Estratto del documento

30/9/2020

Misurare il comportamento e la mente degli umani, cercare di semplificare → con delle misure caratteristiche importanti del comportamento umano.

Imparare a eseguire degli esperimenti con degli umani, avere delle risposte ← affidabili a delle questioni che riguardano gli esseri umani. Fare esperimenti con gli umani è importante in un ambiente lavorativo ed è una competenza che pochi hanno.

Che ruolo ha la statistica quando vogliamo misurare il comportamento? La statistica non c’entra nulla con gli esperimenti. La statistica serve per riassumere le misure. La statistica riassume con pochi numeri molti numeri/misure. La statistica sintetizza molte informazioni in poche informazioni, perdendone un minimo. Statistica inferenziale: uso questi descrittori sintetici e li uso per prendere delle decisioni, per elaborare dei metodi che mi aiutino a prendere le decisioni. In generale noi facciamo un esperimento, il passo successivo è sintetizzare i dati con delle rappresentazioni grafiche, così vediamo già i risultati del nostro esperimento, poi con la statistica conferma con dei numeri quello che noi vediamo già nella rappresentazione grafica. Ultima parte che conferma quello che abbiamo già fatto prima.

2/10/2020

Elaborato di 2000 parole.

Esperimento individuale, secondo accertamento di livello di conoscenza.

Esempio approccio psicologico: questionario forme di misura che si usano ampiamente in psicologia che è utile perché dà informazioni immediate ma non troppo affidabili. Con questo far emergere le false credenze e i miti e alle idee preconcette. Ci sono alcune domande sul cervello che illustrano che cosa sono le false credenze che non hanno nessuna base scientifica. Uno dei miti nato → all’inizio del ’900 per cui gli eskimesi usano 20 parole per la neve. Uno dei miti diffusi è che noi usiamo solo il 10% del nostro cervello: come facciamo a comunicare che si tratta di un falso mito. Bisogna partire da un punto diverso, bisogna essere creativi con una comunicazione giusta quando comunichiamo → dobbiamo essere un po’ scienziati, quindi approcci creativi: partire dall’idea di quanta energia consuma il nostro cervello: il nostro cervello organo che ha sempre fame e consuma un quinto dell’energia che introduciamo attraverso il cibo e che il cervello non può rimanere più di un minuto senza mangiare, deve avere sempre energia a disposizione. Da qui facile illustrare che il mito del cervello è falso perché se il cervello consuma un panino su cinque vuol dire che se dovessimo aumentare da 10 a 50 dovremmo mangiare tanti panini. Per gli psicologi ci sono diverse informazioni: se faccio un intervento al cervello, la probabilità di avere danni sarebbe minima se usassimo il cervello al 10%, invece no. Questionario tratto da Sergio Della Sala, Mind myths.

Conseguenza per la psicologia dell’alimentazione: quando si vuole fare comunicazione bisogna prendere informazioni da fonti diverse e mettere assieme le cose. Conseguenza del questionario: c’è un altro organo che consuma energia, ovvero intestino. Il cervello e l’intestino consumano il 40% dell’energia che proviene dal cibo. Il nostro cervello ha sempre bisogno dell’energia, quindi accumuliamo il grasso come fonte energetica, quindi siamo diventati efficienti. Gli umani sono diversi dagli altri mammiferi per il cervello voluminoso. Abbiamo pance molto piccole, allora come si fa a mantenere il grosso cervello pur avendo piccole pance? Accumulare il grasso in modo efficiente. Uomo molto magro ha il 15% del grasso corporeo, un gorilla 2% anche se ha la pancia più grande. Meccanismo per accumulare grasso.

Nella nostra alimentazione abbiamo molto zucchero, quindi attentato al funzionamento del nostro corpo. Ragioni biologiche o psicologiche, risposta via mail.

Finalità del corso

Come si fa a misurare il comportamento, introdurre basi del ragionamento scientifico e delle sue procedure fondamentali, trattare argomenti importanti per la comunicazione.

