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Psicobiologia del ciclo di vita

Indice

  • Sviluppo sessuale
  • Identità di genere
  • Ormoni e comportamento
  • Ciclo riproduttivo
  • Tic e Sindrome di Gilles de la Tourette
  • Invecchiamento normale
  • Invecchiamento patologico
  • Demenze degenerative non Alzheimer
  • Demenze non degenerative
  • Sonno e sogni
  • Disturbi del sonno
  • Stress e coping
  • Esperienze sinestesi che nell’arco di vita
  • Vita oltre la morte
  • Disturbi del comportamento sessuale

Sviluppo sessuale

Lo sviluppo sessuale riguarda lo sviluppo degli organi sessuali e dei sistemi neurali alla base dell'attrazione e del comportamento sessuale, ma anche lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari. Il sesso biologico è determinato dai cromosomi: il cromosoma Y determina il sesso maschile. Alla fecondazione, quindi, l'unica differenza è nei cromosomi (XX o XY) in quanto negli embrioni le gonadi sono indifferenziate.

La differenziazione sessuale fa riferimento al processo di formazione del sistema riproduttivo o tipicamente femminile o maschile, a partire dall'elemento indifferenziato. Sul braccio corto del cromosoma Y troviamo il gene RYS, fondamentale per la determinazione del sesso in quanto produce la proteina FDT (fattore per la determinazione del sesso gonadico) responsabile dello sviluppo delle gonadi indifferenziate in testicoli.

La presenza del testosterone fa sì che il sistema riproduttivo si sviluppi in senso maschile: i dotti di Wolff si sviluppano, mentre i dotti di Muller vanno incontro a degenerazione, portando allo sviluppo dei testicoli e del sistema riproduttivo maschile. Se il gene RYS o il cromosoma Y non ci sono, i dotti di Muller si sviluppano mentre quelli di Wolff degenerano.

Nel periodo perinatale la mancanza del testosterone in un maschio cromosomico causa un alterato sviluppo genitale e del corpo, che porta a un fenotipo femminile irreversibile, con comportamento sessuale femminile. Il genere è sempre determinato da Y. Dopo la nascita anche il contesto sociale influenza lo sviluppo sessuale.

Stimoli sensoriali o psicologici possono interagire con lo sviluppo sessuale, influenzando la produzione di ormoni; in particolare due ormoni coinvolti sono il follicolo-stimolante (FSH) e l'ormone luteizzante (LH), che vengono prodotti dall'ipofisi e agiscono sulle gonadi portando a variazioni nella produzione di testosterone o progesterone, a seconda del sesso. La produzione di ormoni sessuali invia un feedback all'ipotalamo per segnalare la presenza di ormoni sessuali nel sangue. In questo modo si riduce la produzione di FSH e LH e si ha anche un effetto a livello dell'umore.

Identità di genere

L'identità di genere è la percezione del proprio genere sessuale e dipende da fattori genetici, sociali, culturali e di apprendimento; è indipendente dall'orientamento sessuale, viene acquisita tra i due e i quattro anni e il suo ruolo è quello di regolare il modo in cui si interpretano le esperienze e le conoscenze legate alla sessualità.

Gli ormoni, e non i cromosomi, determinano gran parte delle caratteristiche del sistema nervoso; quindi possono esserci maschi (XY) con cervelli femminili e viceversa, a seconda dell'effetto degli ormoni.

L'adolescenza, oltre a essere un periodo di modificazioni fisiche, è caratterizzata anche da modificazioni nella cognizione, nell'emotività e nel comportamento. Il cervello del maschio si sviluppa più del cervello della femmina, per quanto riguarda il volume, e questo aumento non dipende dall'altezza. Anche il picco delle dimensioni è diverso: nelle femmine viene raggiunto intorno agli undici anni, nei maschi intorno ai quattordici. La sostanza bianca cresce in maniera uniforme nelle diverse aree cerebrali, e con un andamento abbastanza lineare. La crescita della sostanza grigia ha un andamento diverso nelle diverse regioni, tuttavia, a parte nella regione occipitale, solitamente questo sviluppo segue un andamento a U rovesciata (dopo il picco perdiamo neuroni). Nella corteccia occipitale si ha un andamento un po' diverso, a U per i maschi e a U rovesciata per le femmine.

