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Riassunto esame Psicologia della Comunicazione Audiovisiva, prof. Russo, libro consigliato Consumo Critico, Alimentazione e Comunicazione Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Psicologia della Comunicazione Audiovisiva, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro Consumo Critico, Alimentazione e Comunicazione consigliato dal docente Russo. Gli argomenti trattati sono i seguenti: le nuove sensibilità dei consumatori e il cambiamento nei processi di comunicazione, lo studio dei comportamenti alimentari nei consumatori, la... Vedi di più

Esame di Psicologia della comunicazione audiovisiva docente Prof. V. Russo

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Consumer magazine, pubblicazioni periodiche rivolte ai consumatori, aventi lo scopo di informare i

consumatori sui migliori acquisti, comparando prezzi, qualità, pro e contro. Una critica era che

questo movimento era della middle class ignorando i veri poveri.

• Naderism: il nome proviene da un avvocato che pubblicò ‘Unsafe at any speed’ nel quale

denunciava la scarsa sicurezza di alcune auto. Da qui in poi Nader inizò la sua campagna di tutela dei

consumatori contro le grandi cooperazioni. Introduce il concetto di cittadinanza legato alle pratiche

di consumo. I temi: sfiducia nelle corporation, difesa dei singoli consumatori contro i giganti della

produzione.

• Alternative consumers: consumatori che hanno sviluppato forme di consumo alternative spinti da

diverse motivazioni (quella più forte fu quella dei green consumerism e in seguito quella egli ethical

consumption).

6.1.4 Le origini del fenomeno

Alla base del consumo critico vi è la riflessione dei consumatori sulle conseguenze delle loro azioni. Il

consumo è diventato il luogo dove esprimere le nostre considerazioni etiche, perché anche attraverso il

consumo costruiamo la nostra immagine.

Fattori alla base della crescita del consumo etico:

• Crescita delle multinazionali.

• Effetti sociali e ambientali della tecnologia.

• Aumento del potere dei consumatori nelle logiche del mercato.

• Globalizzazione dei mercati.

Altri fattori alla base del suo sviluppo:

• Cambiamenti legati ai comportamenti stessi di consumo e al significato che assumono per gli

individui.

• Fatti o eventi di natura economica o politica che hanno fatto crollare la fiducia nelle imprese.

• Cambiamento nel campo della comunicazione.

• Fatti o eventi catastrofici che hanno minacciato la sicurezza e aumentato la percezione del rischio.

Categiorizzazione di Lang e Gabriel sul termine consumerism:

• Come dottrina morale nei paesi sviluppati, luogo di ricerca ed esercizio del benessere

dell’individuo.

• Come ideologia di un consumo cospicuo, il consumo consente agli individui di stabilire le

differenze sociali e di status.

• Come ideologia economica per lo sviluppo globale.

• Come ideologia politica.

• Come movimento sociale per la promozione e la protezione dei diritti dei consumatori.

6.2 Chi sono i consumatori etici

6.2.1 Profilo

Il consumatore etico connota eticamente, moralmente e ideologicamente i propri comportamenti di

consumo; esprime se stesso attraverso i consumi. Su un campione di 1000 persone in Italia il 36% dei

soggetti dichiara di mettere in atto pratiche etiche (metà consumano prodotti del mercato equo solidale), il

33% sa di cosa si tratta ma non è interessata e il 31% non è a conoscenza del tema. Divisione equa tra

uomini e donne. I consumatori etici sono appartenenti in larga parte a classi sociali con reddito elevato e si

concentrano nel nord. Quindi i consumatori etici sembrerebbero di classe elevata, con una buona

istruzione, vivono in grandi città.

6.2.2 Interessi e motivazioni

I consumatori etici sembrano attribuire alle pratiche di consumo delle valenze simboliche che vanno oltre il

contenuto materiale del bene, e sembrano cercare nell’atto del consumo un senso di solidarietà. La seconda

principale motivazione risulta essere l’interesse verso i paesi del terzo mondo e il desiderio di appianare le

ingiustizie, la terza motivazione risiede nel volere aiutare le iniziative di tipo etico.

