Psicolinguistica
Il linguaggio è la capacità della specie umana di comunicare attraverso un sistema di segni vocali, la quale presuppone l’esistenza di una funzione simbolica. Si compone di 16 tratti costitutivi:
Tratti costitutivi del linguaggio
- Utilizzo del canale vocale uditivo
- Linguaggio evanescente (una frase una volta detta non esiste più)
- Intercambiabilità (gli esseri umani possono essere sia ascoltatori che parlanti)
- Feedback completo (il parlante sente ciò che dice nello stesso modo in cui lo sente chi lo ascolta)
- Semanticità (il linguaggio umano è simbolico)
- Specializzazione (le parole hanno lo stesso significato, al di là di come vengono pronunciate)
- Arbitrarietà (il rapporto tra parole e cose è arbitrario)
- Carattere discreto (i suoni e le parole sono elementi discreti, esistono categorie)
- Dualità di struttura (il linguaggio è diviso in due livelli: livello dei suoni e livello delle parole)
- Creatività (si possono sempre creare parole nuove o frasi)
- Tradizione (il linguaggio può essere insegnato)
- Apprendibilità (gli esseri umani possono imparare qualsiasi lingua)
- Metalinguaggio (attraverso il linguaggio possiamo parlare del linguaggio)
- Possiamo mentire, considerare idee impossibili
- Il linguaggio ci dà libertà spaziale (parlare con chi è lontano) e libertà temporale (parlare del passato, del presente e del futuro)
- Trasmissione in varie direzioni e localizzazione da parte del ricevente
Altri tratti del linguaggio
- Ordine: le unità del linguaggio possono essere combinate in vari modi e danno luogo a significati diversi
- Grammatica: consiste nelle regole con le quali si possono combinare le unità del linguaggio
- Ricorsività: è la proprietà secondo la quale si possono costruire frasi di lunghezza infinita
- Struttura gerarchica: le parole sono raggruppate secondo regole ricorsive che generano una struttura gerarchica
- Distinzione tra due tipi di segni:
- Parole di classe aperta: nomi, verbi, aggettivi (repertorio infinito)
- Parole di classe chiusa: articoli, preposizioni, ausiliari (non hanno significato di per sé, ma lo acquistano se combinate con parole di classe aperta)
- Riferimento ad astrazioni: il linguaggio permette di riferirsi a concetti e situazioni astratte
Evoluzione del linguaggio
Il linguaggio è il risultato di un’evoluzione graduale partendo da sistemi più rudimentali. Negli animali esiste un sistema comunicativo limitato, ad eccezione del canto degli uccelli, il quale è creativo, discreto, arbitrario. Non ha dualità di struttura e nemmeno ricorsività. I primi tentativi di insegnamento di un sistema di linguaggio sono stati indirizzati a primati non umani, che anche se dotati di capacità, non erano tuttavia in grado di impararlo.
Problema della specificità del linguaggio e sua evoluzione
Questo argomento è stato discusso da Chomsky, Hauser e Fitch, che propongono di distinguere tra:
- Capacità di linguaggio in senso ampio (CLA)
- Capacità di linguaggio in senso stretto (CLS), che comprende la capacità ricorsiva e i meccanismi che sono in grado di generare coppie di suoni e significati.
La CLA include la CLS e le interfacce senso-motoria (percezione ed articolazione dei suoni), e quella intenzionale concettuale (organizzazione dei concetti e significato). I tre teorici hanno parlato di adattamenti che hanno portato a queste due interfacce. Inoltre, secondo loro la CLS si sarebbe evoluta per ragioni indipendenti dal linguaggio.
L'acquisizione del linguaggio
Avviene in modi e tempi identici, a prescindere dal modo in cui è espressa la lingua. Per esempio, la lingua dei segni si apprende nello stesso modo di quella orale.
Fasi dell'acquisizione del linguaggio
- 3 mesi: Il bimbo produce suoni riflessi associati a stati di agitazione, di fame, di pianto.
- 4 mesi: Si pensa che i suoni acquisiscano un controllo volontario.
- Fase della lallazione: Produzione di suoni che consiste in sequenze di sillabe senza significato.
- Fase della prima parola (12-18 mesi)
- Combinazione di due parole (18-24 mesi)
- Fase dello sviluppo grammaticale e semantico (24-36 mesi)
Il linguaggio è soggetto a periodi critici e sensibili, che si riferiscono a quei lassi di tempo in cui l’apprendimento di una certa abilità avviene in modo ottimale. Dopodiché, potrebbe non essere più possibile apprenderla in modo corretto. Secondo Lenneberg tale periodo termina con la pubertà. Gli adulti utilizzano il mammes, una lingua diretta ai bambini.
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