La corteccia prefrontale è l'ultima a maturare, terminando intorno ai vent'anni. L'amigdala è una struttura molto importante per diverse funzioni, tra cui la regolazione emotiva; è un'area ricca di recettori androgeni, e cresce in modo significativo solo nel maschio. Al contrario il volume dell'ippocampo cresce significativamente solo nelle femmine, grazie alla ricchezza di recettori estrogeni. Le traiettorie di sviluppo delle diverse aree corticali e sottocorticali sono diverse quindi fra maschi e femmine, ma non divergono in modo particolare durante la pubertà.

Nella sindrome da insensibilità agli androgeni, o CAIS, si hanno un cromosoma X e un cromosoma Y (maschio), ma si ha una mutazione di un gene sul cromosoma X che porta allo sviluppo di recettori insensibili agli androgeni (pseudoermafroditismo maschile). Questi soggetti sono esteriormente simili alle donne alla pubertà, prima della gonadectomia, ma non presentano ciclo mestruale, poiché non hanno utero; hanno dei testicoli, ma non sono esterni: malgrado normali livelli di testosterone, la mancanza di sensibilità dei suoi recettori porta a una mancata virilizzazione (i testicoli ci sono, ma non completamente sviluppati e non sono scesi). In questa situazione quindi il dotto di Muller va incontro a degenerazione, ma non si sviluppano adeguatamente i dotti di Wolff e gli organi sessuali maschili, e quindi si va incontro a fenotipo femminile (tuttavia senza organi sessuali femminili, senza seno e vagina “corta”, perché in realtà non è una vagina).

Questa sindrome porta con sé diverse condizioni mediche e psichiatriche, come l'osteoporosi, la depressione, l'obesità e altro ancora. La valutazione psicosessuale riscontra, per quanto riguarda la funzione sessuale, che la maggior parte dei soggetti mostra libido normale ma soddisfazione come donna; l'immagine corporea è variabile: pochi capelli, obesità, aspetto infantile. Si percepisce un'alta femminilità e una bassa mascolinità. In genere si ha orientamento eterosessuale, e nella metà dei casi si ha anche matrimonio e maternità (tramite adozione ovviamente). La maggior parte di queste persone, durante la propria vita, segue un trattamento psicologico a lungo termine, per motivi diversi.

L'iperplasia congenita delle surrenali (CAH) è invece una malattia autosomica recessiva che colpisce un gene sul cromosoma sei, causando un disturbo dello sviluppo sessuale (ermafroditismo femminile). Il soggetto è geneticamente femmina (XX), ma presenta elevate quantità di androgeni. Possiede ovaie e utero, ma i genitali esterni sono ambigui alla nascita (aspetto maschile: clitoride molto sviluppato e labbra quasi saldate); nel Regno Unito è considerata emergenza neonatale, dovendo decidere il sesso del bambino entro il primo anno e mezzo. Delle forme più leggere mostrano manifestazioni tardive (pubertà) come acne, mestruazioni irregolari e irsutismo.

Esistono principalmente due forme, una non classica (che insorge tardivamente) e una classica, che può presentare due diverse sottotipologie: una che causa perdita di sali e una che causa solo virilizzazione. La sottotipologia più diffusa è quella che causa perdita dei sali, che causa anche virilizzazione; la perdita di sodio può portare a collasso, e l'aumento di potassio può anche causare morte.

Le manifestazioni chiave sono diverse:

  • Genitali ambigui in neonata femmina
  • Crisi da perdita di sali in un neonato maschio
  • Sindrome di irsutismo, acne e mestruazioni irregolari in una femmina adolescente/adulta o elevati livelli di testosterone, pari ai livelli di un maschio adulto (le donne presentano un livello di testosterone già normalmente, ma molto basso)

Nella forma classica si hanno anomalie nella secrezione di ormoni ipofisari a causa del deficit di cortisolo, come il CH o il TSH. Nelle due sottotipologie si ha virilizzazione prenatale dei genitali femminili e virilizzazione post-natale per eccesso di androgeni surrenalici. L'eccesso di androgeni determina una rapida crescita e una maturazione precoce delle epifisi, che porta ad avere, da adulti, una bassa statura. Sono bambini alti, ma poi la crescita si blocca e diventano quindi adulti bassi. Si ha la precoce comparsa di peli ascellari, pubici e facciali, unita ad acne. La fertilità è ridotta nelle donne, a causa di una vagina inadeguata, un'alta concentrazione di progesterone in fase follicolare (che impedisce lo sviluppo dell'uovo) e problemi psicologici. I maschi affetti, comunque, non sono ipervirilizzati.