9

Il consumo etico sembra includere: attenzione verso la natura, dimensione morale, armonia benessere e

ritorno alle origini, volontà di aiutare il prossimo. Il consumo etico/critico/sostenibile oltre ad essere un

modo diverso di fare acquisti è anche un modo attraverso cui le persone esprimono i propri valori,

interessi, preoccupazioni e visioni del mondo.

6.2.3 Tipologie di consumo etico e di consumatori etici

Diverse modalità di consumo: acquistare prodotti del mercato equo solidale, consumare meno scegliendo

uno stile di vita sobrio, consumare prodotti a km 0, prodotti biologici.

Hirschmann propone una categorizzazione dei consumatori:

1. Opzione uscita: consumatori insoddisfatti che decidono di non acquistare più prodotti da

quella particolare azienda.

2. Opzione voce: decidono di protestare apertamente contro l’azienda di cui sono insoddisfatti.

Lori e Volpi propongono un’altra suddivisione:

1. Tradizionalisti: hanno un consumo accorto (tre dimensioni: 1) Concretezza, guardano gli

aspetti concreti del prodotto 2) Autosostentamento, consumo come bisogno primario 3) Parsimonia,

utilizzare fino alla fine della loro vita i prodotti). Reputano il consumo il modo per procurarsi il

necessario; tendenza a evitare il superfluo e il necessario. Età tra i 54 e i 64 anni

2. Narcisisti: usano i beni acquistati per costruire la propria immagine di sé. Preferenza per la

marca che non sempre coincide con la qualità. Attenzione alle caratteristiche estetiche del prodotto;

comprano sempre cose nuove anche quando non ne hanno bisogno. Età tra i 18 e i 44 anni

3. Etici: possono risultare simili ai tradizionalisti per alcune scelte, ma sottopongono le loro

scelte d’acquisto a una valutazione etica. Sono diffidenti dai mezzi di comunicazione classici.

Interpretano il consumo anche in chiave politica.

C’è un gap tra l’atteggiamento dichiarato ed effettivo comportamento, Masi riporta questi dati basati su

un’indagine del 2009:

Il 69% degli europei dichiara di impegnarsi a ridurre il proprio consumo di energia.

Il 79% degli americani dichiara che il comportamento di un’azienda nei confronti dell’ambiente influenza

il loro giudizio verso i loro prodotti.

Il 53% della popolazione preferisce acquistare prodotti di aziende verdi.

9 su 10 consumatori americani si definiscono consumatori responsabili e si dichiarano più propensi ad

acquistare marchi che offrono prodotti ad alta efficienza energetica.

Masi propone una divisione dei consumatori in tipologie:

• True-Blue Greens: ambientalisti convinti, attivisti, verdi

• Greenback Greens: persone disposte a pagare un premium price per avere prodotti green

• Sprouts: persone ai margini del movimento che pian piano lo abbracciano

• Grousers: persone non coinvolte in tematiche ambientali, che le ritengono questioni troppo grandi

• Basi Browns: gruppo meno coinvolto, ritiene che le persone siano indifferenti nei confronti

dell’ambientalismo

Ricerca condotta da trendwatching.com:

• Eco-Frugal: cambiamento dato dalla crisi verso i prodotti verdi che passano da ‘costosi ma validi’ a

‘validi e convenienti’.

• Eco-Status: essere un consumatore eco-responsabile sta diventando uno status.

• Eco-Naked: tendenza che accomuna misurazione e trasparenza.

• Eco-Sturdy: consumatori che in un periodo di recessione comprano merce solida, robusta e

durevole.

• Eco-Superios: l’innovazione sceglie sempre la via della sostenibilità.

• Eco-Edu: la sostenibilità s’impara fin dai banchi di scuola.

• Eco-Vertising: la comunicazione normale non funziona per i prodotti verdi, ci vuole la green

comunication.

6.3 Come si fa a essere dei consumatori etici

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Classificazione proposta da Harrison:

I criteri del consumo etico:

• Vengono evitate le aziende impegnate in progetti dannosi.

• Vengono evitate le aziende che investono in settori non etici.

• Vengono evitate le imprese multinazionali ritenute colpevoli di strategie commerciali aggressive

che portano alla scomparsa di piccole/medie imprese.

• Vengono evitate le imprese che violano i diritti dei lavoratori.

