Psicologia dello sviluppo e dell'educazione
Psicologia dello sviluppo
Tratta i cambiamenti sistematici nel funzionamento psicologico nel corso del tempo durante l'intero ciclo di vita (= psicologia dell'arco di vita).
Psicologia dell'educazione
Disciplina che ci aiuta a capire le relazioni tra pari e con la scuola. Si occupa di descrivere (es. tramite l'osservazione si è in grado di dire a che età => quando il bambino fa una cosa e come la fa), spiegare (non si spiegano solamente aspetti correlazionali ma anche relazioni causali indagate attraverso i gruppi sperimentali) e sostenere (fornire indicazioni applicative per far sì che mutino in sostegno nei contesti reali in cui si apprende) i processi di apprendimento nei contesti in cui si apprende (es. scuola nel passato, ora l'ambito si è esteso).
Capitolo 1 - Psicologia dell'educazione: uno strumento per l'insegnamento efficace
1.1 Esplorare la psicologia dell'educazione
La psicologia è lo studio scientifico (metodo sperimentale) del comportamento e dei processi mentali (la definizione richiama la progressione relativa all'origine e al modo in cui sono stati studiati questi processi).
- Il comportamento osservabile è l'unico aspetto indagabile dell'uomo (comportamentismo) visione che verrà superata.
- In seguito si capirà che anche i processi mentali possono essere indagati (es. cognitivismo).
La psicologia dell'educazione è la branca della psicologia che si occupa dello studio dei processi psicologici (cognitivi, meta-cognitivi, linguistici, sociali, emotivi) implicati nell'insegnamento e nell'apprendimento all'interno degli ambienti educativi e formativi. La psicologia dell'educazione è rivolta all'educando e anche all'educatore.
Contesto storico
La psicologia dell'educazione è stata fondata al termine del XIX secolo da William James, John Dewey ed Edward Lee Thorndike.
- James (fine 800 – inizio 900) ha tenuto una serie di conferenze per insegnanti in cui ha sottolineato che è importante osservare i processi di apprendimento e insegnamento all'interno della classe. Sottolinea però che non è sufficiente studiare l'apprendimento solamente occupando gli studi di laboratorio. Per l'epoca questa era una condizione innovativa. Inoltre, sosteneva che i contenuti e gli insegnamenti dovrebbero porsi ad un livello leggermente superiore alle conoscenze e alla comprensione di un bambino/studente (= zona di sviluppo prossimale di Vygotskij = differenza in una prestazione tra il livello che raggiungeremmo svolgendo un compito da soli e che raggiungeremmo aiutati da una persona). Così facendo l'interesse è incrementato e l'attenzione rimane alta durante il corso della lezione. Tra le emozioni di riuscita (= emozioni studiate nel contesto di apprendimento) vi sono: piacevolezza, speranza, orgoglio, tranquillità, interesse.
- Dewey 1894: avviò il primo laboratorio di psicologia dell'educazione degli Stati Uniti. Idee innovative:
- I bambini sono agenti attivi nei processi di apprendimento => elaborano le nozioni => imparano meglio facendo. L'elaborazione è soggettiva e si rifà a ciò che i singoli hanno appreso precedentemente, agli interessi etc.
- Tenere conto del bambino nella sua interezza => è importante anche l'adattamento all'ambiente. La scuola deve insegnare non solo contenuti, ma anche risolvere problemi ragionando. A scuola dunque non vanno insegnate solo abilità che non escono dal contesto scolastico ma al contrario anche nozioni che servono nella vita quotidiana dovrebbero essere impartite.
- Tutti i bambini hanno il diritto a un'educazione competente senza distinzione di genere, etnia e condizioni socio – economiche. Tutt'ora ciò è difficile da attuare nei vari contesti.
- Thorndike sosteneva che fosse compito della scuola far sviluppare le abilità di ragionamento dei bambini. Promuoveva l'idea che la psicologia dovesse avere una base scientifica e fondarsi sulla misurazione.
Diversità e psicologia dell'educazione nei primi anni
I pionieri all'interno di questa disciplina erano maschi di origine caucasica. Comunque vi sono state alcune figure che si sono distinte nonostante l'appartenenza a etnie diverse:
- Coppia di afro-americani (coniugi Clark) che condussero ricerche con bambini afroamericani riguardanti il sé e l'identità.
