Psicologia dello sviluppo
Cosa studia la psicologia dello sviluppo (psicologia del ciclo di vita)?
L'obbiettivo della psicologia: studiare il comportamento umano e i processi interni che lo producono e lo regolano. L'uomo è una creatura biologica e sociale e la psicologia è la disciplina che si occupa dei processi psicologici e biologici che supportano il comportamento. La psicologia dello sviluppo vuole capire come il comportamento si modifica ponendo l'attenzione sull'intero ciclo di vita.
Si definisce sviluppo come l'insieme dei cambiamenti nei comportamenti e nei processi che lo supportano nel corso del tempo, in funzione del tempo, dal concepimento alla nascita all'età adulta e alla vecchiaia (ciclo di vita): nei primi 2 anni di vita= prima infanzia il cambiamento è massimo, durante l'adolescenza avvengono altri cambiamenti macroscopici.
L'attenzione è sul processo e non sul comportamento in sé.
Periodi dello sviluppo
- Periodo prenatale: compreso tra il concepimento e la nascita, della durata di circa 9 mesi.
- Prima infanzia (infancy): il periodo evolutivo che va dalla nascita ai 18-24 mesi d'età circa.
- Seconda infanzia (early childhood): il periodo evolutivo che va dalla fine della prima infanzia fino ai 5-6 anni d'età= periodo prescolare.
- Fanciullezza (middle and late childhood): il periodo evolutivo che va dai 6 agli 11 d'età circa= periodo scolare.
- Adolescenza: il periodo evolutivo che segna la transizione dall'infanzia all'inizio della vita adulta; inizia intorno ai 10-12 anni e finisce tra i 18 e i 22 anni.
Quindi sviluppo è diverso da:
- Apprendimento: si realizza attraverso l'esperienza personale, processo mediante il quale si acquisiscono conoscenze e capacità attraverso l'esperienza individuale che avvengono in tempi e modi diversi per ogni individuo. (= studio, addestramento, condizionamento)
- Maturazione: cambiamenti prevalentemente qualitativi legati al dispiegamento del patrimonio genetico. Avvengono con gli stessi tempi e nello stesso modo per tutti i membri della specie. (=modificazioni del corpo con la pubertà)
- Crescita: dimensione quantitativa del cambiamento. È l'incremento della massa e della dimensione dell'organismo.
Il termine sviluppo fa riferimento ai cambiamenti quantitativi e qualitativi, coinvolge una parziale programmazione interna/disposizione biologica e di un preciso contesto e ambiente specie-specifico. (Elementi che mancano nel concetto di apprendimento). È dato dall'interazione tra fattori biologici e all'esposizione a fattori ambientali disponibili a tutti gli individui di una specie: sono i cambiamenti che avvengono in funzione del tempo all'interno di una o più aree del comportamento grazie alle interazioni tra fattori biologici ed esperienza.
Sviluppo coincide con l'ontogenesi ossia l'insieme dei processi mediante i quali si compie lo sviluppo biologico dell'organismo, dipende dal genotipo che caratterizza l'organismo sia l'ambiente nel quale il processo si svolge. Diverso invece dalla filogenesi che è l'insieme dei processi mediante i quali la specie si è evoluta, dal genotipo che è l'insieme dei geni che costituisce il DNA di un organismo e dal fenotipo che è invece l'insieme di tutte le caratteristiche osservabili di un organismo, derivanti dall'estrinsecazione del genotipo all'interno dell'ambiente.
Studiare lo sviluppo
Studiare lo sviluppo necessita un punto di vista e un approccio dinamico, intrinsecamente dinamico cioè, dato che lo sviluppo è un insieme/una sequenza di trasformazioni per studiare lo sviluppo bisogna:
- Descrivere quale è la curva/traiettoria dello sviluppo che descrive le trasformazioni che avvengono nel tempo.
- Focalizzarsi sulle trasformazioni sue quindi concentrarsi in egual misura ciò che precede e ciò che segue ogni comportamento.
Quindi adottare questo approccio dinamico è necessario perché spesso esistono delle capacità chiamate precursori precoci e più semplici che compaiono prima nello sviluppo e hanno un ruolo fondamentale nell'emergere di capacità più complesse successive nello sviluppo. (Per esempio, nello sviluppo emotivo-relazionale e in quello linguistico le cui apparizioni di sorrisi e linguaggio sono preceduti da sorrisi esogeni e da strumenti sostitutivi del linguaggio vero e proprio) implica una sequenza di trasformazioni.