I criteri del prodotto:

• Vengono preferiti i prodotti locali.

• Vengono preferite frutta e verdura di stagione.

• Vengono preferiti i prodotti di natura biologica.

• Vengono preferiti i prodotti con pochi imballaggi.

• Vengono preferiti prodotti biodegradabili.

• Vengono evitati prodotti fatti con materie inquinanti.

Strumenti del consumo etico:

• Gruppi di acquisto solidale.

• Guide al consumo critico (guide che analizzano le aziende).

• Certificazione dei prodotti.

• Pagine Arcobaleno (pubblicazioni regionali che riportano descrizione e recapiti di agricoltori

biologici, cooperative sociali e botteghe equo-solidali).

La spesa di prodotti eco sostenibili è aumentata di 10 volte nell’ultimo decennio. La sostenibilità sembra

essere entrata ormai nella cultura della maggioranza dei consumatori. Viene riconosciuta una certa

importanza ai prodotti della casa e dell’igiene che non devono contenere sostanza dannose. Gli italiani

sono preoccupati per l’ambiente quanto per la crisi economica. Considerano l’Italia un paese poco

sostenibile ai temi ambientali, c’è la consapevolezza che si dovrebbe fare di più e che c’è scarsità

d’informazioni e risorse. I comportamenti che le persone dicono di mettere in atto sono piccoli gesti di vita

quotidiana: spegnere le luci, abbassare l’aria condizionata, fare la raccolta differenziata e usare lampadine

a basso consumo.

7 Wellthiness e consumo critico

Wellthiness è un valore ombrello che contiene i valori di benessere e felicità.

7.1 L’era dell’indivisus

Non ha nulla a che vedere con il suo predecessore, è un uomo che sta imparando a selezionare gli anticorpi

per essere meno stressato e ossessionato dal lavoro, dal successo, dai desideri. Indivisus è non divisibile e

non diviso. Ha tre molteplicità:

1. Compenetrazione e coordinamento delle dimensioni personali.

2. Rete di legami tattili, virtuali, empatici che lo collegano al prossimo.

3. Corrispondenza speculare tra lui, il suo microcosmo e il suo macrocosmo.

Impegno sui tre fronti del ‘me’, ‘il mio mondo’ e ‘il mondo’.

7.2 I nuovi valori: il Wellthiness e la natura

Termine valore, nella sua nozione interagiscono:

• Componente affettiva (il desiderabile e non il desiderato).

• Componente selettiva (l’azione che concerne la capacità dei valori di orientare l’agire umano).

• Componente cognitiva (la concezione che consente ai valori di avere un senso argomentabile).

A contraddistinguere i valori sono 5 dimensioni di sfondo:

• Contenuto , ripartito in: etica, politica, economica, religiosa, cognitiva, morale.

• Collocazione.

• Estensione , che dona loro una portata universale.

• Intensità , con la quale essi agiscono.

11 • Organizzazione/coerenza , con la loro relazione con altri valori.

Il benessere non è più sinonimo di ben avere come accadeva nella modernità, non giustifica più il

materialismo. Nella sua nuova versione è un’esperienza olistica che fonde e armonizza aspetti sensoriali,

emozionali, psicologici. La salute è passata da semplice bene al quale ambire a un valore capace di

gerarchizzare il resto della realtà. La felicità è un mezzo del quale l’indivisus si serve per realizzarsi e

portare a compimento la propria esistenza. Il comportamento e gli stili di consumo dell’indivisus assumono

una connotazione riflessiva.

7.3 Il con-sum-atto-re

L’indivisus è il deus ex machina che da senso ai propri comportamenti e scelte di acquisto/consumo.

7.3.1 Con

Prospettiva relazionale; l’indivisus è in costante relazione rispetto agli altri consumatori con i quali si

confronta, si consiglia, si scambia opinioni. Si guarda ai posteri come un prolungamento del proprio se, e

all’ambiente come un patrimonio ricevuto.

7.3.2 Sum

Qui esprime la consapevolezza del suo ruolo, degli effetti del proprio agire. C’è il consumo come modo

per sentirsi parte di e per partecipare a particolari sistemi d’identità. I prodotti alimentari etnici fungono per

gli immigrati da cordone ombelicale con il proprio paese. Qui il protagonista è consapevole in quanto

informato.