- Alunni gifted studiati da una donna agli inizi del 900: Leta Hollingworth. Genere: difficile per le donne accedere all'istruzione superiore -> contributo tardivo.
- Psicologo latino – americano George Sanchez (1932) condusse uno studio dimostrando che nei test di intelligenza erano presenti de bias legati alla cultura.
Approccio comportamentista
B.F. Skinner: si rifà all'idea di Thorndike, perché i processi mentali di cui parlavano James o Dewey non erano osservabili. La psicologia è considerata la scienza del comportamento osservabile. Skinner parla di apprendimento programmato con un sistema di rinforzi e ha creato anche una macchina per insegnare che funzionava come tutor.
Rivoluzione cognitivista
Approccio comportamentista è limitato => Bloom ritiene che gli insegnanti devono sviluppare le abilità cognitive degli studenti = ricordare, comprendere, sintetizzare e valutare. Rivoluzione cognitiva negli anni '80: attenzione posta su costrutti come pensiero e ragionamento. Si riprendono le idee di James e Dewey.
Oggi, la psicologia dell'educazione riprende principi sia dall'approccio comportamentista sia dall'approccio cognitivista e si concentra anche su aspetti socioemotivi.
(Negli anni il comportamentismo ha affrontato numerose critiche ma in successivi momenti è stato rivalutato. È normale che nei diversi approcci teorici vi siano dei limiti ma ciò non esclude che vi siano vantaggi. Come psicologi si può scegliere il tipo di strategie da utilizzare => non vi sono idee sbagliate in assoluto ma vi sono ricadute utili in un contesto che possono essere dannose in un altro).
Insegnare: un'arte e una scienza
L'insegnamento necessita di:
- "Scienza" gli insegnanti hanno bisogno di un bagaglio di conoscenze, teorie e ricerche scientifiche sia sui contenuti delle materie, sia sulla psicologia dell'educazione.
- "Arte" l'insegnamento richiede anche improvvisazione e spontaneità e trae vantaggio anche dall'esperienza accumulata.
1.2 L'insegnamento efficace
Conoscenze e abilità professionali
- Competenza sulla disciplina: le conoscenze sui contenuti della propria disciplina sono fondamentali. È importante conoscere non solo fatti, termini e concetti ma anche come organizzare le idee, fare connessioni e fare generalizzazioni ad altre discipline => apprendimento significativo = garanzia di apprendere più in fretta e in modo più duraturo.
- Strategie didattiche: due possibili approcci:
- Approccio costruttivista: centrato sull'allievo che enfatizza l'importanza della costruzione attiva delle conoscenze e della comprensione da parte degli individui sotto la guida dell'insegnante. Rifiuto della concezione di mente come «vaso da riempire»: i bambini devono costruire le proprie conoscenze (ripresa delle idee di James e Dewey).
- Approccio dell'istruzione diretta: approccio centrato sul docente, con obiettivi definiti dall'insegnante, un elevato controllo, alte aspettative per il controllo, massimizzazione del tempo dedicato ai compiti scolastici e sforzi dell'insegnante per mantenere le emozioni negative al minimo. La scelta tra i due approcci spesso dipende dalle circostanze => l'approccio dell'istruzione diretta è raccomandato con studenti con disturbi specifici dell'apprendimento.
- Abilità di pensiero critico (cognitivismo): pensare in modo riflessivo e costruttivo e valutare le evidenze empiriche. Sviluppare negli studenti la capacità di pensiero critico evitando di imparare passivamente a memoria i contenuti.
- Definizione degli obiettivi e pianificazione didattica:
- Definiscono obiettivi e piani per raggiungerli
- Pianificano le lezioni per massimizzare l'apprendimento: capire cosa dovrebbero fare gli studenti, in quale ordine e come. (Meta cognizione = conoscenza che abbiamo dei nostri processi cognitivi + utilizzo di strategie per giungere meglio ad un obiettivo, si rifà all'apprendimento autoregolato: 1. Pianificare obiettivi 2. Mettere in atto il comportamento/prestazione 3. Riflessione).
- Pratiche didattiche appropriate allo sviluppo: È importante comprendere il livello di sviluppo di bambini e adolescenti e adattare di conseguenza i materiali didattici. Approcci teorici che descrivono e spiegano che cosa cambia con lo sviluppo.
