Psicologia dello sviluppo
La psicologia dello sviluppo
Lo sviluppo va dal concepimento alla morte. Si parla anche di psicologia del ciclo di vita. La differenza è che sviluppo indica i meccanismi. La psicologia dello sviluppo si scontra col fatto che l’uomo è una creatura sociale e biologica. Non basta che un teorico studi i bambini per farne un teorico dello sviluppo. Quello che è critico per una teoria dello sviluppo è che ci si focalizzi sui cambiamenti che si verificano nel comportamento nelle attività psicologiche in funzione del tempo, dalla nascita all’età adulta e alla vecchiaia (“ciclo di vita”). Nei primi due anni e nell’adolescenza i cambiamenti sono ENORMI.
Cambiamenti dello sviluppo
- Crescita: dimensione quantitativa del cambiamento che riguarda un aspetto dell’organismo. Avviene secondo una curva lineare (incremento graduale).
- Maturazione: cambiamenti legati esclusivamente al dispiegamento del patrimonio genetico. Avvengono nello stesso modo e nella stessa sequenza per tutti i membri della specie (es: accrescimento del volume cerebrale).
- Apprendimento: processo attraverso il quale un individuo può acquisire conoscenze attraverso l’esperienza. È individuale. Può essere diverso per ciascuno di noi.
Quindi lo sviluppo corrisponde ai cambiamenti che avvengono in funzione del tempo all’interno di una o più aree del comportamento e del funzionamento mentale e nelle relazioni tra le diverse aree, grazie alle interazioni tra fattori biologici (es: maturazione) ed esperienza (es: apprendimento). Non è quindi solo individuale perché vi è anche il fattore biologico. Il concetto di sviluppo è più complesso rispetto ai singoli aspetti.
Alcuni aspetti collegati dalla biologia
- Ontogenesi: l'insieme dei processi mediante i quali si compie lo sviluppo biologico dell’organismo (dall'embrione allo stadio adulto): dipende sia dal genotipo che caratterizza l'organismo sia dall'ambiente nel quale il processo si svolge.
- Filogenesi: l'insieme dei processi mediante i quali la specie si è evoluta.
- Genotipo: l'insieme dei geni che costituisce il DNA di un organismo.
- Fenotipo: l'insieme di tutte le caratteristiche osservabili di un organismo, derivanti dall’estrinsecazione del genotipo all’interno dell’ambiente.
Il focus della psicologia dello sviluppo è sull’insieme dei processi. Studiare lo sviluppo significa assumere un approccio dinamico e non statico. Ci si chiede da dove arriva quel comportamento, come si è sviluppato e come si comporterà poi. Attenzione sul prima e dopo e non su ciò che è visibile al momento, per esempio sui riflessi neonatali. Intendendo lo sviluppo come un approccio dinamico, si sono studiati spesso dei comportamenti che spesso sono molto diversi dai comportamenti più evoluti e maturi, ma che sono rilevanti per l’emergere di quest’ultimi in quanto precursori. Lo sviluppo non è un incremento lineare! Può essere una curva monotona, ad “U” o, infine, una curva fluttuante.
Quattro domande chiave per gli psicologi dello sviluppo
- Cosa vs Come: descrivo le tappe dello sviluppo all’interno di ogni tappa dello sviluppo. Descrivere i cambiamenti entro una o più aree del comportamento o domini dello sviluppo. Descrivere i cambiamenti nella relazione fra diverse aree del comportamento.
- Continuità vs Discontinuità: descrivere la natura quantitativa (accrescimento) e qualitativa (comparsa di nuove abilità). Cambiamenti quantitativi: sviluppo come accrescimento o graduale accumulo di piccoli cambiamenti nella frequenza o grado di un certo comportamento nel tempo. Sviluppo come processo continuo (i.e., teoria comportamentista). Cambiamenti qualitativi: sviluppo come comparsa di nuove capacità o trasformazione macroscopica di capacità esistenti. Sviluppo come processo discontinuo (i.e., teorie organismiche Piaget). Cambiamenti nei processi non portano di necessità a un incremento nell’efficienza del comportamento, che può andare incontro a deterioramenti transitori, producendo curve di sviluppo a U o fluttuanti (es: sviluppo percettivo, sviluppo motorio). Quindi una teoria può essere contemporaneamente continua (→ processi) e discontinua (→ comportamenti, abilità) (es. Piaget).