Lo sviluppo che non sempre porta ad un miglioramento e incremento perciò non abbia andamenti monotonici o lineari/unidirezionali (curve incrementali, decrementali, ad U, fluttuante...). Infatti, alcune capacità si possono estinguere come nel campo dello sviluppo percettivo/nel campo percettivo per quanto riguarda la capacità di discriminazione percettiva che decrementa tra i 6 e i 9 mesi di vita. Altre invece scompaiono per poi riapparire (=curva ad U) come per esempio nello sviluppo linguistico la capacità di usare la forma passata dei verbi presente fino a 3 anni, peggiora intorno ai 4-5 anni per poi ritornare ad essere corrette intorno ai 6-7 anni= fenomeno dell'ipercorrettismo delle regole verbali. Altre capacità ancora compaiono e scompaiono ripetutamente nel corso del tempo come nello sviluppo motorio nel caso della capacità della dominanza manuale che subisce ripetute fluttuazioni nel primo anno di vita.
Gli obiettivi
La psicologia dello sviluppo ha come obbiettivo la descrizione dell'andamento dell'abilità e interpretare il cambiamento, obbiettivi legati al tentativo di rispondere alle 2 domande fondamentali su cui è fondata la psicologia dello sviluppo:
- Descrivere i cambiamenti entro una o più aree del comportamento o domini dello sviluppo per rispondere alla domanda cosa si sviluppa? E capirne le relazioni tra i diversi ambiti. Per rispondere occorre descrivere i cambiamenti entro una o più aree del comportamento o domini dello sviluppo (sviluppo motorio, cognitivo, del linguaggio, emotivo, sociale…) e i cambiamenti nella relazione fra diverse aree del comportamento (relazione tra sviluppo linguistico e cognitivo…).
- Interpretare i cambiamenti per rispondere alla domanda come si sviluppa? La risposta a questa domanda implica individuare i processi e meccanismi che rendono possibili le trasformazioni, i fattori che lo facilitano o lo rallentano; ed è l'obbiettivo ultimo della psicologia dello sviluppo perché l'individuazione dei meccanismi è la chiave per la possibilità di prevedere lo sviluppo di certe capacità (ricaduta applicativa): è quindi possibile prevedere l'andamento dello sviluppo di un certo aspetto del comportamento sulla base delle conoscenze che si hanno sul suo stato attuale solo se si conosce qualcosa sui processi che sottostanno a quel comportamento e alle sue trasformazioni nel corso del tempo.
Tutte le possibili risposte enunciate e ottenute sono influenzate da alcuni assunti teorici di base che caratterizzano i diversi approcci teorici. Essi variano a seconda della visione che possiedono della natura umana e del rapporto tra natura e cultura, biologia ed esperienza.
Visioni dell'uomo
In che modo la natura umana contribuisce al suo sviluppo?
- Meccanicistica: gli esseri umani sviluppano delle capacità in risposta a delle pressioni e stimoli ambientali quasi fosse una macchina obbligata a reagire alle forze esterne per sopravvivere. Individuo è passivo e viene plasmato dall'ambiente/contesto naturale in cui è immerso. (=comportamentismo)
- Organismica: al centro vi è l'essere umano inteso come essere biologico, organismo ed entità con delle proprie regole di funzionamento interno che deve cercare forme di adattamento per sopravvivere. L'uomo è artefice attivo delle proprie esperienze in quanto si auto procura gli stimoli e le esperienze/contribuisce attivamente a determinare le proprie esperienze. (=costruttivismo)
- Contestualista: stressa l'influenza del contesto sociale e culturale, non naturale, nel quale l'individuo è immerso. Un comportamento ha significato solo in relazione al suo contesto. Tutto lo sviluppo è determinato dal contesto sociale e culturale. (= approccio socio-cognitivo)
Rapporto innato/appreso
Qual è il ruolo svolto dai fattori biologici e ambientali nel determinare i cambiamenti nel tempo?