Ragionamento scientifico → noi umani anche nel fare scienza usiamo due modalità di ragionamento: una arcaica e veloce che è basata sulle emozioni, decidiamo di fare una cosa perché ci piace o non ci piace, un pensiero basato sulle emozioni è utile perché è molto veloce, ma anche un po’ pericoloso. L’altra modalità è una procedura più lenta e complessa basata sul ragionamento/pensiero: pro e contro, il successo chiamato pensiero → logico/scientifico. Distinzione dello psicologo Kahneman. Questa distinzione tra ragionamento sulle emozioni e sul ragionamento collegato ai vincoli che noi abbiamo che ne deriva la nostra evoluzione. Dalla prima specie fino a oggi abbiamo piccole pance e grandi cervelli e quindi grande capacità di accumulare il grasso. La società è basata sulla scienza che si è venuta a costituire dal 1600 e quindi la seconda procedura di pensiero dovrebbe essere privilegiata nella nostra società, ma non è così: nel mondo attuale è troppo complicato per il nostro cervello, i vincoli di ragionamento sono gli stessi della prima specie. La → società complessa è troppo recente e quindi i problemi da affrontare con le prime specie erano basilari con un pensiero di tipo emotivo. Quando non riusciamo a comprendere la realtà complessa, semplifichiamo la realtà per comprenderla e quindi privilegiamo il sistema delle emozioni per decidere. Dovremmo basarci sulla logica o armonizzare le due modalità di pensiero? Rispondere con mail. Libro Daniel Kahneman, Pensieri lenti e veloci. Molte decisioni che vengono prese non sono prese da umani ma da bot, programmi in rete robot che prendono decisioni, che si basano su ragionamento → scientifico.

Psicologia della lettura e del linguaggio

Tre premesse:

  • Tempo: argomento di cui si parla poco, pur riconoscendone l’importanza, è un argomento poco studiato perché è difficile nostra → rappresentazione del tempo. Scopo della prima premessa è che ci sono alcuni comportamenti che hanno bisogno di una rappresentazione iper-fine del tempo. Ci sono attività che hanno bisogno di una rappresentazione del tempo: musica e linguaggio. Da dove deriva la nostra percezione del tempo? Gli umani sono esseri visivi e spaziali, anche il tempo lo rappresentiamo con lo spazio. Tutto quello che vediamo lo traduciamo con termini spaziali. Se mettiamo in conflitto le visioni sensoriali, è sempre la visione che domina. Effetto McGurk: se noi pronunciamo due vocali la bocca si dispone in → maniera diversa, quindi ci si immagina un video dove la bocca fa U o A ma la vocale che sentiamo è in conflitto con quello che vediamo. La bocca è predisposta di pronunciare la A ma a livello uditivo ci viene fornito la U. Ci sono due modalità che sono in conflitto: ciò che vediamo e ciò che sentiamo, la visione cambia il suono. Altro esempio è la → localizzazione di una sorgente sonora: al cinema si nota cosa succede: due personaggi giganti che stanno parlando tra di loro e le loro bocche si muovono ma il suono proviene da altoparlanti o da di fianco o sotto lo schermo: la sorgente del suono non coincide con la sorgente visiva del suono. La modalità visiva è dominante. Hand-puppet: marionette, la → sorgente del suono è la bocca di chi muove le marionette ma ciò che noi vediamo è la bocca della marionetta che si muove. La visione è una modalità sensoriale statica e quindi rappresenta tutte le cose spazialmente. Nella visione è la rappresentazione spaziale che domina.
  • Prima domanda: c’è qualcosa che non possiamo rappresentare spazialmente? Il movimento che si svolge nel tempo e non è spaziale. Anche il movimento ce lo rappresentiamo spazialmente: immaginiamo di scrivere una nostra firma e in questa forma che tracciamo ha una geometria d’ellisse e una maniera di tracciare questa forma, cioè il movimento per tracciarla, si chiama la cinematica di questa geometria, cioè il come tracciamo questa forma. Immaginiamo di dire che qui abbiamo la geometria e la cinematica: quindi abbiamo l’ellisse e come la tracciamo. Ora immaginiamo di dire se c’è una legge che caratterizza ciò che facciamo. Possiamo proviamo a mettere un descrittore geometrico su un piano cartesiano, ovvero mi descrive spazialmente che ho scritto, mentre sopra un descrittore cinematografico, ovvero la velocità: c’è una regolarità: noi a partire dalla geometria possiamo prevedere la cinematografica. Questa relazione si può descrivere con una formula V=kR1/3: la geometria che noi usiamo, cosa faccio, mi determina il come lo faccio. La velocità, come eseguo il movimento, è determinato dalla geometria, R. La velocità è un descrittore cinematico, mentre R è un descrittore geometrico. L’esecuzione di un movimento è determinata dalla geometra perché anche il movimento è rappresentato spazialmente, che il movimento sia rappresentato spazialmente è un’ipotesi. Ma → allora da dove viene la rappresentazione così fine e precisa del tempo che noi abbiamo? Da dove deriva la concezione del tempo che noi abbiamo? È determinato da una rappresentazione spaziale. Quello che noi decidiamo di fare, come prendiamo il bicchiere, è al di là della nostra consapevolezza, è automatico, ma allora da dove viene la nostra rappresentazione del tempo. Ci sono dei comportamenti umani che richiedono una definizione precisa del tempo? Musica e linguaggio: sicuramente dei comportamenti che abbiamo e che richiedono un concetto di tempo che abbiamo lo dobbiamo ricercare nell’udito, nella vista no perché è basata sullo spazio. Ci sono esperimenti che mettono in confronto vista e udito se con l’udito possiamo avere dei giudizi → temporali precisi: decidere quando avviene una cosa, abilità per → interagire anche con il computer ad esempio nei videogiochi anticipiamo una cosa quando deve avvenire e chi lo stima meglio è un giocatore migliore: esperimenti per vedere quanto siamo bravi a decidere come avviene un evento e confronto tra abilità visiva e uditivo: con la vista siamo molto imprecisi: la risoluzione della vista per i tempi sono 100 millisecondi. Se usiamo l’udito per decidere quando avviene un momento, la precisione è al di solo dei 100 millisecondi. L’udito è meglio della vista. Da dove deriva il nostro concetto di tempo: la vista è grossolana nel valutare il tempo, ma dobbiamo usare l’udito. Quindi se vogliamo cercare i comportamenti che si basano su una rappresentazione temporale fine, li dobbiamo cercare all’interno di modalità uditiva.
  • Teoria motoria della percezione: come ci rappresentiamo il mondo ← quello che vediamo, ascoltiamo: è ciò che noi rappresentiamo del mondo frutto dell’elaborazione del nostro cervello. Il nostro cervello così → grosso l’abbiamo sviluppato per gestire il movimento.
  • Definizione di ritmo.

