive che si hanno di sé, degli altri e delle relazioni. Lo sviluppo della personalità, infine, prevede non soltanto un apprendimento per quanto riguarda la regolazione affettiva, ma anche un’evoluzione da uno stato immaturo di dipendenza sociale a uno più maturo di interdipendenza.
Freud è stato un autore il cui pensiero era in continuo movimento: le sue teorie, nel tempo, hanno subito delle rivisitazioni e delle rielaborazioni anche molto notevoli, e questo perché l’inventore della psicoanalisi ha passato la sua intera vita immerso nella ricerca e nella terapia sui disturbi nervosi e sulla psiche umana. Inizialmente le sue ricerche si focalizzarono soprattutto sul sistema nervoso degli animali e sulle afasie, e divenne presto un esperto sulla paralisi cerebrale infantile.
Successivamente si dedicò a un nuovo progetto in cui riprese in mano numerose scoperte di altri psicologi o scienziati, come ad esempio la correlazione tra strutture cerebrali e funzioni psichiche di Meynert, il concetto di energia psichica di Fechner (i processi psichici sono comprensibili nei termini di distribuzione e circolazione di energia all’interno e tra “elementi materiali”, che può provenire sia dagli organi di senso sia dall’interno) e l’esistenza di due principi regolatori, quello dell’inerzia, che è la tendenza alla scarica completa dell’energia (produce soddisfazione) e quello della costanza, che invece mira all’omeostasi (equilibrio).
Prima di Freud numerosi altri autori si erano occupati dei disturbi psichici, ma colui che fondò le basi del pensiero freudiano fu Charcot, un medico francese che si occupò soprattutto dei casi di isteria. Questa patologia è manifestata come un insieme di sintomi fisici che non dimostrano alcuna eziologia riscontrabile (nessuna causa evidente). Esempi di questi sintomi sono la cecità, la paralisi o l’anestesia degli arti e le convulsioni. Charcot aveva già dimostrato il meccanismo dei fenomeni isterici, affermando che era possibile replicare sintomi fisici simili artificialmente, attraverso l’ipnosi; con questa tecnica la suggestione esterna si sostituiva all’autosuggestione del paziente, portandolo, ad esempio, a provare una paralisi a un arto che in realtà non provava.
Secondo Charcot l’isteria poteva infatti essere dovuta all’autosuggestione subita dal paziente dopo un forte trauma; egli fu dunque il primo ad affermare la natura psicogena dei disturbi isterici, il primo a ricercare le cause e le soluzioni dell’isteria nella psicologia. Prima di lui, infatti, si credeva che l’isteria fosse un disturbo solamente femminile, dovuto a uno spostamento dell’utero. Freud apprese molto dagli studi di Charcot, ma seguì una diversa direzione nella terapia: durante l’ipnosi non induceva il paziente a credere che il sintomo fosse sparito, piuttosto induceva una rievocazione che reintroduceva nella coscienza delle esperienze alla base dei sintomi che erano state “rimosse”, dimenticate dal paziente. Questa rievocazione permetteva al paziente di rivivere l’esperienza traumatica e scaricare tutti gli affetti legati a quella situazione che erano stati repressi.
Un caso eclatante fu quello di Anna O., una signorina per bene che, in seguito a un periodo di cura del padre molto malato, presentava forti sintomi isterici, come la dissociazione della personalità in due diverse componenti (una che viveva esattamente un anno prima della terapia, quando il padre era vivo e una che viveva nel presente), le allucinazioni (serpenti neri), le paralisi, disturbi alla vista, linguaggio confuso e agrammaticale. Breuer, amico e compagno di ricerca di Freud, osservò che la ragazza traeva sollievo da questi sintomi una volta che, durante l’ipnosi, ne parlava. L’idea era quindi quella che tali sintomi fossero solo dovuti a uno stress non liberato da parte della ragazza, che poteva liberarsene facilmente attraverso la “cura della parola”.
L’abreazione è la scarica di energia collegata a un evento traumatico; se tale abreazione non avviene poiché il trauma è avvenuto in uno stato psichico alterato (stanchezza o ipnosi), la coscienza reprime questa energia e questo trauma, rendendoli inconsapevoli. I sintomi fisici presentati possono quindi scaturire da questa mancata abreazione, e possono essere collegati simbolicamente al trauma (le allucinazioni dei serpenti neri causavano in Anna O. una paralisi al braccio destro, poiché nello stato in cui era non poteva reagire e fermare i serpenti). La cura consiste nel far rievocare al paziente questo evento traumatico e permettere l’abreazione dell’energia, scaricando gli affetti.
L’affetto, una volta che è stato represso, infatti, si trasforma in un sintomo somatico: è il momento della conversione. Per Breuer le esperienze che vengono rese inaccessibili sono quelle che causano in seguito i sintomi somatici, e sono quelle avvenute in stati di coscienza alterati, i cosiddetti stati ipnoidi. Attraverso l’ipnosi il paziente può rivivere in modo corretto quella situazione problematica e ritornare a uno stato di salute mentale ottimale. Gli isterici sono quindi quei soggetti che vanno incontro più facilmente a stati ipnoidi, stati di coscienza alterati.
