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Psicologia dello sviluppo

03/10/2017

Esame scritto e orale

Esame scritto con solo domande relative agli argomenti sul manuale (24 domande chiuse e 2 domande aperte, no penalità per risposte sbagliate) ed esame orale obbligatorio sui due testi a scelta. Allo scritto il massimo è 28. Con l’orale si possono prendere 3 punti, si può accedere solo con uno scritto sufficiente. Se rifiuto l’orale devo ridare anche lo scritto. Si fa un esonero di fine corso, è uguale all’esame scritto ma più centrato sugli argomenti trattati a lezione (che comunque sono sui testi), bisogna iscriversi all’esonero. Non è da preparare la parte di metodologia della ricerca in psicologia dello sviluppo (sul manuale).

Appelli sessione invernale

Appelli sessione invernale: 10-19-29 gennaio e 8 febbraio. In ogni data c’è sia lo scritto sia l’orale, lo scritto inizia alle 9:30, dura un’ora, al termine della prova inizia l’orale. Si può dare l’orale quando si vuole, non si deve dare per forza il giorno dello scritto. Non si può sostenere l’esame più di tre volte durante l’anno accademico (si possono provare anche di fila). Esonero ed esame scritto valgono per l’anno accademico. L’esonero è il 5 dicembre nell’aula B dalle 9:00 alle 12:00, saremo divisi in gruppi. Finiamo le lezioni a fine novembre. No lezione il 2 novembre. La settimana prima dell’esonero dedichiamo l’ultima lezione a correggere le domande di autovalutazione che la prof mette online durante il corso.

Sviluppo dell’individuo

Sviluppo dell’individuo = sistema altamente complesso, lo sviluppo nasce dalla fecondazione. Il tempo ha un peso importantissimo in tutte le dimensioni. Ha un peso diverso in periodi diversi. Nella fecondazione bastano un paio di ore per avere un importante cambiamento. La variabile tempo è molto dilatata in alcuni periodi e molto concentrata in altri. Lo sviluppo psicologico è legato allo sviluppo fisico (la parte del manuale sullo sviluppo motorio non è da fare), il nostro modo di crescere è condizionato e condiziona lo sviluppo psicologico. Il nostro modo di concepire lo sviluppo influenza il nostro comportamento nei confronti dei bambini, degli adolescenti, ecc. La psicologia dello sviluppo studia il cambiamento sistematico umano con metodi scientifici nel corso dell’intera esistenza, sia il cambiamento specifico sia quello rilevato attraverso metodi scientifici.

Teorie tradizionali dello sviluppo

Teorie tradizionali dello sviluppo = crescita psicologica come una progressione sistematica attraverso una serie di stadi comuni a tutti secondo un ordine prestabilito; ci sono dei principi universali di crescita; la maggior parte di queste teorie tradizionali considera l’età adulta come il punto finale a cui tende lo sviluppo (psicologia dell’età evolutiva), quindi gli adulti e gli anziani non evolvono più; le teorie tradizionali si sono centrate sui singoli individui, ignorando il contesto di vita sociale.

Psicologia moderna

Nella psicologia moderna = prospettiva dello sviluppo definita “prospettiva del ciclo di vita” o “life span”. Baltes e Reese: lo sviluppo riguarda tutta l’esistenza, lo sviluppo avviene nel tempo (possono esserci dei tempi persi) e non grazie al passare del tempo (individuo passivo e sviluppo come automatico). Ognuno di noi sfrutta il tempo in modo diverso. Tempi tipici e atipici. Importanza dei tre tempi presente, passato e futuro. Nella prospettiva tradizionale la vita è rappresentata come un arco con l’età adulta in cima. Nella prospettiva moderna del ciclo di vita invece la prospettiva è quella di un cerchio con un unico punto di partenza e di arrivo concepimento/morte. L’età adulta non è il periodo in cui si ha uno sviluppo ottimale e l’età senile non coincide con la perdita delle capacità.

04/10/2017

Prospettiva del ciclo di vita

Nella prospettiva del ciclo di vita il momento che si sta vivendo è molto importante perché si sta crescendo, infatti è nel presente che si possono presentare certe opportunità ma anche certi vincoli. Se osserviamo un individuo, di qualsiasi età, dobbiamo comprendere in che contesto sta vivendo e crescendo, con quali opportunità e vincoli dati in quel momento lì. Opportunità e vincoli possono modificare le traiettorie di sviluppo. Nel presente possono verificarsi eventi particolarmente significativi, ad esempio un lutto, la pensione, il cambio di scuola obbligato per un bambino. La prospettiva del ciclo di vita fa particolare attenzione ai punti di svolta come ad esempio l’iscrizione all’università, trovare un lavoro.