- Innatisismo: la mente e i processi mentali dalla nascita sono organizzati per consentire all'individuo di percepire l'ambiente che lo circonda strutturato e dotato di senso, per imporre un ordine alla stimolazione sensoriale e trasformare le sensazioni in percezioni dotate di significato. L'ontogenesi ricapitola la filogenesi: lo sviluppo è il processo attraverso il quale le istruzioni contenute nei geni, selezionate nel corso della filogenesi, si esplicano in assenza di perturbazioni esterne. L'ambiente non può alterare in nessun modo il corso dello sviluppo.
- Maturazionismo: la maturazione è il meccanismo che regola la comparsa di nuove abilità. Il patrimonio genetico controlla sia la traiettoria dello sviluppo tipico sia le differenze individuali. (=sviluppo motorio)
- Empirismo: la mente del neonato è una tabula rasa. Tutta la conoscenza deriva dall'esperienza. L'esperienza è necessaria per creare ordine e conoscenza. La struttura dell'ambiente esterno determina la forma che la mente prenderà nel corso dello sviluppo: la mente umana si sviluppa e prende forma grazie all'informazione che proviene dall'ambiente.
- Comportamentismo e teorie dell'apprendimento: l'organismo è plasmato dall'ambiente perché tende a ripetere i comportamenti che hanno avuto conseguenze positive su di sé (apprendimento associativo) o sugli altri (apprendimento imitativo). Lo sviluppo viene fatto coincidere con l'apprendimento, subordinato all'esperienza: lo sviluppo è il progressivo modellamento delle risposte del bambino da parte dell'ambiente.
- Costruttivismo: lo sviluppo è il prodotto dall'interazione tra fattori biologici e conoscenza acquisita attraverso l'esperienza. L'individuo costruisce gradualmente la propria comprensione della realtà attraverso scambi bidirezionali tra le competenze che possiede e l'esperienza con l'ambiente (bambino attivo nelle interazioni con l'ambiente grazie alla sua base e dote biologica) (posizione interazionista).
La domanda è come le due dimensioni interagiscono: come la loro influenza si modifica nel tempo, in quali momenti l'una o l'altra componente ha maggiore probabilità di esercitare i propri effetti? (Come nel caso della percezione della profondità).
Nello sviluppo sono sempre presenti fattori filogenetici (legati all'evoluzione della specie) e ontogenetici (legati all'evoluzione dell'individuo) che fanno così collaborare fattori specificamente individuali e contestuali con fattori comuni biologicamente determinati. Ci sono comportamenti filogeneticamente determinati=innati (come l'attaccamento e l'abilità visuo-spaziali e numeriche). Quindi studiare il cambiamento significa assumere un approccio e punto di vista interazionista: lo sviluppo è il risultato dell'interazione tra fattori biologici ed esperienza.
Le diverse teorie dello sviluppo
Le diverse teorie dello sviluppo si differenziano per la risposta che hanno fornito alle domande fondamentali della psicologia dello sviluppo strettamente legate l'una all'altra:
- Innato vs appreso
- Continuità vs discontinuità: descrivere la natura quantitativa e/o qualitativa dei cambiamenti. I cambiamenti quantitativi fanno riferimento a uno sviluppo inteso come accrescimento o graduale accumulo di piccoli cambiamenti nella frequenza o grado di un certo comportamento nel tempo= sviluppo come processo continuo. I cambiamenti qualitativi invece fanno riferimento alla comparsa di nuove capacità o trasformazione macroscopica di capacità esistenti= sviluppo come processo discontinuo. In realtà la risposta non è univoca in quanto ci possono essere cambiamenti discontinui, bruschi e repentini ma questo non implica che ciò che ha prodotto questi cambiamenti non sottenda a cambiamenti qualitativi. Quindi una teoria può essere contemporaneamente continua e discontinua. Bisogna quindi distinguere il livello della prestazione (cambiamenti osservabili nelle abilità e nei comportamenti) da quello della competenza (i processi sottostanti che producono il cambiamento). I processi possono rimanere continui e costanti nel tempo: sono comportamenti che si manifestano molto precocemente e non si modificano al variare dell'età, condizionando gli effetti che l'esperienza può avere sullo sviluppo dell'individuo. In molti casi sono responsabili delle differenze individuali.