Per Freud, invece, quei contenuti repressi si dissociano non per uno stato alterato di coscienza a priori, ma poiché è proprio quel determinato loro contenuto a essere perturbante, inaccettabile ed in conflitto con il resto delle idee del soggetto. Per Freud sono quindi i ricordi autobiografici al di fuori della coscienza a causare le patologie psichiche, e quindi gli isterici sono persone in preda a conflitti e segreti da celare al resto della società e a sé stessi.
Fino al 1896, quindi, per Freud l’isteria è dovuta a dei traumi che ritornano alla luce inconsapevolmente attraverso sintomi somatici; la cura consiste nel ricordare questi traumi passati, che Freud afferma essere infantili e di natura sessuale (principalmente dovuti a seduzione subita nell’infanzia). Nel 1897, però, in seguito a uno studio in una clinica con pazienti psico-nevrotici, Freud si accorge che non è possibile che una così grande quantità di bambini abbia subito una seduzione così importante nell’infanzia, e arriva quindi ad affermare che non c’è bisogno di una seduzione esterna per risvegliare la vita sessuale del bambino, che in realtà si attiva spontaneamente ad una certa età o per delle cause interne.
Freud arriva quindi a classificare le diverse nevrosi chiamando nevrosi attuali quelle legate alla disfunzione dell’abituale vita sessuale dell’individuo; queste nevrosi non creano danni e non hanno fonti psicologiche, sono solo dovute a un “intossicamento neurologico” degli individui in cui si ha avuto uno sviluppo anormale di una sostanza prodotta dagli organi riproduttivi. Il trattamento si limita a dei consigli diretti da parte del terapeuta. L’altro tipo di nevrosi sono invece le psiconevrosi, dovute a un conflitto per l’incompatibilità delle idee del soggetto e alla conseguente mancata scarica dell’affetto. Le fonti si ritrovano nella vita sessuale passata, e si possono distinguere:
- Isteria, dovuta a un trauma sessuale infantile; l’accumulo di una quantità molto alta e forte di affetto che non viene scaricato provoca una difesa, una rimozione. Questo causa una conversione dell’affetto che viene manifestato attraverso sintomi somatici.
- Nevrosi ossessiva, chi ne è colpito sposta l’affetto su un’altra azione, più “normale” e socialmente accettata (la madre di Amleto, dopo la complicità nell’uccisione del marito, continua a lavarsi le mani). Si crea quindi un falso nesso.
- Psicosi allucinatorie, la difesa del paziente è molto più energica; viene rifiutata non solo l’idea del trauma sessuale, ma anche quella dell’esistenza della quota d’affetto non scaricata. Sostanzialmente viene così ripudiata una parte della realtà.
- Paranoia, viene accettata l’idea incompatibile (sono una cattiva persona), ma viene proiettata all’esterno all’estremo (tutti gli extracomunitari sono persone cattive); la conseguenza è il delirio, la mania di persecuzione e la sfiducia negli altri. Mai discutere con un paranoico.
Freud quindi porta numerose innovazioni nella terapia delle nevrosi, poiché non si limita a elencare e descrivere la sintomatologia ma cerca di far corrispondere a ogni sintomo una storia, che coincide con l’esperienza passata del paziente. Viene evidenziato un evento di carattere traumatico (spesso un trauma sessuale) alla base della sintomatologia nevrotica, e viene anche affermato il fatto che le difese messe in atto da un paziente con sviluppo psichico normale e da un paziente con sviluppo psichico patologico non sono diverse qualitativamente, ma solo quantitativamente.
Con il tempo Freud abbandona l’ipnosi, perché viene definita come “pericolosa” per il paziente, a causa del forte potere di suggestione e della possibilità di creare falsi ricordi. Continuando le sue osservazioni Freud capisce che molti degli incontri sessuali traumatici che vengono riportati dai suoi pazienti sono in realtà delle esperienze che non si sono mai verificate, sono solo il ricordo di desideri. Quindi non è per forza un evento traumatico realmente accaduto la causa dell’isteria, ma anche il desiderio inconscio di qualcosa di fortemente immorale.
I problemi nel precedente modello della seduzione alla base dell’isteria consistevano nel fatto che quando la guarigione avveniva era una guarigione comunque parziale, e inoltre, dato il gran numero di persone affette da isteria (compresi due fratelli di Freud), si sarebbero dovuto verificare altrettanti casi di seduzione forzata da parte di persone affettivamente importanti, rendendo così i padri dei “seduttori” perversi. Inoltre Freud capisce che nell’inconscio non si può creare una netta distinzione tra realtà e desiderio, ed è quindi possibile che le due cose si mescolino tra di loro. Da questo momento in poi Freud sviluppa quindi il modello del desiderio, secondo il quale non è tanto importante ricostruire il passato reale di un paziente, quanto esplorare le sue fantasie.