I modelli deterministici e unicausali vs probabilistici e multicausali

Ragionare secondo modelli deterministici e unicausali significa spiegarsi determinati comportamenti secondo la nostra comodità. Sono modelli che fanno risalire a una o poche cause deterministiche il comportamento umano. Queste spiegazioni in genere fanno riferimento all’ambiente (mio figlio fuma perché lo fanno i suoi amici) e ai fattori biologici. Modello biologista: prevede spiegazioni a partire dalle caratteristiche biologiche individuali. Modello psicoanalitico: le situazioni attuali sono connesse alle prime esperienze infantili, in particolare alla relazione coi genitori e soprattutto con la madre (il bambino non dorme perché la mamma è nervosa). Sono preconcetti molto presenti in tutti noi. Modello ambientalista: il comportamento è spiegato in relazione alle influenze ambientali, sono quindi cause esterne, a differenza dei modelli precedenti. Anche la madre può essere una causa esterna.

I modelli deterministici si sono dimostrati incapaci di spiegare il comportamento umano e la sua evoluzione nel tempo. Questi modelli vanno superati perché lo sviluppo di un individuo è imprevedibile e l’individuo stesso ha un ruolo attivo, inoltre il contesto culturale e sociale in cui si nasce condiziona lo sviluppo di ciascuno di noi. Dare spiegazioni in senso deterministico significa appiattire tutte le variabili socio-culturali e individuali. In alternativa abbiamo i modelli probabilistici e multicausali. Esiste una relazione anche tra le cause e non agiscono in forma unidirezionale sul soggetto, la persona stessa influenza quelle cause, è impossibile avere una causalità certa e deterministica.

Prospettiva costruttivista ed interazionista

La prospettiva costruttivista è una prospettiva che ha alla base la costruzione della conoscenza, il fondatore è Piaget, il bambino (come tutti gli individui di ogni età) costruisce la propria conoscenza e la propria rappresentazione cognitiva del mondo e di sé stesso con gli elementi che ha attorno a sé. L’individuo è attivo perché pensa, sente (affetti ed emozioni) e agisce. Quindi l’individuo è attore del proprio sviluppo, esso non avviene in isolamento, l’individuo interagisce con l’ambiente = interazionismo = soprattutto interazione con il sociale. In quale rapporto mettiamo biologia (maturazione) e ambiente (esperienza)? C’è una reciproca influenza, il rapporto è bidirezionale. Nel caso di un bambino appena nato il suo temperamento, il ritmo circadiano e altro modificano le dinamiche nell’ambiente attorno a sé. I fattori genetici delineano le potenzialità di sviluppo ma non la sua realizzazione. I fattori biologici costituiscono l’insieme delle condizioni che rendono possibile un certo funzionamento psichico lungo lo sviluppo. Lo sviluppo psicologico è caratterizzato da plasticità, risente delle condizioni socio-culturali, chi è cresciuto in periodi di guerra ha avuto più spesso problemi di rachitismo rispetto a chi è cresciuto in altri tempi. Tre sistemi di influenza per lo sviluppo dell’individuo: scalate per età, storiche, non normative (esperienze non accomunate per gli individui, non prevedibili, con influenza diversa).

Percorsi di sviluppo

05/10/2017

I percorsi di sviluppo sono diversi, non ce n’è uno prestabilito, i percorsi sono individualizzati, legati alle caratteristiche dei singoli individui. Sono quelle strade/traiettorie possibili, non certe, individualizzati e differenziati, risultato della complessa interazione nel tempo dell’individuo nel suo ambiente. Interagiscono aspetti biologici e influenze ambientali. L’individuo agisce su sé stesso e sull’ambiente e viene influenzato dall’ambiente in base però a come lo percepisce, non è un ambiente oggettivo, è soggettivo = ambiente percepito.

