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Psicologia dello sviluppo – Ricerca dell'identità

Appunti di Psicologia dello sviluppoRicerca dell'identità.
Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La ricerca dell’identità – come nasce, come cresce, come cambia l’idea di se. La ricerca dell’identità, Costruzione dell’identità,... Vedi di più

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. A. Caratozzolo

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Negativismo e falso sé

(fare bene pg: 55, 58, 59, 64, 69)

Negativismo: atteggiamento oppositivo, con caratteristiche sgradevoli ma di fondamentale

importanza per la formazione dell’identità di un individuo.

I più importanti periodi di transizione dello sviluppo, l’adolescenza e la vecchiaia, ne sono

fortemente contrassegnati.

Le prime manifestazioni di negativismo servono per porre le basi dell’identità personale.

Compaiono tra il primo ed il terzo anno di vita, arco di tempo definito “de no”. Usano il no per auto

affermarsi, per differenziarsi dalla madre. Il negativismo non è soltanto fisiologico, ma funzionale

alla crescita.

Ma il negativismo si può ritrovare, successivamente, all’interno di un gruppo: è un forte

meccanismo di salvaguardia; il gruppo è compatto quando riesce a porre il negativismo al proprio

servizio.

Quando il negativismo sfugge di mano o diventa una reazione cronica e stereotipata diventa

patologico.

Le persone possono, per diversi fini, costruirsi un falso sé (una maschera, metaforicamente):

possono voler fare buona impressine sugli altri, tentare di adeguarsi ad un modello ideale,

promuovere il proprio sé sociale per ottenere dei favori…

Spesso però si finisce con il trasformarsi in “camaleonti sociali”. Questo pasticcio di personalità dà

la sensazione di non essere sinceri con se stessi.

Sé proteiforme: si fa riferimento a Proteo, dio del mare che assumeva diverse forme: prenderebbe

corpo dalla confusione della società, caratterizzata da troppe incertezze. Il sé si avvale di una

flessibilità tattica. Una delle cause consiste nel mancato riconoscimento di un sé reale da parte

degli altri significativi. Ciò determina una tensione tra il vero sé ed il falso sé che si mette in scena

per adeguarsi alle richieste altrui.

Cap. 5

L’ex

(fare bene pg: 81,82)

Il passaggio ad una nuova identità non è mai repentino e restano sempre aspetti dell’identità

precedente. Il processo di disinnesto, dalla vecchia alla nuova identità, segue 4 fasi:

1. fase dei dubbi, caratterizzata dal burnout, termine inglese che indica la sensazione di

“bruciare dentro”

2. valutazione di ruoli alternativi

3. decisione di uscire dal ruolo

4. adattarsi al nuovo ruolo senza rinnegare il passato

Cap. 6

Identità contro

(fare bene pg: 95, 96)

Già gli antichi greci avevano notato un elemento problematico del concetto di identità: con un’unica

parola si fa contemporaneamente riferimento a ciò che è “uguale a sé” e a ciò che è “diverso da

altri”. Riconosciamo cioè unicità ed identità ad una persona in quanto essa ha delle componenti

proprie che la rendono differente da altre persone.

Identità relazionale: si fonda su qualcosa che è esterno, ossia su un’altra identità che, essendo

diversa e in opposizione, fornisce la condizione per esistere. L’identità viene definita dalla

differenza anche se questa è problematica.

Per il sociologo Alain Caillè gli individui fanno capo a quattro grandi aree concentriche di

appartenenza:

1. Area dell’individualità, i soggetti che cercano di realizzare dei fini personali …

2. … sono anche inseriti nella “rete della socialità primaria”, area che coincide fortemente sul

nostro comportamento e sulla nostra identità

3. Ognuno è membro di un qualche “macrosoggetto collettivo”

4. Tutti noi siamo inseriti in una “parte del mondo”, membri della specie umana.

Mentre la prima è l’area caratterizzata dall’interrogativo “chi sono io?”, le altre sono connotate dalla

domanda “chi sono io in rapporto agli altri?”.

Antagonismi e appartenenze

L’ambito più evidente in cui notiamo la costruzione della propria identità come opposizione a quella

di un altro , è relativo al gioco del calcio, per esempio, che suscita una ricca gamma di

identificazioni e fornisce uno spaccato interessante delle identità e dei valori che caratterizzano la

nostra epoca (valorizza il lavoro di equipe, la divisione dei compiti, il ruolo della fortuna, l’astuzia, la

giustizia nel raggiungimento del soggetto).