Lezione 3 5/10/2020

Intuizione emotiva e ragionamento fake people ←

Deep learning: quello che hanno fatto gli psicologi negli anni ’80 ma ora ci sono delle macchine. Gran parte della comunicazione è gestita da intelligenza artificiale: in rete sono i bot che si fingono umani e interagiscono con gli umani giocando sull’intuizione emotiva o comunque la modalità di ragionamento basato sull’emozione. Il 40% delle comunicazioni in rete sono fake people o comunque bot.

Tre premesse di inquadramento generale:

  • Psicologia del tempo: ci siamo chiesti da dove deriva la nostra rappresentazione del tempo, abbiamo un concetto di tempo e una rappresentazione di tempo, da dove viene?
  • Importanza della motricità per capire come funzioniamo noi umani: gli psicologi prestano poca attenzione della motricità, ma è una parte veramente preponderante all’interno della nostra mente.
  • Definizione di ritmo.

La vista è una modalità sensoriale basata sullo spazio, è un senso statico, tranne per quanto riguarda la percezione del movimento, lo spostamento degli oggetti nel tempo. Il concetto di tempo ci deriva dal movimento? Dati che mettono in dubbio questo: quando noi programmiamo un movimento, in realtà quello che programmiamo è la geometria dello spazio, cioè il movimento. Nel nostro funzionamento domina la rappresentazione spaziale e traduciamo in rappresentazione spaziale anche il movimento. Ma allora da dove si viene se anche il movimento non è un candidato ideale di rappresentazione di tempo, allora da dove ci viene la rappresentazione del tempo? Ci sono comportamenti che richiedono una rappresentazione fine e accurata del tempo: questi comportamenti non li dobbiamo cercare nella modalità visiva perché la vista è basata sullo spazio, forse li dobbiamo cercare nella modalità uditiva → esperimenti che se si esegue lo stesso compito in modalità visiva e in modalità uditiva, quella visiva è penalizzata e meno abile nel gestire eventi temporali, ovvero sincronizzazione, anticipazione, stimare le durate, decidere quando qualcosa avverrà. Tipicamente noi usiamo una rappresentazione fine del tempo nei videogiochi che sono basati sulla rappresentazione visiva. Se facciamo la stessa cosa ma li traduciamo in suoni siamo molti più precisi, a livello visivo la grana temporale è di circa 100 millisecondi, 1/10 di secondo, a livello uditivo scendiamo al millisecondo, ovvero un millesimo di secondo. L’udito è molto meglio della vista, quindi se vogliamo andare a cercare da dove viene il nostro concetto di tempo, la dobbiamo cercare nella modalità sensoriale uditiva dove siamo precisi al millisecondo. A livello visivo siamo molto peggio, siamo poco precisi, almeno al centesimo di millimetro, acuità di vernier: se allineiamo due linee separate da uno spazio e vediamo se sono disallineate di un cinquantesimo di centesimo di millimetro. Se andiamo a misurare quanto siamo bravi con la vista a stimare eventi temporali siamo un disastro, mentre per l’udito è il contrario. Stimare dove sta qualcosa, se vicino dietro o davanti, la stima è molto grossolana, se invece dobbiamo cercare dove sta il nostro concetto di tempo, probabilmente dobbiamo rivolgerci nella modalità uditiva.

