L'insegnante in prima linea per affrontare la crisi dell'adolescente
L'insegnante è in prima linea per affrontare la crisi dell'adolescente e il possibile disagio. Le difficoltà del compito scolastico possono far emergere altre difficoltà e la scuola ha responsabilità di intervento. Per rafforzare la motivazione dell'insegnante è fondamentale la consapevolezza dei limiti precisi del suo campo d'intervento e l'importanza della sua personalità, in quanto modello d'identificazione ed educatore.
Il ruolo della scuola
Un handicap è uno svantaggio sociale, il punto d'arrivo di situazioni diverse, il cui risultato può essere peggiorato da incompetenza, incuria o limiti. È necessaria una diagnosi funzionale estesa ad ogni forma di disadattamento perché il recupero e la prevenzione dei problemi più gravi dipendono dalla valorizzazione delle potenzialità disponibili e dall'eliminazione dei danni/deficit già avvenuti.
È fondamentale l'incoraggiamento, secondo Adler, quale espressione di un rapporto interpersonale di fiducia, rispetto, scambio, accettazione e integrazione, anziché assistenzialismo. Ogni persona, sana o malata, ha pari dignità e ruolo sociale, stessi diritti e doveri, nei limiti delle possibilità individuali.
Il disagio dell'insegnante
I compiti della scuola
La crisi adolescenziale è una crisi d'identità (Erikson) che deriva da una situazione di cambiamento interno e relazionale, a livello fisico e psicologico, con difficoltà a integrare nuove pulsioni, aspetti di sé e capacità per costruire l'identità adulta. Oggi vi sono mutazioni storiche, culturali ed economiche che dilatano i tempi di durata dell'adolescenza, creando confusione di ruoli e sfasamento della maturazione, che è psicologicamente ritardata rispetto a quella biologica.
Nella crisi adolescenziale si distinguono due momenti: il rapporto con il nuovo sé e il rapporto con gli altri, dove l'ambiente può essere facilitante o patogeno. La relazione è scambio, occasione di confronto e messa in discussione di sé. La scuola è matrice d'interscambio e interazione, dove l'aspetto relazionale è motore del processo educativo, e può collaborare alla prevenzione del disagio psichico. La sua finalità è istruire ed educare, facendo acquisire gradualmente capacità di prestazioni intellettuali e comportamentali e apprendimento di contenuti culturali essenziali per l'inserimento sociale e adeguata comprensione della realtà.
Perciò, è necessario un nuovo tipo d'insegnante, con funzioni strumentali e disposizione alla comprensione e sostegno. Deve essere attento alle motivazioni del conoscere, ai fenomeni transferali, alle dinamiche di gruppo e alle caratteristiche psicologiche del singolo.
Ruoli dell'insegnante
La personalità dell'insegnante è fondamentale per la maturazione degli allievi. Alcuni ostacoli al rapporto hanno spesso origine dalla costituzione caratteriale dell'insegnante; l'immaturità del bambino può suscitare nell'inconscio dell'insegnante risonanze emotive che riattivano fantasie, simbolizzazioni, aspetti conflittuali e inducono: autoritarismo, idealizzazione, intellettualizzazione, spinte aggressive o sessuali, ansie e insicurezze.
È necessaria:
- Disponibilità agli altri, apertura, comprensione e cooperazione
- Consapevolezza dei possibili errori insiti nei propri atteggiamenti
- Conoscenza dei processi che concorrono a strutturare la personalità individuale
- Ristrutturare i modelli cognitivi che l'allievo non ha compiuto per situazione di svantaggio, carezze ambientali; l'insegnante non si limita a trasmettere contenuti, ma interviene operativamente nella fase di concettualizzazione e conosce il ritardo dell'apprendimento nelle sue diverse cause (costituzionali, socioculturali, psicoaffettive) perché l'asseto cognitivo è ancora modificabile in adolescenza
- Sinergismo tra operatori di diverse competenze
Difficoltà e disagio
Spesso l'insegnante sperimenta vissuti di insicurezza e inadeguatezza verso un impegno sproporzionato e non calibrato sulla specifica preparazione. Può assumere una funzione correttiva rispetto alle carenze familiari. Nella nostra società, l'educazione è l'unico sostituto ai riti di passaggio che sancivano l'ingresso nella società adulta.