7.3.3 Atto-re

Non è più una semplice comparsa, ma il protagnoista. Acquista una propria dignità anche agli occhi dei

produttori che si vedono costretti ad ascoltarlo.

7.3.4 Re

Il famigerato consumatore-sovrano. Le sue singole scelte influiscono in modo positivo o negativo sul

proprio percorso di Wellthiness, quindi scopre di avere anche una serie di doveri da rispettare per garantirsi

la felicità.

È alle prese con tre diversi tipi di doveri:

1. Verso di sé

, che lo portano a riflettere tra ben-essere e ben-avere.

2. Verso gli altri

, importanza degli affetti, sentimenti, valori dell’amicizia, famiglia.

3. Doveri etici e sociali portano l’indivisus a capire che tanti beni nella prospettiva a

medio/lungo termine possono rivelarsi periciosi.

7.4 Il consumatore e il consumo critico

Prime avvisaglie del trend risalgono agli anni ’80. ‘’Consumare’’ recupera alcune connotazioni e valenze

messe in ombra negli ultimi periodi. Si tratta di un agire sociale dotato di senso. Non è sufficiente uno

spirito di sobrietà, di filiazione riflessiva e mediata messa in atto dalle generazioni precedenti. Il consumo

politico rappresenta quelle azioni messe in atto dai cittadini che scelgono tra prodotti e produttori con

l’obiettivo di cambiare pratiche di mercato considerate sbagliate. Possono agire individualmente o

collettivamente.

Cinque macro-categorie:

• Cluster: acquisto di prodotti inseriti in qualche campagna CSR tesa a devolvere una parte del

ricavato a qualche buona causa.

• Consumerismo equo-solidale: passo successivo di coinvolgimento attivo e partecipativo del

consumatore.

• Buycotting: acquisto di prodotti in base a criteri di tipo etico e ecologico. È volto a premiare i

comportamenti di produzione, smaltimento, distribuzione eticamente, socialmente giusti.

• Boycotting: determinazione di prodotti da non acquistare.

12 • Consumerismo discorsivo: l’indivisus si avvale di modalità di comunicazione per fornire pattern di

lettura dei prodotti, dei brand, delle imprese.

8 Il ruolo della comunicazione e della promozione nel consumo alimentare sostenibile

8.1 Il consumo sostenibile

La sostenibilità è la risultante di diversi fattori:

• Motivazioni e consapevolezze dei consumatori nelle scelte di consumo.

• Sviluppo di una presa di coscienza riguardante la sostenibilità da parte dei produttori e distributori.

• Il ruolo della comunicazione riguardo questi temi.

8.2 Cibo, identità e globalizzazione

Il cibo è espressione dell’identità della cultura dei popoli. Se le abitudini e i gusti delle persone tendono a

omogeneizzarsi allora saranno necessari pochi ingredienti. Ogni giorno in Italia ci sono 4000 tonnellate di

cibo gettato, scartato, inutilizzato, negli USA sono 22000. Gli esseri umani producono cibo per sfamare 12

miliardi di persone, ma la popolazione è formata da 7 miliardi di persone di cui 1 miliardo soffre di fame.

Si tratta davvero di cambiare le abitudini alimentari per garantire la nostra stessa esistenza sulla terra.

8.3 I principali temi della comunicazione alimentare

• Per evitare sprechi di CO2 è consigliabile comprare prodotti locali.

• La filiera corta: l’acquisto dal produttore permette di risparmiare soldi, avere un contatto diretto e di

fiducia.

• Frutta e verdura di stagione reperibile.

• Organizzarsi per fare acquisti. I gruppi di acquisto permettono di avere prodotti scontati,

razzionalizzare i costi e i tempi.

• Imballaggi: è consigliabile comprare formati famiglia.

• Sicurezza alimentare.

• La plastica è sempre sconsigliata.

8.5 Conseguenze comunicative

Il tema della genuinità non viene affrontato perché viene dato per sottinteso. Il bel prodotto, l’appetizing,

rimane tale se si accompagna con l’etica. Ricordiamo che la tutela dell’ambiente è per gli italiani un

problema importante. Le agenzie pubblicitarie di oggi non sanno svolgere questo lavoro perché sono

incentrate a creare un grande spot, mentre qui si tratta di creare un vero e proprio progetto comunicativo.

