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Cosa significa studiare lo sviluppo cognitivo

Lo studio dello sviluppo può essere definito come lo studio dei cambiamenti. La definizione del termine sviluppo non va confusa con quella di crescita, di maturazione o di apprendimento. La crescita fa riferimento alla dimensione quantitativa del cambiamento. La maturazione sottolinea la dimensione del cambiamento legata all’estrinsecazione delle potenzialità presenti in un sistema. Esso viene utilizzato per riferirsi ai cambiamenti derivanti dal dispiegamento del patrimonio genetico che avvengono nello stesso modo e nello stesso momento in tutti i membri della specie. L’apprendimento è quel processo mediante il quale nuove conoscenze o capacità vengono acquisite o perfezionate attraverso l’esperienza. Lo sviluppo fa riferimento alla dimensione qualitativa del cambiamento. Esso comprende l’insieme dei cambiamenti che avvengono nel tempo nelle diverse aree del funzionamento mentale grazie all’interazione tra le potenzialità dell’individuo, inscritte nel patrimonio biologico, e l’esperienza, intesa come esperienza sia individuale sia come derivante dall’esposizione all’ambiente specie-specifico.

Significa assumere un punto di vista dinamico, secondo il quale il processo di sviluppo è inteso come una sequenza di trasformazioni anziché come una sequenza di prodotti, all’interno del quale ogni nuova capacità viene vista come il prodotto di abilità anche molto diverse presenti nel repertorio comportamentale in momenti precedenti dello sviluppo, e come base per l’emergere di nuove e più complesse capacità future.

Interesse degli psicologi nello sviluppo cognitivo

L’interesse degli psicologi dello sviluppo cognitivo è rivolto in particolare al tentativo di spiegare in che modo l’uomo acquisisce nel corso del tempo il proprio patrimonio di conoscenze sul mondo. L’interesse della psicologia che si occupa di studiare lo sviluppo cognitivo è rivolto a spiegare l’emergere della creatività (ovvero la possibilità di accedere consciamente alla propria conoscenza, utilizzandola in modo flessibile per scopi sempre diversi), ossia all’individuazione dei processi attraverso i quali, durante lo sviluppo, la conoscenza immagazzinata nella mente del bambino si modifica progressivamente, essendo trasformata e ridescritta in formati sempre più flessibili e accessibili alla coscienza.

Anziché utilizzare lo studio del bambino come un fine, alcuni ricercatori lo utilizzano come uno strumento teorico per esplorare la cognizione umana. Questi ricercatori non sono interessati tanto al comportamento osservabile e all’età particolare alla quale i bambini riescono a svolgere un determinato compito, ma piuttosto alle modalità o procedure che vengono messe in atto dai bambini per giungere alla soluzione del compito stesso. Un approccio evolutivo può consentire di analizzare il funzionamento indipendente di alcuni processi in momenti successivi dello sviluppo caratterizzati da crescenti livelli di integrazione.

Le domande centrali delle teorie dello sviluppo cognitivo

  • Che cosa si modifica nel corso dello sviluppo e come avvengono questi cambiamenti?
  • Lo sviluppo coinvolge in ogni momento in modo uniforme tutto il sistema cognitivo, o ha luogo secondo modalità diverse per ogni specifica area della conoscenza, ossia per ogni dominio dell’attività cognitiva?
  • Qual è il rapporto tra fattori biologici ed esperienza nella determinazione dei cambiamenti che avvengono nel corso dello sviluppo?
  • Lo sviluppo è un processo che avviene in modo continuo o discontinuo?

Domanda 1: La struttura organizzativa del sistema cognitivo

La prima domanda riguarda la struttura organizzativa di base del sistema cognitivo. Benché a livello teorico sia plausibile pensare che sia necessario capire prima cosa si sta sviluppando, per poi spiegare come tale sviluppo si verifica, la maggior parte delle teorie si è fermata al primo di questi livelli. In parte questo deriva dal fatto che, dal punto di vista metodologico, studiare cosa si sviluppa è indubbiamente più facile che studiare come avviene lo sviluppo. Le diverse teorie dello sviluppo cognitivo possono essere articolate in tre diversi livelli, ciascuno dei quali si situa in un punto diverso di un ipotetico continuum che va dalla descrizione alla spiegazione del cambiamento evolutivo.

Le teorie cosiddette di I livello, ossia il livello dei compiti, offrono una spiegazione delle differenze legate all’età nelle capacità cognitive relative a un compito specifico registrate tra un tempo t1 e un tempo successivo t2. Le teorie di II livello, ossia del livello dei domini, offrono una spiegazione valida per tutti i compiti relativi a un singolo dominio dell’attività cognitiva, ossia a una singola e specifica area della conoscenza. Infine, le teorie di III livello individuano i principi elementari di organizzazione del sistema cognitivo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiaradibba di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Del Giudice Renata.
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