- Innato vs Appreso: Qual è il ruolo svolto dai fattori biologici (natura, patrimonio genetico) e ambientali (esperienza, ambiente fisico, sociale e culturale) nella determinazione del cambiamento nel tempo? Maturazionismo: la maturazione è il meccanismo che regola la comparsa di nuove abilità. Il patrimonio genetico controlla sia la traiettoria dello sviluppo tipico sia le differenze individuali (es: sviluppo motorio, Gesell). Innatismo: fino dalla nascita, la mente è organizzata in modo tale da poter imporre un ordine alla stimolazione sensoriale e trasformare le sensazioni in percezioni dotate di significato (es: sviluppo del linguaggio, Chomsky). Comportamentismo, Teorie dell’apprendimento: l’organismo è plasmato dall’ambiente perché tende a ripetere i comportamenti che hanno avuto conseguenze positive su di sé (apprendimento associativo) o sugli altri (apprendimento imitativo). Sviluppo=progressivo modellamento delle risposte del bambino da parte dell’ambiente. Empirismo: la mente del neonato è una tabula rasa. Tutta la conoscenza deriva dall’esperienza. L’esperienza è necessaria per creare ordine e conoscenza. Costruttivismo: lo sviluppo è il prodotto dell’interazione tra fattori biologici e conoscenza acquisita attraverso l’esperienza. Il pensiero del bambino è qualitativamente diverso da quello dell’adulto; il bambino costruisce gradualmente la propria comprensione della realtà attraverso scambi bidirezionali tra le competenze che possiede e l’esperienza con l’ambiente.
- Dominio specifico e generale: Come avviene lo sviluppo? Rispondere significa: spiegare il corso dello sviluppo di cui si è giunti alla descrizione, ossia individuare i fattori che rendono possibile il cambiamento, che facilitano o rallentano lo sviluppo. Trovare risposte a questa domanda ha importanti ricadute applicative (predittività). È possibile prevedere l’andamento dello sviluppo di un dato aspetto del comportamento sulla base delle conoscenze che si hanno sul suo stato attuale solo se si conosce qualcosa sui processi che sottostanno a quel comportamento e su come questi processi cambiano nel tempo. Il modo in cui lo sviluppo viene spiegato è fortemente influenzato da alcuni assunti teorici di base che caratterizzano i diversi approcci teorici relativamente a due questioni: la natura umana e il rapporto tra natura/cultura, biologia/esperienza. L’individuo contribuisce al suo sviluppo:
- Visione meccanicista: gli esseri viventi sono paragonati alle macchine, che funzionano sotto la pressione di forze ad esse esterne. Possono modificarsi, cioè passare da uno stato all’altro, come conseguenza degli effetti esercitati su di essi dall’esperienza. L’individuo è passivo perché è plasmato dalla propria esperienza (i.e., comportamentismo).
- Visione organismica: prende a modello i sistemi viventi piuttosto che le macchine. L’individuo è artefice attivo del suo sviluppo, in quanto contribuisce alla propria esperienza (i.e., costruttivismo, Piaget).
- Visione contestualista: stressa l’influenza del contesto sociale e culturale nel quale l’individuo è immerso. Un comportamento ha significato solo in relazione al suo contesto (i.e., approccio socioculturale, Vygotskij).
Processo di sviluppo
Studiare lo sviluppo significa assumere una visione sistemica, dipendente dal contesto. Lo sviluppo, a tutti i suoi livelli (geni, cellule, cervello, organismo, forme complesse di comportamento), è il risultato dell’interazione tra molteplici fattori, sia interni che esterni al sistema. Ambiente: tutto ciò che sta fuori dal sistema e lo influenza.
Sistema: può essere una singola cellula, una popolazione di cellule, il cervello, una specifica abilità o l’intero organismo. Studiare il cambiamento significa assumere una visione sistemica, lo sviluppo infatti coinvolge diverse componenti che funzionano in connessione tra loro. Lo studio del livello cerebrale, comportamentale, mentale e delle relazioni tra loro e con l’ambiente richiedono di considerare lo sviluppo come un oggetto di studio complesso regolato dalla logica dell’interattività e della reciprocità.
Processo probabilistico
Lo sviluppo come la logica dell’interattività e della reciprocità obbliga a considerare lo sviluppo come un processo probabilistico (l’esito dei processi evolutivi dipende dal modo in cui essi si realizzano e non da un piano fissato in anticipo).