Le bambine affette fanno tipici giochi maschili, ma non è confermata l'attitudine maschile nell'età adulta, anche se qualcuno afferma che scelgono professioni più “maschili”. Sono possibili depressione e problemi emotivi, e alcuni sostengono che è più alta la percentuale di omosessuali. Bisogna ancora chiarire se le manifestazioni siano dovute a una mascolinizzazione del cervello o se l'immagine di sé dipenda da come si viene trattati nel corso dello sviluppo.

Le femmine con CAH non hanno cervelli più simili nella morfologia ai maschi rispetto alle loro coetanee, tuttavia il volume dell'amigdala è significativamente ridotto, forse a causa dell'eccesso di androgeni di origine surrenalica e non testicolare (che hanno caratteristiche diverse). Non si osservano variazioni nell'ippocampo.

La sindrome di Turner è un disturbo genetico dovuto più spesso a un errore nella meiosi paterna: nella metà dei casi manca un cromosoma X e due terzi di questi pazienti hanno un X materno. Il genotipo è quindi XO. Sono possibili anche situazioni di mosaicismo (alcune cellule sono XX, altre XO), cromosoma ad anello o isocromosoma. Le manifestazioni più caratteristiche sono:

  • Bassa statura
  • Infantilismo
  • Collo particolare (tozzo)
  • Mancanza di caratteristiche sessuali secondarie. Si osservano torace largo, ovaie atrofiche, problemi al sistema linfatico, problemi cardiaci e palato ad arco alto, che può causare problemi di nutrizione

Dal punto di vista psicologico si osserva:

  • Un deficit nel QI non verbale
  • Cecità per la forma dello spazio: fanno fatica a ruotare mentalmente oggetti, a raffigurarsi orientamenti e direzioni e a svolgere altri compiti simili
  • Hanno però ottime capacità verbali (espressione e comprensione) e di attenzione
  • Dicotomia tra l'elaborazione globale e quella locale: nella figura di Rey si ha la copia della figura, ma si perde la configurazione totale; la paziente descrive i dettagli di un'immagine, ma non sa capirne il senso globale, e anche il discorso si basa sui dettagli, ma manca di integrazione
  • Si ha deficit di riconoscimento di volti familiari e nell'elaborazione di paura e rabbia, e si osserva anche difficoltà ad attribuire intenzioni sociali allo sguardo degli altri. Si elaborano i dettagli del volto, ma non il volto per intero (stesse prestazioni per riconoscimento di volti dritti e ribaltati)
  • Deficit di aritmetica (ma leggono molto)
  • Assunzione di ruolo femminile ma in modo immaturo
  • Dipendenza dalla famiglia (tendono a rimanere a casa), spesso vittime di bullismo e spesso troviamo anche scarsa autostima e deficitaria immagine corporea
  • Nell'infanzia si osserva un certo numero di bambini iperattivi, con il 10% dei casi di ADHD in adolescenza; alcune bambine, però, sono estremamente timide e inibite, soprattutto in adolescenza
  • Nelle relazioni sociali non rispettano i confini interpersonali e la proprietà altrui, hanno difficoltà con l'elaborazione dei volti, non sanno attribuire il significato agli sguardi e manifestano ansia sociale

Alle neuroimmagini è possibile osservare una lateralizzazione emisferica atipica e un'amigdala allargata soprattutto a sinistra, con riduzione del volume dell'ippocampo destro (che possiede recettori per estrogeni, e infatti è presente un solo X). Un gene, di solito quello materno, viene silenziato per effetto dell'imprinting; quindi se il gene sul cromosoma materno è inattivato, quando eredito un singolo X dal padre esprimo ancora quel gene, ma se lo eredito dalla madre avvertirò il deficit. Il gruppo con X materno necessita di educazione speciale, ha un QI più basso e una deficitaria cognizione sociale. Si osserva che queste pazienti hanno prestazioni molto più basse dei soggetti con X paterno nei compiti visuo-spaziali, mentre nelle prove verbali chi ha ereditato il cromosoma X paterno ha prestazioni più compromesse.

Tuttavia un soggetto XO dovrebbe essere uguale a un maschio nelle prestazioni che riguardano i geni presenti sul cromosoma X, cosa che invece non si osserva. È possibile che qualche gene sul cromosoma X si comporti come negli autosomi (cromosomi non del sesso), per cui c'è bisogno di entrambi i geni per esprimere un tratto. Questi geni hanno infatti regioni omologhe su X e su Y, e quindi le donne con sindrome di Turner, che non possiedono Y, non manifesterebbero il tratto. Nelle donne con sindrome di Turner si verifica quella che viene definita aploin-sufficienza, con ridotta produzione di certe proteine critiche, ad esempio, per la crescita (Xp22, gene forse anche responsabile del fenotipo cognitivo). Un altro gene studiato è Xp11.3, responsabile dell'elaborare espressioni di paura, dell'adattamento sociale e della morfologia del sistema limbico. Le donne con sindrome di Turner non producono né estrogeni né androgeni, per cui il trattamento può prevedere la somministrazione di ormoni.