- Abilità di gestione della classe: È importante far sì che la classe lavori insieme: stabilire regole e procedure, organizzare i gruppi, monitorare, cadenzare i ritmi e gestire i comportamenti non appropriati.
- Abilità motivazionali ed emotive: Strategie per mantenere la motivazione degli studenti: livelli di difficoltà e novità ottimali; realizzazione di progetti. Competenza emotiva: capacità di esprimere, comprendere e regolare le emozioni (Denham, 1998, 2006). Motivazione: diverse tipologie, le diverse tipologie servono per mettere in atto le giuste strategie laddove è necessario intervenire in casi di demotivazione.
- Emozioni di riuscita (Pekrun, 2006): per migliorare benessere e rendimento.
- Gestione delle emozioni in caso di eventi traumatici, come pandemie o terremoti anche in ottica preventiva (Raccanello et al., 2021).
- Abilità comunicative: È importante sia la comunicazione verbale sia la comunicazione non verbale. Utili per gestire i conflitti tra studenti e le interazioni con i genitori: saper parlare «con» non «a». È importante saper usare e insegnare a usare uno stile comunicativo assertivo. Che cos'è l'assertività? L'assertività è la capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni, senza prevaricare né essere prevaricati (Baggio, 2013).
Tre tipi di comportamento nella comunicazione
Esempio: Un insegnante propone alla sua classe di svolgere un lavoro a coppie che sarà valutato in modo unitario. Uno studente non porta a termine la sua parte e chiede al suo compagno di concludere il lavoro che sarebbe spettato a lui. Quali potrebbero essere le diverse risposte di quest'ultimo studente nell'usare un comportamento passivo, aggressivo e assertivo?
- Comportamento passivo:
"Va bene, lo faccio io, non ti preoccupare."
- Non esprime la sua reale opinione a riguardo.
- Vuoi guadagnare la benevolenza del suo compagno.
- Accetta di fare il lavoro ma nel farlo continua a rimuginare sul fatto che non è corretto e si arrabbia con sé stesso per non aver saputo dire di no.
- Rende più probabile che in futuro il compagno avanzi la stessa richiesta.
- Comportamento aggressivo:
"Assolutamente no! Non ti sembra di esagerare?! Così faccio tutto io e tu prendi una buona valutazione senza aver fatto niente!"
- Esprime la sua opinione a riguardo senza rispettare il compagno.
- Lo aggredisce e umilia.
- Rovina il rapporto.
- Non tiene in considerazione le motivazioni che lo hanno spinto a fare questa richiesta.
- Comportamento assertivo:
"Perché me lo chiedi? C'è qualche problema? Preferirei che lo facessi tu perché secondo me è importante che ognuno dia il suo contributo in questo lavoro."
- Esprime la sua opinione pur rispettando il compagno.
- Si riconosce il diritto di dire di no.
- Cerca di capire quali sono le motivazioni che lo hanno spinto a fare questa richiesta.
Tenere conto delle differenze individuali non solo a parole
Tenere conto delle differenze individuali in termini di livelli di intelligenza, stili di apprendimento, disturbi e disabilità, temperamento ecc. Istruzione differenziata: riconoscere le differenze individuali relative a conoscenze, preparazione, interessi e altre caratteristiche degli studenti, prendendole in considerazione nel pianificare i curricula e nel coinvolgere gli studenti nell'istruzione.
Lavorare efficacemente con studenti con background culturali diversi
Italia: nell'anno scolastico 2017/2018 il 10% degli studenti aveva cittadinanza non italiana. Contatto interculturale: gli insegnanti devono conoscere le esigenze delle persone con background culturali diversi, incoraggiare contatti positivi tra studenti con background diversi e farli ragionare sulle questioni etiche per ridurre i bias.
Domande che un insegnante dovrebbe porsi (Pang, 2005):
- Riconosco il potere e la complessità delle influenze culturali sugli studenti?
- Le mie aspettative rispetto agli studenti sono influenzate da bias oppure no?
- Sto facendo un buon lavoro nel tentare di vedere la vita secondo la prospettiva degli studenti che provengono da culture diverse dalla mia?
- Sto insegnando le abilità di cui potrebbero avere bisogno gli studenti per parlare in classe se la loro cultura è una cultura in cui ci sono poche opportunità di parlare in pubblico?