Ci si sente distinti da quanti tifano un’altra squadra e autonomi nella scelta di tifare per una

piuttosto che per un’altra (ma le squadre antagoniste sono indispensabili al tifoso!).

Il calcio offre al tifoso la possibilità di un’identificazione indipendente e personalizzata. La relazione

che lega il tifoso alla propria squadra è tale che egli preferisce soffrire piuttosto che tradirla. Il

gruppo fornisce un’identità collettiva e ha una sua forza coesiva interna.

Cap. 7

Tra due mondi - L’emigrante

(fare bene pg: 99, 100, 102, 103, 106, 107, 113)

L’identità può essere considerata come l’insieme delle rappresentazioni e dei sentimenti che una

persona ha di se stessa, ma può anche essere definita come quella dimensione psichica che

consente di realizzarsi, di diventare e restare se stessi in un dato ambiente o cultura, in relazione

agli altri e nonostante i cambiamenti. Per lo psicologo Pierre Tap i tratti costitutivi dell’identità sono

6: 1. Continuità: si resta identici e somiglianti a se stessi nel corso del tempo.

2. Coerenza: rappresentazione più o meno strutturata che abbiamo di noi.

3. Unicità: sentimento di essere originale e diverso dagli altri.

4. Diversità: molte sfaccettature dell’identità.

5. Cambiamento: azione e comportamenti attraverso cui si realizza l’identità.

6. Positività: tutti hanno bisogno di pensare di valere, di stimarsi e sentirsi stimati.

Che cosa succede a coloro che emigrano in paesi stranieri, diversi al proprio per organizzazione,

cultura, religione, educazione, stili familiari, rapporto dei sessi? Per non entrare in crisi chi emigra

deve trovare nuovi adattamenti, cercando di non perdere i contatti con i tratti costitutivi della

propria identità. A livello soggettivo ogni immigrato compie un lavoro psicologico volto a salvare la

propria identità e quella del proprio gruppo, le strategie che vengono messe in atto sono diverse, e

sono importanti l’età e il sesso dell’emigrato, così come le sue esperienze, il desiderio che ha di

cambiare, la presenza o meno nel Paese d’arrivo, della propria famiglia e una comunità di

compatrioti. Gli studi condotti sugli immigrati ci dicono che quando gli individui soffrono per la

contraddizione che esiste, tra le prescrizioni della cultura di origine e del paese ospitante, possono

utilizzare tre tipi di strategia, principalmente :

1. Si evita di considerare i termini della contraddizione; ci si può isolare, e pure rifiutandoli

interiormente adottare i comportamenti, e gli atteggiamenti in accordo con la cultura del

Paese d’adozione. Si possono anche alternare i codici cioè adottarne uno tradizionale per

la famiglia e un altro nel contesto professionale, a scuola etc …

2. Si uniscono simultaneamente i due codici, con una strategia priva di logica, ma funzionale

all’integrazione (sincretismo), la cecità logica nasce da una serie di compromessi con se

stessi.

3. Si cerca di sintetizzare, razionalmente, elementi culturali opposti: o si cerca di superare la

contraddizione attraverso una rilettura delle tradizioni, oppure si tende a dissociare, cioè a

eliminare la contraddizione tra gli elementi culturali, separandoli. Quindi le persone

adottano strategie diverse a seconda dei valori della loro cultura, della religione, della

società. Un caso curioso di assimilazione è quello dei giovani cinesi di Bellfast, paese

diviso da secoli in due fazioni contrapposte: protestanti e cattolici. I ragazzi, non essendo

battezzati, non possono frequentare le scuole cattoliche. Crescono in quartieri protestanti,

a contatto con bambini protestanti. Sebbene non abbiano preferenze per nessuna delle due

fazioni, se un cristiano chiede loro da che parte stanno rispondono che non sono interessati

alla religione, adducendo la scusa che sono stranieri; viceversa se è un protestante a

chiederglielo, dicono di essere anch’essi protestanti. Per ragioni sociali, di integrazione, e

culturali.


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AUTORE

Sara F

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Appunti di Psicologia dello sviluppoRicerca dell'identità.
Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La ricerca dell’identità – come nasce, come cresce, come cambia l’idea di se. La ricerca dell’identità, Costruzione dell’identità, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Caratozzolo Amalia.

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