- Palla = l’organismo che si sviluppa
- Valli = possibili percorsi dello sviluppo
Il paesaggio impone dei vincoli sul movimento della palla mano a mano che essa si muove lungo il percorso. Le conseguenze di un particolare evento ambientale (esperienza) sono diverse a seconda del momento in cui l’evento avviene. Il grado in cui specifiche funzioni o abilità sono influenzate dall’esperienza può variare nei diversi momenti dello sviluppo. Concetto di periodo critico o sensibile. Es: sviluppo prenatale. La rapidità con cui avviene il cambiamento all’interno di specifiche aree o funzioni è diversa nei diversi momenti dello sviluppo. Lo sviluppo procede lungo diversi possibili percorsi di differenze individuali nel ritmo e negli esiti finali dello sviluppo; sviluppo atipico.
- Differenze individuali: Lo sviluppo è una forma di autoorganizzazione, non c’è un solo esito finale possibile, ma solo esiti più probabili di altri.
- Sviluppo atipico: La visione interattiva/contestuale/dinamica dello sviluppo implica assumere che fattori di rischio possono essere compensati da fattori di protezione (il rischio si riduce se viene contrastato da condizioni promozionali). Non c’è nessun aspetto dello sviluppo che possa essere definito “genetico” in senso stretto. Gli effetti dei geni sul comportamento non sono di natura deterministica. La presenza di certi geni può predisporre l’individuo a ricercare specifici stimoli nell’ambiente, e in questo modo fare sì che esso si costruisca il proprio ambiente.
Anche quando sono note le basi genetiche di una funzione/abilità, per comprenderne (spiegarne) lo sviluppo è necessario individuare i feedback ambientali ai quali i fattori genetici danno origine. Es: Caratteristiche temperamentali. Es: Preferenza visiva innata per il volto umano.
Lo sviluppo fisico e cerebrale
Lo sviluppo degli aspetti fisici implica due tipi di processi:
- Di crescita: Parlare di cambiamenti in aspetti del nostro organismo di tipo graduale, continuo con la proliferazione delle cellule.
- Di differenziazione: Specializzazione delle cellule (prenatale) ed è lo sviluppo che avviene nel nostro cervello.
La crescita
Processo quantitativo e continuo, che tuttavia presenta ritmi e velocità diverse nelle diverse epoche dello sviluppo.
- Periodo prenatale: Incremento lunghezza e peso maggiori che in qualsiasi altro momento. Velocità massima nei primi 6 mesi della gravidanza: 1,8 mm al giorno. A partire dalle 35 settimane rallenta.
- Postnatale: Nei primi due anni il bambino raggiunge 1/5 del peso che avrà da adulto. Dal secondo anno la crescita rallenta. La crescita fisica non è LINEARE, cambiano anche le proporzioni del corpo, perché le diverse parti del corpo crescono con ritmi diversi (sviluppo = processo probabilistico) raddoppiano il peso alla nascita.
Due leggi che regolarizzano la crescita:
- Cefalo caudale: La crescita è più rapida nella testa e precede negli arti.
- Prossimo distale: La crescita comincia al centro del corpo e procede verso gli arti.
La differenziazione
La nascita segna il passaggio dalla vita uterina a quella extrauterina. Lo sviluppo psicologico inizia prima della nascita e i bambini nascono preparati ad acquisire informazioni sul mondo. Il feto è il prodotto del proprio patrimonio genetico e si trova a interagire con fattori ambientali (alimentazione madre, sostanze chimiche che entrano nel corpo della madre). La fase prenatale si distingue in:
- Stadio germinale
- Stadio embrionale: Dall’embrione dalla seconda all’ottava settimana. Si formano gli arti. Le cellule si differenziano e si specializzano. Differenziazione tessuti. Questa fase presenta una vulnerabilità massima agli effetti dell’esperienza (eventi teratogeni). È molto pericolosa l’esposizione della madre ad eventi virali come per esempio la rosolia che provocherebbe deformazioni fetali. Negli anni ’70 si usavano farmaci contro la nausea che ha sul feto effetti teratogeni sul processo di differenziazione cellulare (deformazioni e problemi nei circuiti neurali).