Ci sono due comportamenti fondamentali in cui il tempo, se non avessimo una rappresentazione fine del tempo, non potremmo gestire questi due comportamenti: ovvero parlare e capire quello che gli altri ci dicono e fare musica. In queste due modalità se non avessimo un apprendimento fine del tempo al millesimo di secondo, non riusciremmo a gestire né la musica né il linguaggio, comportamenti collegati. La nostra rappresentazione deriva dal → fatto che parliamo e facciamo musica e anche dal fatto di muoverci molto → spesso la danza è collegata alla musica e dal parlare. Noi ci rappresentiamo e facciamo un movimento usando la geometria: se voglio fare una cosa, quello che decido è che cosa voglio fare, non il come lo voglio fare, la gestione del movimento è automatico, per me è inconsapevole. L’unica cosa di cui sono consapevole è voglio fare una firma, voglio prendere il bicchiere, voglio fare una casa, voglio andare là, come ci vado è inconsapevole. Il tempo è una → cosa importante. Psicologia del tempo “perché il tempo vola”.

La teoria motoria del pensiero: Rodolfo Llinas neuroscienziato fece una conferenza e parlò di tutta una serie di fatti che poi sfociano in un libro della teoria motoria del pensiero. Egli la introduce facendo un’osservazione su un animale che si chiama ascidia che appartiene ai tunicati, animali che sono un sacco che filtrano acqua e trattengono il nutrimento e vivono nel mare. Llinas parte dalla domanda “che cosa serve il cervello?”: vuole tanto zucchero in continuazione, abbiamo un cervello grosso e pance piccole. Per Llinas il sistema nervoso non è indispensabile per la vita ma è indispensabile per i movimenti motori. Le piante non hanno un sistema nervoso. Ipotesi che il sistema radicale delle piante faccia un sistema simile al sistema nervoso. Noi decidiamo nell’ordine dei millisecondi, per le piante in anni, strada temporale diversa. Il nostro problema: a cosa serve il cervello? Indispensabile per gestire i movimenti. Esempio con l’ascidia: un sacchetto che filtra l’acqua e trattiene il nutrimento, non ha il sistema nervoso e quello che fa è sopravvivere. Questo animale quando è una larva è diverso: è un girino che ha un sistema nervoso, ha una colonna vertebrale, notocorda, ha un cervello, un sistema muscolare, ha un sistema sensoriale. Ha un occhio primitivo e l’animaletto nuota e va in giro a cercare un posto dove insediarsi. Quando lo trova si attacca a una roccia e subisce una trasformazione. Questo animale è un nostro parente, appartiene al grande raggruppamento a cui appartengono gli animali. Questo animale prima può andare in giro, poi quando trova la casa subisce una metamorfosi, si riassorbe il sistema nervoso e muscolare e diventa un sacchetto. La domanda è perché fa una cosa così? Perché non ha più la necessità di muoversi, quindi il sistema nervoso e muscolare non gli servono più. Da qui Llinas propone l’idea che il sistema nervoso si è sviluppato per muoversi efficacemente nella mente. L’idea che suggerisce che tutti gli organismi che si muovono hanno un cervello complesso per gestire il movimento, il pensiero si è evoluto perché gli organismi che si muovono perché possono interagire

Anteprima
Vedrai una selezione di 17 pagine su 78
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 1 Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 2
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 6
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 11
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 16
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 21
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 26
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 31
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 36
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 41
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 46
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 51
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 56
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 61
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 66
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 71
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicofisica e percezione - Appunti Pag. 76
1 su 78
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ele.osti_98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicofisica e percezione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Stucchi Adolfo Natale.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community