Difficoltà:
- Solitudine e isolamento di fronte alla classe; è l'unico a dover affrontare un gruppo, il rapporto è triangolare (insegnante/allievo/classe), a volte le reazioni di un singolo sono comprensibili solo se si considera lo sfondo classe. La preparazione in questo campo è carente, necessità di formazione permanente per riparare alle insicurezze e ansia degli insegnanti
- Tendenza al disimpegno: mancanza di vere motivazioni, il soggetto ha sostituito con una meta fittizia e compensatoria la sua finalità autentica, alla base del disagio può esserci il confronto con situazioni inadeguate rispetto alle aspettative
- Carenza di preparazione rispetto ai nuovi compiti allargati ne segue uno stato di frustrazione, messa in discussione dell'autostima che si riflette negativamente sul rapporto per la necessità di essere modello positivo nella costituzione dell'identità dell'allievo
L'insegnante con buona stima di sé, consapevolezza del suo compito, competenze e capacità di mettersi in discussione per esigenze dell'altro, rispetto, si troverà a svolgere in modo positivo il suo compito.
L'adolescenza
Crisi come fase di vita
L'igiene mentale si occupa della prevenzione del disagio psichico, prestando particolare attenzione all'interazione uomo/ambiente e all'influenza che l'ambiente può avere sull'insorgere o decorso della sofferenza psichica. Nelle malattie mentali concorrono elementi biologici e ambientali; il disadattamento può essere elemento scatenante.
Nel corso della vita vi sono diverse fasi critiche: la crisi è ogni tappa che comporta un cambiamento importante a cui l'uomo deve adattarsi attraverso risorse personali. L'adattamento è la capacità individuale di rispondere adeguatamente alle richieste sociali. Di per sé, la crisi non ha significato negativo, ma può essere una spinta evolutiva verso una nuova maturità. Diversi momenti di crisi includono adolescenza, inizio lavoro, vita di coppia, maternità/paternità, menopausa, invecchiamento, pensionamento, catastrofi, lutti, malattie, incidenti e altri eventi esposti al rischio di disagio psichico che richiedono una nuova identità.
L'adolescenza come crisi
Soprattutto nella società contemporanea, in passato il raggiungimento dell'età adulta era sancito e riconoscibile da riti di passaggio: il giovane acquisiva un nuovo ruolo con precise caratteristiche, era aiutato a risolvere le sue insicurezze relative ai cambiamenti somatico-psicologici. Oggi l'adolescenza è una lunga tappa che si dilata sempre più nel tempo, il suo ruolo è confuso e indefinito.
Proprio l'allungamento nel tempo favorisce confusione di ruoli, sfasamento della maturazione psicologica, che è in ritardo rispetto a quella biologica. Oggi la pubertà è più precoce grazie a una migliore assistenza sanitaria e nutrizione più ricca, che porta a eterocronia (non tutte le capacità sono presenti allo stesso modo).
Oggi il ruolo dell'adulto è più contraddittorio: si richiede responsabilità, ma la società non concede per la situazione socioeconomica generale l'alternativa dell'autonomia attraverso il lavoro. Vi è un'anticipata maturazione sessuale, ma non ha contemporaneamente raggiunto la maturità psicologica per esercitarla. Vi è maggiore libertà, ma l'individuo è esposto a messaggi e tentazioni che non corrispondono alle sue reali possibilità e preparazione psicologica.
Gli aspetti fondamentali della crisi:
- Trasformazioni somatiche: l'immagine di sé organizzata nell'infanzia subisce un cambiamento, ne deve costruire una nuova a cui siano legati i cambiamenti di ruolo e l'integrazione dei connotati sessuali
- Nuove abilità cognitive: raggiungimento del pensiero astratto, nuove possibilità da sperimentare
- Accentuazione dell'aggressività: le capacità di controllo non sono ben sviluppate, impulsività verso l'esterno o inibizione
- Relazioni con gli altri: ricerca di modelli identificatori per costruire la nuova identità (solitamente genitori rifiutati e ricerca del gruppo dei pari)
Il disagio dell'adolescente
Oggi il disagio psichico in adolescenza sembra più frequente, e non sempre è necessario...
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