I percorsi però non sono infiniti come sono gli individui, il lavoro dello studioso in questo ambito è quello di individuare linee comuni ai percorsi di crescita, perché se fossero completamente individualizzati sarebbe impossibile poterli conoscere e descrivere se non in riferimento a quel dato soggetto. Questi percorsi quindi sono descrivibili e tracciabili ma sempre in termini probabilistici e tenendo conto che sono davvero numerosi. Negli alti e bassi di ogni percorso possiamo individuare dei punti di transizione = possibilità di cambiare la nostra traiettoria di vita, il cambiamento può essere più o meno brusco in un particolare momento dello sviluppo. La transizione richiede una discontinuità, spesso gli psicologi devono intervenire proprio in questi momenti. L’individuo si trova a fare delle scelte e deve scegliere tra percorsi alternativi, in base alle scelte che l’individuo opera, attua certi cambiamenti più o meno radicali. Nei percorsi di crescita alcune scelte per fortuna non sono irreversibili (scegliere corso di laurea), alcune sì (diventare genitori). Questa reversibilità però ha dei costi. Dobbiamo valutare costi e benefici.

Perché ogni persona è diversa dall’altra?

Perché l’interazione tra individuo e ambiente è molto complessa e differenziata. È una questione di geni e di ambiente e soprattutto di interazione tra i due aspetti. I geni influenzano la vulnerabilità agli stress ambientali. Modifiche epigenetiche = permettono l’adattamento all’ambiente e intervengono nella regolazione delle funzioni metaboliche. L’aspetto genetico individuale è espresso in base a quali aspetti dei geni vengono letti. Ci possono essere cambiamenti legati all’assunzione di farmaci/sostanze chimiche che rendono silenti alcuni geni. L’ambiente inteso non solo come ambiente fisico ma anche come stile di vita, va a influenzare le caratteristiche genetiche. L’influenza di quei comportamenti sul patrimonio genetico sarà ereditata dalla prole dei genitori. I geni influenzano l’ambiente in cui ci troviamo a vivere, un certo patrimonio genetico generalmente si correla ad un certo tipo di ambiente, i geni influenzano le reazioni degli altri (il temperamento è uno degli aspetti più fortemente legato all’influenza sugli altri), gli individui scelgono il loro ambiente di vita.

Non ci sono dati statici, c’è un continuo dinamismo di interazioni. Altre differenze individuali: il caso; le caratteristiche personali (aspetto fisico, comportamento, valutazione altrui del comportamento); le esperienze precoci (contano ma non in modo deterministico) come l’abuso, l’abbandono, la povertà. Gli studi sugli effetti delle esperienze precoci sul futuro dimostrano che non sono deterministici, un evento traumatico può non compromettere lo sviluppo di un individuo. Raramente osserviamo esperienze precoci traumatiche isolate, più facilmente si protraggono nel tempo e quindi compromettono lo sviluppo (esperimento bambini nell’orfanatrofio rumeno adottati da famiglie inglesi); le influenze ambientali, quindi le caratteristiche dell’ambiente → esperienze legate alla gravidanza, caratteristiche familiari, influenze ambientali non condivise (studi sui gemelli, non sono tanto le esperienze comuni ad avere effetti quanto quelle non condivise, esperienze esterne alla famiglia es. frequentare scuole diverse, amici diversi o esperienze interne alla famiglia es. discriminazioni dei genitori).

La teoria dei sistemi ecologici di Bronfenbrenner

La teoria dei sistemi ecologici di Bronfenbrenner (c’è sempre una domanda su questo) L’individuo mostra certi comportamenti in stretta relazione con l’ambiente in cui si trova. Per comprendere un bambino e il suo sviluppo occorre considerare sempre le relazioni minime che intrattiene con qualcun altro, la prima relazione minima è quella con la mamma. L’unità minima per comprendere lo sviluppo umano è la diade, quello che il bambino può fare in un laboratorio ci dice poco di come quel bambino si comporta fuori da quel laboratorio. Unità minima di analisi → diade = microsistema (es. bambino-mamma, bambino-papà, papà-mamma), la famiglia NON è un microsistema, lo sono tutte le diadi possibili all’interno di essa. L’insieme di tutti i microsistemi di un individuo viene considerato un mesosistema (es. famiglia+scuola+palestra). Man mano che si cresce il mesosistema si allarga e diventa più complesso, i microsistemi interagiscono tra di loro. I diversi attori con cui l’individuo entra in contatto in relazioni significative hanno anche una dimensione che sfugge all’esperienza dell’individuo ma che comunque lo influenza (il bambino interagisce con il papà e con la mamma e stabilisce relazioni a 3, però mamma e papà hanno una dimensione relazionale in cui il bambino non entra), costituisce l’esosistema (la diade nonna-bambino risente dell’esosistema, quindi della diade nonna-mamma). Il macrosistema è la sovrastruttura politica, normativa e valoriale di un certo contesto (Stato in cui si riconosce il diritto allo studio → le famiglie devono garantirla, lavorare; tutela della maternità → potersi dedicare al nascituro nel momento prima e dopo il parto) e ha ricadute fino al microsistema. I diversi microsistemi tendono alla ricerca di un equilibrio, non sempre questo equilibrio c’è.