Freud individua tre diversi principi secondo i quali funziona la psiche:
- Principio di costanza, il sistema psichico cerca sempre di mantenere il più basso livello di stimolazione possibile; le fonti di energia di questo sistema chiuso possono essere sia interne che esterne.
- Determinismo psichico, tutto ciò che accade è strettamente connesso a ciò che lo ha preceduto; si verifica quindi un associazionismo tra i diversi elementi della vita psichica del soggetto (e questo permette di utilizzare il metodo delle libere associazioni).
- Esistenza dell’inconscio, di cui sono conoscibili solamente i derivati, ovvero il contenuto dei desideri rimossi.
Al posto dell’ipnosi Freud comincia quindi a utilizzare il metodo delle libere associazioni, secondo cui il terapeuta deve essere in uno stato mentale di libertà e rilassatezza per poter ascoltare il paziente che parla di tutto ciò che gli viene in mente, evitando critiche o propri pareri. In questo modo il terapeuta non deve imporre nessuna suggestione sul paziente, e può accedere sia ai conflitti del soggetto che alle sue difese/resistenze, grazie al fatto che in questa rilassatezza che il paziente prova nel comunicare liberamente è possibile osservare l’affiorare dei contenuti inconsci.
I sogni, come i sintomi somatici, sono una manifestazione dell’inconscio, e cercano di soddisfare dei desideri conflittuali repressi. Il desiderio deve essere soddisfatto in modo “camuffato” attraverso il sogno perché altrimenti la sua espressione diretta sveglierebbe il soggetto, restituendo forza alle difese della coscienza. Si ha quindi una distorsione del contenuto onirico latente, che è il desiderio originale, quello immorale e represso, che diventa contenuto onirico manifesto, ciò che noi ricordiamo del sogno fatto, ovvero il come viene camuffato il desiderio immorale.
Il lavoro che trasforma il contenuto latente in contenuto manifesto, rendendo irriconoscibili i contenuti conflittuali, è il lavoro onirico, che opera secondo precisi meccanismi:
- Condensazione, un’unica immagine rappresenta diverse catene associative di significati latenti;
- Spostamento, facilita la traduzione in immagini dei pensieri del sogno, e grazie a questa fase i contenuti rilevanti (un padre violento, ad esempio) vengono rappresentati come contenuti irrilevanti (un cavallo nero e aggressivo);
- Raffigurabilità, o rappresentazione plastica, è la fase in cui viene selezionato l’elemento legato al sogno che più permette una raffigurazione visiva;
- Elaborazione secondaria, è l’ultima fase, che avviene nel periodo antecedente la veglia o quando il soggetto racconta il sogno. Il lavoro svolto in questa fase è quello di eliminazione dell’assurdità del sogno, agendo sui prodotti già elaborati dagli altri meccanismi.
Il sogno è dunque il risultato di un complesso lavoro psichico, e allo stesso modo anche i sintomi somatici e le paraprassie (atti mancati, come i lapsus o le dimenticanze) sono frutto di uno stesso lavoro che porta a un compromesso tra un desiderio inaccettabile e la difesa psichica del soggetto. Anche gli stimoli sensoriali che si percepiscono durante il sonno e i resti diurni (eventi accaduti durante il giorno) si uniscono ai ricordi infantili per formare il contenuto latente.
Il sogno ha una duplice funzione, oltre a permettere il soddisfacimento di desideri insoddisfatti che provengono da una fonte interna e che rimandano a un’esperienza di precedente soddisfacimento, infatti, permette anche di soddisfare il bisogno di sonno, poiché il contenuto inaccettabile represso viene manifestato in forma mascherata. Il sogno è quindi il guardiano del sonno. Le funzioni del sogno sono quindi molto importanti per il soggetto, e possono essere rappresentate come una tripla regressione: dalla coscienza all’inconscio (perché è la soddisfazione sostitutiva di un desiderio rimosso), dal presente al passato (perché il contenuto latente è formato anche da ricordi) e dal linguaggio verbale alle immagini.
I modelli freudiani e la metapsicologia
Freud utilizza tre prospettive per spiegare ogni fenomeno psichico: il punto di vista economico, quello dinamico e quello topico.
Per quanto riguarda il punto di vista economico l’energia psichica è biologica ed innata, in quanto la fonte sono gli organi e il corpo stesso. Il principio fondamentale è quello di scarica dell’energia, per ottenere piacere e soddisfazione. Quando l’energia viene investita su un oggetto o su una persona essi acquistano significato per noi, perdendolo quando vengono privati di questa energia investita. L’oggetto è quindi qualcosa di significativo per l’individuo.
Il concetto di pulsione viene molto approfondito da Freud, che la descrive come il punto di incontro tra lo psichico ed il corporeo (come la ghiandola pineale di Cartesio, poiché è una fonte endogena di stimoli e contemporaneamente anche la fonte di attivazione del sistema psichico); la fonte della pulsione è l’eccitazione creata da un organo (quindi è una fonte somatica), e il suo obiettivo è quello di scaricare tale eccitazione, in modo da soddisfare il desiderio dell’individuo.
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