- Stadio fetale: Dall’ottava alla nascita. Il corpo del bambino e i suoi organi si perfezionano per creare un organismo in grado di sopravvivere da soli. Riguarda soprattutto il sistema nervoso, ad opera di stimolazioni endogene ed esogene. Al quarto mese la madre avverte i movimenti del bambino. L’ultimo organo che matura sono i polmoni. Dalla 28 settimana è pronto a sopravvivere se nasce prematuro. Il bambino compie diversi movimenti e dal 5 mese ha già sperimentato tutti i movimenti possibili. Alcuni hanno una funzione specifica per la sopravvivenza del feto. Servono per stimolare i circuiti neurali che si stanno formando.
Lo sviluppo cerebrale
I cambiamenti neuroanatomici determinano importanti trasformazioni nelle proprietà funzionali del cervello che si traducono in modificazioni cognitive e comportamentali osservabili nel corso dell’ontogenesi. Durante i primi anni di vita il cervello subisce importanti modificazioni che migliorano l’efficienza dei processi mentali. I cambiamenti più importanti che si verificano nella corteccia riguardano:
- La crescita di volume: si espande maggiormente.
- Lo sviluppo di una sostanza lipidica isolante detta mielina (mielinizzazione), che rende più efficiente e rapida la trasmissione degli impulsi neurali.
- Incremento della densità sinaptica: collegamento tra neuroni e quindi tra aree cerebrali. Aumentano le capacità integrative del cervello e crescono le connessioni funzionali tra le aree del cervello.
Sovrapposizione sinaptica: un neonato ha molte più sinapsi di un adulto. Decadimento sinaptico: il neonato finisce con l’avere lo stesso numero dell’adulto. Quelle che scompaiono sono quelle usate meno frequentemente. Le modifiche delle sinapsi possono essere descritte come onde i cui picchi hanno cadenze temporali diverse nelle diverse aree della corteccia. Le onde sono sfasate nel tempo. Col passare del tempo alcune aree del cervello si specializzeranno in determinate funzioni. Questa serie di procedimenti va sotto il nome di plasticità neurale (massima nelle prime fasi dello sviluppo e decade man mano che passa il tempo). È una caratteristica anche del cervello adulto, che è in grado di riorganizzarsi e ristrutturarsi. I vantaggi sono 3:
- Protrarsi nel tempo dello sviluppo postnatale: maggiore tempo a disposizione perché l’ambiente e l’esperienza possano esercitare la loro influenza.
- Possibilità di raggiungere un maggiore volume cerebrale (corteccia prefrontale).
- Possibilità di ottenere comportamenti complessi nell’organismo adulto a partire da un minimo grado di specificazione a livello genetico. Quando una lesione coinvolge un’area cerebrale, è possibile che un’area normalmente deputata all’elaborazione di stimoli in una diversa modalità sensoriale assuma su di sé le funzioni dell’area lesonata, determinando una plasticità cross-modale.
Lo sviluppo del comportamento
Il processo di sviluppo, a tutti i suoi livelli (geni, cellule, cervello, organismo, forme complesse di comportamento), è il risultato dell’interazione tra molteplici fattori, sia interni (geni, cellule, cervello) che esterni al sistema. Questo è vero per lo sviluppo fisico-cerebrale, ma anche vero per altri aspetti dello sviluppo.
Il comportamentismo
Il comportamentismo è nato negli Stati Uniti negli anni ’20, rimanendo fino a circa gli anni ’60. Successivamente negli anni ’70 nacque il movimento cognitivista. Piaget arriverà negli anni ’50 negli USA, anche se nacque in Europa negli anni ’30. Il comportamentismo studia il comportamento umano e le leggi che lo governano. Nasce dal rifiuto dell’introspezionismo (no verbalizzazione come unico modo possibile). L’attenzione si concentra sul comportamento osservabile. Watson nel suo manifesto scrisse: “Datemi una dozzina di bambini di sana e robusta costituzione e un ambiente organizzato secondo miei specifici principi, vi garantisco che sarò in grado di farne un medico, un avvocato, un artista, un imprenditore, un delinquente.”
L’oggetto di studio sono i meccanismi che permettono l’apprendimento. Questo approccio è stato usato anche per studiare lo sviluppo. L’apprendimento è il risultato dello stabilirsi di un’associazione tra:
- Condizionamento classico, una risposta comportamentale riflessa e uno stimolo neutro come accade col cane di Pavlov. Inizialmente il campanello (stimolo neutro) non ha alcuna associazione col cibo; si stabilirà poi quando il cane imparerà l’associazione. Si studiò l’apprendimento anche nell’uomo e nei bambini, dopo il successo ottenuto con gli animali.
Per esempio vi fu il caso del piccolo Albert. Si può però...
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