- Dominio-specifico vs dominio-generale
Per studiare lo sviluppo bisogna assumere una visione sistematica, dipendente dal contesto. Il processo di sviluppo a tutti i suoi livelli, è il risultato dell'interazione tra molteplici fattori, sia interni che esterni al sistema. Si definisce sistema una singola cellula, una popolazione di cellule, il cervello, una specifica abilità o l'intero organismo. Si differenzia dall'ambiente che si definisce come tutto ciò che sta fuori dal sistema e lo influenza. Esistono molti tipi di ambiente, che esercitano la propria influenza a diversi livelli:
Studiare il cambiamento significa assumere una visione sistematica perché lo sviluppo coinvolge diverse componenti che funzionano in connessione tra loro. Lo studio di livello celebrale, comportamentale, mentale e delle relazioni tra loro e con l'ambiente richiedono di considerare lo sviluppo come un oggetto di studio complesso regolato dalla logica dell'interattività e della reciprocità.
Questa idea dello sviluppo come processo di interdipendenza e reciprocità porta a considerarlo come un processo probabilistico: l'esito dei processi evolutivi dipende dal modo in cui essi si realizzano e non da un piano fissato in anticipo. (Lo sviluppo tipico è la traiettoria di sviluppo più probabile dentro il quale ci sono molte differenze individuali, contrapposto a quella atipica molto meno probabile).
È alla base delle differenze individuali: lo sviluppo è una forma di auto-organizzazione, non c'è solo un esito finale possibile ma solo esiti più probabili di altri. Non c'è nessun aspetto dello sviluppo che possa essere definito genetico in senso stretto. Gli effetti dei geni sul comportamento non sono di natura deterministica. La presenza di certi geni può predisporre l'individuo a sviluppare certe competenze comportamentali, ma solo in presenza di certe esperienze, e far sì che esso si costruisca il proprio ambiente. Anche quando sono note le basi genetiche di una funzionalità per comprendere lo sviluppo è necessario individuare i feedback ambientali ai quali i fattori genetici danno origine.
Riassumendo gli obbiettivi della psicologia dello sviluppo
- Descrivere lo sviluppo nel corso del tempo tracciando curve evolutive su evidenze empiriche su tutte le competenze sviluppate.
- Spiegarne i motivi.
- Ottimizzazione dello sviluppo di ogni individuo: se conosco i fattori e i meccanismi che provocano il cambiamento si possono individuare le leve per intervenire sulle condizioni di rischio o sulle traiettorie di sviluppo atipico per potenziare i processi di sviluppo.
I metodi della ricerca scientifica sullo sviluppo
La psicologia è una scienza perché utilizza il metodo scientifico per indagare il funzionamento della mente e del comportamento umano. Le ricerche saranno quindi oggettive, replicabili e sistematiche. 4 sono le fasi del metodo scientifico: osservazione, ipotesi, esperimento e tesi.
Metodi di ricerca
- Sperimento: la variabile indipendente è manipolata dallo sperimentatore facendole assumere diversi valori. Comprende l'assegnazione casuale dei soggetti alle diverse condizioni sperimentali. La somministrazione delle variabili può avvenire in un gruppo o allo stesso soggetto.
- Metodi correlazionali: quando non è possibile distinguere la variabile dipendente da quella indipendente ma è possibile solo inferire una correlazione tra eventi.
- Quasi sperimento: incorre nella impossibilità di manipolare la variabile indipendente per ragioni pratiche ed etiche. Manca così l'assegnazione casuale dei soggetti alle diverse condizioni sperimentali. Con questo metodo non è possibile attribuire con certezza le variazioni della variabile dipendente a quella indipendente.
- Osservazione: l'osservazione sistematica è un metodo scientifico la cui caratteristica è quella di avere un basso grado di intrusività nello svolgimento del fenomeno indagato. Il ricercatore osserva e registra in modo sistematico il comportamento in un laboratorio oppure nell'ambiente naturale registrando i comportamenti senza l'intervento dello sperimentatore. Implica decisioni, a priori, relative a chi osservare (singoli, diadi, gruppi), dove compierla (osservazione naturalistica/sul campo/etologica per osservare comportamenti spontanei oppure controllata in laboratorio eliminando molti fattori complessi del mondo reale), che cosa osservo (eventi, descritti in termini di frequenza, oppure stati descrivendoli in termini di durata) e come procedere nell'osservazione (videoregistrazione in primis).
Quando la variabile indipendente è l'età posso usare solo due tipi di disegni in base all'aspetto del cambiamento da studiare:
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