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Da: STORIE COME VERE, Mizzau

- : ogni messaggio, verbale o , è formulato in funzione di uno (o più) destinatari;

COMUNICAZIONE E INTENZIONI NV

l'emittente intende che il msg venga ricevuto e che chi lo riceve si comporti in relazione ad esso.

- : il riconoscimento delle intenzioni in certi casi non è necessario o è addirittura escluso, secondo gli

IPOTESI MIZZAU

scopi che l' . vuole ottenere.

E

- ' : la parola - il segno in generale - non viaggia su un binario unico prestabilito. Non

DISTRIBUZIONE DELL ASCOLTO

sempre, o raramente, un punto di partenza corrisponde ad un centro di arrivo univoco: il msg può infatti essere raccolto

da più persone, non tutte destinate a riceverlo.

- :

TIPI DI INTENZIONE

1) . : chi parla copre la propria intenzione in modo che l'atro recepisca ciò che è sottinteso.

APERTAM MASCHERATA MA

2) che non è necessario siano riconosciute perché l'atto funzioni.

INTENZIONI

3) . : devono rimanere coperte perché il progetto comunicativo sia realizzato.

NECESSARIAM MASCHERATE

4) : legata alla modalità di "comunicaz. obliqua" - chi parla si esprime in modo indiretto per

INTENZIONE AMBIGUA

mettere al riparo la propria parola dalle eventuali conseguenze.

: distorsione del msg, spostamento dell'interlocutore (= ).

COMUNICAZ OBLIQUA TRIANGOLAZIONE

- ' : come si comporta il destinatario [ emitt., dest., target, dest.indir.]

DISTRIBUZIONE DELL ASCOLTO E D T DI

1°caso: è consapevole di esserlo, crede di esserlo!

T D

2°caso: non sa di essere il , mentre ne è consapevole;

T DI E

3°caso: ambiguità sul riconoscimento dell'intenzione (rischio di perdere la faccia);

4°caso: è tenuto a "fare come se" non capisse.

T

- :

SCOMPOSIZIONE DELLA FIGURA DEL RICEVENTE

A. (interlocutore o allocutario)

DESTINATARIO

B. - (laterali)

ASCOLTATORI RATIFICATI NON DESTINATARI

C. , o astante

UDITORE OCCASIONALE

Di volta in volta l'intenzione dell' . rivolge il msg a uno o all'altro, in modo a volte esplicito a volte implicito.

E

Chi parla è in genere consapevole dei ruoli differenziati degli ascoltatori: la pluralità degli uditori incide infatti nel

discorso di chi parla (cambia la conoscenza condivisa, il turno di parola, l'equilibrio nuovo/dato…).

- Avviene che un msg, apparentemente rivolto a un interlocutore in base a indici di allocuzione, ha tuttavia come

X

destinatario - parzialmente o esclusivam. - (il ), cioè: target allocutario.

Y TARGET

- vale come triang. comunicat.: il parlante rivolge a se stesso parole destinate ad altri.

SELF TALK

- . .: informativa (distribuzione del msg) e relazionale [1. Aggirare (caso di faccia minacciata); 2.

FUNZIONI DELLA TR COM

Superare l'imbarazzo; 3. Suggerimento indiretto; 4. Comunicazione obliqua (coprire/scoprire conflitti); 5. Esibizione del

sé (finalità inconfessata); 6. Superamento di tabù (culture dalla nostra)].

- Radiguet, Il ballo del Conte di Orogel. (il Conte, la Contessa Mahaut, il giovane Francois Séryeuse, madre di Francois,

il Principe Naroumof). C'è uno spostamento continuo del , mosso dalle intenzioni della Contessa, il cui scopo ad un

T

certo punto è proprio quello di non fare riconoscere le intenzioni, necessariamente mascherate.

Da: IL MALINTESO CONVERSAZIONALE, Galatolo.

:

FASI DEL MALINTESO

1. M della divergenza interpretativa (I. turno problematico, II. Replica inadeguata, III. Riparazione

ANIFESTAZIONE

della replica inadeguata).

2. P

ERCEZIONE

3. R ( , al III turno: parlante iniziale; , al IV turno: interlocutore).

IPARAZIONE AUTORIPARAZIONE ETERORIPARAZIONE

a

4. S (a volte la 1 riparazione non è sufficiente per una soluz., altre volte malint. non vengono riparati, cioè il

OLUZIONE

"fare come se" non fosse accaduto nulla, e si prosegue l'attività di conversazione.

- Importante è la dell'unità di conversazione coinvolta nel malinteso.

DIMENSIONE

- Possibili fonti di : 1. sul senso di un termine; 2. sul riferimento (testuale, contestuale); 3. sul footing

MISUNDERSTANDING

(letteralità vs. ironia); 4. sul tropo; (il prendere alla lettera) 5. sul topic (casi di repliche non pertinenti); 6. sul tipo di

azione compiuta; 7. sul quadro partecipativo (chi parla a chi); 8. sulla funzione sequenziale di stringhe variabili di

parlato.

- del malinteso: (somiglianza fonetica o polisemia) e (ambientali, a carico del parlante

CAUSE STRUTTURALI CONTESTUALI

o dell'interlocutore o dell'interazione). 3


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AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Della Volpe Maddalena.

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