1 Neuropsicologia delle dinamiche di acquisto
1.1 Il Neuromarketing
Ha come oggetto di analisi il comportamento del consumatore in risposta agli stimoli e all’ambiente.
Include non solo il modo in cui è possibile influenzare il comportamento di acquisto del consumatore, ma
piuttosto si prefigge di comprendere, spiegare e predire i comportamenti individuali e di gruppo rilevanti
per il mercato. C’è difficoltà nel sondare la dinamica d’interazione sul campo e ulteriore problema è la
generalizzazione dei risultati acquisiti in situazione specifiche. Sul piano etico la richiesta d’individuare
un “bottone di acquisto nella mente” appare illegittima e riduttiva; infatti occorrerebbe ipotizzare che
esistano più bottoni che concorrono a definire la dinamica di acquisto. La neuroimmagine consente di
individuare elementi di maggiore criticitià e impatto nell’elaborazione conscia e inconscia. La
rappresentazione del valore di ricompensata, prodotta dal comportamento di acquisto, sarebbe legata a
specifiche aree cerebrali. La fiducia riposta in un nuovo partner commerciale richiede maggior sforzo sul
piano cognitivo in termini di tempo necessario a elaborare le informazioni rilevanti, rispetto a un rapporto
consolidato nel tempo. Scelte percepite vantaggiose producono sentimenti di piacevolezza con feedback
positivo per il comportamento messo in atto. Il condizionamento prevede il ruolo di alcune strutture
corticali come l’amigdala (parte del cervello che gestisce le emozioni). Teoria dei giochi ha elaborato
l’interazione tra individui nel caso i partecipanti siano consapevoli che dal proprio comportamento e da
quello altrui dipende l’esito positivo di uno scambio finalizzato al guadagno. Il ruolo attribuito alla
rappresentazione dell’altro e alle dinamiche sociali è in continua evoluzione. La scelta di acquisto spesso
non avviene in isolamento ma alla presenza di altri che possono influenzarci; meccanismi di rinforzo delle
credenze da parte di terzi sono sempre attivi. È evidente che gli individui sono spesso guidati da norme
come “mangia ciò che mangiano gli altri” senza necessità di informazioni aggiuntive, tale processo è detto
di razionalità sociale (scelgo qualcosa perché lo scelgono tutti e così mi sento meno in colpa se sbaglio
perché sbagliano tutti). Tale meccanismo è attivo probabilmente per arginare il senso di rischio implicito
nello scegliere, tramutando il rischio individuale in rischio di gruppo; inoltre gli individui possono
apprendere dal comportamento altrui l’esito delle azioni. Il giro frontale mediale contribuisce a scelta ed
emozioni nei processi decisionali, la corteccia del cingolo posteriore interverrebbe anch’essa nella
regolazione delle componenti emotive mentre il solco temporale superiore e la regione parietale posteriore
avrebbero un ruolo nella percezione e rappresentazione d’informazioni socialmente significative. Nel
processo decisionale intervengono meccanismi legati alle differenze individuali.
1.2 Strumenti di analisi del neuromarketing
Misure autovalutative:
• Indici di self-report : resoconti prodotti consapevolmente e basati sulla capacità del soggetto di
rendere conto delle proprie azioni.
• Interviste, focus group : è simile all’intervista individuale ma è guidata da un moderatore in gruppi
di 6/8 persone.
Misure comportamentali cognitive:
• Tempi di risposta (TR): misurare il tempo impiegato dagli individui nel rispondere. Le
informazioni già in memoria costituiscono il frame di elaborazione. Paradigma del prime volto a
sondare l’effetto prodotto da elaborazioni precedentemente elaborate su un insieme di nuove
informazioni (Il Priming è un effetto psicologico per il quale l'esposizione ad uno stimolo influenza
la risposta a stimoli successivi).
• Movimenti oculari: consentono la rilevazione delle variazioni EOG che monitorano i movimenti
dell’occhio.
Gli indici comportamentali di risposta si prefiggono di rilevare l’incidenza di variabili di marketing sui
meccanismi di codifica, focalizzazione dell’attenzione, memorizzazione e recupero dell’informazione.
Oltre ai classici TR e correttezza della scelta si utilizzano anche misure volte a cogliere la qualità e natura
del processo di codifica. Si sono presi in considerazione anche prezzo e valore sociale. Con le misure
neuropsicologiche in concomitanza a un determinato comportamento del consumatore è possibile rilevare
modulazioni neurobiologiche che rendono ragione della qualità dei processi sottesi, è possibile rilevare
quanto un messaggio possa incidere sul piano emotivo o quanto un’informazione sia stata memorizzata.