L’epoca delle pubblicità e spot classici sembra essere finita. Il prodotto sostenibile dovrà essere di basso

impatto ambientale, non lusso, di sussidio e di salute e sicurezza.

9 Consumo critico e salute

L’obesità rappresenta un paradigma interessante per chi si occupa do comunicazione e consumi sostenibili:

• Ampiezza del fenomeno.

• Conseguenze economiche.

• Effetti della comunicazione.

Uso della comunicazione per la prevenzione e il controllo del fenomeno.

Comunicare e stimolare scelte più salutari non è sufficiente a modificare i comportamenti.

9.1 Cos’è l’obesità?

È un accumulo eccessivo di grasso corporeo. L’indice di massa corporea sopra 30 è sinonimo di obesità.

Essa è una condizione patologica perché determina una serie di problema nell’attività quotidiana e

rappresenta un grave fattore di rischio per molte malattie cronologiche.

9.1.1 L’obestià è un rischio per molte malattie croniche

Le malattie croniche più diffuse in Italia sono l’artrosi, l’ipertensione arteriosa e le malattie allergiche.

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9.1.2 Obestità infantile in Italia

4.700.000 le persone obese adulte in Italia. Per i bambini il 36% è in sovrappeso, di cui il 9% obeso. Se

almeno uno dei genitori è obeso il rischio raddoppia.

9.1.3 L’obesità infantile è un fattore di rischio precoce

Il bambino obeso rimane tale anche in età adulta nel 50% dei casi; ne consegue un aumento precoce delle

possibilità di malattie.

9.2.1 Lo stile alimentare dei genitori

Uno dei ruoli fondamentali per i bambini è a carico dei genitori. Tre sono gli stili alimentari sotto accusa:

alimentare il bambino in risposta a uno stress emotivo, usare cibo come ricompensa, incoraggiare in

maniera eccessiva la condotta alimentare dei bambini.

9.2.2 Alimentazione e attività fisica dei bambini italiani

La sedentarietà è una delle maggiori cause di obesità. La maggior parte dei bambini passa il tempo in casa

davanti a tv e pc, magari spizzicando qualche cosa da mangiare qua e là. Alla base c’è anche una colazione

errata o inesistente.

9.2.3 La pubblicità diretta ai bambini influenza il loro comportamento?

Il cibo viene spesso associato a divertimento, a essere alla moda e a sentimenti. Anche la qualità di alcuni

programmi influenza i bambini, come le soap opera e i viedo clip dove ci sono immagini di persone

negative che si accompagnano ad alti livelli di insoddisfazione del proprio corpo. In Italia il 90% degli spot

in onda durante la fascia protetta riguarda cibi ricchi di grassi e zuccheri.

9.3 Perché è importante prevenire l’obesità infantile: il Piano Sanitario Nazionale

• Il trattamento dell’obesità è difficile una volta che si è instaurato.

• È elevata la probabilità di diventare un giovane o adulto obeso.

• Vi è una maggior difficoltà a correggere abitudini sbagliate.

• Il tessuto adiposo è un tessuto permanente. Un’alimentazione corretta garantisce una buona crescita

e previene malattie cronico-degenerative.

9.4 Come prevenire: gli interventi basati sulle evidenze

Se è chiaro il cosa prevenire, non lo è il come.

9.4.1 Il toxic envirorment

L’approccio preventivo tende a modificare l’ambiente in cui i nostri ragazzi vivono, il toxic envirorment.

Esso è caratterizzato da un’elevata disponibiltà di alimenti ad alto valore energetico, da una bassa

attitudine all’attività fisica e da un disegno urbano sempre più ostile ai ragazzi. L’obesità viene vista come

un problema dell’individuo, non della società. Cambiare questo stato di cose richiede interventi collettivi.

9.4.2 Efficacia delle campagne di comunicazione nella prevenzione dell’obesità infantile

Uno degli obiettivi è stato quello di limitare l’uso della tv.

