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Disturbi d'ansia

L'ansia aiuta a individuare i pericoli ed è indice dell'importanza che per noi ha un determinato avvenimento. Viene vissuta sul piano somatico e sul piano psichico:

Correlati somatici

  • Attivazione neurovegetativa: tachicardia, ipertensione, iperpnea
  • Attivazione muscolare: prelude alla reazione comportamentale di attacco/difesa o fuga
  • Aumento vascolarizzazione muscolare
  • Aumento tono muscolare

Correlati psichici

  • Allarme emotivo: va dal semplice disagio, a uno stato d'allarme, al senso di terrore
  • Valutazione cognitiva
  • Individuazione del pericolo
  • Elaborazione della reazione (attacco o fuga)

Ansia, paura e fobia sono sovrapponibili sul piano somatico e in parte anche sul piano psichico: ciò che cambia è lo stimolo che determina la reazione:

  • L'ansia non ha un oggetto/una situazione noti che la determinano.
  • La paura è determinata da un oggetto/una situazione noti che inducono lo stesso tipo di reazione, anche se di varia intensità, nella maggior parte degli individui.
  • La fobia è determinata da un oggetto/una situazione noti che non inducono la stessa reazione nella maggior parte degli individui.

Naturalmente la demarcazione tra paura e fobia non è sempre facile da determinare: un pericolo può essere sopravvalutato o sottovalutato. Prima del giudizio clinico si colloca un giudizio antropologico della correttezza o meno della valutazione del pericolo, giudizio intriso di elementi socioculturali. Quanto bisognerebbe aver paura di viaggiare in automobile? Moltissimo, vista la percentuale di incidenti: ma noi giudichiamo sana una persona che non ne ha per nulla, almeno in condizioni di viaggio ordinarie.

Nosologia

  • L'ansia eccessiva
    • Si può manifestare in forma cronica: disturbo d'ansia generalizzato
    • Si può manifestare in forma acuta: disturbo di panico
  • La fobia è per definizione una reazione abnorme, cioè non normale in senso statistico, ma diventa patologica solo quando compromette il normale funzionamento lavorativo e sociale dell'individuo
    • Fobia specifica
    • Fobia sociale
    • Agorafobia
  • La paura può diventare patologica in casi in cui venga indotto da un fatto di gravità estrema
    • Disturbo acuto da stress
    • Disturbo post-traumatico da stress

Tra questi disturbi il DSM IV comprende anche il DOC (disturbo ossessivo-compulsivo).

Disturbi da ansia eccessiva

Disturbo d'ansia generalizzato

Ansia continua, fluttuante, senza motivi specifici (≠ da ansia fobica). Epidemiologia. 5% della popolazione generale nel corso della vita. Di rado si presenta da sola: prelude, accompagna o segue una fobia o un disturbo da panico, oppure un DOC, oppure un disturbo dell'umore, oppure un disturbo somatoforme o un abuso di sostanze. Può sostanzialmente accompagnare qualsiasi altra sindrome psichiatrica, per cui molti autori ne mettono in discussione la definizione nosografica autonoma.

Esordio progressivo, in età giovanile ma anche più tardi. Decorso cronico con ampie oscillazioni della sintomatologia.

Sintomatologia. Il paziente è sempre teso e apprensivo. Gli spunti sono molteplici e mutevoli: bastano eventi della vita quotidiana → ritardo di un familiare, sospetto che possa essergli capitato qualcosa → sintomo influenzale, sospetto di una malattia grave → squillo del telefono fa trasalire. Questo determina iperattività cronica neurovegetativa e neuromuscolare che si manifesta con cefalea, tachicardia, tensione muscolare, dispepsia, facile affaticabilità, insonnia iniziale.

Il disturbo d'ansia generalizzato è tale, secondo la AAP (Associazione Americana di Psichiatria), quando dura almeno 6 mesi, perché l'ansia generalizzata è una condizione talmente comune che non si può considerare tout-court patologica.

Terapia

  • BDZ sono il primo livello di trattamento: due-tre somministrazioni a seconda dell'emivita, con lo scopo di coprire tutta la giornata. Dose iniziale bassa e successivamente elevata nei giorni successivi. Non oltre i 4-6 mesi per evitare tolleranza e dipendenza. Sospensione con scalare lento e progressivo.
  • Oppure anche SSRI
  • Interventi non farmacologici
    • Tecniche di rilassamento (yoga, training autogeno)
    • Psicoterapia cognitiva
    • Oppure psicoterapia psicodinamica

Disturbo di panico (DP)

Crisi di ansia molto intensa, con insorgenza improvvisa e inattesa (= non scatenato da particolari situazioni). In alcuni casi, viene ripetutamente scatenato, o la sua insorgenza viene favorita, da particolari circostanze che tuttavia non rientrano nelle tipiche situazioni fobogene, ma di circostanze casuali in cui si è manifestato il primo attacco e che il soggetto teme perché lo associa al proprio episodio di malessere.

Epidemiologia ed esordio. Prevalenza 2%. Più frequente nelle donne. Elevata trasmissione familiare e componente genetica, anche se nella genesi i fattori ambientali e psicosociali sono molto importanti. Esordio: 15-35, rarissimo dopo i 45. Il primo episodio di attacco di panico è per definizione riconoscibile e di solito ben impresso nella memoria del paziente. Tendenza alla cronicizzazione.

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Scienze mediche MED/25 Psichiatria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kikiki06 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psichiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Torre Eugenio.
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