La sindrome di Klinefelter è la causa più comune di infertilità maschile, ed è stata descritta come un disturbo endocrino con testicoli piccoli, ginecomastia, ipogonadismo e concentrazioni di FSH superiori al normale. L'incidenza è abbastanza alta (1:500), ma molti pazienti rimangono asintomatici: un paziente che non vuole avere figli non si preoccuperà della sua infertilità. Nella maggior parte dei casi i soggetti hanno genotipo XXY, ma ci sono anche casi con un numero maggiore di X, fino ad arrivare anche a casi di XXXXY. Nella maggior parte dei casi, l'X in eccesso è di derivazione paterna, ma esistono molti casi non diagnosticati. In caso di derivazione materna, invece, l'errore si verifica in seconda meiosi, in quanto una coppia di X non si separa, e rimangono una cellula senza cromosomi sessuali e una con due X (oltre a due cellule normali). Si osserva ridotta crescita di barba e peli sul petto, peli pubici femminili, fianchi larghi e braccia e gambe più lunghe; ulteriori manifestazioni cliniche possono essere l'osteoporosi, il diabete, il ritardo mentale e le anomalie cardiache.

Prima della pubertà si osservano solo anomalie fisiche, come testicoli più piccoli e gambe più lunghe; dopo la pubertà e adolescenza si manifestano invece sintomi da deficit di androgeni e le caratteristiche proporzioni scheletriche (sono soggetti molto alti, per la lunghezza delle gambe), con riduzione dei livelli di testosterone. Dopo i venticinque anni riduzione della libido, molta poca barba, impotenza, obesità, diabete, osteoporosi e ridotta massa muscolare. Per quanto riguarda il fenotipo cognitivo si ha un deficit non generale ma in ambiti molto specifici, soprattutto linguaggio e funzioni esecutive. C'è anche un aumentato rischio di disturbi psichiatrici, ma questo non è ancora confermato: uno studio svedese riporta un rischio quattro volte maggiore al normale di psicosi, e sei volte maggiore per autismo e ADHD. A causa dei tanti casi non diagnosticati, però, è difficile confermarlo.

È possibile riscontrare una riduzione globale e locale del volume della sostanza grigia e bianca; in particolare si osserva una riduzione bilaterale del volume dell'insula, del polo temporale (linguaggio), dell'ippocampo e dell'amigdala.

Ormoni e comportamento

Gli ormoni sono sostanze chimiche rilasciate nei vasi sanguigni e trasportate nell'organismo fino a una cellula bersaglio; qui si legano ai recettori e svolgono una funzione di attivazione. Possono però anche svolgere un'azione di tipo organizzativo, come la modificazione strutturale permanente o semi-permanente di una parte del sistema nervoso durante lo sviluppo. Questo accade soprattutto nei periodi critici o sensibili dello sviluppo: l'ormone si lega a recettori posti nel nucleo e influisce sull'espressione genica, e quindi anche sulla sintesi proteica o sulla formazione di nuove strutture (come durante la germinazione dei dendriti). Tuttavia la distinzione di effetti di attivazione e organizzativi non è spesso così netta, perché alcuni sistemi neurali sono sottoposti a un certo grado di plasticità (ad esempio ci sono modificazioni di connessioni durante il ciclo mestruale).

La comunicazione fra le cellule non avviene solamente grazie al sistema nervoso, ed esso non è l'unica determinante del comportamento; gli ormoni sono molecole prodotte dalle ghiandole endocrine e rilasciate nel sangue che raggiungono le cellule bersaglio, si legano ai loro recettori e producono così i loro effetti. Sono quindi molto simili ai neurotrasmettitori: comunicano informazioni da una cellula che li rilascia a una cellula che ha i recettori a cui si legano. Una sostanza agisce quindi da ormone (e non da neurotrasmettitore) se viene rilasciata lontana dal suo bersaglio e trasportata tramite il flusso ematico; una sostanza, comunque, può agire sia da neurotrasmettitore che da ormone. Gli ormoni trasmettono in maniera diffusa.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ciccina.ale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del ciclo di vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Rossi Anna.
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