9.5 Il modello Food Dudes: efficacia provata su ampia scala

La scuola rappresenta il luogo ideale per fare educazione alimentare. Lo scopo del programma è quello

d’incoraggiare i bambini ad assaggiare frutta e verdura, scoprendo le proprietà intrinseche di questi cibi. Il

programma prevede l’utilizzo di:

• Video Food Dudes: video di 6 minuti. I protagonisti combattono contro malvagi che vogliono

eliminare frutta e verdura.

• Lettere Food Dudes: lettere provenienti dai Food Dudes lette dalle insegnanti, danno informazioni

sui benefici.

14 • Ricompense: elementi chiave del programma.

• Homepack: pacchi formati da diari alimentari, informazioni guide, ecc.

• Materiale di supporto: materiale didattico.

Il programma si svolse in tre fasi:

1. Periodo di 16 giorni dove i bambini sono introdotti ai Food Dudes in classe prima del

pranzo. I bambini che poi mangeranno la loro parte di frutta saranno poi ricompensati con gadget.

2. Periodo di 6 mesi. Si riduce gradualmente le ricompense attraverso materiali marchiati Food

Dudes.

3. Incentivare i bambini al consumo di frutta e verdura con ricompense più flessibili e

naturali.

10 Comunicare il territorio: trasmissione e sviluppo

10.1 I custodi della trasmissione alimentare

10.1.1 Il valore del gusto

Ogni scelta di consumo è influenzata da processi sociali e individuali in relazione tra loro.

10.1.2 La territorialità del gusto

Rischio dell’omologazione delle abitudini alimentari con la conseguente perdita di gusti e tradizione

culinaria. Mc Donald’s è il simbolo dell’omologazione alimentare. Negli anni accanto ai tradizionali menu

ha proposto nuovi assortimenti che tentano di conciliare anche gusti tradizionali locali.

10.1.3 Il contesto italiano

Gli italiani restano saldamente ancorati ai cibi e alle tradizioni italiane. Il pasto è un momento importante

per stare insieme, parlare e conoscersi. Non si mangia per sopravvivere, si mangia per vivere.

10.1.4 Il termine tipico cui fare riferimento

Il consumatore considera locale un prodotto quando lo percepisce fresco o genuino. Sono considerati tipici

gli alimenti che hanno un radicamento produttivo su un determinato territorio che gli conferisce

determinate caratteristiche, quelli che hanno un radicamento produttivo da almeno 25 anni su quel

territorio. I prodotti tipici e tradizionali non coincidono con quelli biologici, ne sono garanzia di maggiore

qualità rispetto ad altri, ma semplicemente hanno le caratteristiche sopra descritte.

10.2 La ricerca

10.2.1 I consumi dei giovani in età di transizione

I giovani verso l’età adulta si confrontano, modificano e ridefiniscono la propria identità.

10.2.2 Metodo

Quattro passaggi:

1. Analisi della letteratura di riferimento.

2. Sviluppo, analisi e raccolta delle info qualitative.

3. Sviluppo, analisi e raccolta delle info quantitative.

4. Analisi e considerazioni conclusive.

10.2.3 Analisi: gap comunicativi e consumo inconsapevole

È emersa la forte relazione tra cucina casalinga e regionalità. Il consumo di piatti tipici lombardi avviene

prevalentemente all’interno della famiglia. L’identificazione tra tipico e ‘’di casa’’ porta i giovani ad

attribuire alla cucina e ai prodotti tipici lombardi valori positivi quali la bontà, la salubrità, la genuinità. La

limitata conoscenza porta i giovani a un consumo inconsapevole dei prodotti. Il prezzo del prodotto non

viene identificato come rilevante. I giovani tra i 23 e 30 anni frequentano poco i ristoranti che offrono

prodotti tipici. Chi non conosce la cucina lombarda viene spesso accompagnato da qualcuno. I clienti che

più sperimentano piatti nuovi sono i giovani. Gusto e salubrità sono le principali caratteristiche della

motivazione della scelta alimentare.

15

10.2.4 L’importanza della componente familiarità

Un prodotto alimentare inserito nelle abitudini casalinghe viene considerato parte di una dieta equilibrata.

Il consumo alimentare risulta una caratteristica non periferica nella costruzione identitaria del soggetto.

