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Cos'è la psicobiologia?

La psicobiologia o psicologia biologica viene definita anche come neuroscienza comportamentale. Lo scopo di tale disciplina è quello di studiare il comportamento in relazione ai processi fisici, in particolare alle attività cerebrali. La psicobiologia per i suoi studi adopera cinque punti di vista principali: la descrizione del comportamento, lo studio dell'evoluzione del comportamento, l'osservazione dello sviluppo del comportamento, lo studio dei meccanismi alla base del comportamento e le possibili applicazioni della psicobiologia. Tale disciplina per i suoi studi usa tre metodi di indagine: il metodo somatico, comportamentale e comparativo.

Sviluppo del sistema nervoso centrale

Il sistema nervoso centrale si sviluppa dall'encefalo che è contenuto nella scatola cranica, e dal midollo contenuto nella colonna vertebrale. Tutto il sistema nervoso centrale si sviluppa dalle pareti del tubo neurale, circa dalla terza settimana di gestazione. Il processo di formazione del tubo neurale è un momento molto delicato ed importante. La parte superiore del tubo comincia un processo chiamato encefalizzazione. Ancor prima che la chiusura del tubo neurale sia definitiva, questo presenta già delle suddivisioni. Infatti è possibile trovare tre vescicole primitive (da cui si originano tutte le altre componenti del cervello): la vescicola pro-encefalica, la vescicola rombo-encefalica e la vescicola mesencefalica.

Sistema visivo: struttura dell'occhio

L'occhio è un organo estremamente importante e delicato per questo motivo è avvolto nella cavità cranica; gli occhi sono protetti dalle palpebre che impediscono alla sporcizia di entrarvi, dalle ciglia che impediscono che vi entrino corpi estranei e dalle sopracciglia, la cui funzione è di impedire al sudore di arrivare sugli occhi. I meccanismi riflessi fanno sì che l'avvicinamento di un oggetto produca l'abbassamento delle palpebre e l'allontanamento dell'oggetto potenzialmente pericoloso.

Analizzando l'occhio vi troviamo: la cornea che è un rigonfiamento trasparente, la sclera (sostanza bianca che protegge l'occhio), l'iride (che dà all'occhio il colore caratteristico ed è costituito da bande circolari contrattili), la pupilla (attraverso cui passa la luce, si dilata in condizioni di scarsa illuminazione e si restringe in presenza di grande illuminazione), il cristallino che ha il compito di mettere a fuoco l'immagine sulla retina. Nella zona della cornea è possibile trovare l'umor acqueo, una sostanza filtrata direttamente dal sangue che deve essere sempre riprodotto.

Acuità: quali recettori intervengono?

L'acuità visiva è la capacità di visionare stimoli alla massima capacità di risoluzione visiva che si ha sulla fovea (area centrale della retina), dove sono presenti il massimo numero di recettori specifici per l'acuità: i coni.

In quale ruolo della retina avviene l'acuità?

Nella fovea.

Vescicole ottiche e nervo ottico

Il nervo ottico è formato dagli assoni delle cellule gangliari dell'occhio. Parte di ciascuno degli assoni del nervo ottico si incrociano al livello del chiasma ottico per raggiungere l'emisfero cerebrale opposto. Una volta raggiunto il chiasma ottico prendono il nome di tratto ottico. Le vescicole ottiche danno origine alla retina.

La via che segue il nervo ottico

La via che segue il nervo ottico prende il nome di via retino-genicolo-striata. Tutte le informazioni visive partono dalla retina e raggiungono la corteccia visiva primaria, passando per i nuclei genicolati laterali del talamo. Tale sistema possiede due vie indipendenti:

  • La via Parvocellulare (strati P) con piccoli corpi cellulari, sensibili agli stimoli statici o in lento movimento e al colore, ricevono gli input dai coni.
  • La via Magnocellulare (strati M) con grandi corpi cellulari, sensibili agli stimoli in movimento e ricevono input dai bastoncelli.

Cosa sono le saccadi

Le saccadi sono movimenti oculari. Il sistema saccadico controlla la maggior parte delle immagini retiniche nello spazio. Vi sono diversi tipi di saccadi: riflesse, guidate da eventi periferici, volontarie, guidate da strategie interne. Sono sotto il controllo volontario, in quanto possiamo sempre decidere quando effettuare una saccade ma non possiamo decidere come eseguirla, e solo in casi particolari cambiarne la traiettoria; infatti sono definite balistiche. Tra le varie saccadi sono presenti le fissazioni; queste non vanno intese come momenti passivi in cui l'occhio è lasciato a sé stesso, corrisponde al momento in cui l'occhio è fisso sul bersaglio.

Movimento di vergenza

I movimenti di vergenza sono movimenti oculari. Sono movimenti atti a far convergere o divergere gli occhi. Se uno stimolo si avvicina agli occhi, questi convergono; se lo stimolo si allontana questi divergono. Questo movimento è essenziale per il mantenimento della visione binoculare.

Parla dei movimenti oculari

I movimenti oculari sono essenziali per evitare lo slittamento dell'immagine sulla retina, quindi servono a portare l'oggetto stimolo nella parte di miglior risoluzione visiva (la fovea). Ogni movimento oculare ha un proprio scopo, se ne distinguono cinque: il movimento/riflesso opto-cinetico, il movimento/riflesso oculo-vestibolare, il movimento di inseguimento, il movimento di vergenza e le saccadi.

Visione fotopica e scotopica

Esistono due tipi di visione, fotopica e scotopica. La visione fotopica è la visione in condizioni di buona illuminazione (di giorno), associata all'attività dei coni della retina. La visione fotopica consente la percezione del colore, in particolare l'occhio umano utilizza tre tipi di coni per percepire la luce nelle rispettive tre bande di colore. La visione scotopica è la visione in condizioni di scarsa illuminazione (di notte), chiamata anche visione monocromatica, associata all'attività dei bastoncelli della retina.

Perché i neuroni sono bianchi

Perché rivestiti di mielina.

Percezione del colore: ruolo dei fotorecettori

I fotorecettori sono un insieme di cellule nervose fotosensibili che rispondono alla posizione della sorgente luminosa, all'intensità e ai colori della luce emessa dallo stimolo visivo. Esistono due tipi di fotorecettori: i coni e i bastoncelli. Il maggior numero di coni lo si trova nella zona centrale della retina, presso la fovea. I bastoncelli, d'altra parte, raggiungono il loro maggior numero quantitativo nella periferia della retina. I coni sono responsabili del...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

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