I disturbi alimentari
Definizione
I disturbi alimentari sono un gruppo di sindromi cliniche in cui ad una condizione psicopatologica corrisponde un alterato comportamento alimentare. In passato ci si occupava meno dei disturbi alimentari, perché la prevalenza e l'incidenza erano minori. Ma ultimamente l'interesse è aumentato, perché l'incidenza è andata aumentando negli ultimi anni.
Tipologie di disturbi alimentari
I disturbi alimentari si distinguono in:
- Anoressia nervosa: rapporto patologico con il proprio corpo, con la propria identità e sessualità. Il rifiuto del cibo è un tentativo di compensazione attraverso la modifica del proprio corpo.
- Bulimia: disregolazione degli impulsi.
- Binge eating disease (BED): disregolazione degli impulsi, ma solo per un certo tipo di cibo (es. solo carboidrati); a metà strada tra bulimia ed obesità.
Le tre patologie sono nosologicamente ben distinte e presentano etiologia diversa, ma a volte i sintomi sono simili (cfr. la forma bulimica dell'anoressia).
Esclusione dell'obesità dai disturbi alimentari
Tra i disturbi alimentari non è compresa l'obesità. Infatti, nonostante implicazioni di tipo psicologico siano presenti nella maggior parte dei pazienti obesi, si è visto che trattare l'obesità come una patologia prevalentemente psichiatrica (es. con sedute di psicoterapia, psicofarmaci) non basta per portare alla guarigione. Per tale motivo, l'obesità non è considerato un disturbo alimentare. Naturalmente, la terapia psicodinamica può essere di grande aiuto anche per l'obesità: esistono dei gruppi di auto-aiuto composti da obesi, ma fungono da supporto a una terapia non psichiatrica.
Anoressia
Il termine letteralmente significa mancanza di appetito, dal greco anorexia (an- alfa privativo e órexis appetito), e con questo significato è comunemente utilizzato nelle discipline mediche per indicare un sintomo. Ma per il significato che assume in psichiatria, il termine non sarebbe il più etimologicamente corretto. In realtà le persone che soffrono della malattia anoressia non sono inappetenti: anzi, hanno fame (tanta!), ma nonostante questo non mangiano. Questo non si verifica in altre patologie psichiatriche, dove il termine assume la valenza di sintomo: ad esempio, nel paziente depresso che diventa inappetente perché ha paura di portar via il poco sostentamento che rimane alla propria famiglia.
Nosologia dell'anoressia
Si distinguono tre forme di anoressia:
- Forma classica: La paziente (più spesso si tratta di una ragazza) non si permette di mangiare: si parte da una dieta che però diventa sempre più restrittiva, sia per numero di alimenti sia per dosi, fino a ridursi a pochissimi, selezionati alimenti ipocalorici.
- Forma bulimica: La paziente non si permette di mangiare per la maggior parte del tempo, ma in certi momenti si abbuffa e poi vomita.
- Forma ossessivo-ipocondriaca: Accanto al non mangiare, si associa una sintomatologia di tipo ipocondriaco (soprattutto sintomi dell'apparato gastroenterico, come mal di stomaco) e ossessivo (presenza di ossessioni e compulsioni). Le ossessioni sono un disturbo del pensiero, come i deliri (i quali sono un errore morboso di giudizio che non si lascia modificare né dalla critica né dall'esperienza). Ma, a differenza dei deliri, nelle ossessioni la capacità di critica permane: io so che è un pensiero inutile/inopportuno, ma non posso fare a meno di pensarci. Questo pensiero mi angoscia e io riesco a risolvere questa angoscia solo con l'azione, ossia con la compulsione. Esempio: avrò chiuso il gas? (ossessione, se si ripete dopo la seconda-terza volta che ho controllato) vado a chiuderlo (mi rassicura: compulsione). Dopo il soddisfacimento compulsivo, l'ossessione si ripresenta e il ciclo ricomincia. Il processo diventa un rituale.
Epidemiologia
Prevalenza: 1/100 – 1/800. In aumento negli ultimi anni. Incidenza: 8.2/100000/anno (14.6 femmine, 1.8 maschi). Tra le ragazze di età compresa tra i 15 ed i 19 anni la prevalenza raggiunge i 480/100000. Nella storia, frequenti figure di sante anoressiche, mai di santi. Ma oggi sempre più maschi hanno questa malattia.
L'età di insorgenza sta diminuendo, soprattutto negli ultimi anni: a volte la malattia si manifesta fin dalle scuole elementari. Tanto prima insorge, tanto più è grave (cfr. le varie forme di schizofrenia del giovane e dell'adulto): è più difficile guarirne (perché il carattere non è ancora formato al momento dell'insorgenza) e può dare un alterato sviluppo fisico. Inoltre il suo esordio tipicamente adolescenziale rende più difficile il riconoscimento oppure può portare a una sovrastima: chi nell'adolescenza non si è sentito/a brutto, goffo, inadeguato? Ma non tutte queste situazioni evolvono verso una sindrome psichiatrica.
Più frequente in Occidente (terza causa di malattia cronica nelle adolescenti), ma presente anche nei Paesi del Terzo Mondo. Come mai l'anoressia è in aumento?
- Sono spesso proposti modelli irraggiungibili. La tendenza tuttavia è in diminuzione, ora per esempio le taglie 38 e inferiori non possono più sfilare.
- Siamo più capaci di autoosservarci. Secondo alcuni, questa è la causa principale.
Quadro clinico
Caratteristiche premorbose: bambine e ragazze timide, remissive, perfezioniste, competitive, tese ad ottenere il massimo ad ogni situazione; hanno di solito un rendimento scolastico superiore alla media. Di solito non hanno mai dato problemi alla famiglia ("non si è mai tinta i capelli di verde", "se le dici di tornare a mezzanotte non torna alle cinque del mattino"). Il legame familiare è abbastanza caratteristico: è presente una forte dipendenza dalla figura paterna, che in questo caso è insolitamente permissiva; le regole sono demandate alla madre, che richiede molto e un po' "fa il papà" (la cosiddetta "mamma generale").
Modalità di esordio
Può essere:
- Graduale, lento, insidioso, inizia con una dieta ipocalorica: l'adolescenza è il momento dell'accettazione da parte del mondo esterno e dell'altro sesso.
- Acuto, in relazione ad eventi specifici.