Le misure neuropsicologiche possono essere raggruppate in emodinamiche in grado di restituire
un’immagine reale della localizzazione di processi attivi. Tra gli strumenti: brain imaging, la rilevazione
della singola attività neurale e il neuroimaging. Gli strumenti di brain imaging possono rilevare le aree
cerebrali coinvolte nei processi cognitivi, emotivi e motivazionali. Le misure psicofisiche automatiche
(battito cardiaco, temperatura e respirazione) rendono conto delle risposte automatiche dell’organismo.
Misure elettrofisiche sono l’attività elettrica della cute, attività elettrica dell’occhio e con l’attività
cerebrale è registrata la presenza di variazioni elettriche prodotte dallo scalpo.
1.3 Motivazione, emozione e sistemi di coscienza
Pensare al comportamento umano come un equilibrio dinamico di sistemi. Il sistema di attese non
coincide con l’insieme di aspettative razionali. La mente umana non funziona per assiomi ma per
convincimenti e interpretazioni, entrano in gioco sistemi di rappresentazioni mutati dai valori e credenze
individuali. L’emozione riveste un ruolo fondamentale nella regolazione dell’azione per la scelta.
L’amigdala fornisce informazioni nella valutazione di uno stimolo in termini positivi o negativi. Ciò
avviene tramite:
• Via talamica (riceve afferenze dai nuclei talamici, offre informazioni sommarie ed essenziali sullo
stimolo, risposta immediata).
• Via corticale (riceve afferenze dalle aree sensoriali primarie, fornisce più dettagli ma ci mette più
tempo).
Sistemi cognitivi dell’intuizione e del ragionamento, questi opererebbero insieme al fine di determinare
l’orientamento delle scelte e dell’azione. Sanfey ha definito:
• Processi controllati: guidati dalla ragione (risposte immediate e intuitive).
• Processi automatici: che sfuggono al controllo cosciente del soggetto (necessitano di un grado minimo
di risorse cognitive e sono difficilmente modificabili, non richiedono una condizione di preparazione
cognitiva ma sono stimolati immediatamente, sono legati a proprietà strutturali dello stimolo).
1.4 Contributo dell’arousal nella dinamica di acquisto
L’arousal è la base neurofisiologica sottostante molti processi umani, in particolare alla regolazione
emotiva e motivazionale dell’elaborazione d’informazioni (=è una condizione temporanea del sistema
nervoso, in risposta ad uno stimolo significativo e di intensità variabile, di un generale stato di eccitazione,
caratterizzato da un maggiore stato attentivo-cognitivo di vigilanza e di pronta reazione agli stimoli
esterni). Ha due sotto componenti:
• Arousal tonico (stato di coscienza dell’individuo, varia lentamente in seguito a stimoli intensi e di
lunga durata).
• Fasico (legato a variazioni a breve termine in risposta a stimoli precisi).
La formazione reticolare funge da attivatore del SNC (sistema nervoso centrale) ed è costituito da un
insieme di fibre e corpi cellulari collocato nel cuore del tronco encefalico.
Modello tripartito di Bouesen:
1 Rappresentazione dell’arousal come sistema mediato dalla formazione reticolare, il cui indice di
rappresentazione diretta è tracciato dall’EEG.
2 Binomio arousal-emozione, introduce anche la componente affettiva.
3 Esita nella produzione del riflesso di orientamento poiché finalizzata allo stato di attivazione
preparatoria all’azione.
Le variazioni dell’arousal sono state misurate mediante metodologie differenti, in passato con misure
comportamentali (misura del grado di consapevolezza dell’attivazione dell’organismo) e attualmente con
indici di tipo comportamentali.
Tre aspetti problematici:
1 Effettiva selezione nella costruzione dello strumento di item in grado di rappresentare realmente
l’arousal percepito.
2 Presenza di possibili bias cognitivi di giudizio da parte del soggetto.
3 Il fatto che le misure verbali siano misurate con uno scarto temporale rispetto all’esperienza.
La risposta cutanea riflette anche cambiamenti minimi sul piano psicologico, ed è considerato l’indicatore
più sensibile dell’arousal. EDA (attività tonica elettrodermica) è la più rilevante negli scopi della
rilevazione dell’arousal nel processo d’acquisto.
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