10.2.5 Differenza tra chi è nato in Lombardia e chi è nato in altre regioni

I giovani lombardi ritengono che la dimensione economica non sia rilevante nella scelta di un prodotto

alimentare. Eventi, fiere, famiglia sono luoghi importanti per venire a conoscenza dei prodotti tipici,

soprattutto per i lombardi. I giovani lombardi preferiscono consumare prodotti tipici locali in casa propria,

mentre gli altri preferiscono mangiarli fuori casa. I giovani abituati a mangiare prodotti tipici in casa al

ristorante preferiscono sperimentare qualcosa di nuovo. I giovani consumano più prodotti tipici di quanti

né conoscano. L’acquisto informato e ideologico caratterizza solo una parte minoritaria delle persone. Gli

investimenti in comunicazione dei prodotti tipici potrebbero essere catalogati così:

• Di radicamento: mirate alle popolazioni locali, dove l’obiettivo è quello di far riflettere le persone

che i prodotti che acquistano e apprezzano sono proprio quelli locali magari.

• Strategici: far conoscere non tanto i singoli prodotti ma l’intero sistema dei prodotti tipici italiani.

• Di sostegno: incentivi e aiuti pubblici e privati ai prodotti locali.

• Di crescita: attività di marketing mirate ai soli prodotti esportabili.

• Di permeabilità: attività di comunicazione capace di trasmettere una cultura alimentare che

favorisca il trapianto di produzioni tipiche di un territorio anche al di fuori dei propri confini.

11 Stili di vita, comunicazione e consumo alimentare: il ruolo della famiglia

11.1 I consumi alimentari

L’alimentazione ci identifica; il consumo alimentare è un bisogno primario e preesistente. Dietro al

consumo di cibo si nasconde il segno di distinzione e identificazione.

11.1.1 I consumi alimentari nell’infanzia

Neofobia = paura del bambino verso un cibo nuovo.

Neofilia = bisogno di provare sostanze alimentari nuove.

L’uomo non riesce a soddisfare i propri bisogni nutritivi con un unico prodotto, ma è costretto a variare le

proprie scelte. Questa necessità di scoperta lo espone a rischi quali l’intossicazione. È durante il periodo

infantile che iniziano a svilupparsi i modelli di accettazione del cibo. Quattro tipi di fattori che

intervengono nella costruzione dei gusti alimentari del bambino: psicologico, biologico, culturale e sociale.

La trasmissione dei gusti alimentari può avvenire in due categorie: intergenerazionale (trasmissione

genetica di determinate predisposizioni) e intragenerazionale (dipende dalla tradizione).

11.2 Obesità infantile: cenni sul fenomeno

In tuto il mondo più di 22 milioni di bambini sotto i 5 anni sono obesi. Le conseguenze dell’obesità

infantile non sono solo di salute ma anche psicologiche e sociali.

11.3 le agenzie di socializzazione

Ruolo importante l’ambiente socioculturale dove il bambino cresce. Il senso d’identità si sviluppa anche in

relazione agli altri individui. La socializzazione è descritta come il processo attraverso cui il bambino entra

a far parte della società acquisendo le abilità richieste per vivere nella società in cui si trova. La social

learining theory asserisce che i bambini imparano attraverso continue e reciproche interazioni con i fattori

ambientali e interpersonali.

11.3.1 le relazioni nel contesto familiare

La famiglia è protagonista di profonde modifiche. I genitori hanno un ruolo importante nel processo di

consumer socialization perché fonte d’interazione tra i figli e gli altri agenti socializzanti, quali la tv che

potrebbe traviarli con modelli sbagliati. Tre aree dell’influenza dei genitori sui figli:

• Propongono direttamente un modello di consumo.

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Riassunto per l'esame di Psicologia della Comunicazione Audiovisiva, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro Consumo Critico, Alimentazione e Comunicazione consigliato dal docente Russo. Gli argomenti trattati sono i seguenti: le nuove sensibilità dei consumatori e il cambiamento nei processi di comunicazione, lo studio dei comportamenti alimentari nei consumatori, la scelta dei prodotti e lo studio di processi decisionali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Comunicazione, Media e pubblicità
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher killer_style di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della comunicazione audiovisiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Russo Vincenzo.

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