- Le mie valutazioni sono giuste e imparziali?
Valutazione di conoscenze e abilità
È importante decidere i tipi di valutazione da utilizzare:
- Valutazione prima di iniziare un nuovo argomento
- Osservazione continua e monitoraggio in itinere
- Valutazione dei risultati raggiunti
Abilità tecnologiche
La tecnologia in sé non migliora le abilità di apprendimento. Inoltre, gli insegnanti efficaci sono competenti nell'uso di diversi dispositivi utili per supportare l'apprendimento degli studenti con disabilità (Marchel et al., 2015). Gli studenti devono diventare:
- Allievi competenti
- Cittadini digitali
- Costruttori di conoscenza
- Progettisti innovativi
- Pensatori computazionali
- Comunicatori creativi
- Collaboratori globali
Preoccupazioni connesse all'uso della tecnologia
- Numero di ore speso davanti a uno schermo
- Aumento del multi-tasking e riduzione delle capacità di attenzione
- Numero di ore speso sui social media e influenze sullo sviluppo socioemotivo (anche cyberbullismo)
Impegno, motivazione e cura
Gli insegnanti efficaci hanno fiducia nelle proprie capacità, si rifiutano di lasciare che le emozioni negative diminuiscano la loro motivazione ed entrano in classe con un atteggiamento positivo e con entusiasmo.
Strategie per diventare un insegnante efficace
- Indossare panni diversi: inventarsi modi nuovi per coinvolgere gli studenti.
- Assumere la prospettiva degli altri: pensare a ciò di cui hanno bisogno gli studenti e riflettere sulle proprie e altrui percezioni.
- Ricordare la lista delle caratteristiche degli insegnanti efficaci.
- Continuare a essere impegnati e motivati: lavorare sulle frustrazioni sviluppando abilità di coping e mantenere un atteggiamento positivo.
1.3 La ricerca della psicologia dell'educazione
Perché la ricerca è importante
È importante sia l'esperienza (propria o altrui) sia la ricerca. Le informazioni basate sulle esperienze personali non sono sempre del tutto oggettive e spesso possono essere contrastanti: per questo è importante fare affidamento ai dati provenienti dalle ricerche scientifiche.
Metodi di ricerca
Nella psicologia dell'educazione si usano principalmente tre metodi: ricerca descrittiva, ricerca correlazionale e ricerca sperimentale.
Ricerca descrittiva
Scopo: osservare e descrivere il comportamento. Non dimostra cosa causa un fenomeno, fornisce solo informazioni.
- Osservazione: L'osservazione scientifica è sistematica: bisogna sapere cosa si sta cercando, essere imparziali, registrare cosa si osserva e comunicarlo efficacemente.
- Laboratorio: ambiente controllato da cui sono stati rimossi molti dei fattori complessi del mondo reale.
- Osservazione naturalistica: osservazione condotta nel mondo reale piuttosto che in un laboratorio.
- Osservazione partecipante: Osservazione condotta mentre l'osservatore-ricercatore è attivamente coinvolto come partecipante nelle attività o nell'ambiente.
- Interviste e questionari: Spesso usate per conoscere esperienze, credenze e sentimenti: bisogna usare domande concrete, specifiche, non ambigue e verificare l'autenticità delle risposte (es., bias di desiderabilità sociale).
- Interviste: faccia a faccia, per via telefonica o tramite Internet.
- Questionari: in forma scritta; in presenza, inviati per posta o tramite Internet.
- Test standardizzati: I test standardizzati hanno procedure uniformi per la somministrazione e l'attribuzione dei punteggi. Valutano la prestazione degli studenti in diversi domini e permettono di confrontarla con quella di altri studenti della stessa età o livello scolastico su base nazionale.
- Esempi: test per la misura dell'intelligenza, della personalità, degli interessi relativi alla carriera, ecc. Utili sia a fini di ricerca sia a prendere decisioni su singoli studenti o a fare confronti.
- Misure fisiologiche: Esempi -> functional magnetic resonance imaging (fMRI), frequenza cardiaca, livelli ormonali, analisi genetiche. Studi di caso: Uno studio di caso implica un esame approfondito su un individuo. Limiti: non sono possibili eccessive generalizzazioni.
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