10/10/2017

Lo sviluppo cognitivo-teorie stadiali

Lo sviluppo cognitivo è ciò che rende gli individui attivi (secondo il modello costruttivista e interazionista). Il concetto di stadio non è equivalente al concetto di fase ma in questo corso assumiamo i concetti di “stadio” e di “fase” come sinonimi. Nel descrivere la crescita diventava essenziale trovare degli aspetti legati alla dimensione di continuità e discontinuità dello sviluppo. La descrizione di stadi consentiva di analizzare bene la continuità di uno stadio e discriminarlo rispetto a stadi diversi. Si individuano e si descrivono modi diversi di affrontare il mondo. Descrivere come i soggetti di un certo stadio affrontano il mondo, riferimento al concetto di maturazione, gli stadi si susseguono in base al procedere del tempo, l’evoluzione stadiale è legata alla maturazione dell’organismo stesso → forte base biologica. Aspetti criticati = uniformità di funzionamento psichico per chi si trova nello stesso stadio, ci si attende che tra gli individui ci sia una grande somiglianza e una bassa variabilità interindividuale tra gli individui appartenenti allo stesso stadio e intraindividuale (variazioni all’interno dell’individuo riguardo le differenti funzioni psichiche).

Stadi dello sviluppo

  • S. Freud prevede 5 stadi dello sviluppo psicosessuale dell’individuo: stadio orale (nascita-1 anno), stadio anale (1-3 anni), stadio fallico (3-5 anni), periodo di latenza (5 anni-pubertà), stadio genitale (adolescenza). Il motore dello sviluppo è pulsionale = stato di tensione che genera conflitti e sconvolgimento psicologico, generano energia che spinge al superamento di uno stadio per arrivare in quello successivo.
  • Erikson prevede 8 stadi che spiegano lo sviluppo psicosociale: stadio 1 - fiducia/sfiducia (nascita-1 anno), stadio 2 - autonomia/vergogna (2-3 anni), stadio 3 - spirito di iniziativa/senso di colpa (3-4 anni), stadio 4 - industriosità/inferiorità (6 anni-pubertà) soprattutto in riferimento alle esperienze scolastiche, stadio 5 - identità/diffusione dell'identità (adolescenza), stadio 6 - intimità/isolamento (prima età adulta), stadio 7 - generatività/stagnazione (età adulta) capacità di essere genativi di qualcosa (sia figli sia altri tipi di progetti), stadio 8 - integrità/disperazione (tarda età adulta). Il passaggio da uno stadio all’altro è dovuto alla maturità dell’individuo. Critica: differenze culturali non contemplate.
  • J. Piaget inizia con lo studio dei molluschi e nota che, cambiando tipo di habitat, si adattano alle diverse condizioni di vita. Nasce l’interessa della comprensione di come possa l’uomo sviluppare negli anni la conoscenza e la capacità di vivere in certi concetti. Epistemologia genetica = vuole delineare come l’individuo si forma la conoscenza. È una teoria organismica o costruttivistica = l’uomo si crea la conoscenza del mondo e il motore è la maturazione. Il soggetto è un attivo costruttore delle conoscenze, l’organismo si modifica con l’interazione con l’ambiente = soggetto attivo e interattivo. La nostra mente funziona sulla base delle strutture cognitive che abbiamo maturato, variano nelle diverse età. La descrizione degli stadi di Piaget è una descrizione dell’evoluzione di queste strutture. Queste strutture non sono innate ma si sviluppano in base all’ambiente. Hanno però una base fortemente organica, la spinta è di maturazione dell’organismo. Il livello è quello degli schemi d’azione. Schema d’azione = atto ripetibile e generalizzabile che dia luogo a forme di ridefinizione e differenziazione, può anche essere definito “schema mentale”, si riferisce al fatto che ci sono sequenze di azioni simili che costituiscono una totalità. Es. suzione, è uno schema mentale perché può essere applicata anche a un dito, al ciuccio, al biberon, non solo al seno materno. Si passa quindi da riflesso a schema d’azione/mentale. Il bambino non succhia allo stesso modo il seno, il ciuccio o il dito. L’azione viene adeguata
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lorsky di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Calandri Emanuela.
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